Se seguite il blog, sapete già che Luisa ed io trattiamo spesso il tema del sesso e dell’intimità nel matrimonio. A volte veniamo accusati di essere fissati. Se trattiamo questo ambito è principalmente perché è tra i più sottovalutati tra i cattolici e perché è proprio lì che si annidano tanti problemi.
No! Non possiamo vivere un matrimonio autentico senza vivere una intimità sana e vera. Poi certamente esistono fasi della vita dove forse non si può fare l’amore per tanti motivi, ma deve essere un sacrificio non poterlo fare e non una liberazione. Esistono poi stagioni della vita, anche solo per questioni di età, dove il sesso sarà più o meno presente, ma resta parte integrante del matrimonio. Proprio perché il matrimonio per sua natura è una relazione che chiede tutto di noi. Il corpo ne è parte fondamentale e irrinunciabile.
Quindi quando qualcuno ci scrive per contestare le nostre affermazioni e obietta che il matrimonio è soprattutto altro, a nostro avviso non ha compreso molto di questa unione che è così grande e profonda da essere elevata a sacramento. Non ha compreso molto neanche dell’incarnazione di Dio e di come siamo fatti. Vi diamo solo qualche spunto.
Conoscenza biblica
Il verbo conoscere è biblicamente accostato all’intimità fisica. Gianfranco Ravasi la spiega così:
Adamo conobbe (jada‘) Eva sua moglie, che concepì e partorì Caino… Giuseppe prese con sé la sua sposa e, senza che egli la conoscesse (ghinóskein), ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù». Abbiamo unito due passi biblici molto distanti tra loro: l’uno ha per protagonisti Adamo ed Eva (Genesi 4,1), e l’altro Giuseppe e Maria (Matteo 1,24-25). Ma entrambi i testi hanno al centro il verbo «conoscere», in ebraico e in greco, sempre con un’accezione per noi inattesa.
Nel nostro uso comune il verbo conoscere ha un significato strettamente intellettuale. Per conoscere devo osservare, leggere, elaborare e infine fare mio un concetto o un’idea. Anche conoscere una persona per noi significa semplicemente farci un’idea su come sia fatta da un punto di vista estetico e caratteriale. Ma sempre resta un esercizio del nostro intelletto. Per la Bibbia, il concetto di conoscenza va oltre l’ambito intellettuale e raggiunge una profondità spirituale e relazionale che trascende la mera comprensione razionale.
Conoscere, nel significato biblico, significa penetrare quella persona che è altro da noi a più livelli. Sicuramente intellettuale ma anche esperienziale, sensoriale, spirituale. Per questo il verbo conoscere è associato al sesso. Perché attraverso il sesso i due sposi fanno esperienza profonda di conoscenza. Questo tipo di conoscenza non riguarda soltanto il corpo, ma coinvolge anche le emozioni, i pensieri e lo spirito. È un’esperienza che permette di aprirsi completamente all’altro, di comprendere la sua essenza in modo completo e autentico. In questo senso, il sesso diventa un mezzo attraverso cui due persone possono connettersi in maniera profonda e spirituale, andando oltre la dimensione fisica e aprendosi a una intimità totale.
Dio è amore
L’intimità permette di entrare nel mood di Dio. Dio è amore. Dio è tre Persone distinte ma unite dall’Amore. Per questo l’immagine più somigliante di Dio non può essere una singola persona ma solo la coppia di sposi. Gli sposi fanno esperienza di Dio attraverso la loro unione. Fanno esperienza sensibile di Dio attraverso il loro corpo sessuato che, creato maschio e femmina, permette loro di entrare l’uno nell’altra e sentirsi distinti ma uniti in un’unica realtà che è l’amore. Essere una sola carne è un’esperienza meravigliosa di Dio. Due sposi che fanno l’amore bene sapranno che il momento in cui vivono il Cielo sulla Terra è esattamente il momento dopo l’amplesso, quando uniti e abbracciati sentono di avere tutto. Sentono di essere immersi in una pienezza che non è di questo mondo. Un istante di eternità.
Gesù è dono totale
Altra esperienza unica che possono fare due sposi attraverso l’intimità fisica è quella dell’Eucarestia. Certo non è la stessa cosa ma Eucarestia e intimità degli sposi si fondano entrambi sullo stesso dono totale. Gesù nell’ultima cena si è donato completamente in corpo e sangue ai suoi apostoli e al mondo intero. Dono e sacrificio vissuto durante la Passione e la morte in croce. Noi facciamo esperienza dello stesso dono l’uno per l’altra. Luisa si dona totalmente a me e io mi dono totalmente a lei. Gesù si fa mangiare per essere uno con i suoi “amici”. Ecco noi ci amiamo così tanto che desideriamo essere uno con l’altro e l’intimità ci permette di farne esperienza. Meraviglioso! Io mi commuovo pensando al dono che Luisa mi fa ogni volta che facciamo l’amore. Mi si consegna completamente. Sento di dovermi meritare un dono tanto grande cercando di non sprecarlo con il mio egoismo e con la lussuria che ancora mi tenta. E attraverso il suo dono comprendo qualcosa di più del dono di Cristo Eucarestia.
Domani la seconda parte dell’articolo. Non perdetela!
Antonio e Luisa
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