I lampionai…….

Nella solennità del Corpus Domini ci viene proposta la lettura 1Cor 11,23-26 la quale ripercorre le parole di Gesù nell’Ultima Cena. Ebbene, su questi versetti ci sono intere biblioteche che approfondiscono il tema partendo da vari punti focali, ma vorremmo qui proporvi di concentrarci su di un particolare che ci ha stupito questa volta nella meditatio.

Perché sia gli evangelisti che S.Paolo quando raccontano la Passione tralasciano particolari (che potrebbero soddisfare la nostra sete investigativa: tipo con quante frustate hanno flagellato Gesù), e non omettono mai che è stato tradito ? Per di più sembra che ci trovino un certo gusto nello specificare che era uno dei Dodici, scelti personalmente da Gesù dopo un’intera notte in preghiera….ma su quest’ultimo dettaglio vi rimandiamo ai futuri articoli.

Torniamo invece per un attimo a focalizzare la scena. Era notte…già perché nel cuore di Giuda Iscariota era scesa la notte. La notte biblica evoca sempre un’altra notte ben più oscura e tenebrosa. Per capire meglio dobbiamo analizzare cosa succede nella notte esterna: tutto appare diverso, i contorni non sono nitidi, ciò che è piccolo sembra grande, ciò che è grande sembra insormontabile, anche se la via è sgombra la paura di trovare ostacoli ti fa immaginare ciò che non c’è. Ecco una prima chiave di lettura per noi : nel cuore di chi tradisce si susseguono tutti questi stati d’animo, queste sensazioni, queste paure descritte per la notte esterna in un turbinio frenetico al quale è difficile resistere se non si è allenati.

Un cuore visto così non ci può lasciare indifferenti, a maggior ragione se è quello dell’amato/a. Un cuore così merita uno sguardo compassionevole, è un cuore che ha bisogno di aiuto, necessita di una luce che definisca meglio i contorni, una luce che determini la giusta grandezza delle cose, una luce che guidi i passi sulla via sgombra da ostacoli. Anche Gesù non è rimasto indifferente al cuore di Giuda. Proprio nella notte in cui veniva tradito (quindi lo sapeva benissimo) Gesù si dona. Si dona, cioè? Non si risparmia, e non fa calcoli opportunistici sul ne vale la pena?, ma al contrario offre; offre a Giuda il primo boccone, un po’ come quando noi alla festa di compleanno diamo la prima fetta al festeggiato; offre a Giuda l’opportunità di riscattarsi, di cambiare. Gesù lo chiamerà amico (dopo il bacio traditore), quella parola tanto cara a Gesù, sì perché dentro questa parola c’è un mondo di misericordia, di dolci rimproveri alla coscienza, di seduzione del cuore.

Carissimi sposi, anche noi facciamo come Gesù quando il nostro amato/a ci delude, ci fa arrabbiare perché non cambia mai, ci ostacola, ci tiene il muso, ci tradisce (non perché vada con un altro/a ma perché tradisce la fiducia riposta in lui/lei). Forse il nostro amato/a non ha bisogno subito di un dito puntato accusatore, magari invece ha semplicemente bisogno di luce nel suo cuore. Ha bisogno del primo boccone del festeggiato, ha bisogno di sentirsi dire che lui/lei è migliore di quello che ha fatto, ha bisogno di essere sedotto dalla freschezza di una luce nuova e viva . E allora c’è bisogno di LAMPIONAI del cuore che portino nel buio del cuore la luce di Gesù.

Buona luce a tutti. Giorgio e Valentina.

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