Qual è il tuo Isacco?

Ringraziamo Antonio e Luisa che nell’articolo di Domenica ci hanno stimolato a riflettere meglio sulla prima lettura. Vorremmo approfondire ancora un po’ la stessa lettura per rendervi partecipi della nostra meditazione che si è limitata ad una frase che Dio rivolge ad Abramo :

«Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va’ nel territorio di Mòria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò».

Abramo, sappiamo bene, non aveva avuto figli dalla moglie Sara; per la sua mentalità e la società dell’epoca era considerata una maledizione, quindi possiamo immaginare con quale stupore ed entusiasmo Isacco sia stato accolto quando finalmente si avverò il sogno di Sara ed Abramo; in verità , si avverò la promessa che Dio aveva fatto ad Abramo stesso.

C’è un dettaglio, nella frase che abbiamo riportato, che ci rivela tanto della relazione tra Abramo e Isacco: “…il tuo unigenito che ami…” . In realtà sono due i dettagli: Isacco è unigenito ed è amato da Abramo. Sembra una semplice narrazione , ma sappiamo che nella Bibbia alcuni fatti/particolari sono raccontati mentre altri no, è stata fatta una scelta quindi. Specificare che Isacco è unigenito è come ricordare ad Abramo che Dio non gli sta chiedendo di offrirgli uno dei suoi 16 figli ( tanto uno più o uno in meno non cambia molto ), NO…. Dio gli sta chiedendo l’unico figlio che ha avuto e che avrà in futuro.

Dopo una vita faticosa e piena di peripezie, cosa gli viene chiesto?

Di sacrificare proprio quel figlio della promessa. Ora, possiamo solo immaginare come Abramo abbia caricato un fardello pesante sulle spalle del giovane Isacco…… ricordati che la tua vita è un miracolo di Dio perché tua madre era sterile….. ricordati che sei il figlio della promessa di Dio…. ricordati che io e tua madre abbiamo riposto in te le nostre speranze, le attese di un futuro prospero…. vedi, figliolo, un giorno tutto ciò che possiedo sarà tuo….. e così via..

Perché Dio glielo chiede? Ci sono risposte variegate se si osserva la vicenda da varie prospettive. Noi ve ne proponiamo una : vuole verificare se nel cuore di Abramo Lui è al primo posto oppure c’è Isacco. Anche noi, cari sposi, abbiamo i nostri Isacco…. qualcuno tra i lettori potrebbe rispondere : Sì, io mi chiamo Isacco …. oppure: Sì, nostro figlio si chiama Isacco….. non intendevamo proprio questo.

Probabilmente, molti di noi hanno una realtà che hanno sognato da tutta la vita e che Dio alla fine gliel’ha concessa; hanno una realtà per la quale hanno investito molto/tutto , o continuano ad investire ancora oggi in : tempo, risorse, energie e magari denaro; hanno una realtà in cui hanno riposto tutte le proprie speranze, le attese. Volete qualche esempio?

Per molti il proprio Isacco potrebbe essere il lavoro, il proprio hobby con le sue attrezzature, i beni che possiede, la propria salute, la bellezza del corpo ….. per qualcuno potrebbe anche essere la propria attività dentro la Chiesa: il mio essere catechista, membro del Consiglio Pastorale Parrocchiale o addirittura Diocesano, membro della Commissione “…X,Y,Z…” locale o nazionale, responsabile della cura dei paramenti liturgici, organista/corista o lettore, responsabile del bar/oratorio, responsabile della segreteria parrocchiale/diocesana, evangelizzatore o predicatore, curatore di un blog cristiano, responsabile dei responsabili a livello interplanetario…… per alcuni potrebbe addirittura essere il proprio coniuge o il proprio matrimonio.

Niente e nessuno deve prendere il posto che spetta a Dio: il primo !

Cari sposi, qual è il nostro Isacco? Dobbiamo essere pronti a sacrificarlo imitando la fede di Abramo perché questo ci aiuta a staccare il cuore da questo mondo corruttibile e fissare il nostro sguardo interiore nelle realtà eterne.

Tutte le realtà che abbiamo elencato come esempi, e le altre che voi vivete, devono essere orientate a DIO e da DIO, a maggior ragione se sono realtà nobili e belle devono dare gloria a Dio per mezzo di Gesù Cristo nello Spirito Santo…… vi è piaciuto questo finale trinitario, non è vero?

Coraggio sposi, presentiamo con fede il nostro Isacco sull’altare dimostrando a Dio chi è al primo posto nel nostro cuore di sposi.

Giorgio e Valentina.

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Ho capito, ma quando ?

Eccoci qui, cari lettori, siamo al nostro primo sabato insieme con voi. Se vi piace l’idea potremo cominciare, da sabato prossimo, una serie di articoli che ci aiutino a riscoprire la bellezza della Liturgia Eucaristica ; abbiamo pensato di pubblicarli di sabato perché possano essere d’aiuto alla nostra anima nel predisporsi con l’atteggiamento giusto alla Domenica ; fateci sapere se vi piace l’idea e/o se la ritenete utile sui canali social che ben conoscete.

In queste righe ci lasceremo interrogare dal Vangelo odierno della Santa Messa :


Dal Vangelo secondo Matteo ( Mt 5,43-48 )  
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

Chissà quante volte avremo sentito l’incipit “In quel tempo ” ; vi siete mai chiesti : sì, ma quale tempo ? …. in che anno , giorno, mese ? Ma se il Vangelo ha la pretesa di essere credibile non poteva almeno essere un po’ più dettagliato storicamente ?

Sono domande legittime ma non ci aiutano a risolvere la questione posta da Gesù…. se anche sapessi l’ora esatta , allora riuscirei ad amare i miei nemici ? Crederei di più nella Parola del Vangelo solamente se sapessi esattamente in che giorno, mese, ora Gesù disse questo o quello ? Siccome il Vangelo non è riproducibile in laboratorio significa che non è vero ? Se il Vangelo non è clinicamente testato smette di essere una Parola efficace ?

Evidentemente no …. quindi scopriamo che quell’incipit “In quel tempo” si riferisce al mio tempo, al tempo della mia vita, al tempo presente in cui io ascolto questa Parola, al tempo in cui io mi decido per quella Parola, “in quel tempo” in cui noi sposi ci decidiamo per Gesù senza tentennamenti, senza ripensamenti, senza SE e senza MA.

Ma proseguiamo la nostra riflessione e ci soffermiamo alle parole che seguono l’incipit : “Gesù disse ai suoi discepoli”.

Avete mai assistito ad un allenamento di una squadra ? Oppure …. siete mai stati negli spogliatoi quando il Mister ( l’allenatore ) spiega ai propri giocatori la tattica per vincere contro il temibile avversario ? Quando il Mister parla si sta in religioso silenzio seduti al proprio posto, ascoltandolo con attenzione perché se anche solo un giocatore non svolge bene il proprio ruolo/compito, rischia di far saltare la tattica dell’intera squadra e di buttare all’aria la partita , regalando così la vittoria agli avversari.

Cari sposi, quando Gesù parla ai suoi discepoli, non si sta rivolgendo ad una massa informe e sconosciuta, si sta rivolgendo a coloro che hanno deciso di seguirlo in tutto, di imitarlo in tutto, a noi sposi …. insomma Lui è il nostro Mister e noi siamo la sua squadra. Non è necessario che ci sia una situazione contingente che ci costringa ad ascoltarlo….. ci basti sapere che il nostro Mister Gesù sta parlando, ed allora scatta in automatico la modalità ascolto in religioso silenzio.

A volte succede, ahimè in molte coppie, che il nemico sia proprio il mio consorte. Che fare dunque ? Gesù ci insegna ad amare i nostri nemici e pregare per loro. Il Mister ci ha dato un compito/ruolo all’interno della sua squadra. ! Amare il nemico si traduce in una serie di comportamenti che sono guidati dalla volontà di amare lo stesso nemico imitando Gesù, cioè ripagando il male con il bene….. non vogliamo qui descrivere alcuni esempi per non escluderne altri.

Approfittiamo del tempo quaresimale per pregare per i nostri nemici, offrire sacrifici, mortificazioni, digiuni ( ricordiamo che la gola è uno dei sette vizi capitali che portano all’Inferno ) per la loro conversione e scopriremo che il primo a convertirsi sarà il nostro cuore perché sarà libero di volare, libero dalla zavorra del rancore, della rivalsa, della ripicca, della vendetta.

E noi sposi, tutto questo lo viviamo “In quel tempo”, cioè il tempo del nostro matrimonio, domani potrebbe essere già troppo tardi.

Coraggio sposi , il tempo della conversione è ADESSO.

Giorgio e Valentina.

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Diagnosi infallibile

Dal Vangelo secondo Luca Lc 5,27-32 In quel tempo, Gesù vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì. Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C’era una folla numerosa di pubblicani e d’altra gente, che erano con loro a tavola. I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».

Quelli più attenti, tra voi lettori, si saranno accorti che è lo stesso Vangelo riportato nell’articolo di sabato scorso, ed infatti è stato proprio quell’articolo dei nostri amici Antonio e Luisa a stimolare la riflessione su un altro particolare riportato però alla fine del brano ed è contenuto nella risposta di Gesù.

Gesù ci è maestro in tutto, anche nel modo in cui rapportarsi con i criticoni o (peggio) con i provocatori. Avrete notato infatti che Gesù non lascia cadere la domanda (per alcuni versi legittima) posta dai farisei/scribi, ma nello stesso tempo non dà loro la risposta diretta alla mera richiesta, ma va oltre , dando una visione diversa del suo stare in quel posto con quelle persone.

Se avessero posto la stessa domanda a noi, avremmo risposto con frasi tipo : ma a voi cosa interessa ? … e poi mi ha invitato il padrone di casa , siete forse gelosi ? …..perché voi vi credete migliori di questi qua ? …. io mangio con chi mi pare e piace !

E invece Gesù non si abbassa al loro livello (come avremmo fatto noi) , ma, al contrario, cerca di far alzare loro lo sguardo verso una verità molto più grande di quella che volevano sapere i farisei/scribi ; è come se avesse dato loro la possibilità di guardare la realtà con un orizzonte più ampio.

Succede spesso che veniamo interpellati da altre coppie con domande trabocchetto, simili nella loro costruzione a quella riportata in questo brano evangelico…. ma come fate a portare a Messa anche le bambine (quando erano piccine) ? Ma come fate a trovare tempo per pregare tutti i giorni ? Non siete normali…. povere bambine….ecc…..ma povere figlie .. fare il digiuno tutti i venerdì…

Le risposte sarebbero molteplici e di non immediata risoluzione…. però fondamentalmente abbiamo imparato a non rispondere alla mera delucidazione richiesta in senso stretto, ma cerchiamo di imitare Gesù porgendo agli interlocutori un nuovo punto di vista, e così nascono nuove risposte del tipo : quando andiamo in vacanza al mare ci portiamo anche le bimbe (quando erano piccine soprattutto) perché sappiamo che a loro fa molto bene l’aria di mare, certo…. esse non sanno quanto bene faccia tutto ciò, ma noi genitori sì…. e quindi le portiamo con noi nonostante la fatica che comporta andare in vacanza in un appartamento in affitto….. lo stesso ragionamento lo facciamo per la preghiera, la vita di fede…. loro non lo sanno quanto bene faccia, ma noi sì …

Questo è solo un esempio che vuole aiutare ad assumere lo stesso atteggiamento di Gesù…. cioè , si scavalca la domanda con un ragionamento che, se seguito , conduce l’interlocutore stesso a darsi una risposta. Quindi Gesù stava dicendo a questi scribi/farisei che i pubblicani e i peccatori sono i malati per cui il medico Gesù è venuto. Ma scopriamo insieme l’aspetto più profondo della risposta di Gesù.

Non è che forse Gesù vuole aiutare questi scribi/farisei a riconoscersi anch’essi malati e bisognosi del medico Gesù ?

Le diagnosi del medico Gesù sono infallibili. Cari sposi, quei malati siamo noi, con le nostre relazioni malate, con il nostro modo malato di vivere la castità, coi nostri gesti malati di egoismo, ecc...

Quando si va dal medico bisogna scoprire la parte malata, il medico deve vedere la nostra ferita per curarla, è necessario che il medico sappia tutto per fare una diagnosi esatta e così aiutarci nella guarigione, prescrivendoci le medicine e le cure giuste per quel male che ci affligge….. se nascondessi qualcosa al medico, come farebbe ad aiutarmi ?

Sposi, volete far diventare il vostro matrimonio ricco come un meraviglioso bouquet di fiori ? Fatevi visitare dal Medico dei medici, non nascondetegli le sofferenze, i problemi, le difficoltà spirituali e materiali …..scoprire una ferita aperta fa male, ma è necessario affinché il medico la curi…. approfittiamo della grazia del tempo quaresimale

Coraggio sposi, le diagnosi di Gesù sono infallibili !

Giorgio e Valentina.

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Sei di coccio !

Riportiamo il breve brano evangelico della santa Messa di ieri : ( Mc 8,11-13 ) In quel tempo, vennero i farisei e si misero a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno». Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva.

A chi è genitore sarà capitato almeno una volta di cominciare una discussione con un figlio in merito ad una domanda/richiesta avanzata da quest’ultimo….. mentre la discussione avanza, assume la connotazione di trattativa, ed è in questo tira-molla che si capisce la vera natura della prima richiesta….. tanti giri di parole a che scopo ?….. ai maschi non piace per niente questa situazione, anzi, fa irritare perché ci si sente presi in giro…… sarebbe meglio andare subito al sodo e comunicare da subito il vero interesse che ci sta dietro tante parole…. a volte dietro tante moine.

Sappiamo già che molti lettori staranno ridendo sotto i baffi, qualcuno forse pensa anche al proprio coniuge, qualcuno ai colleghi, ai parenti, anche al proprio parroco quando ti chiede : cosa hai da fare sabato pomeriggio ?

Come avrete già intuito, queste situazioni sono praticamente uguali a quella descritta nel Vangelo soprariportato. Ecco perché Gesù, il paziente (non nel senso di malato), anzi, Colui che è La Pazienza (di Dio) fatta carne, dopo un po’ che discute coi farisei, sospira profondamente. Gesù non è mica scemo ed ha capito che i farisei fanno tanti giri di parole senza arrivare al nocciolo….perché ? Forse perché hanno vergogna di sè stessi, della propria pusillanimità, sanno di non riuscire a sostenere un faccia a faccia con Gesù e perciò prendono il discorso “alla lontana”.

La risposta di Gesù ( anche la comunicazione non verbale ha la propria importanza ) è chiara ed inequivocabile …. sembra dire : ma mi prendi per scemo ? Guardate che ho capito il vostro giochetto….. mi avete teso l’ennesimo tranello ma io non ci casco. Se avesse dato loro un segno gli avrebbero creduto ? Si sarebbero convertiti e quindi diventati discepoli ? Noooooo…. a loro interessava solo il segno.

Cari sposi , a volte anche noi cerchiamo solo un segno da Gesù ? Anche noi discutiamo con Gesù perché sappiamo di essere solo in debito con Lui , e quindi facciamo tanti giri di parole , ma in realtà vogliamo un segno ?

Ma che segno vogliamo ? Il fatto che noi siamo suo sacramento , quindi siamo come la sua “prolunga nel tempo” per gli uomini non ci basta ? Sapere che siamo un segno sensibile ed efficace della grazia di Cristo per il nostro coniuge non è già sufficiente ? Sapere che se lasciamo agire Lui in noi, ogni nostra carezza, sguardo, abbraccio, ogni nostro gesto , è efficace come se noi “prestassimo” il nostro corpo a Cristo Gesù per amare il nostro coniuge , non è sufficiente ?

Abbiamo tra le mani un tesoro e molte volte lo sprechiamo. Chi di noi, sapendo di avere un milione di euro sul conto in banca, non lo userebbe lasciandolo in banca a marcire ?

Cari sposi, recuperiamo ciò che già siamo, riappropriamoci del nostro tesoro che gratuitamente ci è stato consegnato, ed usiamolo per la nostra eterna salute, affinché Gesù non sospiri profondamente e quando Gli parliamo ci risponda : ” Ma sei proprio di coccio eh ! ” ….ed infine, cosa più grave e terribile , facciamo in modo che non ci abbandoni , non ci lasci soli….. infatti la parte peggiore è alla fine… il Vangelo annota : ” Li lasciò, risalì sulla barca e partì...”.

Un matrimonio senza Gesù è morto .

Carissimi sposi, questa settimana facciamo in modo che Gesù non lasci il nostro matrimonio e parta lontano da noi.

Coraggio, famiglia, diventa ciò che sei ! Buona e santa Quaresima !

Giorgio e Valentina.

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Mi presti lo zucchero ?

Giovedì scorso la liturgia ci ha presentato un brano dal Vangelo di Marco, ne riportiamo solo un passaggio :

E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro».

E’ interessante come Gesù concepisca la missione apostolica, non assomiglia a quegli imprenditori che rincorrono i grandi numeri a scapito della qualità…. sembra un po’ in antitesi con l’altro comando di Gesù di andare in tutto il mondo a convertire le genti.

Qui invece parla di una casa, parla cioè di intimità, di entrare in relazione personale con gli altri….. non ha parlato di stadi gremiti, di cattedrali da 3000 posti a sedere, non ha parlato di megaraduni di preghiera, di folle oceaniche alla processione del Corpus Domini….. ma Lui non è mica quello che era venuto per salvare tutti ? Non ha forse bisogno che i suoi discepoli lo annuncino fino a tutti i confini della terra, altrimenti come fa la sua salvezza a raggiungere tutti gli uomini ?

La prospettiva di vedere tutti gli uomini, in tutti i confini della terra, essere veri discepoli di Gesù è sicuramente esaltante e desiderabile, ma perché ciò accada c’è bisogno di passare di casa in casa, forse non fisicamente, ma è come dire che l’evangelizzazione passa attraverso una relazione personale.

Del resto anche Gesù ha avuto bisogno di cercarsi degli amici, ne ha scelti dodici, e tra questi ce ne erano tre più intimi… infatti, per esempio, ad assistere alla sua Trasfigurazione si è portato solo questi tre …. anche Gesù ha fatto delle discriminazioni….. ed invita i suoi apostoli a seguire questo stile nell’evangelizzazione.

Gesù conosce bene il cuore umano, e sa che la sua Parola di salvezza è sì rivolta ad ogni uomo, ma non ad una massa informe e sconosciuta…. a Lui piace la relazione cuore a cuore…. infatti quando si paragona al pastore dice che Lui conosce le sue pecore una ad una ecc…… bisogna rimanervi in quella casa/relazione in cui veniamo accolti.

Cari sposi, quante sono le relazioni che ci hanno accolto ? Ci sono tanti colleghi di lavoro, vicini di casa, che aspettano l’annuncio della salvezza di Gesù attraverso di noi…. certo, non crediate che abbiano in giardino i cartelli “Aspettiamo evangelizzatori di Gesù” a lato di quello “Attenti al cane“. Quando i nostri vicini bussano alla nostra porta chiedendoci “Mi presti lo zucchero?”…. è lì che entriamo in gioco come evangelizzatori…. perché con la scusa dello zucchero arriva una parola di bontà, una parola che lenisce una ferita del cuore, che cura la tristezza di un lutto, che rianima un cuore sfiduciato.

Cari sposi, insieme allo zucchero , diamo anche la Parola di Gesù che è più dolce del miele, ed aiuteremo il Signore a sciogliere qualche cuore di ghiaccio, a scalfire qualche muraglia interiore.

Coraggio sposi, insieme ce la possiamo fare di casa in casa, di relazione in relazione. E ricordatevi di tenere sempre lo zucchero in dispensa , non si sa mai !

Giorgio e Valentina.

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Quando la pasta scuoce …

Il mese di Gennaio ci ha riservato la gioia di contemplare le meraviglie della creazione del Padre in alcuni giorni in cui il cielo era sereno, l’aria tersa, i monti pieni di neve, le notti stellate e illuminate dalla luna piena; tranquilli non lavoriamo per nessuna agenzia metereologica , però in questi giorni (almeno così qui a Brescia) è come se il Signore ci incoraggiasse ad andare avanti nel cammino di santità con entusiasmo attraverso il linguaggio della natura che ci circonda.

Ogni tanto il buon Padre risveglia in noi lo stupore del creato come nessun altro sa fare ; un po’ per destarci dall’intorpidimento del mondo ; un po’ per ritrovare il tempo di guardare un tramonto in una vita caratterizzata dalla frenesia del tutto e subito ; un po’ per consolarci nel cammino arduo della vita.

Ammirando spesso la tavolozza dei colori del cielo di questo Gennaio, non possiamo non pensare a come saranno più belli, più vividi e più splendenti i colori del Paradiso ; contemporaneamente il Signore ci parla attraverso la sua Parola proclamata solennemente nella Liturgia eucaristica che in questo tempo è ricca di incoraggiamenti e consolazioni…. come il salmo 36 nella Santa Messa di venerdì scorso 29 Gennaio.

Confida nel Signore e fa’ il bene: abiterai la terra e vi pascolerai con sicurezza. Cerca la gioia nel Signore:
esaudirà i desideri del tuo cuore. Affida al Signore la tua via, confida in lui ed egli agirà : farà brillare come luce la tua giustizia, il tuo diritto come il mezzogiorno. Il Signore rende sicuri i passi dell’uomo e si compiace della sua via. Se egli cade, non rimane a terra, perché il Signore sostiene la sua mano. La salvezza dei giusti viene dal Signore : nel tempo dell’angoscia è loro fortezza. Il Signore li aiuta e li libera,
li libera dai malvagi e li salva, perché in lui si sono rifugiati.

Come non commuoversi di fronte a tanta premura nei nostri confronti…. come non affidarsi ad un Dio che promette tanto e che poi mantiene sempre superando di gran lunga le nostre più ottimistiche aspettative ?

Tante coppie di sposi non confidano nel Signore e poi si lamentano, si sentono sfiduciate, abbandonate, sole e si intristiscono sempre più in una voragine che le risucchia dal di dentro….. ma senza il Signore Gesù non possiamo pretendere una vita ricca….. un santo sposo e papà bresciano , Beato Giuseppe Tovini diceva : << Senza la fede i nostri figli non saranno mai ricchi, ma con la fede non saranno mai poveri ! >>…… parole sante….. è proprio il caso di dirlo !

Ma questa realtà vale anche per noi sposi…. con la fede non saremo mai poveri . Il Salmo dice di confidare nel Signore e di fare il bene senza disgiungere le due azioni.…. sì perchè il cristiano, o meglio, il giusto (per dirla come il salmista) non si salva per le proprie azioni, ma per la grazia di Cristo.

E’ inutile fare e disfare mille cose nella nostra giornata senza confidare nel Signore.... è inutile smacchiare le camicie, è inutile andare al lavoro, è inutile accompagnare i figli a scuola, è inutile preparare la cena, è inutile cambiare i pannolini, è inutile fare i regali floreali alle spose, è inutile lavare l’auto della moglie, è inutile pagare le tasse universitarie ai figli, ecc…. è inutile, cioè non è utile, già, ma utile per cosa ?

Tutte queste ( e le altre non citate ) azioni devono avere una utilità per la nostra conversione, devono essere utili per la nostra eterna salvezza, devono cioè giovare alla salvezza della mia anima e di quella del mio coniuge, devono farci vivere come il giusto descritto nel Salmo sopracitato….. farà brillare come luce la nostra giustizia, rende sicuri i nostri passi, se cadiamo non restiamo a terra perchè il Signore sostiene la nostra mano, Egli ci aiuta, ci libera e ci salva dai malvagi perchè ? Perchè ci siamo rifugiati in Lui.

Sposi belli, Gesù è il Verbo di Dio, Gesù è proprio quella Parola di Dio, la Parola del Salmo che è diventata carne, Gesù rende reale e viva la promessa del Padre raccontata in questo magnifico Salmo.

Qualcuno di voi si starà infine chiedendo cosa c’entra il titolo con questo articolo…… quando noi facciamo tutto quello che dobbiamo fare nella nostra giornata di uomini, donne, sposi, genitori, figli, nonni, lavoratori, vicini di casa, catechisti, ma….. non confidiamo nel Signore, diventiamo come la pasta che sta troppo in cottura e diventa scotta, immangiabile e indigeribile, non è gustosa e non riesci neanche ad infilzarla perchè si sfalda appena vede la forchetta !

Coraggio sposi, dobbiamo far diventare il nostro matrimonio come una succulente pasta cotta al dente, giusta per essere gustata dagli altri e infine da Gesù.

Giorgio e Valentina.

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Senza te, niente me !

La Liturgia ci ha presentato ieri la meravigliosa festa della conversione di S.Paolo , nella Santa Messa è stato proclamato un brano tratto dal libro degli Atti degli Apostoli ( At 9, 1-22 oppure At 22, 3-16 ) di cui facciamo un breve riassunto per non dilungarci : Paolo racconta del suo famoso incontro con Gesù nella caduta da cavallo e poi dice che per riavere la vista e cominciare la sua nuova vita ha avuto bisogno di Anania ; riportiamo solo il passaggio finale : “Un certo Ananìa, devoto osservante della Legge e stimato da tutti i Giudei là residenti, venne da me, mi si accostò e disse: “Saulo, fratello, torna a vedere!”. E in quell’istante lo vidi. Egli soggiunse: “Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato a conoscere la sua volontà, a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua stessa bocca, perché gli sarai testimone davanti a tutti gli uomini delle cose che hai visto e udito. E ora, perché aspetti? Àlzati, fatti battezzare e purificare dai tuoi peccati, invocando il suo nome”».

Noi che veniamo dopo duemila anni siamo abituati a considerare S. Paolo e la sua vita, con la sua teologia profonda, schietta, incarnata, i suoi scritti che noi sappiamo essere Parola di Dio, i suoi viaggi apostolici, la sua enorme opera di evangelizzazione…… abbiamo solo da imparare guardando alla vita di questo grande santo….. ma……. da dove è partito tutto questo ?

Spesso la risposta a questa domanda è : Damasco, la caduta da cavallo sulla strada per Damasco. Vero, sì, però c’è un passaggio che sfugge ad una lettura superficiale. Se queste righe fossero un film adesso ci sarebbe quello che viene comunemente definito “background del personaggio/protagonista”.

Immaginiamo ora che per S. Paolo non ci fosse stato Anania… chi avrebbe ridato la vista a Paolo ? Paolo starebbe ancora lì , camminando a tastoni sulla via di Damasco sperando in un miracolo. Ma ve lo immaginate Paolo che gira tutto il mondo (allora conosciuto) cieco ? Impossibile a quell’epoca e per quella società.

Anania è quella persona che lavora dietro le quinte per mettere in scena lo spettacolo dell’artista…. dietro allo spettacolo della evangelizzazione operata da Paolo c’è Anania…… lui è come quel fiammifero che ha dato vita ad un fuoco gigantesco che ha invaso tutto il mondo e continua ad incendiare il cuore di tanti fedeli che hanno incontrato Gesù grazie a S. Paolo…. Anania non è di certo salito alla ribalta ….. se adesso S. Paolo girasse il mondo per evangelizzare/fare catechesi/incontri non vedremmo mai comparire nei suoi selfie Anania…. perché Anania è colui che agisce nell’ombra… fa la volontà di Dio e questo è sufficiente…. adempie perfettamente al suo ruolo.

Insomma…. niente Anania…niente S. Paolo !

Chi avrebbe tolto la cecità a Paolo ? Chi lo avrebbe indirizzato su cosa fare in futuro ? Chi lo avrebbe incitato …. infatti gli dice : “…. gli sarai testimone davanti a tutti gli uomini delle cose che hai visto e udito. E ora, perché aspetti? Àlzati, fatti battezzare e purificare dai tuoi peccati, invocando il suo nome”.

E’ un po’ come se fosse l’allenatore…. sprona, incita ma alla fine la gente va allo stadio non per vedere l’allenatore, ma l’atlteta che scende in campo. Sicuramente anche noi abbiamo avuto il nostro Anania.

Cari sposi, come primo esercizio di questa settimana vi vogliamo invitare a fare memoria del vostro personale “Anania” per poi condividerlo col vostro coniuge…… noi lo abbiamo fatto all’inizio di questa meravigliosa avventura che è il nostro matrimonio ed è stato un momento di grazia, di unione di cuori, di intimità molto più intima di quella fisica.

E poi, c’è un secondo esercizio che vi aspetta : diventare per il nostro coniuge il suo “Anania”….. il suo allenatore…. colui/colei che sprona, che incita, che invita ad andare oltre, che lo aiuta a perseverare, l’anello di congiunzione tra la terra e il cielo (poetico) , l’aurora che preannuncia i colori del sole vero (sentimentale) , il sugo sulla pasta all’amatriciana (romantico)……… insomma avete già capito, no ?

E’ un compito insito nel nostro sacramento : essere strumento di santificazione per il nostro coniuge (profetico/spirituale).

Coraggio sposi , è un compito gravoso , ma il Signore non ci lascia mai soli … sarò con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo !

Giorgio e Valentina.

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Gli mancano gli Omega 3 ?

Leggiamo il ritornello ed una strofa del Salmo della Santa Messa di oggi :

Sal.110 RIT : Il Signore si ricorda sempre della sua alleanza

Ha lasciato un ricordo delle sue meraviglie:
misericordioso e pietoso è il Signore.
Egli dà il cibo a chi lo teme,
si ricorda sempre della sua alleanza.

Spesso sentiamo mogli e/o mariti che , raccontandoci le loro traversie della vita, si lamentano delle varie disavventure, delle loro tribolazioni, con la classica frase del tipo ” Il Signore si è dimenticato di noi “…. in verità le frasi spesso sono più colorite usando termini dialettali poco ripresentabili in un articolo.

Sappiamo che in Italia lo sport è molto considerato ……. panem et circenses…… ed in effetti è presente uno degli sport più praticati ; oggi diremmo : uno sport che ha i suoi “followers” ; c’è uno sport che trapassa le mode, i costumi, le epoche, gli usi dei popoli, i secoli addirittura, che piace a grandi e piccini, a ricchi e poveri, alla classe alta della società così come al cittadino medio ; è uno sport che non richiede specifiche caratteristiche fisiche, infatti lo praticano anziani e giovani, alti e bassi, magri e grassi, larghi e stretti, sani e malati, dirigenti d’azienda e semplici operai….. avete già capito ? Stiamo parlando del ” Lancio del lamento ” .

Non importa la stazza fisica che hai, l’importante è scagliare il lamento . Una commissione sta già pensando di inserirlo tra le discipline olimpiche, ma senza la suddivisione in squadre sotto una stessa bandiera nazionale, ma la formazione delle squadre seguirebbe altri parametri…… c’è il lamento di chi ha un lavoro e di chi non ce l’ha, il lamento del capo e quello dei sottoposti, il lamento delle mogli e quello dei mariti, il lamento per il meteo che non segue mai i nostri umori, il lamento dei politici e quello degli elettori, il lamento di chi non ha i soldi e di chi ne ha troppi da non riuscire a gestirli tutti, il lamento per il proprio parroco e di quelli che è da tanto che ne vorrebbero uno, il lamento di chi vorrebbe un Dio più dinamico e di quelli che non vogliono che Dio si intrometta nella vita pubblica e privata….. insomma non siamo mai contenti !

Anche a voi è capitato di imbattervi in questo sport qualche volta nella vita ?

Quando gli atleti veri eseguono il lancio del peso succede che scagliano lontano non solo la palla ma anche il peso che quella palla porta con sé , restando poi sollevati dal peso di quella palla…. siamo convinti che succeda così anche col lancio del lamento …. lo scagliamo con forza pensando di liberarci di esso e del suo peso , ma il lancio rivela sempre la sua identità nascosta di boomerang….. infatti le persone che si lamentano, normalmente si lamentano di ogni cosa ed in ogni situazione, e l’insoddisfazione di non vedere risolto il problema per il quale si sono appena lamentati, ecco che torna a loro ( come un boomerang ) sotto forma di un altro lamento pronto all’uso….. e tutto ciò in vorticoso circolo vizioso che porta all’infelicità, alla tristezza, all’insoddisfazione, alla freddezza di cuore, e dopo qualche anno si è pronti per le olimpiadi.

Mentre invece il Salmo oggi ci rivela che Il Signore si ricorda sempre della sua alleanza, perché ? Semplicemente perché è Dio, non basta ? Stiamo tranquilli che la dieta di Gesù non è povera di Omega 3, notoriamente utili contro le perdite di memoria. Senza fare ragionamenti troppo alti, basti ricordarsi che Gesù è Colui che non ha esitato a consegnarsi volontariamente sul patibolo della croce per noi e al posto nostro, pur di strapparci dalle grinfie di Satana ; perché allora dovremmo dubitare del suo incondizionato amore nei nostri confronti ?

Se i cristiani sono i discepoli di Gesù Cristo, devono quindi sforzarsi di imitarlo e di conformare la propria vita alla vita del loro Maestro, giusto ? Sennò non saremmo discepoli. Avete mai sentito Gesù lamentarsi ? Provate a rileggere tutta la Passione di Gesù : non un lamento, non una parola di lamentela nei confronti dei suoi aguzzini, non una smorfia lamentosa per le angherie a cui è stato sottoposto, non un lamento nei confronti di Dio Padre, il Padre suo, a cui ha obbedito fino alla morte senza lamentarsi.

E noi , cosa siamo più di Gesù, sì da meritarci il posto in squadra per le olimpiadi del lamento ?

Cari sposi e care spose, l’allenamento per questa settimana è combattere il lamento con il suo contrario : il ringraziamento. Ringraziare Dio che ci ha donato questa moglie/questo marito e non un altro ; ringraziare non delle tribolazioni passate in quanto tali, ma per il fatto che Gesù non ci abbia abbandonato in quelle circostanze ; ringraziare di quello che abbiamo nel nostro sacramento, perché è per la nostra santificazione nel matrimonio ; ringraziare che i difetti del mio coniuge sono un aiuto alla mia santificazione e non un intralcio……. se fosse perfetta/o come faremmo a crescere nella pazienza, nella perseveranza, nella fortezza, nella speranza, nella carità, nella magnanimità, nella misericordia ?

Sposi, state tranquilli che a Gesù non mancano gli Omega 3 !

Giorgio e Valentina.

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Il migliore del gregge ! parte 2

Gv 1, 35-42 Dal Vangelo secondo Giovanni :

In quel tempo, Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: “Ecco l’agnello di Dio!”. E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: “Che cosa cercate?”. Gli risposero: “Rabbì – che, tradotto, significa maestro -, dove dimori?”. Disse loro: “Venite e vedrete”. Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: “Abbiamo trovato il Messia” – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: “Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa” – che significa Pietro.

Eccoci ancora qui per continuare il nostro approfondimento su questo brano. Settimana scorsa abbiamo meditato sul fatto che anche il nostro matrimonio deve imitare Giovanni Battista ( il link all’articolo di settimana scorsa Ecco il migliore del gregge ! parte 1 ) ; cosicché abbiamo scoperto di avere un missione per certi versi molto più ardua di 007.

Ma oggi ci concentreremo su un altro particolare descritto in questo brano evangelico, e cioè sull’orario ; l’evangelista infatti racconta : “erano circa le quattro del pomeriggio “.

Se provate a scorrere la Bibbia troverete poche volte l’indicazione dell’orario in cui è avvenuto l’evento descritto …… per esempio durante la Passione di Gesù …. a mezzogiorno si fece buio…. e poi la crocifissione di Gesù alle tre del pomeriggio…. e altri .

Ma perché di questo incontro Giovanni riporta l’orario ? Non è forse giusto e più importante segnare sì gli orari della Passione di Gesù ma non quella di tutti gli incontri di Gesù ? Cos’ha di così significativo quest’incontro da meritare di esserne ricordato addirittura l’orario nel Vangelo ?

In qualche parte del mondo c’era l’usanza di fermare le lancette degli orologi al momento della morte del parente, soprattutto si fermava l’orologio che era appeso nella stanza del morto. E’ una consuetudine che dice tanto : uno dei motivi era quello di ricordare e segnare il momento della morte nella memoria dei familiari , anche per questioni medico/legali , ma soprattutto ricordava a chiunque entrasse a far visita alla salma che ormai il tempo per quella persona era finito, era trapassato in una dimensione in cui il tempo non conta, era una usanza salutare per l’anima.

Questo breve excursus era solo per testimoniare come alcuni eventi nella vita assumono una dignità tale da essere scolpiti nella memoria anche grazie al ricordo dell’orario. Infatti chiunque incontrava Gesù non restava indifferente…. o lo accettava nel proprio cuore oppure lo rifiutava, ma non con indifferenza….. ed è così anche adesso…… meglio caldi o freddi dice la Scrittura, perché tiepidi non si è né carne né pesce, e a Gesù non piacciono le mezze misure.

Sembra un tipo strano Gesù, ma se riflettiamo un attimo, anche noi siamo così…. a chi di noi piacerebbe avere un mezzo amico, una mezza moglie/marito, un figlio che non è proprio figlio, una casa a metà ? Tantissimi di noi infatti scorazzano per le strade delle nostre città con le proprie mezze automobili….. così come amiamo guardare i film a metà, senza conoscerne la fine…. per non parlare poi di quando la moglie controlla se il marito ha eseguito la pulizia della cucina come esige lei , la moglie conosciuta anche col pauroso soprannome di “Terrore degli acari“…. se fai un lavoro fallo bene ! Vedete che in fondo Gesù non è poi così tanto strambo nelle sue richieste !

Questo incontro di Gesù con i suoi primi discepoli ( che diverranno due Apostoli ) è stato talmente importante per loro da ricordarsene addirittura l’orario. Come a dire …. come faccio a scordarmi di quando ho incontrato Colui che ha cambiato la mia vita ? Mi ricordo benissimo come se fosse successo 5 minuti fa…. erano le quattro del pomeriggio di quel giorno, di quell’anno, in quel posto….. Da quel momento la mia vita, il mio cuore, la mia volontà, i miei affetti, il mio lavoro…. (l’elenco sarebbe lungo) ….. insomma : tutto di me è cambiato. Perchè ? Ho incontrato Gesù.

Il cristianesimo non è slegato dal reale, dall’umanità, dal concreto…. è così vero che addirittura il Verbo si fece carne e venne ad abitare tra noi…. come a dire che non si è fatto pensiero, il Verbo non si è fatto filosofia di vita, non si è fatto relazione astratta, non si è fatto amore platonico, non si è fatto sentimentalismo, non si è fatto buoni propositi mai realizzati, non è un alieno Gesù , ma si è fatto carne, cioè vero uomo, vivo, reale, presente, che agisce nel tempo anche in orari precisi.

Anche nel nostro matrimonio elevato alla dignità di sacramento Gesù si è manifestato un giorno preciso, in un orario preciso, un momento preciso nel tempo, non a casaccio, non secondo il caso, non si è affidato alla dea fortuna oppure all’oroscopo del giorno. Infatti la Chiesa Cattolica ci ha da sempre insegnato a operare concretamente nel tempo lungo il corso della giornata, donandoci varie preghiere che segnano l’orario quotidiano, donandoci gesti e rituali da compiere ad orari precisi perchè il Verbo non si è fatto astrazione, ma…… vuole diventare carne, vita, sangue, lacrime asciugate, ginocchia piegate, camice stirate, risotti con la fogliolina decorativa in mezzo, parole confortanti allo sfiduciato, incoraggiamenti a migliorare, dolci rimproveri, piedi scaldati dal marito, abbracci dati per conto di Gesù, baci donati per conto di Gesù.

Cari sposi, a che ora avete incontrato Gesù ? Oppure è ancora astratto nel vostro matrimonio ?

Occhio all’orologio !

Giorgio e Valentina,

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Ecco il migliore del gregge ! parte 1

Riportiamo il vangelo di ieri : Gv 1, 35-42 Dal Vangelo secondo Giovanni :

In quel tempo, Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: “Ecco l’agnello di Dio!”. E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: “Che cosa cercate?”. Gli risposero: “Rabbì – che, tradotto, significa maestro -, dove dimori?”. Disse loro: “Venite e vedrete”. Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: “Abbiamo trovato il Messia” – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: “Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa” – che significa Pietro.

Come avrete notato, la Chiesa Cattolica, attraverso la sua Liturgia, ci presenta nel Natale il bambin Gesù che commuove dentro di noi tanti sentimenti di tenerezza e dolcezza…… complici anche i canti e l’atmosfera creata dai bellissimi presepi….. ma, nello stesso tempo, ci viene presentato il motivo della venuta in questo mondo di quel Bambinello…. e già ce lo rivela il suo dolcissimo nome : sappiamo infatti che Gesù significa Salvezza ( Dio salva, Dio è salvezza ) , tant’è vero che lo chiamiamo anche Salvatore, già…… ma come ha fatto a salvarci ? Morendo in croce per noi e al posto nostro.

Ci viene presentato questo bambin Gesù, e , nei giorni a seguire, ci viene spiegato chi è questo bambino, qual è la sua missione, per quale motivo Dio si è disturbato così tanto da mettere in piedi tutta la strategia per salvarci dal peccato, dal Male, dalla schiavitù del Demonio…… in termini tecnici si dice “l’economia della salvezza”.

Ma perchè agisce così la Chiesa ? Non era meglio lasciarci avvolti da quei sentimenti di tenerezza davanti ai presepi ? Non era meglio coccolarci con la ninna nanna cantata a quel Bambino ? Non piace alla Chiesa, forse, vederci tutti commossi coi lacrimoni da presepe ?

Apparentemente la Chiesa fa la figura della madre acida, crudele coi propri figli, che non li lascia neanche sognare per un minuto con la loro innocenza infantile. Riflettiamo anche oggi sul Vangelo scoprendo qual è la pedagogia della Chiesa Cattolica ….

Il Vangelo di oggi ci descrive Giovanni Battista che indica Gesù come l’Agnello di Dio e “perde” due dei suoi discepoli…. sì, li perde lui ma li conquista a Gesù. Il primo insegnamento per noi sposi è imitare questo atteggiamento del grande Giovanni Battista, che non fa la primadonna, ma si mette a servizio di Gesù preparando il terreno nell’anima dei suoi discepoli in modo che siano pronti all’incontro con Gesù… e infatti Andrea sarà pronto a seguire Gesù e a sua volta essere missionario.

Cari sposi, il matrimonio sacramento è una vera e propria missione (il Catechismo della Chiesa Cattolica parla di una vero e proprio ministero) simile a quella di Giovanni Battista…. preparare l’anima del nostro coniuge all’incontro con Gesù, è un lavoro quotidiano fatto di dolci rimproveri, di ténere parole per spronarlo/la ad essere più santo/a. Non dobbiamo permettere a niente e nessuno di distrarci in questo grave compito/missione. E questa missione naturalmente si riverbera sui figli che Dio ci ha affidati, siano essi figli biologici o no, poco importa.

Cari sposi, non dobbiamo aver paura di “perdere” i nostri discepoli, dobbiamo invece preoccuparci di conquistarli a Gesù. Abbiamo una missione sposi , ed è molto più impegnativa di quella di 007.

Buona missione !

Giorgio e Valentina,

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Finalmente t’ho visto!

La liturgia oggi ci propone il Vangelo che racconta la presentazione al tempio di Gesù bambino ; e descrive, tra le altre, la figura di un anziano : Simeone, il quale, aveva chiesto al Signore di non morire prima di aver visto il Messia tanto atteso, e Dio glielo aveva concesso. Finalmente lo prende in braccio e prorompe in una preghiera che è diventato un cantico con cui la Liturgia ci fa pregare ogni sera prima di addormentarci :

«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».

Innanzitutto dobbiamo essere grati alla Parola di Dio perché non risparmia di presentarci come modelli di vita persone di ogni età, come a dire che la santità è per tutti ; inoltre ci insegna che non c’è un’età giusta per convertirsi, per cambiare vita, per lodare il Signore, per ringraziarlo ed adorarlo, per accoglierlo nel proprio cuore, nella propria vita, nella propria quotidianità.

Ci siamo mai chiesti qual è l’età migliore per convertirsi ?

Incontriamo molte persone che dichiarano di fare i conti con Dio solo nel momento della morte. Come a dire che adesso vogliono disporre della vita secondo i propri desideri (i desideri della carne) ….. goditela fino in fondo finché puoi….. se non lo fai adesso che sei giovane ….. non lasciarti scappare l’occasione di provare questo o quello…… io nella vita voglio provare di tutto……. Spesso io rispondo : visto che vuoi provare di tutto perché non provi a convertirti e a credere al Vangelo ?

Cari sposi, non lasciamoci scappare neanche un giorno senza convertirci e credere al Vangelo, sapete qual è il momento migliore per convertirsi, per far entrare Gesù nella propria vita ?

Aspettate a fare una ricerca su Google, fermi dove siete , non cercate lo smartphone per chiamare subito la vostra vecchia catechista di quando eravate bambini, non aprite la Bibbia, non correte subito alla vostra fornitissima libreria di testi spirituali……. è una risposta così disarmante nella sua semplicità.

Il momento giusto e perfetto per convertirsi è OGGI, è ADESSO …… appena avete finito di leggere questo articolo un po’ balordo, anzi mentre lo state leggendo, perché nessuno di noi sapeva con certezza che si sarebbe svegliato oggi e questo giorno potrebbe essere l’ultimo treno per il Paradiso….. non dobbiamo aspettarci di diventare vecchi per vedere la salvezza.

Molte coppie ci dicono : il Signore si è dimenticato di noi….. dice di essere misericordioso ma poi non si fa vivo nella nostra vita……. il nostro matrimonio è tormentato da tante prove…… la nostra famiglia ha sempre un sacco di problemi….. finito un problema non fai in tempo a tirare un sospiro di sollievo che se ne presenta subito un altro. Una prova chiara e inconfutabile della misericordia di Dio è il fatto che stamattina ci siamo svegliati, quindi il Signore ci dà un’altra, l’ennesima possibilità di convertirci anche oggi, non sappiamo se domani ci userà ancora misericordia.

Cari fidanzati in cammino, cari sposi novelli, cari sposi avanti negli anni di matrimonio, cari sposi che siete ormai nonni : dobbiamo imparare dal vecchio Simeone a vedere la salvezza di Dio nell’oggi della nostra quotidianità.

Se impariamo a vivere così, ogni nostro gesto di amore in famiglia prenderà il sapore dell’eternità, della salvezza fatta carne ; allora i nostri occhi si apriranno e potremo pregare ogni sera , prima di addormentarci, con le parole e la serenità di Simeone perché “ anche oggi i miei occhi hanno visto la tua salvezza “.

Sposi, prima di addormentarci stasera, guardiamoci negli occhi e ringraziamo il nostro coniuge per i gesti di amore che ci hanno fatto sentire vicina la salvezza.

Buon Natale.

Giorgio e Valentina.

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Quanta fretta, ma dove corri?

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1, 39-45) :

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Soffermarsi a meditare su questi brani del Vangelo di Luca è veramente commovente. Sono brani , questo come quello dell’Annunciazione, che trasudano di genuinità, sono freschi nella loro semplicità ed essenzialità, squarci di vita familiare in cui ci si può immergere senza accorgersi che il tempo passa. Luca è un tipo preciso, quasi pignolo, e quindi nel riportare questi avvenimenti ha tralasciato di raccontare particolari che distolgano l’attenzione dal quadro principale. Ne ripercorreremo solo alcuni spunti che ci aiuteranno nel nostro cammino , ricordando ai lettori che se vogliono approfondire questi testi basta cercare tra i Padri e Dottori della Chiesa e vi troveranno fonti per crescere nella fede.

Avete mai notato che Maria imita subito l’Arcangelo Gabriele? L’evangelista non ha ancora finito di descrivere l’Annunciazione che già comincia con questo brano. Come se avesse fretta di andare al sodo e proseguire la narrazione. Non si sofferma a descrivere come Maria abbia raccontato tutto l’accaduto al fidanzato Giuseppe , o altro. No, non è necessario ai fini del Vangelo. Mette in evidenza che Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa.

Pensando alla scena, ci si può immaginare i parenti dei due novelli sposi, che bombardano Maria di domande del tipo : Dove vai con tutta questa fretta? Fermati almeno per il brindisi e il taglio della torta, facciamo almeno un selfie con te e Giuseppe…. quanta fretta, ma dove corri? (Viene in mente la famosa canzone di Bennato). Maria si alzò, ma perché riporta così l’evangelista? Forse prima era seduta?

No… è un modo per dire che Maria prese questa decisione in modo risoluto. Non è esplicitata la motivazione di tale decisione però possiamo immaginarne qualcuna , non per far dire al Vangelo ciò che non dice, ma per entrare nella scena come se fossimo lì…… potremmo banalmente ipotizzare che Maria avesse voluto verificare la veridicità delle parole dell’Arcangelo Gabriele…. oppure che fosse legata affettivamente ad Elisabetta e non vedesse l’ora di incontrarla per raccontarle tutto…. oppure voleva semplicemente aiutare nei servizi e nelle faccende domestiche la cugina in età avanzata col pancione…. oppure voleva partorire lontano da Nazaret…. insomma non è importante quale sia la versione, importante è invece il fatto che Maria “si alzò“, cioè che prese una decisione e che “andò in fretta“.

Quasi come volesse imitare l’Arcangelo Gabriele…. lei era appena stata visitata e quindi per imitazione va anch’essa a fare una visita.

Cari sposi, anche a noi è accaduto il giorno della nostra “annunciazione”. Sapete quando? Il giorno in cui il nostro matrimonio è divenuto sacramento. Cioè? Aspettate care spose a sentirvi già delle Madonne…. insomma in quel giorno il Signore ci ha annunciato che aveva bisogno di noi due, insieme, un solo corpo, un solo cuore, una sola anima, per “partorire” Gesù nel mondo…. eh? Sì, così come Maria è stata la prima culla di Gesù per farlo entrare nella storia umana, così desidera che noi, sì, proprio noi, siamo delle culle per far nascere nuovamente Gesù nella storia umana….. certamente in una maniera diversa da Maria, la Vergine Immacolata…. non possiamo paragonarci a Lei, ma possiamo però imitarla. E così noi, col sacramento siamo diventati dei segni sensibili ed efficaci della presenza di Cristo nel mondo…. per dirla in maniera sentimentale e poetica è come se avesse trasformato noi due nel “nuovo utero” (spirituale) in cui Gesù cresce.

E’ semplicemente affascinante, incredibile, bellissimo, super… ma nello stesso tempo gravoso. Eh… già, perchè imitare Maria significa prendere questa benedetta decisione in modo risoluto, alzarsi (cioè non stare fermi sui nostri comodissimi divani), fare la fatica di andare in una regione montuosa (quindi non facile) e andare a fare visita agli altri che aspettano Gesù nel proprio cuore, anche se non sanno di averne bisogno, e farlo in fretta…… ma attenzione…. non è la fretta che conosciamo noi … non è la frenesia delle nostre vite moderne…… nooooo…… è la fretta di compiere la volontà di Dio…… è la fretta di portare Gesù agli altri……. è la fretta che il Regno di Dio si compia nelle nostre vite……. che il Verbo diventi carne nella nostra storia, nel nostro matrimonio.

Coraggio sposi, il matrimonio sacramento è un’avventura meravigliosa e affascinante.

Il regno di Dio è vicinisssssssimo…… Auguri di un Santo Natale.

Giorgio e Valentina.

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Non te lo dico !

Riportiamo il Vangelo di ieri nel giorno di S- Giovanni della croce :

Dal Vangelo secondo Matteo 21, 23-27
In quel tempo, Gesù entrò nel tempio e, mentre insegnava, gli si avvicinarono i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo e dissero: «Con quale autorità fai queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?». Gesù rispose loro: «Anch’io vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, anch’io vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?». Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, ci risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Se diciamo: “Dagli uomini”, abbiamo paura della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta». Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». Allora anch’egli disse loro: «Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose».

E’ proprio un tipo sorprendente Gesù, infatti anche questa volta stupisce tutti, perché non dà mai risposte scontate e men che meno compie azioni scontate. Ma perchè i capi e gli anziani del popolo pongono la domanda a trabocchetto solo a Gesù? Non potevano rivolgere la stessa domanda agli altri rabbini che insegnavano nel tempio? Cos’è che dà fastidio dell’insegnamento di Gesù?

In effetti c’è qualcosa nell’insegnamento di Gesù che lo contraddistingue, che lo rende speciale rispetto agli altri rabbini che insegnavano nel tempio. Noi, che veniamo dopo duemila anni, sappiamo che a parlare non è un rabbino come altri, e nemmeno un rabbino più dotto o più santo di altri, ma è la Parola di Dio fatta carne, la seconda persona della Santissima Trinità.

Ma…. Gesù non andava in giro con la patente di Figlio di Dio, non aveva un passaporto con il timbro del Regno dei cieli, sulla sua carta d’identità non c’era la dicitura Figlio di Dio nel riquadro “segni particolari”…. quindi chi lo ascolta pensa di aver a che fare con un semplice uomo, certamente molto dotto e sapiente, ma insomma sempre di uomo si tratta… un rabbino un po’ più istruito e carismatico forse…. però avvertono una particolarità, quale ?

L’autorità che emana il suo dire, il suo parlare, il suo operare, la sua persona insomma.

E’ proprio così, tra le tante “voci” che anche oggi “parlano” , l’unica che dà fastidio è quella di Gesù. E come parla Gesù al mondo d’oggi ? Attraverso la sua Chiesa certamente, ma in particolare per la evangelizzazione del mondo lavorativo, familiare, educativo ?

Cari sposi, noi siamo nel mondo quella “voce che parla” nel nome di Gesù, al posto di Gesù…. perchè il nostro sacramento ci ha resi profeti, testimoni, segni sensibili ed efficaci della grazia di Cristo…. è un po’ come se ci avesse investito della carica di suoi “alter ego”, suoi ambasciatori nel mondo, in sua vece quindi.

Se le nostre vite sono permeate da Gesù, quando il mondo entra in contatto con noi sposi, ecco che si comporta alla stregua di quei capi e anziani del popolo descritti nel brano evangelico di cui sopra…. già, perchè Gesù dava fastidio allora e continua a farlo oggi. Il mondo è infastidito dalla Verità, perchè il principe di questo mondo è il Diavolo. E noi come dobbiamo comportarci quando veniamo interpellati dal mondo in merito all’autorità con cui noi testimoniamo ?

Vi diamo due compiti questa settimana, cari sposi :

1 – fare un’esame di coscienza della nostra vita/del nostro matrimonio per verificare quanto la nostra vita è permeata dalla fede in Gesù. Più la nostra vita combacia con la vita di Gesù , e più questa nostra vita avrà l’autorità di Gesù.

2 – Prima di rispondere alle domande a trabocchetto del mondo d’oggi è necessario riflettere, infatti Gesù stesso ci insegna che non tutte le domande meritano una risposta.

Coraggio sposi, che il Regno di Dio è vicinissimo.

Giorgio e Valentina.

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L’ombra dell’Altissimo

Oggi la Chiesa Cattolica solennemente celebra la grandiosa festa dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria. Senza timore di far “concorrenza” alle già numerose prediche sul tema dell’Immacolata, vi invitiamo a cercare materiale sulla Madonna iniziando dal famoso scritto di S.Luigi Maria Grignion de Montfort “Trattato della vera devozione alla Santa Vergine”.

Oggi a Messa viene proposto il conosciutissimo brano dell’Annunciazione dal Vangelo di Luca, ne estrapoliamo solo un frammento : << […] Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. […] >>.

Sappiamo poi com’è andata a finire, vero? Lei ha accettato, e da lì la Salvezza è entrata nel mondo. La nostra attenzione oggi vuole concentrarsi sull’ombra dell’Altissimo. Lo sappiamo che è un particolare , ma Luca è un evangelista attento, misura le parole, è un medico ed è preciso anche nel riportare fatti, persone, parole ed avvenimenti.

Perchè usa l’immagine dell’ombra? Pensiamo ….. quando solitamente cerchiamo l’ombra noi? Oppure….. quando ci sentiamo un po’ in ombra?

Nelle giornate soleggiate, calde e afose, spesso cerchiamo riparo all’ombra di un grande albero con tante fronde…. anche se in realtà quando non ce la facciamo più va bene anche l’esile ombra di un Tronchetto della Felicità. L’ombra di un grande albero ci assicura riparo dalla calura, dalla cottura lenta e dolorosa del sole estivo; l’ombra ci dona un po’ di refrigerio, ci dà modo di riposare, di rifocillarci, di fermarci un attimo per ripristinare la circolazione cerebrale e riprendere il cammino con maggior presenza e vigilanza su noi stessi.

Dobbiamo trasportare tutti questi benefici anche su un’altra ombra molto più importante di quella di un albero…. l’ombra dell’Altissimo… infatti Gabriele (l’arcangelo) parla di quell’ombra. Quindi dobbiamo imitare Maria che imparò e ci insegna a stare all’ombra dell’Altissimo, è lì che Maria trovò riparo, rifugio, trovò riposo dalle fatiche della vita, refrigerio dall’arsura della morte……. ma fermiamoci anche a pensare cosa ha potuto fare in Maria solo l’ombra dell’Altissimo…… è bastata la sua ombra per operare il miracolo dell’Incarnazione.

Cari sposi , quando siamo affaticati e oppressi, delusi, stanchi, svogliati e tribolati …. ripariamoci all’ombra dell’Altissimo come ha saputo starci Maria…… credete che l’Altissimo abbia smesso di operare miracoli ?

Inoltre , succede a volte che ci sentiamo un po’ in ombra…. cioè non siamo al centro dell’attenzione oppure non riceviamo le attenzioni/cure che ci aspettavamo. Riportiamo anche stavolta il tutto nella dimensione spirituale : se c’è una che ha saputo restare un po’ in ombra è proprio la Vergine Maria. Ha saputo restare in ombra, e di questo non si è mai lamentata né si è sentita defraudata della propria dignità, perché? Perchè al centro ha messo Dio, suo Figlio. E così continua a fare tuttora. L’immacolata Vergine Maria è la strada sicura per Gesù, se Gesù se l’è scelta come Madre, chi siamo noi per pensare di essere superiori a Gesù, e poter quindi fare a meno di Maria ?

Cari sposi, consacratevi al Cuore Immacolato di Maria e metterete il vostro amore/sacramento nella cassaforte più sicura che ci sia.

Coraggio, che il Regno di Dio è vicinissimo.

Giorgio e Valentina.

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Agenzia interinale?

La liturgia di ieri ci ha presentato la festa di S.Andrea, leggiamo la narrazione della sua chiamata secondo la versione di Matteo :

In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedèo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

Vogliamo mettere in evidenza solo due passaggi : “Gesù disse loro” e “venite… vi farò…“.

Gesù era considerato un profeta, un rabbino, un maestro (non era ancora stato riconosciuto come Figlio di Dio, il Messia)….. e quindi la gente si aspettava che, come tradizione voleva, fossero i discepoli a scegliersi il maestro di vita e non il contrario.

Gesù è anticonformista anche in questo. Perchè? Non sarebbe stato più semplice e comodo continuare a fare il predicatore/maestro aspettando che i discepoli arrivassero da soli? Non poteva ingaggiare una di quelle società interinali per la selezione del personale, che potesse sbrigare tutta la parte di colloqui individuali?

Niente di tutto questo. Perché per Gesù non siamo una massa informe da indottrinare….no, Gesù scruta nel profondo ciascuno di noi, ci conosce nell’intimo e sa che possiamo realizzarci, e dare il meglio di noi stessi, nella sua azienda di famiglia: il famoso “Regno dei cieli”. Non avete mai visto la pubblicità? Non sarete così disinformati speriamo!

Gesù è un maestro che non aspetta dei discepoli a cui infondere la propria dottrina/stile di vita, ma è un maestro che cerca dei discepoli con cui intessere un rapporto di amore esclusivo ed escludente. Quindi cari sposi, Gesù ci ha scelti nella Chiesa Cattolica, attraverso il sacramento del matrimonio, per essere testimoni del suo amore nella Chiesa Cattolica e fuori di essa.

Inoltre, Gesù si rivolge a questi due fratelli con due verbi : “venite” e “vi farò”. E’ come se Gesù dicesse: fidatevi di me, costruite un rapporto con me, diventate miei discepoli, e poi vi farò diventare “altro” da ciò che siete.

Quindi Gesù, quando chiama, ci chiama così come siamo. Ci chiama conoscendo benissimo i nostri limiti, le nostre paure, le nostre incertezze, i nostri peccati, le nostre fragilità, la nostra inadeguatezza, eppure…. ci chiama….. venite dietro a me. Venite adesso… così come siete…. io vi conosco nel profondo. Sposi carissimi, non abbiate paura di decidervi per Gesù (che è Dio) così come siete ora, senza se e senza ma. Fidatevi di Dio!

Infatti, Gesù dice prima “venite” e poi “vi farò” ….sembra scontato e logico: come faccio ad imparare cose nuove se prima non vado a scuola? Il ragionamento non fa una grinza, ma…….. vogliamo darvi una prospettiva diversa… e cioè …. non siamo noi a diventare chissaché, ma è Lui che ci farà diventare….infatti il verbo è “vi farò ” e non “diventerete”. Sembra quasi che la parte più gravosa del discepolato la faccia il Maestro… infatti Lui ci farà diventare ciò che avrà già pensato per noi….. a noi solo il compito di lasciarci modellare, plasmare.

Cari sposi, smettiamola di pretendere di insegnare a Gesù che rotta deve prendere la nostra vita, il nostro matrimonio….. lasciamoci modellare… e per chi fosse interessato ad essere assunto nell’azienda “Regno dei Cieli” andare in ufficio direttamente dal Capo.

Coraggio sposi, le assunzioni sono a tempo indeterminato.

Giorgio e Valentina.

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La tattica delle onde ripetute

Riportiamo il luuuuungooo Vangelo di ieri (Luca, 21-4) : In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio. Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere».

Ad una lettura superficiale (che resta in superficie) sembrerebbe un elogio alla povertà/miseria ed un disprezzo della ricchezza in ambito economico. Qualcuno invece trova che povertà e ricchezza siano simbolici, volti ad indicare uno stile di vita più che la situazione economica degli uni o degli altri. Altri ancora intravedono un’attenzione particolare allo stato di vedovanza da parte di Gesù. E non dimentichiamo chi ci trova l’insegnamento che quando doni devi donare tutto te stesso.

Niente di tutto ciò. O meglio, ancora più in profondità di tutto ciò è la nostra riflessione. Perché la Chiesa ci offre questo Vangelo il giorno dopo la solenne festa di Cristo Re ? E’ un rimprovero al modo in cui noi facciamo l’elemosina ? Solo per essere notati ? Mettiamo tante monetine e stiamo attenti a farle cadere da una certa altezza cosicché il loro tintinnio possa risuonare per tutta la navate centrale ? Forse…. ma secondo noi c’è qualcos’altro di più profondo.

La Chiesa fa risuonare il tema del primo giorno della settimana, la Domenica, per il resto della settimana stessa…. in questo caso il tema è Cristo Re e quindi le letture proposte in questi giorni fanno da eco al Vangelo di Domenica….. usando il metodo delle onde…. cioè arriva la prima onda con il proprio carico, poi una seconda uguale alla prima, ed una terza anch’essa con la stessa acqua e così via a cicli di sette onde… un’onda ogni giorno…. sperando che alla fine della settimana abbiamo almeno capito l’importanza del tema trattato che, in questo caso, è la Signoria di Cristo Re dell’universo.

Perché questa vedova, molto povera, ci aiuta a sedimentare dentro di noi il tema di Cristo Re, dunque ?

Innanzitutto vorremmo farvi notare che Gesù non rimprovera i ricchi per la loro offerta, ma per il cuore con cui fanno l’offerta. Quanto ci somigliano questi ricchi. Quante volte noi sposi non ci doniamo tutti nel sacramento del matrimonio. Ci riempiamo la bocca di tante belle parolone nelle nostre preghiere del tipo ….. oh, Signore, vogliamo che tu sia il nostro Re…. oh, Signore venga davvero il tuo regno (recita del Padre nostro)…..oh, Signore ti dono tutta la mia vita… però, dai…. almeno il tempo libero me lo tengo per me e lì il Re sono io…. almeno le ferie me le tengo per me e lì sono io il Re… almeno come spendo i soldi lo decido io…. almeno la sessualità me la gestisco io.

Pensiamo di prenderci gioco di Dio ? Se proclamiamo che Cristo è il Re, il nostro Re, il mio Re…. deve esserlo per davvero e deve essere Re su qualsiasi aspetto della mia vita….. sopra, sotto, a destra, a sinistra, fuori e dentro. Quando parliamo ai ragazzi della sessualità vissuta da cristiani cattolici, così come insegna la madre Chiesa Cattolica, per far entrare bene in zucca agli aspiranti sposi, cosa significa vivere la castità diciamo spesso che quel “dentro” vuol dire anche dentro le tue mutande….. Sì, Cristo Re vuole essere Re anche dentro la tua sessualità altrimenti significa che un pezzettino te lo tieni per te e a Dio non dai tutto…. con la bocca proclami di dare a Gesù tutto, ma poi coi fatti qualcosa lo vuoi gestire tu.

Sposi carissimi, dobbiamo imitare quella vedova, perché lei ha dato tutto…. anche noi dobbiamo dare a Cristo Re tutto…..ma proprio tutto tutto tutto ?

Sì, parole, pensieri, azioni, corpo, anima, soldi, tempo, dedizione, passione, talenti…… tutto deve appartenere a Cristo Re e seguire la sua Legge . Solo allora Gesù dirà di noi quello che ha detto per la vedova : << Quella coppia di sposi, nella loro miseria, ha offerto/dato tutto quello che aveva per vivere >>. E credete che Cristo Re non ci ricompenserà già qui su questa terra ?

Coraggio sposi, che il regno di Dio è vicinissimo !

Giorgio e Valentina.

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Perchè gridi ?

Leggiamo il Vangelo proposto ieri a Messa :

Lc18, 35-43 Mentre Gesù si avvicinava a Gèrico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!». Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato». Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.

Vi chiederete perché vi proponiamo per l’ennesima volta la storia del cieco per dire altro : e cioè che la cecità fisica è meno importante ed è solo figura della cecità spirituale ? No, lo sapete già questo, ma c’è dell’altro. Innanzitutto vorremmo considerare il brano evangelico con gli occhi del cieco. No, tranquilli, non era grappa a colazione stamane …. il fatto è che ci riferiamo agli occhi spirituali dell’uomo…. ah….. beh….. allora possiamo continuare.

Per quell’uomo stare ai bordi della strada era normale così anche noi sposi quando seguiamo il mondo ( ma anche noi stessi ) viviamo ai margini della strada della vita, e in fondo una strada vale l’altra per un cieco; e non camminiamo in mezzo alla strada della vita a testa alta, attenti a non sbagliare strada. Ma ecco l’evento : al cieco rispondono che passa Gesù il Nazareno e invece lui lo chiama Figlio di Davide, che equivale al titolo di Messia, colui che il popolo aspettava da secoli, (dai tempi di Mosè ); è iniziato il cambiamento dentro il cuore del cieco, ed infatti comincia a gridare…… cari sposi, quante volte noi abbiamo il coraggio di gridare a quel Gesù che già riconosciamo come il Messia, cioè il Cristo ? Le nostre grida possono essere fatte di preghiere accorate, di rosari sgranati recitando novene, di pianti di fronte al Tabernacolo nel silenzio della chiesa, di ceri accesi ai piedi della Madonna, ….. ogni coppia ha il proprio grido….. l’importante è riconoscere Gesù come Cristo di Dio e riconoscersi bisognosi di Lui e poi…. gridiamo con insistenza come quel cieco, incuranti di quelli che ci vogliono zittire.

Certo che Gesù sa essere anche ironico : cosa vuoi che voglia da te un cieco, caro Gesù ? La risposta parrebbe ovvia, ma Gesù aspetta la risposta del cuore dell’uomo, cioè vuole farci crescere nell’umiltà. Quando ci chiedono testimonianze da sposi, spesso è facile cominciare con l’elenco delle tante e belle cose che facciamo noi come “bravi” cristiani invece di raccontare cosa ha fatto Dio per noi e cosa continua a fare ogni giorno al nostro matrimonio. Pensiamo a questo cieco : la sua condizione lo poneva già in un atteggiamento di umiltà/umiliazione nei confronti degli altri, e la conosceva benissimo perché la viveva sulla propria pelle 24 ore al giorno; non contento di ciò , Gesù gli chiede un’ulteriore prova di umiltà, e cioè di dichiarare davanti a tutti che solo Gesù poteva fare il miracolo e lui era soltanto un pover’uomo….. e dinanzi alla folla. E noi, di fronte alla gente che ci chiede conto, che rispondiamo ? Riconosciamo che siamo dei poveretti e che tutto ciò che gli altri vedono di bello nel nostro matrimonio è Grazia ?

Che fatica riconoscere di essere ciechi senza Gesù ! Cari sposi, mamme e papà, nonni e nonne : imitiamo San Paolo che diceva << ciò che sono lo sono per Grazia ! >>. Gridiamo a Gesù il nostro bisogno di diventare dei santi sposi, santi genitori, santi nonni …… e credete che Gesù faccia orecchie da mercante ?

Coraggio sposi, gridiamo insieme a Gesù, incuranti di chi ci vuole zittire …. perchè gridi ? perchè ho bisogno che Gesù mi guarisca !

Giorgio e Valentina.

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Ordini eseguiti, capitano !

Il Vangelo di oggi tratto dal capitolo 17 di Luca : In quel tempo, Gesù disse: «Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, strìngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare.

La parte che ci interessa è solo l’ultima frase. Certo……. qualcuno avrebbe da ridire sul padrone della parabola, il quale non dice neanche grazie al suo servo oppure sul fatto che Gesù ci etichetti come “servi inutili, sembra scortese . Ma non è qui il fulcro della parabola ; non dobbiamo pensare la parabola dalla parte di Dio, rappresentato dal padrone, ma dobbiamo guardarla dal nostro punto di vista. Perchè? Per il semplice fatto che Dio non ha bisogno di cambiare, non è Lui che ha bisogno di convertirsi, siamo noi che dobbiamo imitare il servo della parabola e semplicemente eseguire gli ordini.

Semplice, no ? A dirlo sì, ma….. quali sono gli ordini che abbiamo ricevuto ? E chi ci ha dato ordini ?

Innanzitutto, prima di capire gli ordini , è necessario che noi tutti ci domandiamo se vogliamo essere servi, e servi di chi? Ma anche….. perchè se servi, proprio inutili ? Non poteva Gesù essere un po’ più carino ed almeno classificarci tra i servi utili ? Va bene che non dobbiamo montarci la testa dinanzi a Gesù, ma se si fosse sbilanciato almeno con “servi utili” avremmo un pizzico di entusiasmo in più ….. parrebbe che Gesù non abbia studiato psicologia dei motivatori….. ma vediamo un po’ di addentrarci nella riflessione.

Gli sposi devono decidere , ciascuno per conto proprio e poi insieme se vogliono essere servi di un padrone un po’ sui generis come Gesù ; ogni soldato che scende in battaglia affronta il nemico con più ardore ed impeto se ha un capitano che è pluridecorato con medaglie al valore militare, e si sente orgoglioso di appartenere a quell’esercito. Allo stesso modo, anche noi dobbiamo guardare le medaglie al valore del nostro Capitano…. Gesù non ci ha forse dimostrato il suo amore per noi andando Lui sulla croce al posto nostro ? Morendo per noi ? Vi sembra sufficiente come medaglia al valore?

Bene… quindi abbiamo già capito da che parte schierarci….. servi equivale a dire soldati che fanno il proprio dovere. Il Capitano ci ha dato alcuni ordini nel Vangelo, alcuni esempi : pregate incessantemente per non cadere in tentazione…… amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi….. ecc….

Nel matrimonio significa imitare il nostro Capitano nella quantità dell’amore, e cioè fino a dare la vita stessa…. costi quel che costi…. senza fermarci di fronte agli ostacoli, le paure, le tentazioni, i difetti nostri e quelli del nostro coniuge, sempre pronti a rialzarci come ha fatto Gesù che è caduto, sì, sotto il peso del legno della crocce, ma…… si è rialzato perchè voleva andare fino in fondo lottando contro il proprio corpo che era straziato, Lui voleva salirci su quella croce e l’ha fatto.

E noi ? Non vogliamo imitare il nostro Capitano ? Che facciamo quando cadiamo sotto le nostre croci ? Ci rialziamo con la sua forza o ….. ?

C’è da stirare ? Facciamolo senza troppi lamenti . C’è da lavare ? Facciamolo. C’è da accompagnare la moglie, la suocera, il marito, i figli ? Facciamolo. C’è da cucinare ? Facciamolo. C’è da riparare un elettrodomestico, c’è da tinteggiare casa, c’è sempre qualcosa da fare ? Facciamolo. C’è da pregare ? Facciamolo. C’è da fare il digiuno il venerdì ? Facciamolo.

Facciamolo ma senza preoccuparci del rating, del profitto, dell’audience, della ricompensa. La nostra ricompensa è già essere servi di un Capitano che ha dato la sua vita per noi, per te, per me.

Coraggio sposi…. servi dell’amore e della vita. Evviva i servi inutili !

Giorgio e Valentina.

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Pentola di fagioli !

Avete mai cucinato una pentola di fagioli ? Che rumore si sente ?

Oggi ci lasciamo interrogare dall’inizio del brano di Vangelo di Luca proposto domani a Messa : << In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro: «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo. >>.

Come al solito, Gesù non è quello delle mezze misure, non è un tipo accomodante, per niente, anzi è sempre molto esigente. Proviamo ad immergerci per un po’ nel racconto.

Siamo tra quella folla numerosa, la stessa folla che lo aveva visto operare grandi prodigi e guarigioni, la stessa che si fermava spesso in silenzio per ascoltare le sue prediche……. immaginiamoci la scena : il silenzio era d’obbligo perché Gesù non usava i microfoni e neanche i megafoni… e noi ? Noi siamo in quella folla : c’è chi lo segue perché ha trovato il fornaio che moltiplica il pane gratuitamente, c’è chi lo segue per curiosità, c’è chi lo segue perché non ha meglio da fare, c’è chi lo segue per coglierlo in fallo, c’è chi lo segue perché vuole vedere i miracoli, chi lo segue per ottenere miracoli…. e poi ci siamo noi…. sposi, perché noi seguiamo Gesù ?

La folla garantisce l’anonimato, la folla garantisce un certo mutuo aiuto, ci si sente protetti nella folla, non si fa una gran fatica a starci in mezzo… anzi…. e magari mentre si cammina per seguire Gesù si sentono commenti tra la folla , tipo…. questo sì che è un vero profeta ! ….. è forte questo ! …. è un tipo tosto , e avanti di questo passo.

All’inizio Gesù sembra non dire niente alla folla numerosa, lascia che venga con lui, ma poi ad un certo punto si volta e lapidario come sempre ” Se uno viene a me….ecc….” Sicuramente ci saranno state reazioni dentro la folla molto diverse tra loro e addirittura contrarie. Sono le stesse reazioni che hanno gli uomini adesso quando si avvicinano al messaggio cristiano. Cosa significa però che dobbiamo amare Gesù sopra e di più di tutte le persone, compreso noi stessi? Spesso su queste pagine è stato ricordato che l’amore che gli sposi mutuamente si donano deve essere ad immagine di quello di Gesù nei confronti della propria Chiesa.

Tanto semplice riassumerlo in poche parole quanto difficile farlo diventare vita concreta. Allora un aiutino. Proviamo a considerare ciò che dice Gesù : di prendere la propria croce per seguirlo. Tanto per cominciare la sua croce non è nemmeno paragonabile ad una delle nostre ; secondariamente Lui traccia la strada e non noi ; inoltre Lui è stato sputacchiato, deriso, flagellato, e tutto il resto senza averne colpa e non ha mai reclamato …. neanche un lamento.

Potremmo scrivere biblioteche intere ed entrare in altri dettagli ma ci fermiamo ad uno solo , per cominciare ad essere discepoli e non folla : il lamento.

Tante, troppe volte ci lamentiamo di ciò che ci accade o che avrebbe dovuto accadere….. quando ero un ragazzino e mi lamentavo mi dicevano che ero una pentola di fagioli…. questa espressione l’ho sentita mille volte, poi mi hanno suggerito che invece di lamentarsi è meglio cominciare a ringraziare per quello che ho. E’ stata una svolta significativa .

Oggi possiamo cominciare a ringraziare il Signore anziché lamentarci con Lui….. per esempio ringraziare del fatto che abbiamo un coniuge che ci è stato donato per aiutarci a crescere nella santità ; ringraziare che anche oggi Dio si fida di me a tal punto da farmi suo rappresentante nei confronti del mio coniuge ; vuole amare lei/lui attraverso di me, impastando il suo amore infinito con la nostra povera umanità…. e ci dona tutti gli strumenti per realizzare ciò.

Cominciamo oggi concretamente con questo : combattere il lamento con il ringraziamento. D’altronde, non è esaltante vivere insieme ad una pentola di fagioli. Potreste cominciare col ricordarvi tutto ciò proprio davanti ad un bel piatto di fagioli.

Coraggio sposi, combattere il lamento con il ringraziamento. (fa anche rima).

Giorgio e Valentina.

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La tovaglia di merletto

Nella liturgia di ieri abbiamo sentito questa antifona : << Gioisca il cuore di chi cerca il Signore. Cercate il Signore e la sua potenza, cercate sempre il suo volto. >>.

Avete mai giocato a briscola ? E’ un gioco di astuzia, furbizia, ma anche di memoria e lo sguardo “gioca” un ruolo fondamentale. Per chi non lo sapesse : si gioca in 2 coppie da 2 attorno al tavolo, ed i giocatori possono rivelare al proprio compagno le carte che hanno in mano attraverso delle smorfie facciali (e non facciali) per definire insieme la tattica di gioco ; il tutto senza farsi vedere dagli avversari che altrimenti capirebbero quali carte possiede l’altra coppia. Se non ci si guarda col proprio compagno, è quasi sicuro perdere la partita. Ma….. anche la preparazione conta…….. bisogna assolutamente togliere la tovaglia di merletto della nonna…….. sì, esattamente quella che ha lavorato lei stessa a mano con l’uncinetto…… speriamo che qualche nonna non legga !!!

Torniamo alla nostra Antifona : dobbiamo cercare il Signore e la sua potenza….. sì, ma quale potenza ? Di che tipo è la potenza del Signore ? Tipo quella di un supereroe che con le sue armi fotoniche riesce a sconfiggere i nemici ? Oppure come quella di Goldrake, Grayskull o Guerre stellari ?

Noooo….. niente di tutto ciò, la potenza del Signore assomiglia di più a quella della nonna che, suo malgrado, toglie dal tavolo la tovaglia di merletto ( che è bellissima con i suoi ricami e alla quale è affezionata particolarmente ) perchè così si riesce a giocare meglio a Briscola con le carte che scivolano sul tavolo…….. e a Briscola ci gioca essa stessa con i propri adorati nipoti….. insieme al nonno. (non potevamo lasciar fuori gioco il nonno).

L’Antifona ci ricorda che gioisce il cuore di chi cerca il Signore, perché già il cercarlo è l’inizio del cambiamento ed assomiglia a quell’emozione che provano i nipoti che chiedono entusiasti ai nonni di poter giocare a briscola…… un po’ si prova già in anteprima la gioia del gioco che si desidera fare……. così si assapora già la presenza del Signore mentre ancora lo si cerca perché in realtà è lo Spirito Santo stesso che ha mosso il nostro cuore a cercarLo.

Poi continua “cercate il Signore e la sua potenza”…. questa potenza è la potenza del farsi umile e di abbassarsi al nostro livello per lasciarsi trovare ; è la potenza di Chi si lascia racchiudere in un’ostia pur essendo il Dio infinito che neanche i cieli dei cieli possono contenere eppure si lascia mangiare……. eppure col Battesimo quel Dio che neanche i cieli dei cieli possono contenere abita in noi, nel nostro piccolo e misero corpo….. .. e non assomiglia alla umiltà della nonna che pur di donare la gioia ai propri cari di una partita a briscola toglie la tanto amata tovaglia di merletto a cui è affezionata ? ….. come gesto di amore verso gli altri la toglie e si siede anch’essa a giocare.

“cercate sempre il suo volto” …. a volte succede che quando ci si litiga, tra moglie e marito, non ci si guardi neanche in faccia…. quando l’altro non incrocia il nostro sguardo è terribile, il cuore viene trafitto perchè ci fa più male l’indifferenza dello scontro….. cercare quindi il volto di Dio è come dire di non litigare con Dio, di restare sempre nella sua pace, la quale sorpassa ogni angustia/difficoltà che la vita ci presenta.

Cari sposi, impariamo a cercare insieme il Signore, e state pur sicuri che si farà trovare da chi lo cerca con cuore sincero. Se oggi non sapete che fare andate a farvi una partita a briscola col Signore….. tranquilli che alla tovaglia col merletto ci pensa Lui. Buona partita !

Giorgio e Valentina.

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Come le mongolfiere !

Riportiamo il Vangelo di oggi << Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro! >>

Non è la prima volta che Gesù ci mette in guardia sulla brevità e transitorietà di questa vita. Effettivamente il problema della morte è stato affrontato da tutti gli uomini in tutte le epoche, in tutte le culture, e le risposte sono molteplici ; ai nostri giorni, il mondo occidentale, sembra essersi accorto di non avere una risposta convincente, ed allora ha deciso di anestetizzare il pensiero della morte con trucchi di vario tipo, che fondamentalmente vogliono riempire il “buco” creato dalla mancanza di questa risposta.

Sposi, genitori, nonni…… stiamo in campana….. quando il mondo ci vuole riempire con cose, impegni, affetti, interessi che sollazzano i nostri sensi, fermiamoci un attimo a riflettere se ci aiutano ad avvicinarci a Dio oppure sono ostacoli…. e poi prendiamo le nostre decisioni…. vi possiamo testimoniare che noi, Giorgio e Valentina, da quando abbiamo cominciato ci siamo alleggeriti parecchio. Noi sposi dovremmo essere come delle mongolfiere…. non nel senso della forma esterna, ma nella sostanza… e cioè : per poter volare in alto dobbiamo alleggerirci della zavorra che ci vuole tenere giù…. ma il nostro cuore, la nostra anima è fatta per volare in Alto.

Il Vangelo ci invita a stare pronti con le vesti strette ai fianchi…… che significa ? I servi quando lavorano, quando sono indaffarati nelle varie faccende domestiche necessitano di vesti che non ingombrino i loro movimenti che altrimenti risulterebbero goffi ed impacciati. Anche noi sposi dobbiamo quindi farci trovare così, e cioè non farci trovare impreparati al momento della morte, ma pronti con le vesti della quotidianità resa straordinaria dall’amore. In un dialogo di tempo fa per spiegare questo atteggiamento ad una mamma usammo l’immagine dei piatti sporchi o della lavatrice…… cioé? chiese lei….. Se il tuo cuore non ha la zavorra delle cose mondane, può riuscire a scorgere la presenza di Cristo anche nel lavare i piatti , nel caricare l’ennesima lavatrice, nel cucinare la cena giorno dopo giorno…. significa che la mia conversione quotidiana passa anche (ma non solo) attraverso questi gesti GRATUITI di amore.

E’ l’impegno quotidiano nel vivere la santità del matrimonio !

E le lampade accese servono per vedere nell’oscurità della notte. Eh…… già, cari sposi, per riuscire a scorgere la direzione del nostro cammino in mezzo all’oscurità di questo mondo ( che è zavorra ), dobbiamo avere le lampade accese. La nostra lampada prende luce da diverse fonti che Dio ci ha messo a disposizione : la Parola di Dio, la preghiera, l’Eucarestia, la vita sacramentale attiva, il digiuno, la mortificazione, l’esempio dei santi, le prediche accorate di tanti bravi sacerdoti, momenti di catechesi, e altro ancora.

Tutti sulla mongolfiera ! Vi assicuriamo che il panorama da lassù è mozzafiato….. basta alleggerire la mongolfiera del nostro matrimonio dalla zavorra con cui il mondo vuole appesantire il nostro viaggio….. Prendiamo insieme il volo !

Coraggio sposi ….. sentiamo già una fresca e lieve brezza .

Giorgio e Valentina.

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Cor lapis

Siamo all’ultima puntata sul silenzio di Dio. Per rileggere i 5 articoli precedenti seguite i links ( Pronto , c’è qualcuno ?? ) e ( Come dono….un problema ! ) e ( Come nel tostapane ! ) e ( Baffi di Nutella !! ) e ( Più di una foglia ! ).

Riportiamo ancora come guida nella riflessione il Salmo 94 : << Venitecantiamo al Signore, acclamiamo la roccia della nostra salvezza. Accostiamoci a lui per rendergli grazie, a lui acclamiamo con canti di gioia. Entrateprostràtiadoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti. È lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo, il gregge che egli conduce. Se ascoltaste oggi la sua voce! «Non indurite il cuore come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto, dove mi tentarono i vostri padri: mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere >>.

Abbiamo compiuto un piccolo viaggio ….. Ricordate ?

Ci siamo chiesti all’inizio perché Dio spesso resti in silenzio a fronte delle nostre richieste di aiuto, con preghiere accorate, per la soluzione del problema contingente che di volta in volta si presenta nella nostra vita… sembra di attendere al telefono per non perdere la priorità acquisita…. poi ci siamo accorti che in realtà questo problema è un dono perché ci ha riavvicinato a Lui e qualcosa già è cambiato: il nostro cuore e la prospettiva del problema è diventata quella del Paradiso….. in seguito la nostra anima, il nostro cuore si è sentito spinto a dare il meglio di sè accostandoci a Lui come succede ad una fetta nel tostapane…. ed ecco che bisogna entrare in relazione con Lui (anche attraverso la relazione con il nostro coniuge) e prostrarsi dinanzi a Lui in ginocchio per fortificarci nella fede.

Eccoci finalmente all’espressione verbale “Se ascoltaste oggi la sua voce!”. E’ interessante che il salmista ci indichi gli atteggiamenti dell’ascolto solo nelle frasi posposte, e cioé : non indurire il cuore, non tentare il Signore nel deserto, non metterlo alla prova pur avendo visto le Sue opere.

  • non indurire il cuore …… Un cuore duro è un cuore di pietra; è un cuore che non ha spazi vuoti all’interno…. per niente e nessuno…. avete mai provato a bagnare una pietra ? Provateci…. all’esterno certo che si bagna… ma dentro ? …. spaccatela in due con un bel martello e verificate…… l’acqua è scivolata via all’esterno e non penetrerà mai all’interno…. se il nostro cuore è come questa pietra, tutte le grazie/aiuti/parole/suggerimenti/ di Dio ( anche quelli che ci arrivano attraverso il nostro sposo/a ) riusciranno a “bagnare” solo l’esterno, ma dentro ? Niente di niente. Resta sempre un COR LAPIS .
  • non tentare il Signore nel deserto …… Che strani che siamo a volte noi uomini… siamo nel deserto, ovviamente è anche un’immagine simbolica per noi, e rappresenta i deserti del nostro cuore/anima, il deserto della nostra relazione con Dio, il deserto della relazione col nostro coniuge; ed è proprio il momento in cui dovremmo sperimentare la fiducia totale in Dio Padre, ed invece…. lo tentiamo ! Se fossimo ancora schiavi in Egitto… laggiù in fondo si stava bene… c’era da mangiare . Vorremmo alla fin fine che Dio fosse un dio di schiavi e non il liberatore che guarisce dalla malattia della schiavitù. Tentiamo Dio perché siamo spaventati di fronte alla prospettiva di una libertà che non avevamo mai immaginato, e di cui dobbiamo pian piano fare l’apprendistato…. e questi articoli sono solo un piccolo aiuto per cominciare questo apprendistato.
  • non metterlo alla prova pur avendo visto le Sue opere…. quali opere ? partiamo dalle cose semplici : questa mattina ci siamo svegliati… è una sua opera di misericordia, ci dà ancora un’altra possibilità per convertirci. L’elenco lo continui ogni coppia….
  • Finalmente ora siamo pronti ad ascoltare oggi la sua voce….. Già , oggi, perché proprio oggi ? Per il semplice e ovvio motivo ( ma non così indubbio per molti sposi ) che domani non sappiamo se ci saremo, e se oggi fosse l’ultimo treno per il Paradiso ? Al termine di questo semplice e brevissimo percorso dovremmo aver ormai intuito che Dio Padre ci parla in tutti i modi ( anche e soprattutto oltre le nostre aspettative ) …. proviamo a stilare un elenco incompleto ma significativo : ci ha pensato fin dall’eternità…. siamo un pensiero di Dio incarnato … oggi siamo ancora vivi … siamo stati incorporati a Cristo nel Battesimo… siamo tempio dello Spirito Santo … ci ha donato un coniuge per aiutarci nel cammino della santità… siamo con lui/lei un corpo solo così da farci entrare nella prospettiva dell’unità definitiva con il nostro vero Sposo nell’Eternità… abbiamo la possibilità di leggere articoli su questo blog che ci aiutano giorno dopo giorno…. abbiamo incontrato quel sacerdote che ci segnato nella fede con le sue prediche accorate… vi basta l’elenco ? Allora…. è Dio che sta in silenzio o siamo noi che non apriamo le orecchie del cuore ?

Coraggio sposi, mamme e papà, nonni ….. dobbiamo decidere se camminare insieme da sposi con questo percorso all’ascolto di Dio oppure tenerci un COR LAPIS. Noi siamo sicuri che avete già in mente quale sia la strada migliore…. vi piacerebbe un coniuge col cuore di pietra ?

Giorgio e Valentina.

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Più di una foglia !

Bentornati sposi, papà, mamme, nonni … per rileggere i quattro articoli precedenti seguite i links ( Pronto , c’è qualcuno ?? ) e ( Come dono….un problema ! ) e ( Come nel tostapane ! ) e ( Baffi di Nutella !! ).

Ci rivolgiamo ora soprattutto alle mamme : prima di continuare a leggere avete 16 secondi per procurarvi i fazzolettini per l’asciugatura delle lacrime da commozione…… Intanto avvisiamo i papà che non sono autorizzati a sentirsi esclusi dalla lettura sebbene faremo riferimento alla maternità. Bene, ora che siete armate di fazzolettini possiamo affrontare questo breve percorso.

Riportiamo ancora il Salmo 94 : << Venitecantiamo al Signore, acclamiamo la roccia della nostra salvezza. Accostiamoci a lui per rendergli grazie, a lui acclamiamo con canti di gioia. Entrateprostràtiadoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti. È lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo, il gregge che egli conduce. Se ascoltaste oggi la sua voce! «Non indurite il cuore come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto, dove mi tentarono i vostri padri: mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere >>.

Nella quinta puntata della nostra riflessione sul silenzio di Dio ci concentriamo sulle espressioni : “egli ci ha fattiEgli conduce “. Sicuramente conoscete bene la vita di un neonato. Cosa dice quel piccino quando la mamma lo coccola, lo consola, lo abbraccia, lo ninna, ecc.. ? Cosa dicono poi quegli occhietti quando la mamma lo allatta ? Tantissime cose tenere…. ma… andando al nucleo del discorso, se potesse già esprimersi a parole, direbbe alla mamma : la mia vita sei tu; il mio senso di vivere sei tu; tu mi fai sentire amato; senza te sono nulla; tu vivi in me ed io in te; io vivo di te; tu mi hai “fatto” ed io sono tuo.

……..pausa per i fazzolettini……….

Nella puntata precedente siamo stati invitati ad entrare alla presenza di Dio, e lì, prostràti, ad adorarLo in ginocchio… perché ? per che motivo ? Il salmo continua…. “davanti al Signore che ci ha fatti”. Se ripensiamo un attimo a quel neonato sopra descritto, ci accorgiamo che Dio ha voluto, nella sua infinita misericordia, lasciare nell’esperienza umana dei piccoli segni della sua presenza… come delle micro-scintille di un fuoco gigantesco ed inesauribile. L’esperienza di quel legame tra il neonato e la sua mamma ci insegna come deve essere il nostro rapporto con Dio Padre, il nostro Creatore.

Dalla nostra vita, dal nostro cuore, dalla nostra anima, anche dal nostro corpo dovrebbero uscire quelle parole del neonato, ma nei confronti di Dio Padre, il Creatore che ci ha fatti. Proviamo a rileggerle nei confronti di Dio : Padre, la mia vita sei tu; il mio senso di vivere sei tu, mio Dio; tu mi fai sentire amato come nessun altro; senza te, o Dio, sono nulla; tu vivi in me ed io in te; io vivo di te, o Padre; tu mi hai “fatto” ed io sono tuo.

…………pausa per i fazzolettini anche per i papà………

Vi suggeriamo un esercizio concreto : prendete queste parole dedicate a Dio e recitatele insieme, prima con le espressioni “io, mio, mia, mi ” e una seconda volta usando il “noi, ci, nostro, nostri” come coppia di sposi.

Il Salmo continua “E’ lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo, il gregge che egli conduce “. Dobbiamo imparare a rimettere il giusto ordine nella vita, a riconoscere le priorità….. con tutti gli atteggiamenti imparati fin qui abbiamo “detto” a Dio che è lui il nostro Dio, e non noi stessi…. per dirla alla San Paolo : non dobbiamo avere per dio il nostro ventre. Noi siamo popolo, gregge che deve lasciarsi condurre. Se ritorniamo all’esempio del neonato… chi decide al suo posto ? La mamma…. e lui , benché piccino, è docile perché lì c’è la sua essenza, la sua felicità, la sua serenità, la sua tranquillità …. il neonato, a parte i bisogni fisiologici, non decide, si lascia guidare, condurre, si fida. E noi ? Singolarmente ed insieme come sposi ?

La risposta è difficile, la risposta è nella vita concreta, la risposta è il nostro stile, la risposta è nel “come” ci amiamo da sposi, da genitori, da nonni. Finalmente la prossima settimana affronteremo il verbo ascoltare ……. ma, vi siete mai chiesti come si fa ad ascoltare il silenzio di Dio ?

Coraggio sposi carissimi, che non cade foglia che Dio non voglia, e noi valiamo molto più di una foglia.

Giorgio e Valentina.

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Baffi di Nutella !!

Per rileggere i tre articoli precedenti seguite i links ( Pronto , c’è qualcuno ?? ) e ( Come dono….un problema ! ) e ( Come nel tostapane ! ) .

Se avete dimestichezza coi numeri vi sarete accorti che siamo giunti al quarto appuntamento col silenzio di Dio ; non vi pare strano avere appuntamenti col silenzio ? Spesso il silenzio ci coglie di sorpresa… quando restiamo senza parole dall’emozione che improvvisamente ci coglie…. oppure quando vogliamo descrivere una realtà per la quale le parole sarebbero inutili oppure quando a parlare è il linguaggio del corpo fatto in silenzio…. insomma il bel tacer non fu mai scritto !

Riportiamo ancora il Salmo 94 : << Venitecantiamo al Signore, acclamiamo la roccia della nostra salvezza. Accostiamoci a lui per rendergli grazie, a lui acclamiamo con canti di gioia. Entrateprostràtiadoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti. È lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo, il gregge che egli conduce. Se ascoltaste oggi la sua voce! «Non indurite il cuore come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto, dove mi tentarono i vostri padri: mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere >>.

Oggi ci concentriamo sulla espressione “… Entrate: prostràti, adoriamo, in ginocchio davanti al Signore…”. Dopo aver intrapreso il percorso che ci ha cambiato il cuore perché ci siamo resi conto che il nostro “problema” non ce lo porteremo nell’aldilà……. che sollievo, inoltre il secondo passo è stato quello di imparare come la nostra anima/cuore possa dare il meglio di sé ( anche per trovare la giusta soluzione al nostro problema )…. basta accostarsi a Lui per rimanere segnati da questo contatto, quasi come marchiati a fuoco … per poi renderGli grazie.

Già all’inizio del Salmo siamo invitati a “Venire” dal Signore, ma non è sufficiente, bisogna entrare. Quando andiamo a visitare un bel Santuario o il Castello di Biancaneve, per dire di esserci “accostati” a quell’edificio, per raccontare di aver “vissuto” l’esperienza del Santuario/Castello, è necessario che entriamo in quella costruzione; altrimenti sarebbe parziale la nostra esperienza di quella realtà.

Avviene così anche nella relazione matrimoniale….. dobbiamo entrarci dentro… come fanno i papà e le mamme a sapere se il proprio bambino ha mangiato la Nutella ? Basta guardare chi ha i baffi di Nutella …. se il vasetto fosse abbastanza grande ci sarebbe entrato tutto intero…. ma è proprio così…. una realtà possiamo dire di viverla solo se ci entriamo dentro cuore, corpo, anima, mente. Se vuoi conoscere cos’è l’amore vissuto giorno dopo giorno devi chiederlo a chi ha le mani nel “vasetto dell’amore” e ci si è “sporcato” con questa esperienza…. devi imparare dai nonni che celebrano il 50esimo di matrimonio… di certo non lo puoi chiedere agli adolescenti che sono alla prima cotta. Quindi il primo invito per noi : entrare nel nostro matrimonio per “sporcarsi” le mani di un amore che ci trascende e ci supera… come si fa ? Da chi bisogna imparare ? A questo punto anche i nonni del 50esimo devono farsi da parte per lasciare spazio a Colui che è il Maestro dell’Amore, a Colui che è l’Amore fatto carne, avete già intuito ? Non serve comprare le vocali e nemmeno l’aiuto da casa …. eh… già….è proprio Lui : Gesù.

Ma che significa entrare da Gesù ? Ci vengono in aiuto i due verbi seguenti nel sopracitato Salmo: prostràti e adoriamo in ginocchio. Non è sufficiente entrare da Gesù, ma bisogna prostrarsi. Chi si prostra ? Il soldato di fronte al proprio Re, il servo/schiavo di fronte al proprio Padrone/Signore… e cosa dice questo atteggiamento ? E’ un linguaggio silenzioso del corpo che dice/racconta un atteggiamento interiore… in sostanza riconosciamo che Gesù è Dio, non solo, che è il nostro Dio, il mio Dio.

E il Salmo continua, ribadendo e quasi a specificare meglio, ” adoriamo, in ginocchio davanti al Signore…. “. Se non l’avessimo ancora capito, il salmista, ci spiega meglio a chiare lettere l’essenza del “prostrarsi” e cioè….. smettiamo di pensare di “stare in piedi” da soli…. smettiamola di pensare di “bastare a noi stessi”…. la Tradizione della Chiesa ci ha insegnato che chi vuole imparare a “stare in piedi” in tutte le situazioni che la vita ci presenta deve imparare a stare in ginocchio…. ecco perché è la posizione più consona per stare in chiesa (l’edificio) … perché è lì che c’è Gesù…. nel tabernacolo !

Cari sposi, dobbiamo fare come quel bimbo che infila le mani nel vasetto di Nutella e ci si sporca tutto il visino ; così anche noi dovremmo essere riconoscibili…. guarda quegli sposi… loro sì che hanno infilato le loro mani spirituali nella Vera nutella… quella che ti insegna come amare il tuo sposo/la tua sposa e come affrontare le prove che la vita ti presenta.

Coraggio sposi, non abbiate timore di sporcarvi l’anima…. la nutella di Gesù non ha ingredienti allergici o che fanno male al nostro cuore… anzi !

Giorgio e Valentina.

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Come nel tostapane !

Rieccoci alla terza puntata sul silenzio di Dio. Curioso che si parli di un silenzio…non trovate ? Parole e silenzio, due concetti in antitesi….. e per di più non bastano due articoli… quindi ancora più parole che silenzio….. che volete…. siamo uomini e per avvicinarci al Mistero usiamo anche le parole per raccontare Colui che è La Parola…. ma adesso basta con le elucubrazioni alla Marzullo ed entriamo nel vivo della Parola di Dio, nel silenzio di Dio…. insomma …. ri-cominciamo rileggendo il Salmo che ci accompagna nella meditazione.

Dal Salmo 94 : << Venite, cantiamo al Signore, acclamiamo la roccia della nostra salvezza. Accostiamoci a lui per rendergli grazie, a lui acclamiamo con canti di gioia. Entrate: prostràti, adoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti. È lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo, il gregge che egli conduce. Se ascoltaste oggi la sua voce! «Non indurite il cuore come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto, dove mi tentarono i vostri padri: mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere >>.

Per rileggere i due articoli precedenti seguite i links (https://matrimoniocristiano.org/2020/09/08/pronto-ce-qualcuno/) e (https://matrimoniocristiano.org/2020/09/15/come-dono-un-problema/).

Oggi affrontiamo le espressioni verbali “Accostiamoci a lui” per “rendergli grazie“.Abbiamo iniziato un percorso decidendo di “venire dal Signore” , quindi è Lui il primo interlocutore nella gioia e nel dolore; per poi “cantare” ed “acclamare” a Lui per dimostrare così che il nostro amore nei suoi confronti non è interessato , ma da Lui tutto riceviamo e solo in Lui noi troviamo il senso di vivere.

Se qualche lettore ha provato ad intraprendere questo quotidiano percorso spirituale (personale e di coppia) si sarà accorto che qualcosa sta cambiando, qualcosa è già cambiato, cosa ? Il problema che avevamo prima c’è ancora, non si è magicamente smaterializzato… quindi cos’è cambiato ? Il nostro cuore, già … perché innanzitutto abbiamo dato un nuovo volto al problema…. è un problema legato a questa terra e non ce lo porteremo nell’aldilà…. che sollievo….. e poi…. il secondo passo lo vedremo oggi.

Da piccolo mi chiedevo perché al supermercato vendessero quel pane bianco quadrato con la scritta “pane per toast”. Avete provato ad assaggiarlo appena scartato dalla confezione ? Qualcuno lo usa a triangolini negli antipasti ma…… se vuoi davvero che dia il meglio di sé, cioè che sia utilizzato per ciò che è stato inventato….. devi assolutamente farti un toast…. allora ti accorgeresti di quanto croccante può diventare, già solo il rumore che sprigiona al primo morso è strepitoso…. per non parlare della morbidezza che comunque mantiene al suo interno…. senza dimenticare di come sappia esaltare i sapori della farcitura di cui lo hai imbottito nella speranza di lasciarti inebriare i sensi dal risultato finale…. già pregustando con l’acquolina in bocca. Ma per realizzare tutto ciò, è necessario che la fetta bianca di pane passi nel tostapane e cioè che ne esca non più bianca ma con quelle striature marroncine che le cambiano identità… ora finalmente è diventata un toast. E’ necessario che la fetta si accosti al tostapane.

E noi siamo quella fetta di pane bianco, ed il nostro tostapane è Gesù. Accostiamoci a Lui così come la fetta si accosta al tostapane per dare il meglio di sé, la nostra anima deve accostarsi al “tostapane di cuori” che è Gesù perché ne rimanga “marchiata a fuoco”, viva di ciò per cui è stata creata, viva d’amore, ma di un amore che non è di questa terra; e il nostro matrimonio è solo una pallida, pallidissima imitazione di questo Amore fatto carne. La nostra anima deve accostarsi al vero tostapane di cuori affinché diventi croccante per dire al nostro coniuge la vivacità dell’amore di Dio…. ma dentro però mantiene la morbidezza della tenerezza di Dio nell’intimità con il coniuge…. e saprà anche esaltare i diversi sapori , cioè le diverse manifestazioni con cui Dio parla al nostro coniuge, ai figli, ecc…. e già pregustiamo il risultato finale nella preghiera intima, silenziosa… un antipasto del Paradiso con l’acquolina in bocca.

Anche S. Tommaso d’ Aquino infatti si esprime così : << … e mi accosto come infermo al medico che ridona la vita, immondo alla sorgente di misericordia, cieco alla luce che non conosce tramonto, povero e mendico al Signore del cielo e della terra… >>.

Dopodiché come si fa a non “rendergli grazie” per tutta questa ricchezza a nostra disposizione. Anche qui ci viene in aiuto una preghiera in uso nei cristiani del II secolo e trasmessaci dalla “Dottrina dei dodici apostoli”, ne riportiamo brevi passaggi ma densi : <<…… Ti ringraziamo, Padre Santo, per il tuo santo nome che hai voluto inserire nei nostri cuori….. Prima di ogni cosa Ti ringraziamo perché sei potente. Gloria a Te nei secoli ! …. >>. Cioè rendergli grazie innanzitutto perché Lui c’è e noi siamo figli suoi, del Re dei Re, figli del più potente, eredi di Colui la cui maestà nemmeno i cieli possono contenere ; e ciò che Lui permette che accada nella nostra vita ci aiuti a perfezionare la nostra fede, come una prova da superare per l’esame finale.

Coraggio sposi, non abbiate paura nel cominciare ad accostarvi al tostapane divino…. sì scotta un po’, ma se belli vogliamo apparire, un po’ dobbiam soffrire ! Tutti nel tostapane !

Giorgio e Valentina.

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Come dono….un problema !

Rieccoci qui per continuare la riflessione sul silenzio di Dio. (per l’articolo precedente https://matrimoniocristiano.org/2020/09/08/pronto-ce-qualcuno/)

Continuiamo a lasciarci guidare dal Salmo 94 << Venite, cantiamo al Signore, acclamiamo la roccia della nostra salvezza. Accostiamoci a lui per rendergli grazie, a lui acclamiamo con canti di gioia. Entrate: prostràti, adoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti. È lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo, il gregge che egli conduce. Se ascoltaste oggi la sua voce! «Non indurite il cuore come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto, dove mi tentarono i vostri padri: mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere».

Continuiamo ad analizzare la sequenza dei verbi che precedono il verbo “ascoltare”. Dopo il “venite” precisato nell’articolo di settimana scorsa, cominciamo oggi con i verbi “cantiamo” e “acclamiamo”. Ma perché il salmista ci invita a rispettare questa sequenza ? Quando uno ha un problema, non sarebbe più logico pregare Dio per ottenere aiuto o la soluzione del problema ? Noi, abituati al “tutto e subito” fatichiamo ad entrare in questa logica… c’è un problema…. pochi click e troviamo la soluzione …. e invece… no!

A Dio piace un rapporto d’amore con l’uomo. Si potrebbe pensare che Dio sia un tipo difficile…. ma in fondo in fondo siamo così anche noi. Non è forse vero che non ci piace il fatto che il nostro coniuge ci cerchi solo quando ha bisogno di qualcosa da noi ? Non sarebbe meglio che ci cercasse per il solo gusto di godere della nostra presenza ? E poi, solo poi, dentro questo rapporto d’amore ci sta che ci chieda un aiuto, altrimenti non lo considereremmo un rapporto d’amore, ma ci sentiremmo sfruttati se non peggio ?

Non ci dovrebbe, dunque, meravigliare che il Salmo ci inviti a cantare ed acclamare a Dio, già….. poiché il nostro problema, per quanto grande sia, non è mai più importante della gloria, dell’onore, della lode che dobbiamo tributare a Dio, che è il Re dei Re. Ma per capire ciò dobbiamo immaginare che questo giorno in cui ci si presenta il problema davanti, potrebbe essere il nostro ultimo giorno in questa vita, e il nostro problema, per quanto grande e grave, rimane una realtà caduca, cioè legata a questo mondo. Se non è un problema che ha a che fare con l’eterna salvezza, non è mai così grosso da costringerci a non cantare ed acclamare al Re dei Re. Vi siete mai chiesti come mai anche nelle Sante Messe delle esequie, in cui tutti (compresi noi magari) i presenti sono in lacrime di tristezza, la Chiesa continuamente canta le lodi a Dio Padre ?…. insieme cantiamo Santo, santo, santo…….. ecc…….. ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli …..ecc….. Perché ? Ma la morte della persona cara non è considerata un problema grave dalla Chiesa ? Certo che è un problema, ma la Chiesa ci educa ad avere uno sguardo che va al di là di questo mondo in cui ancora militiamo.

Perchè dal Paradiso le cose di questo mondo prendono un’altra prospettiva. E allora che fare quando si presenta un problema ? Cantare ed acclamare alla roccia della nostra salvezza. Ma se provvede ai passeri che non lavorano, non seminano e non mietono, non dovrebbe forse provvedere a due sposi che lo amano e cantano le sue lodi sia nella gioia che nel pianto ?

Coraggio sposi… pregate insieme per questo problema, pregate con questo stile: Signore, Padre buono, che tanto ci hai amati da donarci il tuo Figlio per la nostra salvezza, ti lodiamo perché ci hai regalato questo “problema” che ci aiuta a capire che la nostra vita è nelle tue mani, che senza di Te non possiamo far nulla, che ci ricorda quanto siamo fragili e quanto sei immenso Tu che non ci fai mancare la tua vicinanza, la tua grazia, il tuo sostegno, acclamiamo a Te che sei la nostra roccia, il nostro rifugio sicuro contro ogni nemico.

Provare per credere.

Giorgio e Valentina.

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Pronto , c’è qualcuno ??

Nei giorni scorsi siamo stati sollecitati ad approfondire un tema scottante e che genera reazioni diverse in ognuno di noi : il silenzio di Dio.

Cominciamo subito con una breve testimonianza: mentre cercavamo un illuminazione dall’Alto per affrontare l’argomento , ecco che la Liturgia di Domenica ci ha fornito l’assist…. guarda caso provate a leggere il Salmo che è stato proclamato/pregato questa domenica a Messa:

Sal.94 << RIT: Ascoltate oggi la voce del Signore. Venite, cantiamo al Signore, acclamiamo la roccia della nostra salvezza. Accostiamoci a lui per rendergli grazie, a lui acclamiamo con canti di gioia. Entrate: prostràti, adoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti. È lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo, il gregge che egli conduce. Se ascoltaste oggi la sua voce! «Non indurite il cuore come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto, dove mi tentarono i vostri padri: mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere».

Et voilà…il gioco è fatto ! Cominciamo ad affrontare oggi l’argomento vastissimo sapendo di non poter essere esaustivi né esaurienti e forse ci occuperà almeno un paio di articoli.

Dio è il Creatore e siccome ci ha fatti Lui, ci conosce bene, per cui sa quali sono i linguaggi più consoni e comprensibili per ognuno di noi….. diciamo che Lui è pluri-laureato in lingue e comunicazioni non verbali di ogni tipo, ordine e grado. A volte però, sembra che resti in silenzio…….ed i Santi e i Padri/Dottori della Chiesa hanno testimoniato e meditato su ciò regalandoci delle perle di fede. A volte Dio resta in silenzio perché vuole saggiare la nostra fede; altre volte perché non siamo in sintonia con la Sua volontà; altre ancora perché “gioca a nascondino”; altre ancora perché ci lascia in balìa delle nostre scelte scellerate; eccetera…..

Qualche coppia scambia Dio per il call-center dell’assistenza col numero verde gratuito….. dove il numero verde è la preghierina di turno….pronto, c’è qualcuno ? Ho bisogno di assistenza per questa situazione…… bla, bla, bla…..(dopo un po’ che si parla)… pronto, ma c’è qualcuno ? non sento niente….. eppure la preghierina l’ho recitata per benino…. .sarà caduta la linea ? Si è distratto un attimo ? ( attenzione perchè un attimo per Dio sono 200 anni per noi ).

Ecco, cari sposi, questo è l’atteggiamento che spesso anima le nostre vite e che invece è da evitare assolutamente. Il salmo sopracitato ci invita ad aprire le orecchie del cuore e ci dice quali sono gli atteggiamenti giusti (vediamo solo i verbi) : venite, acclamiamo, cantiamo, entrare, prostrarsi, ascoltare, non indurire il cuore, tentare.

Come si può notare prima del verbo ascoltare c’è una serie di verbi che precedono, ma non è solo un problema di regole nella composizione poetica, ma, questi verbi, dicono qual è la precedenza e l’ordine delle azioni da compiere prima di ascoltare.

Può succedere di vedere l’amato/a un po’ demoralizzato perché sta aspettando una risposta da Dio; ecco…. la prima risposta siamo noi che ci avviciniamo a lui/lei per confortarlo/a, accarezzarlo/a, abbracciarlo/a nel corpo per confortarlo/a, accarezzarlo/a, abbracciarlo/a nell’anima. Poi, insieme bisogna compiere quel primo verbo della lista : venite. Dove ? In chiesa, davanti al tabernacolo, nel luogo della preghiera, nel luogo dove c’è il call-center ( se non è possibile in chiesa va bene anche la propria casa purché sia preghiera ) …. noi cominciamo a comporre il numero verde della preghiera…… e intanto dall’altra parte squilla….. attendere, stiamo collegandola con l’interno desiderato…. NON riattaccare per non perdere la priorità acquisita. La priorità acquisita non è presso Dio ma è la priorità che noi abbiamo acquisito dentro di noi, prima c’è la gloria di Dio e dopo, noi ; perchè noi esistiamo e sussistiamo con ogni respiro grazie a Lui.

Coraggio sposi, il call-center è aperto 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. NON riattaccare per non perdere la priorità acquisita.

Giorgio e Valentina.

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Sei spacciato !

Eccoci ancora qui per continuare l’approfondimento sul brano del Vangelo della festa di San Bartolomeo: << In quel tempo, Filippo trovò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaèle gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi».
Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo». >>.

La settimana scorsa ci siamo concentrati sul dialogo tra Filippo e Natanaele/Bartolomeo ( vedi articolo di settimana scorsa https://matrimoniocristiano.org/2020/08/25/ma-figurati-impossibile/ ). Oggi ci soffermeremo solo sulla prima risposta di Natanaéle : «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Apparentemente è una risposta senza malignità, ma se ci pensiamo un poco scopriamo che nasconde un atteggiamento di durezza di cuore.

Spesso siamo condizionati nel leggere/ascoltare il Vangelo dal fatto di essere distanti duemila anni da quegli eventi con un sacco di prediche e catechismi, per cui ci sentiamo subito in dovere/diritto di criticare questo o quel discepolo (in questo caso è Natanaéle) ……che stordito ! possibile che non abbia ancora capito ? …….sono secoli che aspettano il Messia e adesso ce l’hanno lì davanti e cosa aspettano a credere ?……..ma se te lo dice San Filippo è vero………. ah se fossi stato io gli avrei dato una bella lezione di fede a quel Natanaéle…….. avrei chiesto l’autografo a Gesù……… come minimo un selfie…. ecc…

Dimenticando che per i protagonisti tutto si svolgeva in diretta (non streaming) , e quando ti trovavi faccia a faccia con Gesù avevi pochi istanti per deciderti…. mica come adesso che il Signore aspetta la nostra conversione per anni, decenni. Forse noi avremmo fatto peggio di Natanaéle. Ed infatti…a pensarci bene….. un po’ assomigliamo a Natanaéle (non ancora San Bartolomeo), quando ?

Come sempre, l’elenco che vi riportiamo è incompleto e solo indicativo, ogni coppia poi ha il proprio elenco con lunghezze personalizzate.

  1. Quando il nostro consorte ci mostra il proprio lato peggiore, anzi sempre quello stesso lato peggiore che ci fa tanto irritare…… e noi come reagiamo? Così: ….ormai è insanabile…. ci rinuncio….. sei sempre lo stesso….. non cambierai mai…… insomma lo/la diamo per spacciato/a a non migliorare, a non diventare una persona migliore.
  2. Quando lei/lui dimostra di ripetere (inconsapevolmente) qualche atteggiamento di suo padre/sua madre….. e noi ? idem come sopra
  3. Quando qualche figlio/a ne combina una… e noi come reagiamo ? idem come sopra.
  4. Quando magari una coppia di nostra conoscenza si avvicina a noi perché si sente stimolata a vivere meglio il proprio rapporto…. ma noi ormai l’avevamo classificata come irrecuperabile….. e perdiamo l’occasione di aiutare qualcuno…… se poi volontariamente decidiamo di non aiutare, la Chiesa chiama questi comportamenti “omissioni”.

Insomma, avrete già capito che il nostro Natanaéle, ha dimostrato una durezza di cuore…. dava già per spacciata Nazaret ed i suoi abitanti senza nemmeno dare una possibilità di riscatto.

Cari sposi, quante volte siamo noi Nazaret da cui non può uscire niente di buono ! Coraggio, che il Signore non ci dà per spacciati, così come ha dato una seconda possibilità a Natanaéle, così farà con noi perché Egli è paziente e lento all’ira. Non siamo ancora spacciati !

Giorgio e Valentina.

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Ma figurati, impossibile !

Il Vangelo di ieri è stato un po’ chiarificatore di diverse questioni, ve lo riportiamo per intero.

<< In quel tempo, Filippo trovò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaèle gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi».
Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».
Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo». >>

Oggi ci concentriamo su un aspetto solo rimandando alla prossima settimana l’approfondimento. Innanzitutto dobbiamo sapere che questo Natanaéle nient’altro è che il famoso San Bartolomeo (uno dei Dodici) di cui ieri si è celebrata la Festa; questo brano riporta il suo primo incontro con Gesù e solo dopo pare che prenderà il suo nome da Apostolo, ma questa storia del nome non ha rilevanza per noi oggi.

Quello invece che ci ha colpito è stata la sua prima reazione all’invito di Filippo : <<Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?>>. All’interno del popolo c’erano delle fazioni per diversi motivi…. che assomigliano alle nostre rivalità calcistiche tra Curva Nord e Curva Sud tipo tra Brescia e Atalanta, per citarne una. E’ come se Filippo incontrasse Bartolo….ops….Natanaéle in fila al bar dello stadio e lo invitasse ad andare in Curva Sud per incontrare Gesù. Ve la immaginate la reazione ? Col linguaggio moderno ed educato avrebbe detto : << Ma figurati , impossibile ! >>.

Molte volte succede che quando annunciamo Gesù ci sentiamo rimbrottare dagli altri, frasi simili a quelle dell’esempio dello stadio ( in realtà sono più pittoresche ), sarà successo anche a voi. Che fare dunque ? In questi casi dobbiamo imitare Filippo, e con molta serenità insistere dicendo << Vieni e vedi >>. Ma li portiamo dove ? All’incontro con Gesù che è salvezza. Non dobbiamo scoraggiarci, cari sposi, se di fronte al nostro entusiasmo per Gesù…… perché noi sposi siamo giustamente entusiasti come lo era Filippo….giusto ?……. ci sentiamo rispondere << Ma figurati, impossibile ! >>…. ma al contrario dobbiamo affondare il colpo rischiando un po’ ma andando dritti al punto….. con frasi tipo….. guarda che se non fa entrare Gesù nella tua vita/matrimonio non cambierà la situazione………. vuoi riavvicinare tuo marito ? Avvicinati tu a Gesù e poi lo attirerai di più….. i vostri problemi si risolveranno quando farete entrare Gesù nel vostro matrimonio….ecc….insomma dobbiamo dolcemente ma anche fermamente invitarli in Curva Sud ! E poi ? Accompagnarli con discrezione tenedo la giusta distanza e Gesù poi farà tutto il resto.

Amici sposi della Curva Sud dobbiamo andare a prenderli tutti…. chi ? Tutti quelli che stanno in Curva Nord….tranquilli c’è posto per tutti …… ah., dimenticavo……. e se la coppia che deve far entrare Gesù nella propria relazione fossimo noi ? …… attenzione a non rispondere subito ; Ma figurati, impossibile !!!

Forza sposi, che prima o poi faremo un GOL !

Giorgio e Valentina.

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Quando il gioco si fa duro…

Ci eravamo lasciati martedì scorso con questa parte finale del brano evangelico : << Allora i discepoli si avvicinarono a Gesù, in disparte, e gli chiesero: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli rispose loro: «Per la vostra poca fede. In verità io vi dico: se avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo monte: “Spòstati da qui a là”, ed esso si sposterà, e nulla vi sarà impossibile». >>.

Se avete provato anche voi col cucchiaino ( vedi articolo settimana scorsa ) in questa settimana, allora siete pronti per questa nuova avventura. Dobbiamo ancora fare un piccolo sforzo di immaginazione per vedere la faccia fiera dei discepoli quando il papà del ragazzo indemoniato si è rivolto a loro per guarire il figlio. Immagino Pietro… ci penso io che spacco tutto, e poi sono il capo…. e Andrea: no, Pietro, vado io che sono stato il primo a conoscere il Maestro…. Giovanni con l’entusiasmo tipico dei giovani che si sentono i padroni del mondo…. e intanto Tommaso da dietro con le braccia conserte : finché non vedo non ci credo…. alla fine si sono arresi e prendono Gesù in disparte, ma forse non come le altre volte per avere più intimità, ma perché Gesù aveva appena fatto loro una bella ramanzina davanti a tutti e quindi cercavano sì spiegazioni, ma senza farsi umiliare dalla presenza della gente…. in disparte.

Quanto ci somigliano in questi atteggiamenti i discepoli, eh già…. non era ancora avvenuta la Risurrezione di Gesù e la Pentecoste, erano ancora nel pieno della personale conversione…. diciamo che assomigliavano in questa fase al germoglio della spiga di grano…… che prima che si trasformi in un succulente piatto di spaghetti alla carbonara ce ne vuole !

Comunque anche noi sposi possiamo immaginarci in quel gruppetto di discepoli che si chiedono perché Gesù parli di montagne da spostare. Evidentemente Gesù non parlava delle Alpi, tanto meno degli Appennini. Se ci pensiamo bene quindi, nella nostra vita matrimoniale ci sono delle montagne da spostare che …… alcune volte spostare le Alpi sarebbe più facile.

Montagna N°1 : orgoglio. Ahi…. tasto dolente per tutti ! Avete presente quando le discussioni tra noi hanno come predominante la parolina “IO” ? Avete presente quando escono dalla nostra bocca frasi tipo : penso sempre a tutto io… in questa casa se non ci fossi io…. per fortuna che ci sono io… te l’avevo detto io…. tu devi fare come dico io… io voglio che… ecc…

Montagna N°2 : permalosità. Non accettiamo mai una correzione fraterna, un rimprovero dal nostro coniuge, pensiamo che lui/lei ce lo dica per un secondo fine.

Montagna N°3 : pre-giudizio. Quante volte non diamo al nostro coniuge la possibilità di cambiare, il tempo di capirlo e poi realizzarlo. Spesso abbiamo incastonato il nostro coniuge nell’idea che abbiamo nei suoi confronti e da lì non ci schiodiamo. Tu sei sempre quello/a che ……. Ma non è vero : uno dei più bei frutti di un matrimonio buono è che i due sposi sono cambiati perché si sono aiutati l’un l’altro/a a divenire migliori.

Montagna N°3 : lussuria. Altro tasto dolente per molte coppie. La lussuria entra dentro di noi nelle sue mille sfumature, ma di fondo l’obiettivo è sempre lo stesso. Trattare il nostro sposo/a come oggetto ad uso e consumo dei miei piaceri…. anche uno sguardo o una carezza possono essere intrisi di lussuria.

Montagna N° XXX : adesso continuate voi l’elenco oppure cominciamo da queste montagne. L’importante è fare come ci ha insegnato Gesù : avere fede e nulla ci sarà impossibile.

Quando il gioco si fa duro, gli sposi cominciamo a giocare ! Coraggio.

Giorgio e Valentina.

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