Si può imparare a far funzionare bene un matrimonio? Si può imparare a discutere senza umiliarsi, a chiedere perdono, a comunicare quando sembra impossibile capirsi, a custodire la tenerezza negli anni? Si può imparare a vivere la sessualità come un vero linguaggio dell’amore? A riconoscere le proprie ferite senza lasciare che governino la coppia? A rimanere uniti quando arrivano le prove? A sperare ancora dopo un aborto spontaneo, quando una gravidanza perduta lascia nella coppia un vuoto che spesso gli altri non comprendono? E, si può imparare, insieme, a trasformare anche un lutto prenatale in un cammino di amore, fede e speranza?
La risposta della Scuola Nuziale, giunta alla sua terza edizione, è sì! Proprio in questo sta la sua intuizione più bella e controcorrente: l’amore non è soltanto qualcosa che accade; è qualcosa che si può imparare, allenare, custodire e far crescere. Perché – se nella vita siamo disposti a studiare per un lavoro, a prendere una patente, a imparare una professione – dovremmo pensare che per diventare marito e moglie basti innamorarsi?
Ci prepariamo con attenzione al giorno delle nozze: scegliamo la chiesa, il ristorante, i fiori, le fotografie, gli abiti. Ma chi ci insegna a essere sposi quando il matrimonio comincia davvero? Chi ci prepara al primo litigio, alla gestione delle differenze, alla nascita dei figli, alle ferite che riemergono, ai momenti in cui ci si ama ancora ma non ci si comprende più? E soprattutto, chi accompagna una coppia quando arriva una prova di cui si parla ancora troppo, la perdita di un figlio? La Scuola Nuziale è l’unico percorso per coppie che dedica uno spazio specifico anche all’esperienza dell’aborto spontaneo e del lutto prenatale, riconoscendo che la perdita di un figlio atteso non riguarda soltanto la donna, ma può ferire profondamente entrambi gli sposi e la relazione stessa. In un mondo che spesso invita a “voltare pagina” troppo in fretta, qui si può trovare uno spazio per dare un nome al dolore, attraversarlo insieme e riscoprire, anche nella fede, la possibilità di sperare.
La Scuola Nuziale nasce proprio per offrire agli sposi e ai fidanzati un’occasione concreta per fermarsi, guardare la propria relazione con occhi nuovi e riscoprire la straordinaria vocazione ricevuta nel Sacramento. Il percorso, promosso nell’ambito del Progetto Mistero Grande e dell’Intercomunione delle famiglie, affronta l’amore sponsale nelle sue dimensioni più profonde e concrete: la relazione, il corpo, la sessualità, la psiche, le ferite e le risorse della coppia, senza dimenticare le prove che possono attraversare la storia di due sposi.
Perché il punto non è diventare una “coppia perfetta”, che non esiste! Il punto è diventare una coppia capace di ricominciare, di perdonarsi, di crescere e di lasciarsi trasformare dalla grazia. San Paolo definisce il matrimonio un «mistero grande» riferendolo a Cristo e alla Chiesa (Ef 5,32): una frase che cambia completamente prospettiva. Il matrimonio cristiano non è soltanto una storia d’amore privata. È una testimonianza dell’amore di Cristo. È una piccola Chiesa domestica. È una strada attraverso la quale Dio educa due persone ad amare sempre di più.
E allora la domanda non è soltanto: “Il nostro matrimonio funziona?” La domanda vera è: “Che cosa stiamo facendo perché il nostro matrimonio viva, cresca e porti frutto?”. La terza edizione della Scuola Nuziale è un invito proprio a questo: regalare tempo alla coppia, fermarsi dalla corsa quotidiana, imparare, confrontarsi, pregare, riscoprire ciò che forse con gli anni abbiamo dato per scontato e affrontare anche quelle ferite che troppo spesso restano nascoste.
Perché dell’amore non si smette mai di essere studenti. E, forse, è proprio questa la buona notizia: non siamo chiamati semplicemente a far funzionare il nostro matrimonio. Siamo chiamati a farlo fiorire. Anche quando la vita ci mette davanti a una perdita. Anche quando il dolore sembra cancellare il futuro che avevamo immaginato. Anche quando dobbiamo imparare, insieme, a sperare oltre un lutto prenatale.
La Scuola Nuziale torna per la terza volta. Potrebbe davvero essere l’occasione per tornare “sui banchi dell’amore: non perché il nostro matrimonio sia “sbagliato”, ma perché l’amore, quando è vero, merita di essere conosciuto sempre più profondamente. E perché, con Cristo al centro, persino le ferite più profonde possono diventare — senza negare il dolore — luoghi nei quali ricominciare a sperare.
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Fabrizia Perrachon
“Battiti d’amore vero”: testo di Fabrizia Perrachon, voce e musica di Marco Mammoli, realizzazione artistica di Michele Rosati. LA PRIMA CANZONE D’AMORE PER I BAMBINI NATI IN CIELO! Ascoltatela, cantatela, imparatela e diffondetela da questo link. Per acquistare i miei libri clicca qui. Desideri offrirmi un caffè, un cappuccino o una spremuta? Clicca qui! Mi darai una mano fondamentale nel sostenere tutte le mie numerose attività di evangelizzazione e diffusione della speranza cristiana! Grazie davvero dal profondo del cuore. Fabrizia