Dai «Dialoghi» di san Gregorio Magno, papa (Lib. 2, 33; PL 66, 194-196) Scolastica, sorella di san Benedetto, consacratasi a Dio fin dall’infanzia, era solita recarsi dal fratello una volta all’anno. L’uomo di Dio andava incontro a lei, non molto fuori della porta, in un possedimento del monastero. Un giorno vi si recò secondo il solito […] La pia sorella perciò lo supplicò, dicendo: «Ti prego, non mi lasciare per questa notte; ma parliamo fino al mattino delle gioie della vita celeste». Egli le rispose: «Che cosa dici mai, sorella? Non posso assolutamente pernottare fuori del monastero».[…] Ma ella gli rispose: «Ecco, ho pregato te, e tu non hai voluto ascoltarmi; ho pregato il mio Dio e mi ha esaudita. Ora esci pure, se puoi; lasciami e torna al monastero». Ed egli che non voleva restare lì spontaneamente, fu costretto a rimanervi per forza. Così trascorsero tutta la notte vegliando e si saziarono di sacri colloqui raccontandosi l’un l’altro le esperienze della vita spirituale. Non fa meraviglia che Scolastica abbia avuto più potere del fratello. Siccome, secondo la parola di Giovanni, «Dio è amore», fu molto giusto che potesse di più colei che più amò. […]
Oggi è la memoria liturgica di Santa Scolastica, e la Chiesa ci dona uno scritto di san Gregorio Magno che racconta un aneddoto simpatico accaduto tra i due fratelli santi, ne abbiamo tagliato diverse parti a causa della lunghezza, però vi riassumiamo che santa Scolastica fa una preghiera silenziosa al Signore, e subito dopo scoppia una tale bufera da costringere il fratello (ed i suoi monaci accompagnatori) a rimanere contro la propria volontà per vegliare in preghiera ed intrattenere sacri colloqui.
Ma quello che ci aiuta nella riflessione è il commento di san Gregorio Magno: fu molto giusto che potesse di più colei che più amò. Questo commento sembra quasi ricalcare quello di Gesù riguardo alla donna che gli asciugò i piedi con le lacrime. E l’amore di cui si parla qui non è quello che intende il mondo, e cioè un mero sentimento o una serie di sentimenti buoni, no; l’amore di cui si parla qui è quell’atto di decidersi per il bene, per la cosa buona, è la volontà di stimare il bene e compiere azioni concrete per conseguirlo.
Sicuramente tra i lettori ci sono mamme che ricordano le poppate notturne, anche papà si intende, e non erano di certo tutte un tripudio di sentimenti benevoli; ci saranno state notti faticose, alzate controvoglia, risvegli più duri. Probabilmente le prime poppate notturne sono tutte intrise di tenerezza materna, ma poi col passare delle settimane e dei mesi comincia a farsi sentire la stanchezza, e quindi la mamma smette di amare il piccolo?
Non è forse vero che di notte, anche se distrutta dalla stanchezza e dal sonno mancato, anche se i sentimenti spingono verso l’opposto, la mamma allatta il proprio figlioletto, lo coccola, gli cambia l’ennesimo pannolino, lo ninna, ecc…? E perché lo fa? Cosa la spinge a soffocare i propri sentimenti e ad agire da mamma? L’amore che nutre per il figlio, quell’amore che mira al bene del bimbo.
Cari sposi, è proprio questo l’atteggiamento che dobbiamo avere dentro il Matrimonio: atti di amore concreto, bisogna volerlo l’amore, volerlo a tutti i costi, anche se dobbiamo ingoiare bocconi amari, anche se dobbiamo soffocare i nostri sentimenti… certo che sarebbe meglio essere sostenuti dai sentimenti, sicché saremmo molto facilitati in questo comandamento, ma non è sempre così.
Un altro esempio di vita ci viene incontro: forse tanti di noi hanno potuto compiere gli studi grazie agli enormi sacrifici dei genitori, forse molti vivono nella casa pagata dal nonno grazie ai suoi risparmi sudati, ebbene questi nostri avi hanno compiuto gesti concreti di privazioni e sacrifici per amore nostro, forse non avevano chissà quali sentimenti che li aiutavano però li hanno compiuti lo stesso, e questo non lo chiamiamo forse amore? Certo che sì.
Coraggio allora sposi, prendiamo esempio da santa Scolastica che ha ottenuto dal Signore perché ha tanto amato. Se faremo così ne vedremo delle belle nel nostro Matrimonio.
Giorgio e Valentina
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