C’è un equivoco che, come cristiani, rischiamo talvolta di portare con noi: pensare che la fede riguardi soprattutto la nostra dimensione spirituale. Preghiera, sacramenti, morale, vita ecclesiale. Tutto vero, naturalmente. Ma Gesù Cristo non è venuto semplicemente per renderci persone più religiose. È venuto per restituirci pienamente alla nostra umanità.
Cristo è vero Dio, ma è anche vero uomo. E il Vangelo, se impariamo a leggerlo anche da questo punto di vista, è sorprendentemente intriso di psicologia: troviamo emozioni, paure, desideri, relazioni, conflitti, ascolto, manipolazioni, libertà, responsabilità, scelte. Gesù incontra persone concrete e le accompagna a diventare più libere e autentiche. Da questa convinzione nasce “In relazione con Te – Fede, psiche e libertà affettiva alla scuola di Cristo”, un percorso di formazione che vuole mettere in dialogo fede cristiana e scienze umane, in particolare alcuni strumenti dell’Analisi Transazionale.
Un percorso che, in realtà, serve a tutti
Il corso nasce dalla collaborazione tra Amati per Amare e MatrimonioCristiano.org, due realtà impegnate nella formazione cristiana e nell’integrazione tra crescita spirituale e crescita umana. A guidare il percorso sono Claudia Viola, psicoterapeuta e Analista Transazionale, Roberto Reis, psicologo e terapeuta in formazione, e Antonio De Rosa, blogger cristiano, formato come direttore spirituale per coppie e counselor analista transazionale di base.
Formalmente il percorso è rivolto a educatori, operatori pastorali, sacerdoti, sposi, genitori e a quanti accompagnano altre persone. Ma sarebbe riduttivo considerarlo una formazione riservata a chi svolge un servizio educativo o pastorale. È un percorso che può servire davvero a tutti. Perché tutti siamo in relazione. Tutti comunichiamo. Tutti proviamo emozioni che a volte comprendiamo e altre volte ci travolgono. Tutti abbiamo imparato, fin dall’infanzia, alcuni modi di comportarci che continuiamo a ripetere da adulti. Tutti rischiamo di entrare in dinamiche relazionali poco sane. E tutti abbiamo bisogno di diventare più consapevoli di ciò che accade dentro di noi.
Conoscersi meglio non significa ripiegarsi su se stessi. Al contrario: più conosco ciò che mi abita, più posso diventare libero di amare.
Il corso si sviluppa attraverso cinque incontri online, in diretta, della durata di tre ore, con possibilità di recuperare successivamente l’incontro per chi non può partecipare. Ogni modulo mette in relazione un episodio evangelico con uno specifico strumento psicologico, alternando contenuti teorici e applicazioni concrete. Ed è proprio questa la caratteristica più interessante: non si prende una teoria psicologica per poi aggiungervi qualche citazione evangelica. Si parte da Cristo e dalla sua umanità.
I sei incontri: imparare l’umano guardando Gesù
Sabato 19 settembre – Marta e Maria: conoscere i propri Stati dell’Io
Il percorso si apre con l’incontro di Gesù con Marta e Maria (Lc 10,38-42), una pagina conosciutissima che può essere letta anche attraverso gli strumenti dell’Analisi Transazionale. Marta appare immersa nel fare, nella responsabilità, nel bisogno che le cose siano fatte nel modo giusto. In questa lettura agisce prevalentemente nello stato dell’Io del Genitore Critico. Maria, invece, si lascia coinvolgere dall’incontro e dall’ascolto, mostrando maggiormente i tratti del Bambino Libero. Gesù non condanna semplicemente una modalità per esaltarne un’altra: richiama piuttosto a una maggiore integrazione e consapevolezza. Durante l’incontro impareremo a conoscere gli Stati dell’Io – Genitore, Adulto e Bambino –, riconoscendo quale parte di noi prende più facilmente il sopravvento nelle diverse situazioni. Comprendere questi meccanismi aiuta a trasformare il proprio stile relazionale e a costruire rapporti più liberi, adulti e armoniosi.
Sabato 17 ottobre – Gesù e la Samaritana: imparare davvero ad ascoltare
L’incontro tra Gesù e la Samaritana (Gv 4,1-42) è uno dei dialoghi più belli del Vangelo. Gesù incontra una donna con una storia complessa e non parte dal giudizio. Le parla, la ascolta, le permette di raccontarsi. Allo stesso tempo non rinuncia alla verità. Accoglienza e autenticità non si contrappongono mai. È proprio questa capacità che spesso manca nelle nostre relazioni. A volte ascoltiamo soltanto per trovare il momento giusto per rispondere. Altre volte interpretiamo ciò che l’altro dice attraverso le nostre paure e i nostri pregiudizi. Questo incontro sarà dedicato all’ascolto attivo e alla comunicazione efficace. Impareremo alcuni strumenti per accogliere realmente ciò che l’altro sta dicendo, verificare di averlo compreso e, nello stesso tempo, riuscire a esprimere pensieri, emozioni e bisogni con maggiore autenticità. Perché tante crisi relazionali non nascono dalla mancanza di amore, ma dall’incapacità di comunicare quell’amore in modo comprensibile all’altro.
Sabato 21 novembre – Il Getsemani: diventare adulti nelle emozioni
Nel Getsemani (Mt 26,36-46) incontriamo un Gesù profondamente umano. Ha paura, prova angoscia e tristezza. Non nasconde ciò che sente e non finge una forza che non prova. È una pagina fondamentale per comprendere che maturità non significa non provare emozioni difficili. Gesù riconosce quello che accade dentro di sé, gli dà un nome, lo condivide con i discepoli e lo porta nella relazione con il Padre. L’incontro sarà quindi dedicato a emozioni e sentimenti: come riconoscerli, comprenderli, esprimerli e imparare gradualmente a gestirli. Rabbia, paura, tristezza e vergogna non sono nemici da eliminare. Sono segnali che raccontano qualcosa di noi. Il problema nasce quando non sappiamo riconoscerli oppure quando permettiamo loro di determinare automaticamente le nostre azioni. La libertà affettiva passa anche dalla capacità di dire: “Questo è ciò che provo, ma non sono obbligato ad agire secondo ciò che provo”.
Sabato 12 dicembre – La donna adultera: uscire dai giochi psicologici
Nel racconto della donna adultera (Gv 8,1-11) i farisei sembrano interrogare Gesù, ma in realtà stanno costruendo una trappola. È una dinamica molto simile a ciò che, in psicologia, viene definito gioco psicologico: una relazione apparentemente normale dietro la quale si nasconde un secondo livello, spesso inconsapevole, che porta verso un esito già conosciuto. Gesù non entra nel gioco. Non assume il ruolo che gli altri vorrebbero imporgli. Non diventa né persecutore né complice. Introduce invece qualcosa di nuovo, costringendo ciascuno ad assumersi la propria responsabilità. Durante questo incontro impareremo a riconoscere i giochi psicologici che spesso si ripetono nelle relazioni: provocazioni, ricatti emotivi, vittimismo, accuse, salvataggi non richiesti. L’obiettivo non sarà imparare a etichettare gli altri, ma riconoscere i nostri copioni relazionali e scoprire che possiamo smettere di recitare sempre la stessa parte.
Sabato 16 gennaio – Le nozze di Cana: imparare a costruire il “noi”
L’ultimo incontro prende spunto dalle nozze di Cana (Gv 2,1-11). Una festa di matrimonio rischia di trasformarsi in una situazione di vergogna e fallimento: manca il vino. Gesù entra proprio dentro questa mancanza e la trasforma. È un’immagine estremamente concreta anche per la vita di coppia. Prima o poi, infatti, in ogni matrimonio “manca il vino”: possono arrivare incomprensioni, stanchezza, differenze, conflitti, periodi nei quali l’altro sembra non riuscire più a rispondere ai nostri bisogni. La domanda diventa allora: come si costruisce e si custodisce il “noi”? Durante l’incontro saranno offerti alcuni primi strumenti relativi all’ascolto, alla comunicazione, alla gestione del conflitto e alla reciprocità. Verranno inoltre introdotte alcune dinamiche tipiche della relazione di coppia, aiutando a comprendere le ragioni che possono stare dietro determinati comportamenti del partner. Si tratterà volutamente di un primo assaggio. Il tema della coppia è troppo ampio per essere esaurito in poche ore e verrà successivamente approfondito attraverso un percorso specificamente dedicato.
Cinque incontri, quindi, per partire dal Vangelo e tornare alla nostra vita concreta. Perché seguire Cristo significa certamente imparare a pregare e credere, ma significa anche imparare ad ascoltare, comunicare, conoscere le proprie emozioni, uscire dai copioni che ci imprigionano e diventare più capaci di relazione. Più diventiamo pienamente umani, più diventiamo capaci di amare.
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Antonio e Luisa