Cari sposi, vorrei che tornaste al momento preciso in cui avete deciso di sposarvi, quando avete preso la decisione di condividere tutta la vita con il vostro futuro coniuge. Sono stati di sicuro momenti estremamente intensi quanto a sentimenti, in cui la mente sognava la casa, i figli e vi immaginavate come sareste stati insieme, condividendo finalmente tutte le cose. Di certo, l’impatto con la realtà ha rimodellato non poco quel progetto iniziale, non solo facendovi guardare a vicenda con maggior realismo ma soprattutto vi ha insegnato – lo spero tanto – che Gesù è stato comunque presente nelle pieghe della vostra vita di coppia, anche se non ve ne accorgevate. Sappiamo bene che il Buon Pastore è sempre lì davanti, nonostante la nebbia, sole, neve, vento…
Proprio questa certezza è al centro della Liturgia della Domenica delle Palme. O meglio, il suo fondamento si trova in modo eccellente nella Settimana Santa a cui Essa dà inizio. Oggi la Parola è particolarmente abbondante e vi incontriamo tanti personaggi, tra i più disparati (Maria, i soldati, gli apostoli, il centurione, il sinedrio…), come non capita in nessun’altra festa dell’anno. Sto per dire una cosa difficile da pensare e focalizzare ma in realtà i personaggi del Vangelo del Passio sono solo due: Gesù Sposo e la Chiesa Sposa. Mai come oggi emerge chiaramente l’identità nuziale di Cristo che viene a Gerusalemme per celebrare e consumare la sua unione definitiva con Lei.
Perciò vi invito a guardare e meditare il Vangelo con uno sguardo sapienziale, che va oltre le singole circostanze. In tutti quei volti che scorrono davanti a Gesù ci sono anche i vostri e la vicenda narrata da Matteo, in fin dei conti, ricalca la vostra storia che si è concretizzata in un qualche modo nella vostra relazione di coppia. Dico questo perché quando ci vediamo coinvolti in tal modo nel rapporto con il Signore allora la vita cambia sul serio e le parole del Vangelo ci arrivano diritte al cuore. Un po’ come accadde a Pietro Sarubbi il quale, abituato com’era a vestirsi e svestirsi come attore in vari ruoli cinematografici, nel momento in cui impersonò Barabba, sul set di The Passion, e incrociò lo sguardo di Gesù, la sua vita venne trasformata dalla Grazia. Bastò solo fissare pochi momenti Gesù e si sentì amato profondamente da Lui.
Cari sposi, gli eventi della Settimana Santa che solennemente iniziamo oggi, sono in definitiva lo sfondo su cui si muove la vostra vita. Vi invito e vi incoraggio accoratamente a calarvi in pieno anche voi nella Parola in modo che Gesù, che è vivo e risorto, possa nuovamente trasformarvi e rinnovarvi quale Sposa fedele e innamorata.
ANTONIO E LUISA
Approfittiamo di questa settimana per fermarci davvero. Non per scappare, ma per guardare in faccia la nostra storia. Proprio lì dove ha fatto più male. Lì dove sembrava finita. È in quei momenti che siamo saliti sulla croce, e proprio da lì siamo rinati. L’amore di Gesù non segue i criteri del mondo: non calcola, non pretende, non si difende. Si dona. Fino in fondo. E questo, a uno sguardo superficiale, sembra ingiusto. Ma è una giustizia più alta, quella dell’amore vero. Anche nella coppia è così: amare davvero significa smettere di misurare e iniziare a donarsi. Non è facile. Non è “conveniente”. Ma è l’unica via che rende l’amore pieno. Io non voglio una relazione a metà, fatta di compromessi e paure. Voglio un amore che chieda tutto, perché solo così può dare tutto.
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