Siamo città ingrate ?

Provate a rispondere a questa domanda: qual è il professore, il genitore, il nonno, l’educatore che ci ha segnato di più (nel bene) nella crescita umana e spirituale e che ricordiamo con maggior fervore/affetto ?

Intanto che ci pensate provate a leggere il brano dal Vangelo di Matteo che la Liturgia ci offre oggi: << In quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!». >>.

Avete il nome della persona adesso ? Tenetelo in un posto sicuro un attimo intanto che proviamo a delineare le persone che hanno influenzato/aiutato me e Valentina nella crescita umana/spirituale.

Dunque : quando si sbagliava ci correggeva e non faceva finta di niente; non ci risparmiava la fatica facendo lui/lei al posto nostro e così abbiamo imparato il valore della fatica; nelle delusioni non permetteva che ci piangessimo addosso ma ci ha insegnato a rimboccarci le maniche per sopportare il peso della delusione perché “aiutati che il Ciel t’aiuta”; di fronte ad un ostacolo ci ha spronato a trovare la via d’uscita dentro di noi; non ce ne faceva passare neanche una, le regole sono regole e vanno rispettate….. anche a voi succede di annuire a tutto ciò ?

Conosciamo la stessa persona ? Nooo….. semplicemente nel faticoso processo del divenire adulti abbiamo bisogno di seguire una strada e per seguirla senza volare giù nella scarpata servono i guard-rail, i segnali stradali, ecc…. Quelle persone che ci hanno educato con quei valori sono le più amate da ciascuno di noi, perché? Perchè hanno voluto il nostro bene a costo di risultare antipatiche qualche volta: erano severe, giuste e non ci raccontavano bugie camuffando la verità…. esattamente come Gesù.

Ci piacciono un sacco questi brani di Gesù severo, perché ci confermano che tipo di persona sia Gesù. Sembra che a Lui non piacciano i “partiti dalle larghe intese” ; così come non Gii piacciono le mezze misure… ma se cercava proseliti non era meglio presentare un cristianesimo edulcorato, più accessibile a tutti su larga scala ? Se la persona educatrice di cui sopra avesse allentato la corda, come saremmo diventati adulti ?

Questo Gesù non accampa scuse, fin da subito è chiaro, non indugia sulla via del Bene…. finalmente , dopo tanti ciarlatani, uno che parla chiaro fin da subito. Come si fa a non seguire uno così ? Uno che rischia di perderti fin dall’inizio, ma non rinuncia ad educarti severamente ? Attenzione: severo col Male e dolcemente tenero col cuore di chi si sforza di amarlo.

Cari sposi, il nostro matrimonio è quella città dove Gesù ha già compiuto ( e vuole continuare a compiere ) “la maggior parte dei suoi prodigi”. Un esempio ? Se stamattina ci siamo svegliati è grazia, e Dio ci offre ancora un giorno per convertirci perché Lui ci vuole salvare, vuole salvare il nostro matrimonio. E se oggi fosse l’ultimo treno per l’eternità felice del Paradiso, l’ultima opportunità di salvezza ? Non sprechiamola, non sappiamo se domani avremo l’opportunità di convertirci.

Allora…. anche oggi impegniamoci per essere aiuto alla salvezza del nostro coniuge. Spetta a noi non far diventare il nostro matrimonio come quelle città ingrate. Coraggio che Dio è vicino a chi lo cerca con cuore sincero !

Giorgio e Valentina.

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Mantello da supereroe ?

Oggi la Liturgia fa memoria di Santa Maria Goretti, una 12enne assassinata da un giovane perché ella non volle concedergli le proprie grazie, insomma una martire della purezza; ci sembra una figura troppo sottovalutata… ma dove la trovi un’anima che a 11 anni promette, nel giorno della sua prima Santa Comunione, di “morire prima di commettere dei peccati” : aveva già nell’anima il desiderio del Paradiso ! I santi sono così: attaccati coi piedi per terra ma con la testa ed il cuore già nel Cielo. Prossimamente affronteremo l’argomento purezza nei figli facendoci aiutare da questa figura di straordinaria bellezza.

Il Vangelo di oggi parla di un papà e di una donna malata, il brano è quello cosiddetto dell’emorroissa (Mt 9, 18-26) . Riportiamo solo qualche frase del brano evangelico : <<In quel tempo, [mentre Gesù parlava,] giunse uno dei capi, gli si prostrò dinanzi e disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà». Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli. Ed ecco, una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, gli si avvicinò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Diceva infatti tra sé: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata». Gesù si voltò, la vide e disse: «Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata». E da quell’istante la donna fu salvata……>>.

Mi viene in mente la faccina stupita e curiosa di quel bambino che sentendo questa brano a Messa, si volta verso il papà : ma anche Gesù ha un mantello da supereroe ? Che forzaaaaa…..

Comunque…. torniamo a noi…. avete notato l’atteggiamento del papà e della emorroissa ? Uguali nel cuore ma diversi nell’azione. Ci ricordano che maschio e femmina esternano in maniera differente ciò che di uguale hanno nell’anima. Il papà, stremato dal dolore, finalmente prende coraggio e implora Gesù prostrandosi dinanzi a Lui, proprio come farebbe un soldato chiedendo clemenza al proprio superiore. La donna no, non si prostra dinanzi a Gesù, ma non perché non sia umile, tutt’altro, ma perché non si ritiene degna nemmeno di stare prostrata ai piedi di Gesù (data la sua condizione di malata e socialmente emarginata), ma….. siccome è femmina non usa la tattica frontale (tipica del soldato) ma agisce con scaltrezza, nel nascondimento, toccando solo il lembo del mantello.

Il papà l’hanno visto tutti, l’emorroissa non l’aveva notata nessuno se non Gesù solo, il quale si volta (ci racconta Luca narrando lo stesso episodio) per capire chi avesse fatto sprigionare tutta quella forza/potenza dal suo mantello.

Meditando su queste due figure non possiamo ignorare che un po’ ci rappresentano. Quanti papà ho visto (il mio ad esempio) e vedo ogni giorno prostrarsi dinanzi a Gesù con quella audacia umile tipica del soldato che ripone le proprie aspettative nelle mani del proprio stimato superiore, sicuro che, perlomeno, verrà ascoltato. Quante mamme e nonne ho visto pregare nel nascondimento delle proprie camere, nei Rosari recitati sottovoce mentre fanno i mestieri di casa, davanti alle Edicole votive dedicate alla Madonna ( dette in dialetto le “santelle” ).

Cari sposi, non preoccupiamoci tanto se il nostro coniuge prega con qualche atteggiamento esteriore diverso dal nostro, preoccupiamoci che preghi; sicuramente la preghiera individuale assume caratteristiche uniche ed irripetibili date da vari fattori, tra cui anche il sesso. Eh sì, siamo diversi anche in quello.

Coraggio sposi, uniamo le nostre diversità per commuovere il cuore di Gesù.

Giorgio e Valentina.

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Attenzione ai costi nascosti !

La settimana scorsa ci eravamo lasciati col discorso sulla porta stretta e la via angusta, ricordate ? Per l’articolo di settimana scorsa cliccate il link https://matrimoniocristiano.org/2020/06/23/dobbiamo-dimagrire/. Come in ogni serio programma nutrizionale, alla dieta alimentare va abbinato un giusto esercizio fisico. Quindi, dopo aver visto alcuni “cibi grassi” da eliminare dalla nostra dieta matrimoniale, vediamo ora quali sono gli esercizi da compiere nella palestra di Gesù.

Innanzitutto il nostro “Coach” (Gesù) non è uno di quelli che ti illude convincendoti che non farai fatica. A volte c’è la tentazione di vedere Gesù come uno fra i tanti politici che si riempiono la bocca di mille proclami, mille promesse in campagna elettorale, ma poi, una volta eletti si rivelano degli ingannatori. Gesù no ! Gesù è un tipo serio ! Gesù non ti annuncia che puoi fare quello che vuoi finché puoi, ché tanto alla fine ci pensa Lui con la Sua Misericordia a farti il condono finale. Direbbe frasi simili solo se fosse come quegli ingannatori ai comizi che usano gli “specchietti per le allodole”. No, Gesù invece fin da subito, ti mette in guardia ……. “hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi” ….. “vi mando come agnelli in mezzo ai lupi” …. o la frase di oggi ” Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano! “.

Avete presente quella sensazione che si prova quando fai un contratto ad una cifra (tipo quello per Internet o pay TV) e poi, alla fine di ritrovi a pagare il doppio….. mannaggia…. non avevi letto quelle righine scritte piccole piccole in un angolino nascosto del contratto alla 243esima pagina di 476 ? Ecco… quelle righine parlavano di altri costi, ecco perché li chiamano “costi nascosti”…. noooooo… CON GESU’ NON CI SONO COSTI NASCOSTI ! Lui è chiaro fin da subito…. non è una passeggiata, no…… ma il premio è l’immortalità, la vita eterna, il Paradiso…… parleremo del Paradiso in un prossimo articolo.

Ma veniamo alla palestra: dobbiamo fare molto esercizio per far scomparire da noi ogni asprezza….. quante persone sposate sono aspre…. purtroppo spesso noi sposi siamo dei cattivi testimonial per la pubblicità del matrimonio: una parola dolce detta con dolcezza placa molte contese. Dobbiamo far scomparire ogni ira…. ve la ricordate ? quella inclusa nell’elenco dei sette vizi capitali ? ecco…. Dobbiamo far scomparire ogni maldicenza…. che brutto sentire sposi che si lamentano con altri del proprio coniuge…. invece dobbiamo gareggiare nello stimarci a vicenda. Dobbiamo impegnarci affinché non tramonti il sole sulla nostra ira…. succede di litigare, ma…. MAI andare a dormire senza essersi rappacificati o quantomeno, prendersi una pausa di riflessione…. ne riparliamo domani che la notte porta consiglio e gli animi si sono calmati, intanto…. buonanotte, grazie che anche oggi mi hai sopportato.

Cari sposi, occhio che i costi nascosti ci sono, sì ma nella squadra avversaria: quella del Diavolo ! E sono cari !!!!

Buona palestra !

Giorgio e Valentina.

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Dobbiamo dimagrire !

Oggi si festeggia San Giuseppe Cafasso, amico di San Giovanni Bosco; ed oggi il Vangelo capita a fagiolo , lo riportiamo per intero. Dal Vangelo di Matteo 7,6. 12-14 << In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi. Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti. Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!». >>.

San Giuseppe Cafasso si dedicò, tra le altre cose, ad aiutare i carcerati e le loro famiglie, venne soprannominato “il prete della forca” perché li accompagnava fin sopra il patibolo nella speranza di convertirli almeno all’ultimo istante; lui quindi ci è di esempio perché ha incarnato le parole di Gesù sopra riportate: tutti noi, infatti, sapendo di dover andare al patibolo, vorremmo il conforto di qualcuno, soprattutto se questi è un sacerdote che ci strappa dalle grinfie del Diavolo e del suo Inferno eterno.

Ma perché Gesù ci ricorda che la porta per entrare in Paradiso è stretta ? Forse perché il Paradiso dicono che sia un banchetto eterno e quindi meglio arrivare magri e digiuni che tanto poi “se magna sempre” ? Può darsi. Inoltre anche la via è angusta….. insomma… non è proprio una passeggiata col pic-nic finale. Vediamo insieme di che si tratta.

Innanzitutto non è che possiamo vivere come se non esistesse l’aldilà… ci penseremo una volta morti…. eh no! Non funziona così: il Paradiso è una realtà dell’aldilà, ma….ce la giochiamo nell’aldiquà. Infatti la via angusta è diquà, non dilà ! La porta invece è nel mezzo tra un mondo e l’altro. Ma se la porta è stretta significa che solo i magri ci passano. E cos’è che ci ingrassa ? Quali sono i grassi adiposi che ci si attaccano addosso ed è difficile scrollarseli ?

Come faccio ad essere così grasso/a da non passare dalla porta stretta del Paradiso ? Tutte le volte che antepongo la mia volontà alla volontà di Dio io ingrasso; quando io devo essere al centro del mondo e tutto ruota intorno a me io ingrasso; quando nel rapporto con il mio coniuge prima vengo IO e, forse, dopo anche il TU, io ingrasso; quando non chiedo mai perdono a lei/lui io ingrasso; quando non dò il mio perdono perché lei/lui non se lo merita io ingrasso; quando non ringrazio mai lei/lui per i servizi che svolge per la famiglia io ingrasso; quando rinfaccio tutto io ingrasso.

Dalla regia mi suggeriscono di non continuare l’elenco ma avrete già capito che esso sarebbe ben più lungo. Ora non resta che andare alla palestra di Gesù per il dimagrimento. L’abbonamento è personale, non cedibile a terzi, gratuito ( ha già pagato tutto Gesù sulla Croce ), non ha scadenza e non richiede particolari attitudini personali se non quella di lasciarsi cambiare. Cari sposi, il vostro matrimonio è colmo di troppi grassi saturi ? Cominciate ad allenarvi sulla via angusta. Quale ?

Per maggiori dettagli vi rimandiamo all’articolo della prossima settimana, nel frattempo consigliamo di astenervi dai “cibi grassi” sopra-elencati.

Buona dieta sposi !

Giorgio e Valentina

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La paghetta settimanale !

Siamo ancora con il cuore intriso di bellezza dalla solennità del Corpus Domini che ci risulta problematico non farne un accenno, ma tenteremo lo stesso di sopravvivere. Quindi oggi commentiamo insieme il Vangelo di Matteo che la Liturgia ci propone domani, tratto dalla prima parte del capitolo 6. Ne riportiamo solo alcuni tratti:

<< In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate,………, il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti,….. e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà». >>

Nella frase di apertura c’è già tutto ; ed è lì che concentreremo la nostra attenzione, le frasi susseguenti sono solo una dilatazione/esplicitazione della stesso concetto con vari esempi. Cominciamo con tre domande:

  • Desideriamo praticare la giustizia ? E quale giustizia ?
  • Cos’è questa ricompensa del Padre ?
  • Ma noi, la desideriamo la ricompensa del Padre ?
  1. La giustizia……….. a Gesù sembra che importi poco della giustizia umana, quanto piuttosto Gli interessi che ognuno riceva ciò che si merita….. ricordate quando ammonì “date a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio ciò che è di Dio ” ? Dove per “Cesare” intende le cose di questo mondo, ma soprattutto mette l’accento su ciò che è giusto dare a Dio: tutta l’adorazione, la lode, la gloria, l’onore, azioni di grazie, sacrifici, tributi, offerte, preghiere…ecc.. Spesso dimentichiamo che ci sono gesti d’amore che sono dovuti al nostro coniuge semplicemente perché gli/le spettano…. per giustizia. Esempi concreti ? Essere fedeli al nostro coniuge è un atto (anche) di giustizia, è una fedeltà di tutto il mio io : cuore, corpo, occhi, mani, pensieri, azioni, volontà, desiderio, ecc. Un altro atto di giustizia è onorare lei/lui tutti i giorni della mia vita. E soprattutto Gesù ammonisce che non bisogna sbandierarli ai quattro venti; soprattutto un gesto d’amore richiede il sacrificio del silenzio, del nascondimento, la logica del servizio è dare senza chiedere in cambio.
  2. La ricompensa del Padre…. ma è ovvio che sia il Paradiso. Ci pensiamo così poco al Paradiso….come faccio a saperlo ? Basta analizzare i nostri comportamenti: compiamo atti d’amore che portano con sé tutta la forza dirompente di atti supremi, unici ed irripetibili, potenzialmente gli ultimi ? Non ci pensiamo mai perché ci illudiamo di essere eterni, ma se vivessimo ogni gesto d’amore come se fosse l’ultimo cambierebbe tutto. Il Paradiso però lo pregustiamo in anticipazione già su questa terra sotto forma di pace del cuore, calma, serenità e gioia interiore nonostante la nostra imperfezione.
  3. Sembra che molte coppie, oggigiorno, non desiderino questa Pace, altrimenti vivrebbero molto diversamente. Spesso ci comportiamo come se dovessimo presentare la lista a fine settimana a Colui che poi è obbligato a darci la paghetta settimanale. Spesso trattiamo Dio come quello che ci deve dare la paghetta settimanale (magari una grazia particolare ); così facendo però viviamo con “la sindrome del bravo bambino” …. guarda papà come sono stato bravo, adesso mi dai la mia paghetta settimanale ? Così però agiamo in modo ingiusto, perché abbassiamo Dio alle nostre contorte logiche, senza contare di quando e di come chiediamo la paghetta settimanale al nostro coniuge spiattellandole/gli in faccia la lista delle nostre buone azioni d’amore. Ma Gesù non ha per caso detto di agire nel segreto chè la ricompensa verrà direttamente da Dio, il quale vede nel segreto del nostro cuore ?

Sposi carissimi, mostriamo al mondo la gioia di donare per la gioia di donare. Coraggio.

Giorgio e Valentina.

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Giochiamo a nascondino ?

Il Vangelo di oggi è breve ma intenso, data la sua brevità lo riportiamo per intero Mt 5, 13-16 << In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli». >>

Mettiamo in evidenza solo alcuni passaggi :

  1. ai suoi discepoli
  2. siete sale e luce
  3. vedano le vostre opere buone

Ora, tentiamo di addentrarci un poco in ogni passaggio senza la pretesa di essere esaustivi, ma convinti che “mattone su mattone viene su la grande casa” : quindi anche oggi pochi mattoni ma sistemati bene.

  1. Spesso, pensiamo che Gesù avesse il megafono, un canale televisivo, una stazione radiofonica oppure un profilo sui social, e che avesse mille e più gruppi di Whatsapp,; quindi che le sue prediche fossero condivise su centinaia di migliaia di profili social. In realtà, sembra che il più delle volte Gesù parlasse ad una cerchia ristretta di persone. Anche questa volta Gesù, infatti, parla “ai suoi discepoli”, non al mondo intero. Ma nel nostro tempo, chi sono i “suoi discepoli” ? Siamo noi, i battezzati, e nello specifico noi sposi nel sacramento. Quindi, Gesù non sta parlando ad una massa informe, generica, ma ai suoi discepoli, cioè quelli che lo seguono e si sforzano di imitarlo in tutto all’interno del matrimonio.
  2. “sale e luce”…. sono due metafore diverse usate da Gesù per esprimere lo stesso concetto con sfumature diverse. Ma ci colpisce quel “siete”…. attenzione : Gesù non dice: sarebbe bello che voi foste sale e luce…. se vi va potreste diventare sale e luce…. mi piacerebbe che voi diventiate sale e luce… MA, … SIETE …. cioè ? Non dobbiamo aspettare di diventare sale e luce, SIAMO GIA’ SALE E LUCE in virtù del nostro Battesimo e di tutti gli altri Sacramenti e doni di Grazia; dobbiamo solo vivere per ciò che siamo…. spesso viviamo così superficialmente (alla superficie e non in profondità) il nostro cristianesimo vissuto che è come se il sale avesse perduto il sapore.
  3. “vedano le vostre opere buone” … quindi ? E’ finito il tempo dei codardi, è finito il tempo di giocare a nascondino, è finito il tempo di vergognarsi di appartenere a Gesù Cristo e alla sua Chiesa; il mondo ha bisogno di luce ma….. il fine qual è ? Non è per ottenere vantaggi personali, godere della stima del mondo, farsi un posto di rilievo nella società, sarebbe tutto vanagloria, passa presto la scena di questo mondo. INVECE dobbiamo uscire allo scoperto, ma perhé vedendo le nostre opere buone gli altri rendano gloria al Padre, ce lo ha detto lo stesso Gesù…. insomma: affinché si convertano. E’ una missione impegnativa che ci responsabilizza! Ogni coppia deve trovare i metodi e i modi migliori per compiere questa missione da 007.

Coraggio sposi, che Gesù si fida di noi per convertire il mondo.

BASTA giocare a nascondino !

Giorgio e Valentina.

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Ci basta un raggio

Cari sposi, eccoci qua al terzo giorno di Pentecoste, freschi come una rosa appena sbocciata. Immaginiamo che anche per tutti voi sia stata una grande festa. Oggi cogliamo l’occasione della Pentecoste per stuzzicare la riflessione su alcuni estratti del “Veni Sancte Spiritus”, la maestosa sequenza che solennemente viene proclamata nella Messa di Pentecoste. Le riflessioni nostre si riferiscono a pochi versetti << (inzio) Vieni Santo Spirito manda a noi dal cielo un raggio della tua luce. ………Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina. Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido, raddrizza ciò ch’è sviato. …..>>.

Sono 6 azioni che toccano ogni matrimonio. Vediamole una per una in modo sintetico ma preciso. Abbiate pazienza di leggere fino in fondo.

  1. “Lava ciò che è sordido”… chi di noi può dirsi puro/casto al 100% ? E non vale il fatto che tutte le sere beviate la tisana “depurativa” al tarassaco e curcuma. Se siamo onesti abbiamo da lavare un sacco di noi stessi, innanzitutto i pensieri ; se l’altro/a compie quel gesto nei miei confronti non è che per forza ci debba essere un secondo fine malvagio. Quindi dobbiamo anche lavare le azioni proprio perché non ci accada di compiere gesti che abbiano secondi fini, ma solo per amore gratuito.
  2. “Bagna ciò che è arido” … un terreno arido è un terreno che non porta frutto ed ha bisogno di acqua. Quali sono i gesti che ci scambiamo, che non portano frutto ? Cosa manca in quella pastasciutta buttata lì come fosse malta del muratore ? A cosa servono quelle ore di straordinario per pagare le bollette (quindi per amore concreto della famiglia) se poi vengo a casa stanco ed irritato e me la prendo con tutti ?
  3. “Sana ciò che sanguina” …ognuno di noi si porta appresso nel matrimonio le ferite che la vita ci ha riserbato fin da piccoli. Soprattutto sono quelle le ferite che più distruggono un matrimonio se non sono state opportunamente sanate e guarite. Ma poi siamo così bravi a ferirci l’un l’altro/a che potrebbero conferirci una laurea ad honorem. Le ferite dell’altro/a sono da sanare, non sono occasioni per versarci sopra dell’alcool a 96°; anzi dobbiamo versarci sopra l’olio della nostra comprensione, l’unguento della nostra dolcezza.
  4. “Piega ciò che è rigido” … spesso gli atteggiamenti che non vogliamo mai cambiare sono quelli che ostentiamo fieramente (e stupidamente) come nostre peculiarità, invece dovremmo vergognarcene perché la maggior parte delle volte sono difetti e siccome è faticoso cambiare ed ammettere di dover cambiare….allora è più comodo sbandierarli come vessillo…. io sono fatto/a così o prendere o lasciare…. ecco ….io l’ho lasciata (25 anni fa). Chi ama cambia e si sforza ogni giorno di piegare ciò che è rigido.
  5. “Scalda ciò che è gelido” … quali sono i gesti che compiamo con freddezza ? Ho in mente una scena in cui lei racconta le proprie fatiche mentre lui è seduto davanti alla finale della Champions, ad un certo punto: lei…. ma mi stai ascoltando ? lui… sì, tesoro (senza staccare gli occhi dal televisore e azzannando l’hamburger) anch’io ti amo !
  6. “Raddrizza ciò che è sviato” … tante volte le decisioni che prendiamo in coppia (sperando di prenderle in coppia quelle importanti) non sono così sagge né avvedute. Dobbiamo avere il coraggio di cambiare strada. Se lasciamo che sia il mondo a decidere per noi come vivere la nostra sessualità/intimità non possiamo illuderci che sia una strada dritta. Dobbiamo necessariamente raddrizzarci perché abbiamo sviato e prendere la strada della castità coniugale proposta da Gesù.

Ci complimentiamo con voi per essere arrivati a leggere fin qui, ma qualcuno si starà chiedendo: affascinante, ma come si fa? Bisogna chiedere aiuto allo Spirito Santo, Gesù ce lo ha promesso, ed il Padre ce lo ha inviato. E lo Spirito Santo è talmente potente, è talmente forte, è talmente bruciante, è talmente illuminante che ….. ci basta un raggio della sua luce. “Vieni Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce”, sì amici , ci basta un raggio per convertire il nostro cuore, il quale è così piccolo che il secondo raggio non ci starebbe.

Coraggio sposi che Dio è fedele, o meglio è IL FEDELE.

Giorgio e Valentina.

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Almeno un saluto !

Dalla prima lettura di Domenica scorsa, l’Ascensione : <<….«Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra». Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. ……..>> . Nei giorni scorsi sia Antonio e Luisa che Padre Andrea Valori ci hanno stuzzicato la riflessione partendo da questa lettura. Noi oggi vogliamo soffermarci su alcuni versetti di questo brano tratto dal libro degli Atti degli Apostoli. (cap 1, 1-11)

Innanzitutto, avete notato che il brano è posto all’inizio del libro ? E’ come se da questo evento (Ascensione) dipendesse tutto il resto descritto nei capitoli seguenti. I latini direbbero “Conditio sine qua non” : una condizione necessaria, senza la quale gli apostoli non avrebbero potuto compiere gli atti, appunto, come il titolo stesso suggerisce.

E questo cosa dice a noi sposi ? Spesso tra di noi succede che ci si dice “lo sai che ti amo” (soprattutto il marito alla moglie, dopo una litigata/incomprensione) ……..e , a volte, l’altro/a ci risponde tipo così : “sì, sì, dici sempre così. E’ inutile dirmi ti amo ti amo…..ma poi in concreto non fai niente per dimostrarlo”. Se a qualche coppia non è mai accaduto è perché non sono umani, vengono da una altra galassia nella quale non esistono litigi ed incomprensioni tra maschio e femmina. Impossibile ! Diffidate dai coniugi che dicono di non litigare mai………diffidare dalle imitazioni !

Anche nella nostra esperienza tocchiamo con mano che bisogna passare dalle parole agli……Atti, un po’ come gli Apostoli che passano finalmente agli Atti, sì, ma solo dopo l’Ascensione. Cioè ? Sembra quasi che le tre persone della Santissima Trinità abbiano inventato la staffetta….alle origini del mondo entra in scena il Padre, poi con l’Incarnazione tocca al Figlio, il quale con l’Ascensione passa il gioco allo Spirito Santo e ………GOOOOL !!! Finalmente arrivano gli Atti pieni di Spirito Santo e gli Apostoli da pavidi diventano coraggiosi, da timidi a testimoni focosi, da pescatori semplici a pescatori di uomini per il Regno di Dio…..lo Spirito Santo li ha trasformati ! San Pietro in una sola predicazione converte tremila persone nel giorno di Pentecoste……….incredibile…….la domanda sorge spontanea ; perchè a noi capita che con tremila prediche non se ne converte neanche uno ? Spesso ci manca lo Spirito Santo, o meglio, ci manca quella apertura di cuore di San Pietro, tale da far entrare un sacco di Spirito Santo…..eh già, il problema non è che lo Spirito Santo è in via di estinzione….il fatto è che dipende da noi quanto ce ne facciamo stare nel nostro cuore.

Ancora una volta, sposi carissimi, dobbiamo re-imparare a tradurre in Atti il nostro amore per Dio e comunicarlo al nostro coniuge in primis. La nostra “conditio sine qua non” è che dobbiamo invocare lo Spirito Santo altrimenti non se ne fa niente.

Avete notato, poi, che Gesù se ne va appena finito di parlare ? E proprio mentre lo guardavano…………almeno un saluto !

Giorgio e Valentina.

PS: Per invocare lo Spirito Santo basta dire con fede : Vieni Spirito Santo.

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E’ tardi , vogliamo dormire !

Nella prima Lettura odierna (At 16,22-34) ci viene proposto l’episodio in cui Paolo e Sila vengono incarcerati a Filippi durante la loro missione evangelizzatrice, ma succede che…….. : << …….Verso mezzanotte Paolo e Sila, in preghiera, cantavano inni a Dio, mentre i prigionieri stavano ad ascoltarli. D’improvviso venne un terremoto così forte che furono scosse le fondamenta della prigione; subito si aprirono tutte le porte e caddero le catene di tutti. Il carceriere si svegliò e, vedendo aperte le porte del carcere, tirò fuori la spada e stava per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. Ma Paolo gridò forte: «Non farti del male, siamo tutti qui». Quello allora chiese un lume, si precipitò dentro e tremando cadde ai piedi di Paolo e Sila; poi li condusse fuori e disse: «Signori, che cosa devo fare per essere salvato?» >>

Ci sarebbero tanti spunti di riflessione , ma, come al solito, dobbiamo fare una scelta per necessità di spazio. Innanzitutto prima di essere gettati nella parte più interna del carcere, Paolo e Sila vengono maltratti e picchiati. Quindi, amici sposi, quando ci sembra di essere maltrattati ed emarginati dal mondo perchè osiamo evangelizzare….tranquilli ….non siamo nè i primi nè gli ultimi, siamo in buona compagnia e…….. la seconda parte che ci aspetta……lo so che è allettante, so che non state più nella pelle, so che non desiderate altro, ma sarà il carcere….,e la parte più interna del carcere, legati saldamente a grossi ceppi per evitare la nostra fuga. Magari non sarà un carcere fisico ma sarà un isolamento di amicizie, affetti, ecc……

Già molti di voi si staranno chiedendo dove si acquistano i biglietti per questa stazione di soggiorno non volontaria, vi manderemo il link prossimamente, non preoccupatevi….

Poi notiamo come Paolo e Sila si mettano a cantare inni a Dio in preghiera. E’ normale no? Noi avremmo fatto uguale, vero? Noi, sicuramente, al loro posto avremmo chiesto una chitarra e un microfono per poter eseguire un concerto di christian music per i compagni di carcere……ah…..non dimenticatevi una biro per gli autografi a fine concerto ! Vi ricordate quando tre settimane fa parlammo della necessità di rendere grazie sempre ed in ogni luogo ? Ecco, Paolo e Sila cantano inni a Dio invece di lamentarsi con Lui di questa situazione. Non sarà stato facile per loro, ma lo fanno lo stesso, magari qualche carcerato avrà inveito contro di loro : << E’ tardi , vogliamo dormire ….è mezzanotte . Basta con questi canti ! Siamo mica a Sanremo ! >> . Ecco, sposi, dobbiamo imitare Paolo e Sila senza tanti se e tanti ma.

E poi….la conversione del carceriere è solo la risposta di Dio alla lode di Paolo e Sila. Ma l’ultimo accento lo vogliamo mettere sulla risposta che si sente dare lo stesso carceriere e cioè : << Risposero: «Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia». E proclamarono la parola del Signore a lui e a tutti quelli della sua casa. Egli li prese con sé, a quell’ora della notte, ne lavò le piaghe e subito fu battezzato lui con tutti i suoi; poi li fece salire in casa, apparecchiò la tavola e fu pieno di gioia insieme a tutti i suoi per avere creduto in Dio. >>. Capito sposi ? Si è convertito lui e di conseguenza tutti i suoi famigliari…..questo infonde una grande speranza ed entusiasmo anche in noi……la conversione è contagiosa !

Coraggio sposi, anche se qualcuno ci dirà che è mezzanotte ed è tardi per cantare inni….non disperiamo e poi lasciamo che Dio operi attraverso la nostra lode a Lui. Buon concerto a tutti !

Giorgio e Valentina.

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Sai che c’é ? Che siamo narratori !

Avete presente quello stato d’animo meraviglioso di quando ci siamo ritrovati, ormai genitori, a leggere una storia ai nostri bimbi ? Sono ricordi indelebili sia per chi legge e sia per chi ascolta. Per chi legge, perché ricorda le delicate sensazioni che ha provato da piccolo, ma anche per chi ascolta, perché sta costruendo un mondo di fantasia accompagnato e custodito dalla voce di chi lo ama.

Chiedevo sempre a mia nonna quella storia che tanto faceva volare la mia fantasia, e lei arricchiva la narrazione con particolari diversi ogni volta finché non cominciava a biascicare………allorché partiva la mia gomitata nel tentativo di svegliare la nonna…..che tenerezza. Oppure…… chi di noi non ha mai chiesto al nonno di raccontare per l’ennesima volta di quando, da giovane, aveva combinato quella marachella o di come uscì incolume da quell’evento tumultuoso……..che fascino !

Non possiamo nascondere che queste esperienze sono molto importanti per la costruzione psicologico/affettiva della nostra personalità. Tralasciando in queste poche righe di argomentare le motivazioni che le scienze umane spiegano altrove ci addentriamo nel vivo del nostro discorso. La prima lettura di oggi dice così verso la fine parlando di Paolo e Barnaba : << Appena arrivati, (ad Antiochia) riunirono la Chiesa e riferirono tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo loro e come avesse aperto ai pagani la porta della fede. >> ; ed il Salmo 114 sembra farle eco : << ….ti benedicano i tuoi fedeli. Dicano la gloria del tuo regno e parlino della tua potenza. Per far conoscere agli uomini le tue imprese e la splendida gloria del tuo regno.>>.

Dobbiamo re-imparare (anche se non abbiamo più figli piccoli) ad usare questa potente arma umana di narrare la nostra storia. Quale storia ? La storia di noi due sposi, dalla prima infatuazione al primo timido bacio, dall’inizio del fidanzamento alla scoperta di un disegno di Dio Padre su noi due…….davvero?….sì….studiato e preparato in esclusiva per noi due fin dall’eternità. E dobbiamo ricordarcelo spesso a vicenda l’uno con l’altra e poi narrare ai figli, recuperando il significato originale e vero del ricordo, e cioé di riportare al cuore. Tutto qui ? Noooooo………questo è solo l’inizio ! Poi dobbiamo imparare a raccontare con entusiasmo le meraviglie che Dio opera ed ha operato in noi, alle persone che incontriamo fuori casa. Avete presente quando pensiamo alla tal persona che ogni volta che apre bocca parla solo del Milan o della Juve ? Ecco…..dovrebbero pensare così anche di noi…..quello/a lì ogni volta che apre bocca narra le imprese del suo Dio nel suo matrimonio.

Chissà se a qualche giovane/meno giovane che ci sente venga la nostalgia di un amore unico, indissolubile, totale, fedele e fecondo ? E se per caso vi dovessero chiedere : come mai ogni volta parli entusiasta del tuo matrimonio ? (risposta) Sai che c’è ? Che siamo narratori !

Giorgio e Valentina.

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Matrimonio d’interesse

Sappiamo tutti che nelle cose mondane l’apparenza viene presentata come se fosse la sostanza, pretendono di farci credere che quelli che fino a ieri erano magari nemici, improvvisamente diventano amici, anzi no, amiconi…..ma noi siamo sempre stati rispettosi della loro autonomia…..la pensavamo diversamente su alcune questioni……ora invece i nostri target coincidono…….le priorità che abbiamo sono le stesse….abbiamo i medesimi obiettivi…..abbiamo trovato un accordo……seguiamo delle linee guida comuni…….eccetera………et voilà ! ecco fatto il matrimonio d’interesse.

Ed è così in tanti campi : nella finanza, nell’economia, nel mercato industriale, nella politica, nella cooperazione sociale, ed altri ambiti dell’umano vivere compreso quello morale e ….perfino nel matrimonio ! Abbiamo forse in mente quel baldo giovane che sposa l’anziana ricca e famosa, o viceversa, lei giovane top model e lui di 35 anni più vecchio però ricco sfondato. Inutile andare oltre anche perché ci siete già andati voi col pensiero mentre leggevate poche righe or sono ! Quindi, bando alle ciance, ed entriamo nel vivo del nostro tema.

Settimana scorsa vi abbiamo confessato che il nostro è un matrimonio combinato ( dal Cielo )…beh , che dire , questa settimana vogliamo svelarvi anche che è un matrimonio d’interesse. E via col gossip ! Qualcuno starà già cercando di telefonare per chiederci che differenza d’età abbiamo……..Sì, Giorgio sembra giovane ma in realtà ha già 74 anni ma non li dimostra………non sapevo che Valentina fosse ricca sfondata…….eh, cari amici…quante cose che si scoprono ! Anche per noi ad un certo punto del cammino di conoscenza reciproca i target coincidevano, le priorità erano le stesse, gli obiettivi erano i medesimi, avevamo delle linee guida comuni…..vediamoli insieme.

Infatti…..il target comune abbiamo compreso che è la santità, e cioè ognuno di noi vuole, con tutte le proprie forze, diventare santo, con l’aiuto della Grazia cercando di praticare tutte quelle virtù che ci rendono veri Figli del Padre; ed ognuno di noi si sforza di non ostacolare questo percorso dell’altro, anzi cerca di facilitarlo.

La priorità è voler rendere felice l’altro e non pretendere che lui/lei sia obbligato a rendermi felice; noi ci siamo impegnati a essere fedeli all’altro, amarlo/a e onorarlo/a tutti i giorni sacrificandoci in prima persona affinché lei/lui sia felice anche oggi. Se la priorità nel matrimonio è essere felici, si è perdenti in partenza perché l’altro/a è umano, quindi fallace, e presto o tardi, poco o tanto, prima o poi mi deluderà; ma se io sposo l’altro per renderlo/a felice, ecco che ogni giorno sarà una nuova sfida a renderlo/a felice.

L’obiettivo è aiutare l’altro a diventare santo, anche io faccio parte di tutte le sue forze……lo ripeto….leggere lentamente…… io faccio parte di tutte le sue forze……se è vero, come è vero, che siamo un corpo solo, un’anima sola, un solo cuore è così !

Le linee guida comuni sono diventate il Magistero della Chiesa, l’insegnamento di Padre Bardelli e di altri sacerdoti, la vita sacramentale attiva.

Ebbene sì, anche oggi l’animale mai sazio del gossip è stato alimentato con delle succulenti notizie dal mondo degli sposi nel matrimonio cristiano.

Coraggio sposi, il cammino è arduo ma non siamo soli !

Giorgio e Valentina.

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Matrimonio combinato !

Non avremmo mai pensato che un giorno avremmo dovuto confessare la verità sul nostro matrimonio………si sa anche nelle migliori famiglie ci sono gli scheletri negli armadi ……vabbé….. ma ormai non possiamo più tacere e far finta di niente…..ebbene sì, facciamo finalmente outing : il nostro è un matrimonio combinato !

Avete presente le belle storie/favole che si raccontano nei film romantici……..sì…. quelli dove l’erede al trono deve sposarsi entro il compimento del 21esimo compleanno con una donna di sangue reale altrimenti….addio corona ? Esattamente !

Ma veniamo al dunque: spesso si vede l’opera di convincimento della Regina Madre nei confronti del proprio figlio affinché quest’ultimo si sposi con la principessa che gli è stata predestinata fin da quando è nato, ed è un continuo elogio delle doti e virtù della promessa sposa. Non passi inosservato il conforto e il sostegno del Re Padre che racconta al principe di come il proprio matrimonio sia stato un buon matrimonio benché combinato anch’esso. E guarda caso in queste storie c’è sempre il parente reale che aspira al trono e congegna inganni e sotterfugi di vario tipo per costringere il principe a sposare la propria figlia e non quella scelta dai Reali genitori.

Qualcuno che ci conosce bene si starà chiedendo di che tipo di stupefacenti abbiamo fatto uso in questa settimana…..forse gli amici si staranno già allarmando chiedendosi da quanti giorni siamo chiusi in casa e non abbiamo fatto il ricambio dell’aria……ma….se avete la pazienza di continuare la lettura scoprirete che nella storia basta cambiare i nomi e……oplà !….il gioco è fatto.

Dunque i due giovani promessi sposi che manco si conoscono è lampante che siamo noi due…..o, meglio, vista la gioventù avanzata, eravamo noi !

La Regina Madre è la Madonna che ci ha aiutato nel cammino di conoscenza reciproca e fidanzamento (non che ora sia in panchina come riserva)……come ci ha aiutato? Donandoci una vista capace di far risaltare le doti dell’altro preservandone la virtù. E ci ha fatto intuire che l’altro/a era pensata fin dall’eternità per me….sì solo per me !!!

Nel frattempo non passi inosservato il sostegno e il conforto del Re Padre che è DIO PADRE, il quale ci ha raccontato che il suo matrimonio con l’umanità in Gesù è stato un matrimonio combinato , ma ben riuscito ! E ci ha chiesto di realizzarlo nelle nostre vite, di essere suoi ambasciatori attraverso la nostra testimonianza al mondo di un amore fedele, incondizionato, fecondo, indissolubile ed esclusivo.

Ci saranno già i soliti che stanno facendo la scommessa su chi sia il parente reale invidioso…..ma è il Diavolo, il quale vuole usurpare il trono del Re legittimo. Ed i suoi inganni e sotterfugi sono la mentalità di questo mondo….ma cosa ti sposi a fare ? Sei troppo giovane ….sei senza un lavoro (Valentina aveva appena perso il lavoro quando decidemmo di sposarci)….la convivenza è la stessa cosa….non penserete di avere figli, ve la dovete godere fin che potete…..ecc…

E vissero…..no, no, anzi e viviamo felici e contenti del nostro matrimonio combinato dal Cielo !!!

Coraggio sposi e fidanzati, che il bello deve ancora venire.

Giorgio e Valentina.

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Siamo sicuri che sia così ?

Lo scorso martedì ci eravamo promessi di riprendere una frase della preghiera Eucaristica che sentiamo tutte le volta a Messa, qualche volta con parole leggermente diverse a seconda della preghiera scelta dal sacerdote, ma comunque la sostanza è questa : << C.: Il Signore sia con voi A.: e con il tuo spirito C.: In alto i nostri cuori A.: Sono rivolti al Signore C.: Rendiamo grazie al Signore nostro Dio. A.: E’ cosa buona e giusta. C.: È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Padre santo, per Gesù Cristo, tuo dilettissimo Figlio…..>>.

Spesso, purtroppo, la nostra preghiera è distratta durante la Santa Messa, per diversi motivi che nascono da dentro noi e altre volte perché il sacerdote legge il Messale con troppa velocità, noia e freddezza, altre volte siamo noi freddi e annoiati perché non ci siamo preparati per tempo; ma ora abbiamo la possibilità di fermarci un momento a leggere, capire, meditare, pregare, approfondire almeno una piccolissima frase della grande preghiera eucaristica.

Già solo il dialogo iniziale tra celebrante ed assemblea è ricco e festoso, ma non il festoso che pensiamo noi coi palloncini, gli aperitivi e le patatine…….NO……questo è festaiolo……..ma festoso perché solennemente ci si ricorda a vicenda il motivo per cui siamo lì tutti a Messa…..il celebrante sprona noi e la nostra risposta aumenta (o almeno dovrebbe) il suo desiderio di rendere a Dio tutta la gloria, l’onore, la lode. la latria (adorazione) che Gli spetta in un crescendo che alla fine spinge il celebrante a pregare solennemente esortandoci : avete proprio ragione ! è veramente cosa buona e giusta……ecc…..

Ma perchè dobbiamo rendere grazie sempre ed in ogni luogo ? Sempre, cioè non solo quando le cose vanno per il verso giusto…..e invece quando le cose vanno male, quando arriva la sofferenza, la malattia, il lutto ? Sono domande che meriterebbero risposte molto articolate e lunghe, con cicli di catechesi che affrontano un gradino alla volta le questioni, senza fretta, e con la dovuta disposizione d’animo. Quindi, perdonateci se in poche righe osiamo mettere in risalto solo un piccolo frammento di un grande puzzle.

Diventando genitori abbiamo avuto la grazia di “capire” un pochino di più l’atteggiamento di Dio Padre vivendo sulla nostra pelle alcune dinamiche coi figli ……..ve ne raccontiamo una a mo’ di esempio. Un giorno una nostra figlia venne disperata da noi, piangendo con i lacrimoni tipici di una bimba di due anni quale era, mostrandoci la bua che si era fatta al suo ditone preferito (quello che si succhiava)…..il dramma era che non poteva più metterselo in bocca. Fiduciosa è venuta dai genitori sapendo che lì trovava aiuto, comprensione, conforto, tenerezza, sicurezza, fiducia, ecc…..il male che sentiva è rimasto e ha dovuto affrontarlo lei, ma…….non da sola.

Noi dobbiamo rendere grazie a Dio sempre ed in ogni luogo con questo atteggiamento della bimba…..a volte lo facciamo con le lacrime agli occhi….ma è l’atteggiamento del cuore che dice : ti rendo grazie Padre perché nelle tue mani è TUTTA la mia vita, e siccome Tu sei un Padre buono, non permetti che i tuoi figli affrontino da soli i dolori della vita, ma sei lì pronto a consolare, incoraggiare, guarire, lenire, confortare, comprendere ……..e non permetti che siamo provati al di sopra delle nostre forze…….ti rendiamo grazie non perché capiamo tutto subito dei nostri dolori, ma perché sei un padre, anzi no……..tu sei IL Padre.

Pregate così insieme e……..il dolore resterà, ma non ci ucciderà, non ci schiaccerà pensando di averla vinta su di noi. E il primo effetto sarà un cuore nuovo, che si abbandona alla dolcezza della Provvidenza.

Coraggio sposi, Dio non abbandona i suoi figli.

Giorgio e Valentina.

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6 azioni, ma non 3 a testa !

Quest’oggi soffermiamo la nostra attenzione su due versetti del Salmo 104 che viene recitato durante le liturgie di questi giorni : << Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome, proclamate fra i popoli le sue opere. A lui cantate, a lui inneggiate, meditate tutte le sue meraviglie.>>.

Il Salmo poi prosegue invitando gioiosamente a………ma basta che prendiate la vostra Bibbia casalinga per leggervelo in santa pace per intero……..oh caspita !! Dove sarà la Bibbia in casa nostra ? In qualche angolo di una libreria impolverato ? Speriamo di no……..poi non lamentiamoci se Dio non ci parla……..se non apriamo mai la sua Parola è logico che non ci parli. Intanto che la cercate proseguiamo la nostra meditazione passando in rassegna ogni singolo invito.

<<Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome….>>. Chi rende grazie al Signore e invoca il suo Nome non ha il tempo né trova ragione per lamentarsi tutto il giorno di tutto e di tutti. C’è un punto nella Santa Messa (che affronteremo con più calma il prossimo martedì) che così recita: “….E’ veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a Te, Signore…..”. Capito ? Sempre e in ogni luogo !!! Ma perché dobbiamo anche invocare il Suo Nome ? Perché il Suo Nome è Salvezza ed è un nome che riempie di dolcezza la nostra bocca molto più del miele.

<<..proclamate fra i popoli le sue opere…>> Sembra che ci inviti a partire per un tour intorno al mondo col nostro jet privato per fare questa proclamazione……..sicuri che sia così ? Di quali popoli sta parlando ? Di quelli che non hanno ancora conosciuto le opere di Dio…….oggi giorno molti pensano che Dio non faccia più niente, che i miracoli siano roba di 2000 anni fa, che le resurrezioni dei cuori e delle vite non sia possibile…….per forza ! Se non c’è più nessuno che le proclama, continueranno a pensare che Dio non è all’opera.

<<…a Lui cantate, a Lui inneggiate….>> Avete presente quella sensazione di cantare sotto la doccia perché si è felici in quel momento ? Ecco….la nostra quotidianità dovrebbe avere una moltitudine di momenti così ma di una felicità che non è della doccia di questo mondo. E la si può provare solo se si comincia a ??? (per la risposta corretta rileggere il punto 1 )………..rendere grazie sempre e in ogni luogo e invocare il Suo nome sublime. Esatto ! Stavate pensando proprio questo…ebbravi !!

<<…meditate tutte le sue meraviglie…>> Deve diventare una consuetudine il ri-cordare cioè il riportare al cuore le meraviglie che il Signore ha compiuto nella nostra vita. La Vergine Santissima ci è di esempio perché <<… custodiva tutte queste cose meditandole nel suo cuore…>> Per esempio: accarezzare la propria sposa guardandola negli occhi e dirle quanto il Signore è stato buono a donarci la sposa perfetta per noi. Perfetta ? Sì, non perché non abbia difetti, ma perché se cominciamo a rendere grazie sempre e in ogni luogo, scopriamo che anche i suoi difetti ci aiutano a convertirci per giungere più speditamente alla méta della nostra vita matrimoniale: e cioè aiutarci l’un l’altro a diventare santi.

Ah……PS: Tutte queste azioni finora descritte dovrebbero diventare azioni di coppia.

Coraggio sposi, vi vogliamo tutti in Paradiso !!!

Giorgio e Valentina.

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E’ troppo poco !

Oggi, come sappiamo bene, è Martedì Santo ed è difficile non commentare il Vangelo della Passione, però ci proveremo. Infatti concentriamo la nostra riflessione sulla prima lettura tratta da Isaia cap 49, 1-6 ; in particolare sull’ultima frase : << ……Dio era stato la mia forza , e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio servo per restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti d’Israele. Io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra. >>. Naturalmente il testo si riferisce a Isaia, o meglio, a lui come prefigura del Messia; infatti il testo allarga la missione del servo di Dio oltre i confini di Israele per abbracciare l’intera umanità e, aggiungiamo, l’intera storia umana valicando i confini dello spazio e del tempo, in quanto la salvezza operata da Gesù sulla croce raggiunge ogni uomo di ogni tempo.

Ma non dobbiamo dimenticare che noi sposi siamo icona della Trinità; siamo l’uno per l’altra segno sensibile ed efficace della grazia di Cristo; quindi è come se ciascuno di noi fosse abilitato ad essere per il coniuge un altro “piccolo Cristo”…..certamente questa immagine è più o meno simile all’originale in modo direttamente proporzionale allo stato della nostra anima….più la nostra anima è pura e più questa immagine assomiglia all’originale…..per capirlo basta vedere la vita dei santi.

Questa riflessione ci aiuta a entrare nel testo sopracitato: con le dovute distanze, differenze e specifiche, i dovuti puntini sulle “i”, questo progetto di Dio sul suo servo vale per gli sposi cristiani. E’ troppo poco che siamo costituiti servi per restaurare le nostre due anime (ed eventuali figli) e basta; ci rende in qualche modo (sconosciuto a noi ma non a Dio) luce delle nazioni. Cioè siamo chiamati ad essere luce in mezzo a dove viviamo, lavoriamo ed operiamo; e Gesù ci ha insegnato che una luce non la si accende per metterla sotto il letto ma in alto per far luce a tutta la stanza….. questa stanza è potenzialmente tutto il mondo, lo testimoniano le coppie di sposi santi come i Santi Luigi e Zelia Martin, oppure i Beati coniugi Quattrocchi, e tanti altri che non sono entrati nel Calendario ufficiale ma hanno vissuto la santità coniugale.

Anche noi siamo chiamati a diventare sempre di più ciò che già siamo in virtù del sacramento del matrimonio: cioè luce delle nazioni per portare la salvezza fino all’estremità della terra. Come? Attraverso la nostra santità quotidiana a cominciare dalla nostra famiglia per poi allargarsi a cerchi concentrici sempre più ampi. Ed allora impegnamoci ancora di più in questa Settimana Santa nell’esercizio delle virtù, nella preghiera, nella crescita della nostra santità. Serriamo i ranghi !

Coraggio che un’alba nuova ci attende !

Giorgio e Valentina

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Nuovo siero antivipera?

La prima lettura di ieri (tratta dal libro dei Numeri cap 21, 4-9) racconta del famoso episodio in cui Mosè erige un’asta con un serpente di bronzo sopra. Andiamo con ordine : il popolo si lamenta per l’ennesima volta lungo il cammino nel deserto verso la Terra Promessa e mormora contro Dio e contro Mosè; il Signore allora (forse come punizione/castigo) manda serpenti velenosi cosicché molti Israeliti muoiono; il popolo chiede a Mosè di liberarlo dai serpenti ed è a questo punto che Mosè fa erigere l’asta col serpente di bronzo: <<Mosè allora fece un serpente di bronzo e lo mise sopra l’asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita.>>

Ad un prima lettura superficiale sembra che Dio, attraverso l’intercessione di Mosè, si prodighi con ogni mezzo (basta leggere tutta l’avventura dell’esodo per rendersene conto) per risolvere tutti i problemi di questo popolo dalla dura cervice, pur di non perderne la stima e la fiducia. Ma…….in realtà…..ogni volta che il popolo lamenta un problema si vede all’opera la pazienza di Dio, che lo corregge, aspetta che capisca, lo stimola, lo castiga, ecc….

Anche questa volta Dio sembra ascoltare le richieste del popolo e trovare una soluzione eccellente…..vediamo……la richiesta del popolo è questa :<<……supplica il Signore che allontani da noi questi serpenti.>> e la risposta però non è allontanare i serpenti ma dare un aiuto per affrontarli.

Cari sposi, quante volte anche noi chiediamo al Signore che allontani da noi i nostri serpenti (cioè le nostre fatiche, paure, difficoltà, amarezze, incertezze, malattie, sofferenze, ecc….) ma il Signore non lo fa. Anche nel brano citato i serpenti non sparirono, anzi continuavano a mordere il popolo, ma chi guardava al serpente di bronzo, restava in vita. E così dobbiamo fare noi, sposi, quando le cose si mettono di traverso; quando l’amore tra noi due si raffredda……. dobbiamo guardare a Gesù sulla croce, che è il nuovo serpente collocato sulla nuova asta ! Dio non ci ha promesso che non succederà mai niente, che tutto filerà sempre liscio, che nella nostra vita matrimoniale non litigheremo mai, non ci ha promesso che ci capiremo sempre e subito…….niente di tutto ciò…..MA ci ha promesso che Lui (Gesù) sarà sempre con noi ( se Gli facciamo posto nella nostra vita/nel nostro cuore ) e che non esiste un problema/sofferenza che, guardando a Gesù, ci uccida….se guardiamo a Lui ne usciremo con un cuore nuovo, una vita nuova.

Coraggio sposi che è l’ultima parte di Quaresima.

Giorgio e Valentina

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Non ho nessuno

Il vangelo di oggi è tratto dal Vangelo di Giovanni, e racconta l’episodio in cui Gesù guarisce una persona presso la piscina di Betzatà; un paralitico che era malato da 38 anni, pensate un po’ quanto siano dolorosi 38 anni di infermità !

Come spesso, nei racconti evangelici, da contorno a questo miracolo accaduto, ci sono un po’ tutte le tipologie di persone che possono essere prese ad esempio da imitare oppure da rigettare: ci sono gli increduli, ci sono i curiosi, ci sono i giustizialisti, i legalisti, i semplici, i pavidi, i buoni che hanno il cuore aperto alla novità di Dio. Se volete sapere a quale personaggio siete più simili leggete l’intero brano Gv cap5, 1-16,

Ma oggi concentriamo la nostra attenzione sulla prima risposta del paralitico alla domanda di Gesù <<Vuoi guarire? >> ….fermiamoci un momento alla domanda……ma Gesù non è mica quello che (giustamente) legge nei cuori…..cosa vuoi che ti risponda uno che è paralitico da 38 anni ? dai….ovvia la risposta…però….però…..se ci fermiamo un attimino a riflettere ci sono persone (forse noi stessi) che stanno nella loro condizione (non ci riferiamo alla paralisi fisica ovviamente) da moooolto tempo e non vogliono guarire o lasciarsi guarire da Gesù perché in fondo sono attaccate al proprio io, alle proprie convinzioni, alle proprie ideologie, ai propri vizi e guarire significa convertirsi…..guarda caso proprio in Quaresima questo brano !

Sposi, vogliamo guarire noi due? E non pensiamo all’umanità intera ! Ma guardiamoci negli occhi tra noi coppia; pensiamo in particolar modo alla nostra castità matrimoniale : tu ed io, vogliamo guarire, o meglio lasciarci guarire, da Gesù ? O ci piace tenere un piede in Chiesa e uno nel Mondo ? Non saremo mica tra quelli che : #Cosa c’è di male ?#

Ed ora soffermiamoci sulla prima risposta del paralitico <<Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina….>>, praticamente non ho nessuno che mi aiuti. Sposi carissimi, nella coppia noi siamo costituiti l’uno aiuto per la santità dell’altro/a. A volte, anche all’interno di una coppia di sposi cristiani, può accadere di smarrire la strada maestra; può succedere che i due sposi si guardino negli occhi dopo tanti anni di matrimonio e si scoprano due estranei che hanno convissuto per tanti anni !

Dobbiamo fare in modo che il nostro amato/a non possa rispondere come il paralitico << Non ho nessuno che mi aiuti >>, dobbiamo spendere ogni secondo della nostra vita (come abbiamo promesso il primo giorno delle nozze) per l’altro/a, affinché l’altro possa immergersi nella piscina miracolosa che è Gesù stesso; non siamo soli in questo cammino, abbiamo la grazia sacramentale, ognuno faccia ciò che è in proprio potere, al resto ci pensa lo Spirito Santo.

Cominciamo da oggi sposi: non lasciamo solo il nostro lui / la nostra lei , facciamoci ponti tra lui/lei e Gesù. Coraggio !

Giorgio e Valentina.

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360 tonnellate d’oro

Oggi la liturgia ci propone il Vangelo di Matteo che narra di quella volta in cui Pietro domandò a Gesù : << …..«Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette.>> e prosegue Gesù raccontando la famosa parabola del re che condona al servo diecimila talenti e questi, però, a sua volta non condona ad un suo debitore cento denari.

La risposta di Gesù è talmente esplicita che anche una persona dura di comprendonio la capirebbe, addirittura un duro di cuore capirebbe che con questa risposta Gesù sta insegnando a perdonare sempre senza conteggi, anche se poi, magari, decide di non seguire il Maestro ma di seguire la durezza del proprio cuore.

Ma allora…..perché Gesù risponde in merito alle volte in cui bisogna perdonare e continua (con un affondo sul perdono) con una parabola che non racconta del numero di volte in cui uno perdona un altro ma di cosa gli viene perdonato oppure no ? Racconta non di QUANTE VOLTE perdona ma di COSA perdona !!!! Magari Gesù si è confuso con le unità di misura ? Ci si aspetterebbe una parabola che con metafore e altre immagini riproponga però lo stesso tema delle volte in cui il perdono viene donato/ricevuto……e invece NO.

Questa parabola parla di un re (Dio) che perdona un debito di diecimila talenti al suo servo, corrispondente a circa 60.000.000 di stipendi quotidiani pari a circa 200.000 anni di lavoro…..contate bene gli zeri !!! un talento = 36 Kg di metallo prezioso…..10000 talenti = 360 tonnellate di oro/argento !!!!

E questo servo (cioè ognuno di noi) invece non perdona ad un suo debitore la modesta cifra di 100 denari = cento giornate di lavoro. Si capisce ora la sproporzione tra le parti ? Non c’è paragone. Ovviamente Gesù ha volutamente esagerato per farci entrare in una logica che fatichiamo a vivere. E’ una parolina latina che conosciamo tutti : GRATIS !!! O se vogliamo dirla alla maniera moderna : per Amore…..la A maiuscola non è un errore di battitura.

Dio ci perdona (se sinceramente pentiti) qualsiasi peccato, ma prima di accordarci il suo perdono non fa il conteggio delle volte che abbiamo peccato né la grandezza dei nostri peccati, vuole solo il cuore contrito che chiede pietà (con le dovute disposizioni che la Chiesa insegna),… e noi ? Pensiamoci……..certo non siamo Dio…… però come sposi siamo chiamati ad imitare Gesù l’uno/a verso l’altro/a per farlo diventare carne, cioè vita concreta. Persone che si raccontano a noi così si esprimono ………..io perdono ma non dimentico……..sono sempre io che perdono per primo/a……..o frasi simili che comunque denotano che all’interno della coppia il perdono non è tale perché non è gratis. Se non è Per-Dono è Per-Calcolo, ma se calcoliamo allora misuriamo, ma la misura dell’Amore non è forse non avere misura ?

Quando ci accorgeremo delle nostre 360 tonnellate d’oro che il re ci condona gratuitamente, il nostro cuore sarà riconoscente e non potrà far altro che perdonare al nostro coniuge i suoi 100 denari.

Coraggio sposi, rendiamo carne il perdono di Dio !!!!

Giorgio e Valentina

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Dove vai ? Boh ?

La prima lettura di Domenica scorsa è stata molto interessante e la riportiamo per intero data la sua brevità: <<In quei giorni, il Signore disse ad Abram: «Vàttene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò. Farò di te una grande nazione e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e possa tu essere una benedizione.
Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò, e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra». Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore. >>.

Nella Bibbia spesso le figure da cui dobbiamo prendere esempio sono raccontate come se fossero dei robot senza sentimenti; la finale di questo brano è praticamente uguale alla finale del brano che racconta l’Annunciazione, infatti i due episodi hanno tantissimo in comune, ricordate? << Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l’angelo partì da lei >>.

La Parola di Dio non si sofferma a raccontare gli stati d’animi delle persone coinvolte come farebbero i romanzi, non si sofferma a scandagliare le turbe psicologiche dell’uno o dell’altro, niente di tutto ciò; l’unica cosa che viene messa in risalto è che hanno eseguito senza indugi quello il Signore aveva loro ordinato. E’ sufficiente ? A noi sembra più che sufficiente. Questo è il particolare che ci ha stupito di questa Domenica: l’obbedienza di Abramo, senza se e senza ma. Certo per capire meglio e attualizzarlo nella nostra vita dobbiamo per un attimo immaginarci la scena…….vattene….come vattene ? siamo qui da tre generazioni….e vabbé dai…ma per dove ?…Abramo lo dice ai familiari… preparare il viaggio che si parte….scusa per dove ? boh ? il Signore ha detto che me lo indicherà.

Lo indicherà dopo, così come l’Angelo non ha detto tutto ciò che sarebbe successo alla Vergine Santissima, così come al passaggio del Mar Rosso prima hanno dovuto rassettare le tende e metter i piedi in acqua, così come Abramo fino all’ultimo pensava di dover sacrificare il figlio Isacco, eccetera.

Ecco, sposi, il Signore ci chiede questo: se vogliamo stare con Lui non dobbiamo fare come gli ingegneri/ragionieri che si mettono a fare mille calcoli prima di partire con un progetto per avere un quadro chiaro e preciso nei minimi dettagli. Il Signore ci chiede di fidarci di Lui e basta. Se Lui è Colui che ci ha creati vuol dire che ci ha voluti e quindi ci ama.

Sposi carissimi, dobbiamo fare nostro questo atteggiamento di Abram, e come Lui obbedire al Signore….non capisco tutto……non importa se lo ordina il Signore e la sua Chiesa bisogna obbedire. Il primo disastro (peccato originale) è accaduto perché l’uomo ha disobbedito, quindi per fare bene bisogna semplicemente obbedire alle leggi di Dio e della sua Chiesa. Nel nostro specifico ci rivolgiamo a quelle che riguardano la nostra castità matrimoniale e quindi tutta la nostra sessualità maschile e femminile. Anche noi all’inizio non sapevamo dove il Signore ci avrebbe voluto portare, ma adesso, dopo tanti anni di cammino nella castità matrimoniale, non possiamo che essere grati e riconoscenti al Signore…la terra che stiamo vivendo non è paragonabile col terriccio da cui eravamo partiti…..i frutti deliziosi che gustiamo ora hanno il sapore della tenerezza di Dio……….e poi………….IL BELLO DEVE ANCORA VENIRE. Coraggio sposi !

Giorgio e Valentina.

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L’albero da un’altra prospettiva

Nella liturgia di domenica scorsa, la prima di Quaresima, la Chiesa ci propone come prima Lettura la disobbedienza di Adamo ed Eva col famoso serpente. Come al solito ci lasciamo guidare solo da un particolare. <<….Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradevole agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e conobbero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.>>

Ci sono biblioteche intere che approfondiscono questi primi capitoli della Bibbia e non saremo certo noi ad apportare chissà quale approfondimento al Magistero della Chiesa, vogliamo solo mettere in luce un atteggiamento di Eva. Prima che il serpente entri in scena non si accenna nulla circa le preferenze di Eva verso questo o quell’altro albero. Perché ?

Avete notato che solo dopo che Eva si è messa a dialogare col serpente ( mai dialogare con Satana ! ), quell’albero famoso diventa agli occhi di Eva buono da mangiare ? E prima ? Non aveva fame ? Non solo…..diventa gradevole agli occhi, ma prima non l’aveva mai notato ? Ma non era mica in mezzo al giardino ? Probabilmente ad Eva non piaceva passeggiare in centro……..e ancora….desiderabile per acquistare saggezza, e prima non desiderava la saggezza ?

Eh…già, come avrete intuito tutto questo cambiamento di prospettiva avviene solamente dopo, e solo dopo, che nel cuore di Eva si è fatto strada il velenoso pensiero del dubbio su Dio, astutamente instillato dall’antico tentatore. Infatti non serve chissà quale terrificante azione per peccare, basta il pensiero. Notiamo come Eva, prima dell’incontro nefasto col rettile, non si sia posta il problema della prelibatezza di quell’albero, perchè ? Banalmente si risponderebbe che c’erano altre centinaia, forse migliaia, di alberi, ma no; il punto è che prima si fidava di Dio e quindi non si poneva il problema di uno su migliaia di alberi……siccome Dio mi vuole bene e Lui ha deciso così, per me questo è sufficiente.

Ma poi diventa anche gradevole agli occhi…..eh certo….ma scusate, ma prima Eva aveva le fette di salame sugli occhi o l’albero diventava invisibile quando gli passava accanto Eva ? Non è che l’albero fosse fornito del mantello dell’invisibilità di Harry Potter ? Ma poi…..guarda caso diventa gradevole…..o meglio…..il dubbio sull’amore di Dio mi fa pensare che Lui non mi ami poi così tanto visto che mi tiene nascosto un così bell’albero !! Ma dove ? Eva…svegliati…guarda che l’albero non è cambiato, era lì anche prima e potevi ammirarlo insieme ad “ogni sorta di alberi graditi alla vista” (vedi Genesi qualche versetto prima) !

Ed infine diventa desiderabile per acquistare saggezza….l’unica saggezza che ne è derivata è che hanno inventato la treccia/cintura con le foglie di fico….potevano diventare ricchi vendendo questo accessorio fashion molto eco-sostenibile………….. Ma veniamo a noi sposi.

Carissimi sposi, non è importante se nella nostra coppia il primo che cede alla tentazione è lui oppure lei, la cosa che ci deve far alzare le antenne è il fatto che Eva abbia fatto cascare pure Adamo e racconta Genesi che si aprirono gli occhi di tutti e due……proprio così, cascato uno trascina giù pure l’altro, e questo è un piccolo accenno (già nei primi capitoli della Bibbia) alla meravigliosa realtà di essere sposi in Dio; siamo un corpo solo, un cuor solo e un’anima sola. Se la mia anima non è limpida, che cosa riverserà nell’anima della mia sposa ? Se il mio cuore dubita dell’amore di Dio, che cosa riverserà nel cuore del mio sposo ? Se il mio corpo vive l’impurità, come potrà dirsi pura la nostra unione dei corpi ?

Coraggio che il Regno di Dio è vicino.

Giorgio e Valentina.

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Tu parla che io intanto….

Il Vangelo di Marco oggi ci offre alcuni spunti per guardarci con verità dentro il cuore. Gesù annuncia ai discepoli la sua Passione ma stiamo attenti a cosa succede : << «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo. Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».

Anche questa volta i discepoli e i Dodici non è che facciano una bella figura, eppure Gesù continua con pazienza a spiegare loro. Avete notato che i discepoli, non capendo, e avendo timore di interrogarlo, fanno finta di niente e cominciano a discutere di altro ? E’ plausibile pensare che stessero già borbottando in precedenza tra di loro su chi fosse il più grande, poi Gesù li ha interrotti spoilerando la Passione…….attimo di suspence…….ok, Gesù l’hai detto, devi aggiungere altro ?………tu hai capito Pietro ? non molto, e tu Giacomo ? mmmh…..chiedi a Giuda…..chi, io? scusate ero distratto, stavo contando i soldi in cassa…….figuriamoci se ne azzeccano una questi qua !

Comunque sia andata davvero, sta di fatto che non comprendono e invece di cercare di approfondire con i mezzi a loro disposizione, che fanno ? Scelgono la via più facile ma anche la meno fruttuosa : ……vabbè dai, tanto non è la prima e non sarà l’ultima volta che non capiamo Gesù……..piuttosto…. dove eravamo rimasti col discorso del più grande ?

Fermiamoci un istante ad attualizzare nella coppia : quante volte il nostro coniuge ci parla aprendo il proprio cuore ? E noi, chissà quante volte non lo capiamo fino in fondo, ma piuttosto di tentare di comprenderlo, che è faticoso, scegliamo la via più facile del tipo: sì, certo che hai ragione…..mmh…sì, dimmi…continua , ma veloce, perché tra 15 minuti comincia la Champions !!! Ma quale NOI stiamo costruendo così ?

Inoltre, Gesù sembra fare lo gnorri : come se non lo sapesse di cosa stessero discutendo per la strada…….certo che lo sapeva, ma voleva che fossero loro stessi a smascherarsi e invece loro non colgono neanche questo tentativo di Gesù di aiutarli ad essere almeno sinceri, ma capiscono di aver discusso di una cosa futile e tacciono sperando che Gesù sia così ingenuo da non accorgersene. ( tra l’altro questa domanda di Gesù assomiglia a quella che Dio Padre rivolge a Caino nella Genesi : dov’é tuo fratello Abele ? ) Quante volte anche tra gli sposi c’é questo atteggiamento di sotterfugio, di mancanza di fiducia nell’altro, di mancata consegna di tutto me stesso nel cuore dell’altro…..faccio lo gnorri sperando che lui/lei non se ne accorga, e quando vengo scoperto….fischietto. Ma quando siamo dall’altra parte dobbiamo fare come Gesù che si siede, cioè con calma, rilassato, e con tranquillità far sentire l’altro compreso nei suoi timori prima che lei/lui comprenda me.

Ce la possiamo fare ! Buona Quaresima !

Giorgio e Valentina.

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Tutti al Pronto soccorso, o no?

Il Vangelo di Domenica scorsa è lungo più del solito e quindi molto ricco di spunti di riflessione, perciò ne prendiamo solo uno. E cioè vogliamo stringere il campo d’azione ai versetti 29 e 30 che riportano questa frase secca di Gesù : << Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna. >>.

Ancora una volta chi ha in testa l’idea di un Gesù edulcorato dalla simpatica ingenuità dei Puffi mista alla tenerezza gigiona di Babbo Natale, si vede costretto a rinegoziare questa idea balorda scontrandosi col Gesù vero raccontato dai Vangeli. E, in effetti, la frase lascia poco spazio a fraintendimenti del tipo : …………ma no, dai, non è che a Gesù non piace la simmetria di due occhi e ci vuole tutti come tanti Ciclopi ? sei così bello con due occhi………..non è che Gesù vuole che ti mozzi una mano perché a Lui piace riattaccare le cose………cioè ? ma sì, come quella sera in cui Pietro tagliò un’orecchio al soldato e Lui gliel’ha riattaccato ? Oppure è un fan del Pronto soccorso ? eeeh…….insomma……..questo Gesù esagera però, spaventare così la gente !!!

Insomma, a Gesù non vanno bene le mezze misure ( le uniche mezze che gusterebbe penso che siano le mezze penne all’amatriciana ). Ma perché ? Quando abbiamo cominciato questo meraviglioso cammino 20 anni fa, il nostro amato Padre Bardelli ci diede un ultimatum simile a quello di Gesù : ci disse che se volevamo un fidanzamento bello e felice prima e un matrimonio poi ancora più felice e bello, avremmo dovuto scacciare immediatamente qualsiasi impurità dalla nostra vita: cuore, mente. occhi, mani, pensieri, azioni e intenzioni…..insomma ci siamo capiti, tutto !!!

Ecco cosa intendeva Gesù con quella frase; e poi col passare degli anni, abbiamo cominciato a tagliare i ponti con le situazioni che potevano diventare occasioni di peccato (in particolare dell’impurità ma poi si è esteso a tutto il resto): abbiamo tagliato i ponti con compagnie, abbiamo tagliato i ponti con la televisione, abbiamo reciso contatti (per esempio su facebook) che erano occasioni di impurità, abbiamo smesso di frequentare alcuni eventi mondani, e così via……ogni coppia di sposi ha la propria lista personalizzata. Cari sposi, noi siamo stati fatti per la purezza e la felicità eterna, e questa purezza esige il coraggio di recidere le radici cattive, le piante soffocanti, di liberarsi della zavorra dell’impurità per alzare finalmente in volo la mongolfiera del nostro sacramento matrimonio.

Coraggio, non siamo soli.

Giorgio e Valentina.

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Lontano dalla folla

Nel vangelo di domani Gesù racconta una parabola alla folla. Non vogliamo soffermarci sulla spiegazione del contenuto della parabola perché Gesù è tanto chiaro quanto esplicito : <<……….E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo. >> Chi non capisce è perché non vuole capire.

Ma noi vorremmo mettere in risalto una frase dell’evangelista Marco precedente alla sopracitata : <<Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola……>>.

Ma glielo avranno chiesto in disparte per non fare brutte figure ? Si può immaginare qualche discepolo con la mano alzata, tipo scolaro in classe…….maestra non ho capito l’argomento, può rispiegarlo ? E magari Pietro che gli dà una gomitata intendendo: tira giù la mano che ci fai fare la figura dei peracottari……glielo chiediamo dopo quando la folla se ne sarà andata…..se glielo chiedi adesso ti disintegra con un’occhiata….e statte zittooooo ! Lascia fare…… e gli altri discepoli, guardando Gesù che parla, annuiscono fingendo conferma con quel movimento della testa tipo: eh,…sante parole……hai proprio ragione Gesù……..tanto dopo glielo chiedo in privato.

Non è l’unica volta che Gesù spiega le parabole ai discepoli in disparte. Ma perché ? A Gesù piace il rapporto vis-à-vis, a tu per tu, cuore a cuore; sì, parla alle folle in generale, ma poi entra nel dettaglio in un rapporto sincero di apertura di cuore. Anche noi sposi possiamo scegliere di stare con Gesù dalla parte della folla o dalla parte dei discepoli che poi si appartano con Gesù. E questa intimità con Gesù è fondamentale per crescere nel rapporto con Lui, per aumentare il nostro amore per Lui, e di conseguenza quello che ci scambiamo tra noi.

Gesù preferisce restare in disparte con noi, cari sposi. E badate bene che il Vangelo dice che Gesù entrò in una casa. Perché ? La casa rappresenta il luogo della familiarità, il luogo in cui tolgo le maschere e mi sento accolto, amato per ciò che sono, senza compromessi. Gesù parla sì alla folla ma….preferisce un rapporto in cui ci si guarda negli occhi.

Certo che se noi sposi continuiamo a essere folla, a rimanere con il baccano della folla, con il rumore assordante della folla, ci accontentiamo delle poche pretese della folla, non possiamo crescere nel matrimonio come vuole Dio. Per crescere nella nostra vocazione matrimoniale è necessario che facciamo come quei discepoli che seguono Gesù in quella casa : tradotto per noi significa stare davanti al tabernacolo quanto più possibile, e , quando non ci è possibile, nell’intimità della nostra casa in uno spazio dedicato alla preghiera. E’ lì, in quell’incontro a tu per tu con Dio, che sbocciano grandi Grazie, che fioriscono grandi propositi, che maturano le grandi scelte, che cresce il nostro amore per Lui e quindi quello per il coniuge.

Allora Gesù ci svela tante cose, ci illumina con la Sua Parola, ci conforta nel dolore, ci sostiene nella prova, ci incoraggia nelle scelte, ci stimola a fare della nostra vita una nave con le vele spiegate, ci riempie di una gioia indicibile, ci alimenta con la Sua pace, ci tranquillizza con la Sua serenità….se Dio è per noi, chi sarà contro di noi ? Chi ci separerà dal Suo amore ? Niente e nessuno. Ma dobbiamo fare una scelta…lontano dalla folla.

Forza sposi, a noi la scelta. Folla o discepoli ?

Giorgio e Valentina.

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Vengo anch’io? No, tu no !

Il Vangelo di ieri ci presenta Gesù in una azione tra le tipiche del Messia: scacciare i demoni; infatti viene descritto un esorcismo nel quale un uomo è posseduto da una Legione di demoni, non uno solo ! Ci piace molto questo brano per diversi motivi: innanzitutto sbugiarda chi dice che il diavolo e i suoi demoni non esistono, che è solo frutto della fantasia di qualcuno; secondariamente zittisce chi vuole sminuire la figura di Gesù/Dio facendolo passare per uno che guariva gli epilettici e non gli indemoniati; inoltre si attesta che il diavolo e i suoi demoni obbediscono a Gesù (forse più di noi in alcuni frangenti); ed infine anche i diavoli riconoscono la divinità di Gesù chiamandolo “Gesù, Figlio del Dio altissimo”, quindi per riconoscere che Gesù è il Figlio dell’Altissimo non serve chissà quale fede gigante, ma senza fede vera Gesù non diventa il Signore, anzi il mio Signore. Ma apriremmo altri capitoli lunghissimi.

Oggi però ci soffermiamo sulla parte finale del brano citato : << Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava di poter restare con lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Va’ nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te». Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli quello che Gesù aveva fatto per lui e tutti erano meravigliati. >>

Ma come ? Questo poveretto appena liberato dai demoni Gli chiede “vengo anch’io ” e si sente rispondere “No, tu no “. Riecheggia già nella mente il simpatico motivetto della famosa canzone. Questo tizio lo supplicava, quindi verosimilmente avrà insistito un po’….tipo….dai Gesù ti prego fammi venire con te…..posso? Dai…..sto in un angolino zitto zitto buono buono, non ti accorgerai neanche di me……..poi magari girandosi verso Pietro……..vengo anch’io ? e Gesù : no, tu no. Vai invece nella tua casa ecc……insomma …questo Gesù non è proprio uno che bada all’etichetta. Ma perché avrà risposto così a quell’uomo? Non sarebbe stato meglio portarselo con sé anche solo per avere un promoter ? Un testimonial credibile della sua campagna promozionale ? Giusto per avere qualche follower in più…con una recensione del genere !!!

E invece no. Gesù è uno che fa cose inaspettate e di primo acchito incomprensibili. Anche noi, toccati dalla Grazia, siamo come quell’uomo. E non dobbiamo scegliere la strada più facile per seguirlo. In fondo se fosse rimasto al seguito di Gesù….avrebbe predicato ancora e sempre Gesù, e poi….sul più bello avrebbe tirato fuori l’asso dalla manica……chiedete a quest’uomo che prima di incontrarmi era indemoniato….il grosso del lavoro lo avrebbe continuato a fare Gesù e l’ex-indemoniato (tutto sollevato dalla responsabilità) si sarebbe limitato a confermare quanto predicato dal Maestro. Comodo no?

Cari sposi, quanto invece è più difficile obbedire al Maestro e tornare nella nostra casa, dai nostri affetti, e annunciare ciò che il Signore ha fatto per noi/me ! Quante energie, quanto rimetterci la faccia, quanto ci giochiamo la reputazione nel girare per la nostra Decapoli e proclamare ciò che il Signore ha fatto per noi ! Ci vuole coraggio, una forza da leoni ! Basta con i freni inibitori che sono solo cose legate a questa terra, a questa umanità. Il mondo ha bisogno di sposi evangelizzatori, in parole e in azioni…..cosicché anche quelli che incontriamo si possano meravigliare della grandezza di Dio così come è successo alla gente che ha incontrato quell’uomo ex-indemoniato.

…….la coppia: Vengo anch’io ? Gesù: No, tu no ! Hai un altro compito !!!

Coraggio sposi.

Giorgio e Valentina

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Girando lo sguardo

Il Vangelo di oggi è breve ma denso; è una piccola parte di un brano più lungo che comincia così :<< 20 Entrò in una casa e si radunò di nuovo attorno a lui molta folla, al punto che non potevano neppure prendere cibo. 21 Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; poiché dicevano: È fuori di sé>>. Quindi il motivo per cui i parenti di Gesù si fanno vivi è perché si preoccupano dell’appetito di Gesù; non vogliamo mancare di rispetto alla Santissima Vergine, però sembra che anche lei si preoccupi che il figlio mangi, che sia sazio, che non gli manchi il necessario, come tutte le mamme del resto. E già su questo particolare ha tanto da dirci questo Vangelo. Non perché vogliamo mettere in luce una possibile mancanza di fede della Madonna, ce ne guardiamo bene anche solo dal pensarlo, ma semplicemente perché questo atteggiamento di preoccupazione/sollecitazione materna da parte anche della Vergine Purissima, ci fa intuire che anche per Lei è stata una sorpresa continua la vita a fianco di Gesù, non tutto ha capito subito, ma………serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore materno. E lì il segreto: il silenzio interiore.

Ma veniamo al punto di questo racconto che oggi ci interpella più direttamente. Finalmente i parenti di Gesù lo trovano e : <<31 Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, lo mandarono a chiamare. 32 Tutto attorno era seduta la folla e gli dissero: «Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e ti cercano». 33 Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». 34 Girando lo sguardo su quelli che gli stavano seduti attorno, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! 35 Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre.>>

Ammazza che paroloni ! Chi pensava ad un Gesù tenerone tipo Winnie Pooh o Babbo Natale dovrà ricredersi. Ma Gesù non era mica quello tutto sdolcinato, misericordioso, sempre gentile, mai sgarbato, una specie di nobile inglese uscito dalla Oxford ? Se vogliamo essere buoni chiudiamo un occhio su “miei fratelli”……. ma su “mia madre”…..NO dai !!!! Cosa avranno pensato quelli dentro la casa ? Ma questo qui è in terapia ma non da uno bravo, gli giro il numero di quello giusto…………..ma poi rinnegare (apparentemente) la madre noooooo…..visto che mater certa semper est. Senza contare che se la Madonna, da fuori, ha sentito tutto cosa avrà pensato?

Ad ogni modo ci ha colpito quel “girando lo sguardo”. E sappiamo bene che lo sguardo di Gesù è penetrante, è come una lama a doppio taglio, va in profondità, scruta, non ti lascia via di scampo. Se ci fossimo stati lì noi sposi attorno a Lui, avrebbe detto lo stesso di noi? Quando Gesù guarda la nostra coppia, scruta il nostro cuore matrimoniale, cosa vede ? Può dire di noi che per Lui siamo fratello, sorella e madre ? Cioè (tradotto) può riconoscere nella nostra vita di tutti i giorni ( ricordiamoci che ci siamo promessi di amarci ed onorarci TUTTI i giorni, ergo…..è un impegno che devo rinnovare ogni santo giorno ) che il nostro amore, che ci scambiamo vicendevolmente, è compiere la volontà di Dio ? Gesù, anche oggi, sta “girando lo sguardo” sul nostro matrimonio, rendiamoci degni di essere per Lui fratello, sorella e madre; ossia importanti come e forse anche di più dei legami di sangue.

Coraggio sposi.

Giorgio e Valentina.

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I nostri Amaleciti

Oggi ci lasceremo scuotere dalla prima lettura di ieri (1 Sam 15,16-23 ) che per esigenze di spazio non riportiamo tutta ma solo la parte che ci interessa << Il Signore non ti ha forse unto re d’Israele? Il Signore ti aveva mandato per una spedizione e aveva detto: “Va’, vota allo sterminio quei peccatori di Amaleciti, combattili finché non li avrai distrutti”. Perché dunque non hai ascoltato la voce del Signore e ti sei attaccato al bottino e hai fatto il male agli occhi del Signore?………Ecco, obbedire è meglio del sacrificio, essere docili è più del grasso degli arieti.>>. Praticamente Samuele è portavoce di Dio e rimprovera Saul. Ma cosa avrà fatto di così terribile Saul da meritarsi un trattamento così severo da parte del Signore ?

In fondo gli Amaleciti li aveva sterminati tutti come aveva ordinato il Signore, che se ne fa un Dio degli animali sterminati, del bottino ? E poi Saul aveva ascoltato il popolo, lasciando che prendesse le primizie del bestiame per sacrificarli al Signore, perciò cosa ha da lamentarsi questo Dio ? Cosa vuole ancora di più ? E’ così preciso che sta lì a contare quanti agnellini nei greggi sono quelli degli Amaleciti ? E’ un Dio contabile, vuole il bilancio a fine anno ? Sta lì proprio a fare l’inventario del bottino ? Apparentemente a questo Dio non gli va mai bene niente.

Ma se ci fermiamo un attimo capiamo che spesso anche noi facciamo come Saul, e cioè ci teniamo qualcosa per noi….non si sa mai. Il Signore ci dice di abbandonare la vecchia vita, le cattive compagnie, gli affetti disordinati, le cattive abitudini, gli spettacoli mondani o peggio disinibiti…. e l’elenco potrebbe continuare a seconda della propria vita……e noi spesso diciamo al Signore: sì sì sì ma poi………qualcosa lo tengo per me. Non ci abbandoniamo mai fino in fondo nella volontà del Padre.

Per trasferire il tutto nella vita matrimoniale: ……..ma ceeerto Signore che ho capito che devo avere occhi solo per mia moglie, ma sai…..quando mi passa accanto quella donna con quelle curve…….solo un’occhiatina……anche l’occhio vuole la sua parte. Ceeeerto Signore che abbiamo capito che la castità matrimoniale è essenziale, vitale, indispensabile per la nostra santità ma daaaaiii………ogni tanto un piede nella lussuria non fa male…..solo un pezzettino. Ceeeeeerto Signore che abbiamo capito che dobbiamo pregare tutti i giorni, però proprio tutti tutti tutti ? Non ti basta la domenica ? Ceeeerto Signore che dobbiamo fidarci della tua Provvidenza, però anche noi dobbiamo fare i nostri calcoli, abbiamo già un figlio, suvvia…..

E ogni coppia di sposi ha il proprio elenco personalizzato. Quali sono i nostri Amaleciti da sterminare ? Attenzione non ne deve restare nemmeno uno, neanche il bestiame minuto o qualsivoglia bottino. I nostri Amaleciti sono i nostri vizi. Facciamo solo l’elenco dei capostipiti dei vizi, i cosiddetti vizi capitali: superbia, avarizia, lussuria, invidia, gola, ira, accidia.

Sposi, quali sono i nostri Amaleciti ? Individuiamoli e sterminiamoli fino all’ultimo.

Buona battaglia.

Giorgio e Valentina

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Adulto in 15 giorni, ma tenero come un Bambinello.

La prima lettura di Domenica scorsa ( Isaia 42, 1-7 ) ci è piaciuta particolarmente perché fa un ritratto di Gesù molto particolare. Nel libro del profeta Isaia ce ne sono diversi ma perché la Chiesa ci propone questo proprio nella festa del Battesimo del Signore? Come ha fatto Gesù a diventare un uomo adulto in soli 15 giorni ? Che crescita miracolosa ! Però anche la Chiesa è un po’ bizzarra: il giorno prima siamo tutti teneroni col Bambinello, il giorno dopo ci viene proposto il primo martire ucciso a sassate, dopo 15 giorni quel Bambinello è ormai adulto e riceve un Battesimo di cui non ha bisogno….in quanto a fantasia la Chiesa non scherza….d’altronde con un Capo come Gesù non poteva essere altrimenti.

Ma torniamo al nostro Isaia: << Non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta; proclamerà il diritto con verità. Non verrà meno e non si abbatterà, finché non avrà stabilito il diritto sulla terra, e le isole attendono il suo insegnamento. >>.

Si può notare come tutte le azioni descritte siano pacate e calme. Infatti: non griderà, non urlerà in piazza, ma parlerà con ferma dolcezza nella piazza che è il nostro cuore perché la sua voce non si imponga ma diventi un tenero sussurro alla nostra coscienza. Non spezzerà una canna incrinata ma la curerà perché una volta sanata faccia nuovi germogli, e questa canna rappresenta le nostre ferite.

E ancora…..non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta ma lo farà tornare a produrre una fiamma vivida, e questo stoppino è la speranza dentro noi. Quella fiamma poi sarà vivida ma non produrrà una luce accecante ma una luce che indica una Presenza. Inoltre proclamerà il diritto con verità, già….perché la Verità è Gesù stesso e solo Lui sa quale sia il vero diritto da proclamare all’umanità.

Infine non verrà meno e non si abbatterà, cioè è uno che non si scoraggia e non viene meno perché è fondato sull’amore del Padre, ha una fiducia smisurata nel Padre finché la sua volontà non sia compiuta; ed ecco che tutte le isole quindi attendono il suo insegnamento, e queste sono le isole delle nostra vite, le isole del nostro desiderio di Dio.

Cari sposi, la nostra vocazione ci spinge ad imitare il nostro Maestro Gesù nei confronti del nostro coniuge. Avanti allora con quella calma, quella pacatezza, quel ravvivare la fiamma nel cuore della nostra amata, quel sanare le ferite dell’amato/a col balsamo della tenerezza. Lasciamoci plasmare dalla Grazia. E il nostro matrimonio diventerà ogni giorno di più un’anticipo del Paradiso su questa terra.

Buon cammino.

Giorgio e Valentina.

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Tutto qui ?

E’ interessante il Vangelo dell’Epifania, perchè sta raccontando un evento che da secoli il popolo stava aspettando, ne avevano parlato tutti i profeti, tutte le scritture ne parlavano in vari modi. Sembrava che tutta questa attesa dovesse sfociare in chissaché e poi……<<  Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, ….>>. Tutto qui ? Eh…sì, una scena vista migliaia di volte.

Ma….i Magi sanno scorgere aldilà delle apparenze e si prostrano in adorazione. Attenzione che questo atteggiamento del corpo non è mica quello che purtroppo siamo soliti vedere in tante nostre chiese moderne, ove la gente manco più si inginocchia davanti al tabernacolo, figuriamoci se si prostra col viso a terra in segno di adorazione. Ma qua apriremmo un capitolo lungo.

Tuttavia vogliamo oggi invitarvi a riflettere sul fatto che i Magi sanno scorgere Dio aldilà delle apparenze. In effetti il bambino nella mangiatoia ha le stesse caratteristiche dell’Eucarestia: con gli occhi vedi un pezzo di pane bianco non lievitato ma quello è Dio, e i Magi hanno visto un bambino con gli occhi ma si sono prostrati adorandolo come Dio e i segni che hanno lasciato in dono sono significativi di questo.

E noi sposi? Sappiamo scorgere aldilà delle apparenze ? Certo, la nostra frenesia quotidiana non aiuta a scorgere Dio. Ecco perchè dobbiamo riservarci sempre, ogni santo giorno, dei momenti di silenzio, preghiera e meditazione; altrimenti si arriva a fine giornata e non si ha avuto il tempo e l’occasione di scorgere Dio nella quotidianità. Perché ?

E’ una questione di cuore, o meglio di occhi del cuore come ci ricorda San Paolo; tante volte nella preghiera serale dobbiamo imparare a ringraziare il Signore a cominciare dalle piccole faccende quotidiane. Ad esempio Lo ringraziamo sempre dopo la spesa dei soldi per pagarla, sembra stupido e banale perchè sono soldi guadagnati col lavoro, sì ma gli occhi del cuore sanno scorgere la presenza di Dio anche lì.

E’ un allenamento continuo, bisogna affinare il nostro sguardo del cuore anche nei confronti del nostro coniuge. D’altronde, se oggi Dio volesse darmi una carezza, con quali mani dovrebbe darmela se non con quelle di mia moglie ?

Buon allenamento a tutti.

Giorgio e Valentina.

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Dobbiamo proprio farlo ?

Nel Vangelo di ieri ( Lc 2, 36-40 ) si legge così verso la fine :<< ……Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui. >>. Fin qui tutto bene e niente di speciale all’apparenza, i due di cui si parla sono Maria e Giuseppe che portano Gesù al tempio per presentarlo al Signore.

Se avete notato, in questi giorni natalizi, nei Vangeli vengono citati Maria e Giuseppe, ma di loro si dicono poche cose, poche ma le fondamentali, le fondamentali e necessarie, necessarie a farci capire tra le righe che questi due sposi erano per certi versi uguali agli altri sposi ebrei ma pur sempre diversi e santi. Vi pare che Dio Padre scegliesse per il suo Figlio Unigenito una mamma qualunque ed un papà putativo uguale ad altri mille?

Certo che no !

Ed infatti in questo pezzo di Vangelo si vuole mettere in risalto che quel Bambino non è come tutti gli altri bambini, ma è Il Bambino. Vogliamo concentrare però la nostra attenzione su un particolare che ci svela tanto di quei due sposi: <<…. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore …..>>. Fino a questo punto del vangelo sia Giuseppe che Maria hanno compiuto una serie di azioni con il chiaro intento di obbedienza. Obbedienza alle parole dell’Arcangelo Gabriele (inviato da Dio s’intende) sia lui che lei, obbedienza ad un “istinto” di solidarietà tra madri (da Elisabetta), obbedienza al dovere di custodire la propria famiglia, obbedienza al dovere di prendersene cura col lavoro, e così via.

Può darsi che a noi, qualche volta, possa suonare strano il dare obbedienza (etimologicamente “prestare ascolto”) alle voci interiori. Eh, sì, perché gli angeli custodi sono parecchio attivi, ma spesso li ignoriamo. Poveretti, sono dei fuoriclasse e spesso li lasciamo in panchina ! Eppure anche Maria e Giuseppe, ci viene narrato nei Vangeli dell’infanzia di Gesù, non hanno fatto altro che obbedire, e cioè convertire in azioni ciò a cui hanno prestato ascolto; e l’ascolto sappiamo che non equivale ad “udire”, bensì è una cosa del cuore.

Noi spesso ci chiediamo: ma devo proprio farlo ? Non possiamo rimandare? Ma dobbiamo proprio farlo fino in fondo ? Giuseppe e Maria hanno adempiuto ogni cosa, e non solo ciò che conveniva loro, o che fosse di loro gusto. Tra l’altro si aggiunge “secondo la legge del Signore”, come a dire : hanno portato a termine ogni obbligo nei confronti di Dio, in tutti i rituali a cui i genitori ebrei erano tenuti. Che bellezza ! Che esempio per noi genitori! Eh sì, perché non lo pensiamo mai, ma abbiamo degli obblighi nei confronti di Dio. Vi ricordate che Giuseppe viene descritto come “uomo giusto” ? Ma la giustizia è dare a ciascuno il suo. Al mondo ciò che è del mondo ma a Dio ciò che è di Dio.

Ecco perché Giuseppe è giusto, perché dà a Dio ciò che gli spetta di diritto, e se per Lui è un diritto per noi resta un dovere. Dobbiamo quindi proprio farlo sull’esempio del giusto Giuseppe e della Vergine Maria ? Dobbiamo proprio dare a Dio la nostra lode, renderGli grazie sempre ed in ogni luogo? Dobbiamo proprio pregare ? La risposta è ovviamente Sì . Ma solo perché è un dovere ? Così resterebbe una azione fredda, è vero, un’azione solo bella esteticamente ma dentro il cuore ? Lasciamo ad ognuno le riflessioni opportune, qui non possiamo addentrarci in profondità, ma vorremmo solo accennare che, a volte, noi sposi non compiamo neanche il dovere minimo nei confronti di Dio, semplicemente perché non vogliamo abbassarci ad essere inferiori a Dio, vogliamo disporre della nostra vita/tempo come vogliamo noi.

In questi giorni di grande festa e solennità possiamo recuperare quel dovuto a Dio, dedicando tempo alla preghiera alle Sante Messe, a casa, in automobile, sul marciapiede; per esempio vi vogliamo invitare ad un gesto ormai dimenticato da troppi. Mentre state camminando tra i mercatini natalizi e passate davanti ad una chiesa, fermatevi, entrate, sostate qualche momento col Signore,soprattutto se ci sono i figli, senza dimenticate di pregare insieme come coppia.

E non chiedetevi troppe volte : dobbiamo proprio farlo ? Sì. E’ un nostro dovere. Un bellissimo, meraviglioso, seducente e solenne dovere.

Buon anno con Gesù, il Glorioso San Giuseppe e la Vergine Maria.

Giorgio e Valentina

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Fare ed essere memoria

Nel Vangelo odierno (Luca 1, 67-79) della Feria propria si narra così : << …… Zaccarìa, padre di Giovanni, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo: «Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi un Salvatore potente nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano. …..>>.

Non riportiamo tutto il cantico per esigenze di spazio (vi invitiamo a sfogliare la vostra Bibbia casalinga), ma vorremmo mettere in risalto solo alcuni particolari. Questo cantico è compreso nel capitolo 1, nel quale è descritta una scena simile proprio pochi versetti prima di questi, e guarda caso quella ricolma di Spirito Santo stavolta è la moglie di Zaccaria, la famosa Elisabetta.

Che meraviglia, due sposi entrambi ricolmi di Spirito Santo, entrambi profetano, entrambi attori in prima linea nel compimento della Storia della Salvezza, nel senso che hanno un ruolo particolarissimo, in quanto hanno cresciuto il grande S.Giovanni Battista. D’accordo la grazia divina, d’accordo le scelte personali di fede, però…..qualcuno avrà pur cresciuto quel Giovanni nel timor di Dio, qualcuno gli avrà insegnato la Parola (quello che noi chiamiamo Antico Testamento), qualcuno gli avrà insegnato a vivere in conformità alla legge di Dio (il moderno catechismo) e gli sarà stato d’esempio.

Avete mai approfondito la questione del martirio del Battista ? Lui ha denunciato l’adulterio di Erode (oltre alle altre nefandezze) e siccome dava fastidio alla bella Erodiade la sua risolutezza nell’accusarla di adulterio, gli fu tagliata la testa. Vi siete mai chiesti da dove provenisse questa fermezza del Battista ? Non è che magari a quel Giovanni, vedendo Erode e la sua concubina Erodiade, tornasse alla memoria la bella e santa esperienza vissuta in famiglia dai propri genitori ? Noi crediamo di sì, e cioè siamo sicuri che Zaccaria ed Elisabetta abbiano contribuito fortemente a radicare nel cuore di Giovanni l’idea che il matrimonio fosse una cosa santa da vivere, da custodire, da amare, da preservare, di cui rendere conto al buon Dio e per cui ringraziarLo.

In questo cantico, proclamato oggi, Zaccaria vede già in questo neonato il profeta dell’Altissimo, così come sua moglie Elisabetta riconosce già Maria come Madre del Signore e lo stesso Gesù come Signore già presente nel grembo verginale della Madonna. Due sposi esemplari, due cuori allenati a vivere ogni giorno alla presenza di Dio. Perché riescono a fare memoria continua delle Grazie del Signore lungo la storia di Israele, ma anche lungo la propria storia di coppia e personale; e poi questa memoria diventa vita, il loro matrimonio diventa memoria per Giovanni che nutrito da questa bellezza incarnata, prenderà da adulto il vigore necessario per la propria missione. E sarà una missione che continuerà a fare memoria della misericordia di Dio, che aveva predetto la venuta di un Salvatore.

Da qui, il nostro invito a fare ed essere memoria della Grazia del Signore, sì, ma concretamente. In questi giorni in cui si sta in famiglia, coi parenti, con le famiglie d’origine, ma anche con gli amici….. prima di tirar fuori i fagioli per la tombolata, prima di fare il secondo round (la cena), prima della rivincita a carte, tirate fuori l’album delle fotografie di nozze. Daiiiii….è un’esperienza bellissima, non lasciamo che l’album diventi una metropoli per acari; c’è l’album nostro, l’album dei nonni, l’album dei suoceri, l’album degli zii…….immaginiamo……….Guarda come eravamo/eravate : giovani, pieni di entusiasmo, pieni di speranze, pieni di sogni, un po’ incoscienti forse, eravamo poveri di soldi ma ricchi d’amore, ma con l’aiuto di Dio avete/abbiamo cresciuto i nostri figli, senza il Signore non ce l’avremmo fatta…….e adesso…..fuori i fagioli per la tombola intanto che la nonna cuoce il cotechino con le lenticchie.

Buona Natale nel Signore Gesù.

Giorgio e Valentina

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