Cari sposi, così Quinto Settimio Fiorente meglio conosciuto come Tertulliano affermava: “Caro salutis est cardo”, cioè, “la carne è il cardine della salvezza” (De carnis resurrectione, 8,3: PL 2,806).
La salvezza, cioè la vita beata, la vita eterna in Dio è passata dall’Incarnazione del Verbo, dall’offerta di Gesù sulla Croce e con la Risurrezione. Conseguenza di tutto ciò è il dono dei sacramenti che ci uniscono alla vita stessa di Gesù. Se ci fate caso, i sacramenti sono sempre legati al corpo, a un contatto fisico (l’acqua nel Battesimo, il Crisma nella Confermazione, l’Eucarestia…). A prima vista, pensare che la vostra carne sponsale possa portare salvezza può destare meraviglia, eppure è proprio così. E quale salvezza allora portate voi sposi?
La risposta ce la dà un grande sacerdote, un mistico della spiritualità nuziale, p. Enrico Mauri (1883-1967). In una lettera scritta ad una sua figlia spirituale, coniugata, proprio nel giorno del Corpus Domini scrisse così:
“Il «Corpus Domini» è la festa del «Corpo del Signore», di quel Corpo che tutto se stesso ha donato alla sua mistica Sposa, la Chiesa vergine, castissima, impolluta, segregata dal peccato; di quel Corpo che, se a tutti i cristiani dona per l’amore che, a loro porta, alle sue mistiche spose dona per impulso di amore nuziale, come alla sua Chiesa. […] L’amplesso nuziale fa concorporei e consanguinei con l’uomo, con il cristiano, con l’immagine di Cristo Sposo, a seconda del piano in cui è visto l’amplesso. L’amplesso eucaristico fa concorporei e consanguinei di Cristo chi di Cristo si nutre, nel suo particolare rapporto con Lui che, se nuziale, è in luce nuziale. L’analogia che si vorrebbe rilevare è la seguente: non solo l’amplesso nuziale adombra, attraverso l’immagine, l’amplesso con Cristo e consuma il contratto sacramentale, ma è figura dell’amplesso eucaristico in quanto la concorporeità e la consanguineità che attua fa pensare alla concorporeità e consanguineità che opera l’amplesso eucaristico nel cristiano che, se è legato a Lui da vincoli nuziali misticamente stabiliti, diventa amplesso nuziale che consuma il suo patto di amore. Così dall’amplesso eucaristico si scende a santificare l’amplesso nuziale sacramentale, e da questo si sale a coronarlo nell’amplesso eucaristico” (P. Mauri, lettera a CE 050-1960).
Dall’incontro fisico con l’Eucarestia, con il Corpo Risorto di Cristo, al contatto intimo coniugale vi è un mare di grazie che si riversano su voi sposi. Dice su questo punto P. Raimondo Bardelli: “L’esercizio dell’intimità fisica degli sposi, riattualizzando il sacramento nuziale, aumenta in essi la comunione instaurata dalla consacrazione dello Spirito Santo, che li ha costituiti sacramento della nuova Alleanza, cioè favorisce negli sposi la crescita della vita divina (grazia santificante), il progresso nella virtù della castità, determinando una più intensa presenza dello Spirito Santo, “nuova effusione”, che li unisce più profondamente a Cristo” (R. Bardelli, L’amore sponsale, vita vera di Dio e degli uomini, Elledici, Torino 2005, p. 153).
Tutte queste grazie, tra cui anche una rinnovata fedeltà, la gioia profonda, un benessere psicofisico, la sana autostima… sono a loro volta pronte ad essere ridonate a chi vi sta intorno. Gesù non vuole donare solo a voi questi tesori ma tramite voi moltiplicarli ancora nelle persone con cui entrerete in contatto. Quindi, dalla Carne di Cristo alla carne nuziale il passaggio è breve e Gesù vuole che poi il frutto si espanda e che voi siate diffusori di questo Amore Grande.
Cari sposi, il Signore non vi chiede omelie o lezioni magistrali, ma vi concede il dono di essere presenza viva di Lui. I pulpiti da cui si predica e si predicherà sempre più il Suo Amore sono certamente gli Altari eucaristici ma anche i talami nuziali dai quali può sgorgare quell’acqua viva che il mondo, assetato e riarso, ha sempre più bisogno.
ANTONIO E LUISA
Padre Luca ha messo in evidenza uno dei punti a cui noi teniamo particolarmente. Amplesso ed Eucarestia hanno molto in comune. Per questo noi sposi abbiamo nella nostra intimità un’esperienza unica per comprendere l’Eucarestia. Nel dono totale vicendevole che ci fa una sola carne, possiamo capire qualcosa del dono totale di Cristo nel pane e nel vino che si fa uno con noi. Non è meraviglioso? Per questo è importante vivere l’intimità nel suo significato autentico di comunione.
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