Per avere quella pietra ho dovuto vendere tutto

Oggi vorrei tornare sul Vangelo di ieri e riflettere insieme a voi su un versetto: Il regno dei cieli è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra. Non so se ci avete mai fatto caso ma non è tutto così semplice come sembra. C’è un passaggio che viene spesso sottovalutato. Certo che il mercante, trovata la perla, vuole farla sua. Deve però vendere tutto ciò che possiede. Capite! Non è per nulla facile.

La pietra di gran valore per noi sposi è il nostro matrimonio, una relazione che apre ad un amore autentico e a Dio stesso nell’esperienza di quell’amore. Però dobbiamo vendere tutto. A chi? A Dio. Tutto ciò che siamo e che abbiamo va dato a Dio, va messo nel matrimonio. Io ci ho messo un po’ a capirlo. Non è stato per nulla facile.

All’inizio del matrimonio, non ho dato tutto. C’era una parte di me che non voleva lasciare andare i “privilegi” della vita da single. Non volevo rinunciare a ciò che pensavo fossero le mie ricchezze. Non volevo rinunciare agli amici, alle partite di calcio, alla tranquillità che provavo quando tornavo a casa. Vedevo tutta la mia vita come una serie di sacrifici, come rinunciare a qualcosa che avevo. Ero così concentrato su ciò a cui dovevo dire di no che non riuscivo a gustare appieno l’esperienza unica della sponsalità. Non riuscivo a vedere la meraviglia di una donna che si offriva completamente a me e per me. Che metteva Cristo al centro di tutto. Cosa potrebbe esserci di più bello di questo? Lei era il dono più prezioso che Dio mi aveva dato e non solo non ero grato, ma mi lamentavo per quello che credevo mi avesse tolto.

Ma con il passare dei mesi, qualcosa ha iniziato a cambiare dentro di me. Ho cominciato a vedere l’incredibile valore nel darmi completamente a questo matrimonio, nell’accogliere la profondità dell’amore che offre. Ho capito che rinunciando a ciò che pensavo di aver perso, stavo guadagnando molto di più. La gioia di condividere la mia vita con qualcuno che si preoccupava davvero, che mi amava e mi supportava incondizionatamente era incommensurabile. Ho cominciato a capire che il matrimonio non riguarda la perdita dell’individualità, ma la comunione di due vite per creare qualcosa di più grande.

Solo quando sono riuscito anch’io a fare questo salto, tutto è cambiato. Ho dato tutto. Non ho dovuto, in verità, rinunciare a tutto. Mi è rimasto il tempo per il mio sport e per gli amici. Sono tutte cose che però hanno una nuova collocazione. Non sono più una priorità. Hanno preso il loro giusto posto. La priorità è la mia famiglia. Questo è il significato del Vangelo. Dio non vuole che rinunciamo a tutto, non vuole prenderci tutto, ma vuole essere messo al giusto posto. Solo così dando tutto troveremo tutto. Lo dice anche Gesù: Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.

Antonio e Luisa

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