Cose vecchie dal rigattiere?

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (2Cor 5,14-17) Fratelli, l’amore del Cristo ci possiede; e noi sappiamo bene che uno è morto per tutti, dunque tutti sono morti. Ed egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risorto per loro. Cosicché non guardiamo più nessuno alla maniera umana; se anche abbiamo conosciuto Cristo alla maniera umana, ora non lo conosciamo più così. Tanto che, se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove.

Molte persone approfittano dei tempi un po’ più rilassati del periodo estivo per farli coincidere col rimettere in ordine vari spazi casalinghi, soprattutto il ripostiglio o il garage. E la maggior parte delle volte accade di ritrovare oggetti considerati ormai perduti oppure di riuscire a sbarazzarsi di quelle che siamo soliti chiamare cianfrusaglie, niente di meglio che un giro dal rigattiere quando va bene, se non c’è altra soluzione si va direttamente alla cosiddetta “isola ecologica”.

Molto raramente si riesce a dare una nuova “possibilità di vita” ad un oggetto trasformandolo in un altro, ci sono quelle persone esperte nell’arte del riciclo, ma sono molto poche rispetto alla massa.

Tutto questo non è il messaggio del brano di S.Paolo, naturalmente; però egli ci mostra che Gesù è sicuramente un esperto nell’arte del riciclo, ma il suo è un riciclo diverso da quello che intendiamo noi.

Infatti, il Signore dà una nuova possibilità di vita ai suoi figli, non butta via niente, neanche del nostro passato, ma tutto usa per la nostra santificazione, basta leggere le vite di qualche santo convertito dopo una vita di peccato e si scopre come il Signore volga al bene le inclinazioni che la persona prima volgeva verso il male, oppure usi la grande sofferenza di una persona per toccarne molte altre attraverso la sua sensibilità alla sofferenza… gli esempi sono tanti quante sono le persone convertite dopo anni di vita lontano da Dio.

S. Paolo però ci mostra una fase successiva, ovvero la fase in cui “le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove.“, che fa eco alla frase di Gesù “Ecco, io faccio nuove tutte le cose“. Lui non solo le cose passate le lascia nel passato (cosa che noi facciamo molta fatica a fare perché significa scardinare molti meccanismi psicologici e non), ma ne crea di nuove. Non solo quindi riesce a riciclare alcuni aspetti di noi per volgerli a favore del Regno di Dio, ma ne crea di nuovi ispo facto.

Per esempio S.Pietro ha continuato a fare il pescatore, ma non di pesci, bensì di uomini per il Regno. E per farlo, il Signore gli ha elargito nuovi doni, nuovi carismi che prima lui non aveva. Pensate che il Signore abbandoni i suoi “segni sacramentali” in mezzo al popolo in balìa dei venti, in balìa del mondo? Ovviamente no, ma Lui non può fare ciò che spetta a noi.

Gli sposi sono “presenza reale” di Cristo nel mondo, ma quanto questa presenza sia conforme all’originale dipende da noi.

Cari sposi che state vivendo una nuova primavera col Signore, non piangete le lacrime di coccodrillo, smettete di piangervi addosso. Se il Signore, che è Dio, ci ha perdonato la vita passata, perché noi ci sentiamo in diritto di tenerla sempre davanti ai nostri occhi?

Le cose vecchie sono passate davvero, non rimuginiamoci su, abbandoniamoci come i bimbi in braccio al papà. Costruiamo un nuovo matrimonio con i nuovi doni/carismi che il Signore ha già lì pronti per noi. Sono nuovi doni, creati apposta dalla bonta creatrice di Dio, sono terre inesplorate, diamoci da fare per percorrere queste terre inesplorate dentro il nostro matrimonio.

A Lui basta l’apertura dei cuori.

Coraggio, Portiamo dal rigattiere divino il nostro passato con le sue ombre e sbarazziamocene una volta per tutte.

Giorgio e Valentina.

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