Agenzia interinale?

La liturgia di ieri ci ha presentato la festa di S.Andrea, leggiamo la narrazione della sua chiamata secondo la versione di Matteo :

In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedèo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

Vogliamo mettere in evidenza solo due passaggi : “Gesù disse loro” e “venite… vi farò…“.

Gesù era considerato un profeta, un rabbino, un maestro (non era ancora stato riconosciuto come Figlio di Dio, il Messia)….. e quindi la gente si aspettava che, come tradizione voleva, fossero i discepoli a scegliersi il maestro di vita e non il contrario.

Gesù è anticonformista anche in questo. Perchè? Non sarebbe stato più semplice e comodo continuare a fare il predicatore/maestro aspettando che i discepoli arrivassero da soli? Non poteva ingaggiare una di quelle società interinali per la selezione del personale, che potesse sbrigare tutta la parte di colloqui individuali?

Niente di tutto questo. Perché per Gesù non siamo una massa informe da indottrinare….no, Gesù scruta nel profondo ciascuno di noi, ci conosce nell’intimo e sa che possiamo realizzarci, e dare il meglio di noi stessi, nella sua azienda di famiglia: il famoso “Regno dei cieli”. Non avete mai visto la pubblicità? Non sarete così disinformati speriamo!

Gesù è un maestro che non aspetta dei discepoli a cui infondere la propria dottrina/stile di vita, ma è un maestro che cerca dei discepoli con cui intessere un rapporto di amore esclusivo ed escludente. Quindi cari sposi, Gesù ci ha scelti nella Chiesa Cattolica, attraverso il sacramento del matrimonio, per essere testimoni del suo amore nella Chiesa Cattolica e fuori di essa.

Inoltre, Gesù si rivolge a questi due fratelli con due verbi : “venite” e “vi farò”. E’ come se Gesù dicesse: fidatevi di me, costruite un rapporto con me, diventate miei discepoli, e poi vi farò diventare “altro” da ciò che siete.

Quindi Gesù, quando chiama, ci chiama così come siamo. Ci chiama conoscendo benissimo i nostri limiti, le nostre paure, le nostre incertezze, i nostri peccati, le nostre fragilità, la nostra inadeguatezza, eppure…. ci chiama….. venite dietro a me. Venite adesso… così come siete…. io vi conosco nel profondo. Sposi carissimi, non abbiate paura di decidervi per Gesù (che è Dio) così come siete ora, senza se e senza ma. Fidatevi di Dio!

Infatti, Gesù dice prima “venite” e poi “vi farò” ….sembra scontato e logico: come faccio ad imparare cose nuove se prima non vado a scuola? Il ragionamento non fa una grinza, ma…….. vogliamo darvi una prospettiva diversa… e cioè …. non siamo noi a diventare chissaché, ma è Lui che ci farà diventare….infatti il verbo è “vi farò ” e non “diventerete”. Sembra quasi che la parte più gravosa del discepolato la faccia il Maestro… infatti Lui ci farà diventare ciò che avrà già pensato per noi….. a noi solo il compito di lasciarci modellare, plasmare.

Cari sposi, smettiamola di pretendere di insegnare a Gesù che rotta deve prendere la nostra vita, il nostro matrimonio….. lasciamoci modellare… e per chi fosse interessato ad essere assunto nell’azienda “Regno dei Cieli” andare in ufficio direttamente dal Capo.

Coraggio sposi, le assunzioni sono a tempo indeterminato.

Giorgio e Valentina.

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La tattica delle onde ripetute

Riportiamo il luuuuungooo Vangelo di ieri (Luca, 21-4) : In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio. Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere».

Ad una lettura superficiale (che resta in superficie) sembrerebbe un elogio alla povertà/miseria ed un disprezzo della ricchezza in ambito economico. Qualcuno invece trova che povertà e ricchezza siano simbolici, volti ad indicare uno stile di vita più che la situazione economica degli uni o degli altri. Altri ancora intravedono un’attenzione particolare allo stato di vedovanza da parte di Gesù. E non dimentichiamo chi ci trova l’insegnamento che quando doni devi donare tutto te stesso.

Niente di tutto ciò. O meglio, ancora più in profondità di tutto ciò è la nostra riflessione. Perché la Chiesa ci offre questo Vangelo il giorno dopo la solenne festa di Cristo Re ? E’ un rimprovero al modo in cui noi facciamo l’elemosina ? Solo per essere notati ? Mettiamo tante monetine e stiamo attenti a farle cadere da una certa altezza cosicché il loro tintinnio possa risuonare per tutta la navate centrale ? Forse…. ma secondo noi c’è qualcos’altro di più profondo.

La Chiesa fa risuonare il tema del primo giorno della settimana, la Domenica, per il resto della settimana stessa…. in questo caso il tema è Cristo Re e quindi le letture proposte in questi giorni fanno da eco al Vangelo di Domenica….. usando il metodo delle onde…. cioè arriva la prima onda con il proprio carico, poi una seconda uguale alla prima, ed una terza anch’essa con la stessa acqua e così via a cicli di sette onde… un’onda ogni giorno…. sperando che alla fine della settimana abbiamo almeno capito l’importanza del tema trattato che, in questo caso, è la Signoria di Cristo Re dell’universo.

Perché questa vedova, molto povera, ci aiuta a sedimentare dentro di noi il tema di Cristo Re, dunque ?

Innanzitutto vorremmo farvi notare che Gesù non rimprovera i ricchi per la loro offerta, ma per il cuore con cui fanno l’offerta. Quanto ci somigliano questi ricchi. Quante volte noi sposi non ci doniamo tutti nel sacramento del matrimonio. Ci riempiamo la bocca di tante belle parolone nelle nostre preghiere del tipo ….. oh, Signore, vogliamo che tu sia il nostro Re…. oh, Signore venga davvero il tuo regno (recita del Padre nostro)…..oh, Signore ti dono tutta la mia vita… però, dai…. almeno il tempo libero me lo tengo per me e lì il Re sono io…. almeno le ferie me le tengo per me e lì sono io il Re… almeno come spendo i soldi lo decido io…. almeno la sessualità me la gestisco io.

Pensiamo di prenderci gioco di Dio ? Se proclamiamo che Cristo è il Re, il nostro Re, il mio Re…. deve esserlo per davvero e deve essere Re su qualsiasi aspetto della mia vita….. sopra, sotto, a destra, a sinistra, fuori e dentro. Quando parliamo ai ragazzi della sessualità vissuta da cristiani cattolici, così come insegna la madre Chiesa Cattolica, per far entrare bene in zucca agli aspiranti sposi, cosa significa vivere la castità diciamo spesso che quel “dentro” vuol dire anche dentro le tue mutande….. Sì, Cristo Re vuole essere Re anche dentro la tua sessualità altrimenti significa che un pezzettino te lo tieni per te e a Dio non dai tutto…. con la bocca proclami di dare a Gesù tutto, ma poi coi fatti qualcosa lo vuoi gestire tu.

Sposi carissimi, dobbiamo imitare quella vedova, perché lei ha dato tutto…. anche noi dobbiamo dare a Cristo Re tutto…..ma proprio tutto tutto tutto ?

Sì, parole, pensieri, azioni, corpo, anima, soldi, tempo, dedizione, passione, talenti…… tutto deve appartenere a Cristo Re e seguire la sua Legge . Solo allora Gesù dirà di noi quello che ha detto per la vedova : << Quella coppia di sposi, nella loro miseria, ha offerto/dato tutto quello che aveva per vivere >>. E credete che Cristo Re non ci ricompenserà già qui su questa terra ?

Coraggio sposi, che il regno di Dio è vicinissimo !

Giorgio e Valentina.

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Perchè gridi ?

Leggiamo il Vangelo proposto ieri a Messa :

Lc18, 35-43 Mentre Gesù si avvicinava a Gèrico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!». Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato». Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.

Vi chiederete perché vi proponiamo per l’ennesima volta la storia del cieco per dire altro : e cioè che la cecità fisica è meno importante ed è solo figura della cecità spirituale ? No, lo sapete già questo, ma c’è dell’altro. Innanzitutto vorremmo considerare il brano evangelico con gli occhi del cieco. No, tranquilli, non era grappa a colazione stamane …. il fatto è che ci riferiamo agli occhi spirituali dell’uomo…. ah….. beh….. allora possiamo continuare.

Per quell’uomo stare ai bordi della strada era normale così anche noi sposi quando seguiamo il mondo ( ma anche noi stessi ) viviamo ai margini della strada della vita, e in fondo una strada vale l’altra per un cieco; e non camminiamo in mezzo alla strada della vita a testa alta, attenti a non sbagliare strada. Ma ecco l’evento : al cieco rispondono che passa Gesù il Nazareno e invece lui lo chiama Figlio di Davide, che equivale al titolo di Messia, colui che il popolo aspettava da secoli, (dai tempi di Mosè ); è iniziato il cambiamento dentro il cuore del cieco, ed infatti comincia a gridare…… cari sposi, quante volte noi abbiamo il coraggio di gridare a quel Gesù che già riconosciamo come il Messia, cioè il Cristo ? Le nostre grida possono essere fatte di preghiere accorate, di rosari sgranati recitando novene, di pianti di fronte al Tabernacolo nel silenzio della chiesa, di ceri accesi ai piedi della Madonna, ….. ogni coppia ha il proprio grido….. l’importante è riconoscere Gesù come Cristo di Dio e riconoscersi bisognosi di Lui e poi…. gridiamo con insistenza come quel cieco, incuranti di quelli che ci vogliono zittire.

Certo che Gesù sa essere anche ironico : cosa vuoi che voglia da te un cieco, caro Gesù ? La risposta parrebbe ovvia, ma Gesù aspetta la risposta del cuore dell’uomo, cioè vuole farci crescere nell’umiltà. Quando ci chiedono testimonianze da sposi, spesso è facile cominciare con l’elenco delle tante e belle cose che facciamo noi come “bravi” cristiani invece di raccontare cosa ha fatto Dio per noi e cosa continua a fare ogni giorno al nostro matrimonio. Pensiamo a questo cieco : la sua condizione lo poneva già in un atteggiamento di umiltà/umiliazione nei confronti degli altri, e la conosceva benissimo perché la viveva sulla propria pelle 24 ore al giorno; non contento di ciò , Gesù gli chiede un’ulteriore prova di umiltà, e cioè di dichiarare davanti a tutti che solo Gesù poteva fare il miracolo e lui era soltanto un pover’uomo….. e dinanzi alla folla. E noi, di fronte alla gente che ci chiede conto, che rispondiamo ? Riconosciamo che siamo dei poveretti e che tutto ciò che gli altri vedono di bello nel nostro matrimonio è Grazia ?

Che fatica riconoscere di essere ciechi senza Gesù ! Cari sposi, mamme e papà, nonni e nonne : imitiamo San Paolo che diceva << ciò che sono lo sono per Grazia ! >>. Gridiamo a Gesù il nostro bisogno di diventare dei santi sposi, santi genitori, santi nonni …… e credete che Gesù faccia orecchie da mercante ?

Coraggio sposi, gridiamo insieme a Gesù, incuranti di chi ci vuole zittire …. perchè gridi ? perchè ho bisogno che Gesù mi guarisca !

Giorgio e Valentina.

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Ordini eseguiti, capitano !

Il Vangelo di oggi tratto dal capitolo 17 di Luca : In quel tempo, Gesù disse: «Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, strìngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare.

La parte che ci interessa è solo l’ultima frase. Certo……. qualcuno avrebbe da ridire sul padrone della parabola, il quale non dice neanche grazie al suo servo oppure sul fatto che Gesù ci etichetti come “servi inutili, sembra scortese . Ma non è qui il fulcro della parabola ; non dobbiamo pensare la parabola dalla parte di Dio, rappresentato dal padrone, ma dobbiamo guardarla dal nostro punto di vista. Perchè? Per il semplice fatto che Dio non ha bisogno di cambiare, non è Lui che ha bisogno di convertirsi, siamo noi che dobbiamo imitare il servo della parabola e semplicemente eseguire gli ordini.

Semplice, no ? A dirlo sì, ma….. quali sono gli ordini che abbiamo ricevuto ? E chi ci ha dato ordini ?

Innanzitutto, prima di capire gli ordini , è necessario che noi tutti ci domandiamo se vogliamo essere servi, e servi di chi? Ma anche….. perchè se servi, proprio inutili ? Non poteva Gesù essere un po’ più carino ed almeno classificarci tra i servi utili ? Va bene che non dobbiamo montarci la testa dinanzi a Gesù, ma se si fosse sbilanciato almeno con “servi utili” avremmo un pizzico di entusiasmo in più ….. parrebbe che Gesù non abbia studiato psicologia dei motivatori….. ma vediamo un po’ di addentrarci nella riflessione.

Gli sposi devono decidere , ciascuno per conto proprio e poi insieme se vogliono essere servi di un padrone un po’ sui generis come Gesù ; ogni soldato che scende in battaglia affronta il nemico con più ardore ed impeto se ha un capitano che è pluridecorato con medaglie al valore militare, e si sente orgoglioso di appartenere a quell’esercito. Allo stesso modo, anche noi dobbiamo guardare le medaglie al valore del nostro Capitano…. Gesù non ci ha forse dimostrato il suo amore per noi andando Lui sulla croce al posto nostro ? Morendo per noi ? Vi sembra sufficiente come medaglia al valore?

Bene… quindi abbiamo già capito da che parte schierarci….. servi equivale a dire soldati che fanno il proprio dovere. Il Capitano ci ha dato alcuni ordini nel Vangelo, alcuni esempi : pregate incessantemente per non cadere in tentazione…… amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi….. ecc….

Nel matrimonio significa imitare il nostro Capitano nella quantità dell’amore, e cioè fino a dare la vita stessa…. costi quel che costi…. senza fermarci di fronte agli ostacoli, le paure, le tentazioni, i difetti nostri e quelli del nostro coniuge, sempre pronti a rialzarci come ha fatto Gesù che è caduto, sì, sotto il peso del legno della crocce, ma…… si è rialzato perchè voleva andare fino in fondo lottando contro il proprio corpo che era straziato, Lui voleva salirci su quella croce e l’ha fatto.

E noi ? Non vogliamo imitare il nostro Capitano ? Che facciamo quando cadiamo sotto le nostre croci ? Ci rialziamo con la sua forza o ….. ?

C’è da stirare ? Facciamolo senza troppi lamenti . C’è da lavare ? Facciamolo. C’è da accompagnare la moglie, la suocera, il marito, i figli ? Facciamolo. C’è da cucinare ? Facciamolo. C’è da riparare un elettrodomestico, c’è da tinteggiare casa, c’è sempre qualcosa da fare ? Facciamolo. C’è da pregare ? Facciamolo. C’è da fare il digiuno il venerdì ? Facciamolo.

Facciamolo ma senza preoccuparci del rating, del profitto, dell’audience, della ricompensa. La nostra ricompensa è già essere servi di un Capitano che ha dato la sua vita per noi, per te, per me.

Coraggio sposi…. servi dell’amore e della vita. Evviva i servi inutili !

Giorgio e Valentina.

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Pentola di fagioli !

Avete mai cucinato una pentola di fagioli ? Che rumore si sente ?

Oggi ci lasciamo interrogare dall’inizio del brano di Vangelo di Luca proposto domani a Messa : << In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro: «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo. >>.

Come al solito, Gesù non è quello delle mezze misure, non è un tipo accomodante, per niente, anzi è sempre molto esigente. Proviamo ad immergerci per un po’ nel racconto.

Siamo tra quella folla numerosa, la stessa folla che lo aveva visto operare grandi prodigi e guarigioni, la stessa che si fermava spesso in silenzio per ascoltare le sue prediche……. immaginiamoci la scena : il silenzio era d’obbligo perché Gesù non usava i microfoni e neanche i megafoni… e noi ? Noi siamo in quella folla : c’è chi lo segue perché ha trovato il fornaio che moltiplica il pane gratuitamente, c’è chi lo segue per curiosità, c’è chi lo segue perché non ha meglio da fare, c’è chi lo segue per coglierlo in fallo, c’è chi lo segue perché vuole vedere i miracoli, chi lo segue per ottenere miracoli…. e poi ci siamo noi…. sposi, perché noi seguiamo Gesù ?

La folla garantisce l’anonimato, la folla garantisce un certo mutuo aiuto, ci si sente protetti nella folla, non si fa una gran fatica a starci in mezzo… anzi…. e magari mentre si cammina per seguire Gesù si sentono commenti tra la folla , tipo…. questo sì che è un vero profeta ! ….. è forte questo ! …. è un tipo tosto , e avanti di questo passo.

All’inizio Gesù sembra non dire niente alla folla numerosa, lascia che venga con lui, ma poi ad un certo punto si volta e lapidario come sempre ” Se uno viene a me….ecc….” Sicuramente ci saranno state reazioni dentro la folla molto diverse tra loro e addirittura contrarie. Sono le stesse reazioni che hanno gli uomini adesso quando si avvicinano al messaggio cristiano. Cosa significa però che dobbiamo amare Gesù sopra e di più di tutte le persone, compreso noi stessi? Spesso su queste pagine è stato ricordato che l’amore che gli sposi mutuamente si donano deve essere ad immagine di quello di Gesù nei confronti della propria Chiesa.

Tanto semplice riassumerlo in poche parole quanto difficile farlo diventare vita concreta. Allora un aiutino. Proviamo a considerare ciò che dice Gesù : di prendere la propria croce per seguirlo. Tanto per cominciare la sua croce non è nemmeno paragonabile ad una delle nostre ; secondariamente Lui traccia la strada e non noi ; inoltre Lui è stato sputacchiato, deriso, flagellato, e tutto il resto senza averne colpa e non ha mai reclamato …. neanche un lamento.

Potremmo scrivere biblioteche intere ed entrare in altri dettagli ma ci fermiamo ad uno solo , per cominciare ad essere discepoli e non folla : il lamento.

Tante, troppe volte ci lamentiamo di ciò che ci accade o che avrebbe dovuto accadere….. quando ero un ragazzino e mi lamentavo mi dicevano che ero una pentola di fagioli…. questa espressione l’ho sentita mille volte, poi mi hanno suggerito che invece di lamentarsi è meglio cominciare a ringraziare per quello che ho. E’ stata una svolta significativa .

Oggi possiamo cominciare a ringraziare il Signore anziché lamentarci con Lui….. per esempio ringraziare del fatto che abbiamo un coniuge che ci è stato donato per aiutarci a crescere nella santità ; ringraziare che anche oggi Dio si fida di me a tal punto da farmi suo rappresentante nei confronti del mio coniuge ; vuole amare lei/lui attraverso di me, impastando il suo amore infinito con la nostra povera umanità…. e ci dona tutti gli strumenti per realizzare ciò.

Cominciamo oggi concretamente con questo : combattere il lamento con il ringraziamento. D’altronde, non è esaltante vivere insieme ad una pentola di fagioli. Potreste cominciare col ricordarvi tutto ciò proprio davanti ad un bel piatto di fagioli.

Coraggio sposi, combattere il lamento con il ringraziamento. (fa anche rima).

Giorgio e Valentina.

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La tovaglia di merletto

Nella liturgia di ieri abbiamo sentito questa antifona : << Gioisca il cuore di chi cerca il Signore. Cercate il Signore e la sua potenza, cercate sempre il suo volto. >>.

Avete mai giocato a briscola ? E’ un gioco di astuzia, furbizia, ma anche di memoria e lo sguardo “gioca” un ruolo fondamentale. Per chi non lo sapesse : si gioca in 2 coppie da 2 attorno al tavolo, ed i giocatori possono rivelare al proprio compagno le carte che hanno in mano attraverso delle smorfie facciali (e non facciali) per definire insieme la tattica di gioco ; il tutto senza farsi vedere dagli avversari che altrimenti capirebbero quali carte possiede l’altra coppia. Se non ci si guarda col proprio compagno, è quasi sicuro perdere la partita. Ma….. anche la preparazione conta…….. bisogna assolutamente togliere la tovaglia di merletto della nonna…….. sì, esattamente quella che ha lavorato lei stessa a mano con l’uncinetto…… speriamo che qualche nonna non legga !!!

Torniamo alla nostra Antifona : dobbiamo cercare il Signore e la sua potenza….. sì, ma quale potenza ? Di che tipo è la potenza del Signore ? Tipo quella di un supereroe che con le sue armi fotoniche riesce a sconfiggere i nemici ? Oppure come quella di Goldrake, Grayskull o Guerre stellari ?

Noooo….. niente di tutto ciò, la potenza del Signore assomiglia di più a quella della nonna che, suo malgrado, toglie dal tavolo la tovaglia di merletto ( che è bellissima con i suoi ricami e alla quale è affezionata particolarmente ) perchè così si riesce a giocare meglio a Briscola con le carte che scivolano sul tavolo…….. e a Briscola ci gioca essa stessa con i propri adorati nipoti….. insieme al nonno. (non potevamo lasciar fuori gioco il nonno).

L’Antifona ci ricorda che gioisce il cuore di chi cerca il Signore, perché già il cercarlo è l’inizio del cambiamento ed assomiglia a quell’emozione che provano i nipoti che chiedono entusiasti ai nonni di poter giocare a briscola…… un po’ si prova già in anteprima la gioia del gioco che si desidera fare……. così si assapora già la presenza del Signore mentre ancora lo si cerca perché in realtà è lo Spirito Santo stesso che ha mosso il nostro cuore a cercarLo.

Poi continua “cercate il Signore e la sua potenza”…. questa potenza è la potenza del farsi umile e di abbassarsi al nostro livello per lasciarsi trovare ; è la potenza di Chi si lascia racchiudere in un’ostia pur essendo il Dio infinito che neanche i cieli dei cieli possono contenere eppure si lascia mangiare……. eppure col Battesimo quel Dio che neanche i cieli dei cieli possono contenere abita in noi, nel nostro piccolo e misero corpo….. .. e non assomiglia alla umiltà della nonna che pur di donare la gioia ai propri cari di una partita a briscola toglie la tanto amata tovaglia di merletto a cui è affezionata ? ….. come gesto di amore verso gli altri la toglie e si siede anch’essa a giocare.

“cercate sempre il suo volto” …. a volte succede che quando ci si litiga, tra moglie e marito, non ci si guardi neanche in faccia…. quando l’altro non incrocia il nostro sguardo è terribile, il cuore viene trafitto perchè ci fa più male l’indifferenza dello scontro….. cercare quindi il volto di Dio è come dire di non litigare con Dio, di restare sempre nella sua pace, la quale sorpassa ogni angustia/difficoltà che la vita ci presenta.

Cari sposi, impariamo a cercare insieme il Signore, e state pur sicuri che si farà trovare da chi lo cerca con cuore sincero. Se oggi non sapete che fare andate a farvi una partita a briscola col Signore….. tranquilli che alla tovaglia col merletto ci pensa Lui. Buona partita !

Giorgio e Valentina.

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Come le mongolfiere !

Riportiamo il Vangelo di oggi << Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro! >>

Non è la prima volta che Gesù ci mette in guardia sulla brevità e transitorietà di questa vita. Effettivamente il problema della morte è stato affrontato da tutti gli uomini in tutte le epoche, in tutte le culture, e le risposte sono molteplici ; ai nostri giorni, il mondo occidentale, sembra essersi accorto di non avere una risposta convincente, ed allora ha deciso di anestetizzare il pensiero della morte con trucchi di vario tipo, che fondamentalmente vogliono riempire il “buco” creato dalla mancanza di questa risposta.

Sposi, genitori, nonni…… stiamo in campana….. quando il mondo ci vuole riempire con cose, impegni, affetti, interessi che sollazzano i nostri sensi, fermiamoci un attimo a riflettere se ci aiutano ad avvicinarci a Dio oppure sono ostacoli…. e poi prendiamo le nostre decisioni…. vi possiamo testimoniare che noi, Giorgio e Valentina, da quando abbiamo cominciato ci siamo alleggeriti parecchio. Noi sposi dovremmo essere come delle mongolfiere…. non nel senso della forma esterna, ma nella sostanza… e cioè : per poter volare in alto dobbiamo alleggerirci della zavorra che ci vuole tenere giù…. ma il nostro cuore, la nostra anima è fatta per volare in Alto.

Il Vangelo ci invita a stare pronti con le vesti strette ai fianchi…… che significa ? I servi quando lavorano, quando sono indaffarati nelle varie faccende domestiche necessitano di vesti che non ingombrino i loro movimenti che altrimenti risulterebbero goffi ed impacciati. Anche noi sposi dobbiamo quindi farci trovare così, e cioè non farci trovare impreparati al momento della morte, ma pronti con le vesti della quotidianità resa straordinaria dall’amore. In un dialogo di tempo fa per spiegare questo atteggiamento ad una mamma usammo l’immagine dei piatti sporchi o della lavatrice…… cioé? chiese lei….. Se il tuo cuore non ha la zavorra delle cose mondane, può riuscire a scorgere la presenza di Cristo anche nel lavare i piatti , nel caricare l’ennesima lavatrice, nel cucinare la cena giorno dopo giorno…. significa che la mia conversione quotidiana passa anche (ma non solo) attraverso questi gesti GRATUITI di amore.

E’ l’impegno quotidiano nel vivere la santità del matrimonio !

E le lampade accese servono per vedere nell’oscurità della notte. Eh…… già, cari sposi, per riuscire a scorgere la direzione del nostro cammino in mezzo all’oscurità di questo mondo ( che è zavorra ), dobbiamo avere le lampade accese. La nostra lampada prende luce da diverse fonti che Dio ci ha messo a disposizione : la Parola di Dio, la preghiera, l’Eucarestia, la vita sacramentale attiva, il digiuno, la mortificazione, l’esempio dei santi, le prediche accorate di tanti bravi sacerdoti, momenti di catechesi, e altro ancora.

Tutti sulla mongolfiera ! Vi assicuriamo che il panorama da lassù è mozzafiato….. basta alleggerire la mongolfiera del nostro matrimonio dalla zavorra con cui il mondo vuole appesantire il nostro viaggio….. Prendiamo insieme il volo !

Coraggio sposi ….. sentiamo già una fresca e lieve brezza .

Giorgio e Valentina.

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Cor lapis

Siamo all’ultima puntata sul silenzio di Dio. Per rileggere i 5 articoli precedenti seguite i links ( Pronto , c’è qualcuno ?? ) e ( Come dono….un problema ! ) e ( Come nel tostapane ! ) e ( Baffi di Nutella !! ) e ( Più di una foglia ! ).

Riportiamo ancora come guida nella riflessione il Salmo 94 : << Venitecantiamo al Signore, acclamiamo la roccia della nostra salvezza. Accostiamoci a lui per rendergli grazie, a lui acclamiamo con canti di gioia. Entrateprostràtiadoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti. È lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo, il gregge che egli conduce. Se ascoltaste oggi la sua voce! «Non indurite il cuore come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto, dove mi tentarono i vostri padri: mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere >>.

Abbiamo compiuto un piccolo viaggio ….. Ricordate ?

Ci siamo chiesti all’inizio perché Dio spesso resti in silenzio a fronte delle nostre richieste di aiuto, con preghiere accorate, per la soluzione del problema contingente che di volta in volta si presenta nella nostra vita… sembra di attendere al telefono per non perdere la priorità acquisita…. poi ci siamo accorti che in realtà questo problema è un dono perché ci ha riavvicinato a Lui e qualcosa già è cambiato: il nostro cuore e la prospettiva del problema è diventata quella del Paradiso….. in seguito la nostra anima, il nostro cuore si è sentito spinto a dare il meglio di sè accostandoci a Lui come succede ad una fetta nel tostapane…. ed ecco che bisogna entrare in relazione con Lui (anche attraverso la relazione con il nostro coniuge) e prostrarsi dinanzi a Lui in ginocchio per fortificarci nella fede.

Eccoci finalmente all’espressione verbale “Se ascoltaste oggi la sua voce!”. E’ interessante che il salmista ci indichi gli atteggiamenti dell’ascolto solo nelle frasi posposte, e cioé : non indurire il cuore, non tentare il Signore nel deserto, non metterlo alla prova pur avendo visto le Sue opere.

  • non indurire il cuore …… Un cuore duro è un cuore di pietra; è un cuore che non ha spazi vuoti all’interno…. per niente e nessuno…. avete mai provato a bagnare una pietra ? Provateci…. all’esterno certo che si bagna… ma dentro ? …. spaccatela in due con un bel martello e verificate…… l’acqua è scivolata via all’esterno e non penetrerà mai all’interno…. se il nostro cuore è come questa pietra, tutte le grazie/aiuti/parole/suggerimenti/ di Dio ( anche quelli che ci arrivano attraverso il nostro sposo/a ) riusciranno a “bagnare” solo l’esterno, ma dentro ? Niente di niente. Resta sempre un COR LAPIS .
  • non tentare il Signore nel deserto …… Che strani che siamo a volte noi uomini… siamo nel deserto, ovviamente è anche un’immagine simbolica per noi, e rappresenta i deserti del nostro cuore/anima, il deserto della nostra relazione con Dio, il deserto della relazione col nostro coniuge; ed è proprio il momento in cui dovremmo sperimentare la fiducia totale in Dio Padre, ed invece…. lo tentiamo ! Se fossimo ancora schiavi in Egitto… laggiù in fondo si stava bene… c’era da mangiare . Vorremmo alla fin fine che Dio fosse un dio di schiavi e non il liberatore che guarisce dalla malattia della schiavitù. Tentiamo Dio perché siamo spaventati di fronte alla prospettiva di una libertà che non avevamo mai immaginato, e di cui dobbiamo pian piano fare l’apprendistato…. e questi articoli sono solo un piccolo aiuto per cominciare questo apprendistato.
  • non metterlo alla prova pur avendo visto le Sue opere…. quali opere ? partiamo dalle cose semplici : questa mattina ci siamo svegliati… è una sua opera di misericordia, ci dà ancora un’altra possibilità per convertirci. L’elenco lo continui ogni coppia….
  • Finalmente ora siamo pronti ad ascoltare oggi la sua voce….. Già , oggi, perché proprio oggi ? Per il semplice e ovvio motivo ( ma non così indubbio per molti sposi ) che domani non sappiamo se ci saremo, e se oggi fosse l’ultimo treno per il Paradiso ? Al termine di questo semplice e brevissimo percorso dovremmo aver ormai intuito che Dio Padre ci parla in tutti i modi ( anche e soprattutto oltre le nostre aspettative ) …. proviamo a stilare un elenco incompleto ma significativo : ci ha pensato fin dall’eternità…. siamo un pensiero di Dio incarnato … oggi siamo ancora vivi … siamo stati incorporati a Cristo nel Battesimo… siamo tempio dello Spirito Santo … ci ha donato un coniuge per aiutarci nel cammino della santità… siamo con lui/lei un corpo solo così da farci entrare nella prospettiva dell’unità definitiva con il nostro vero Sposo nell’Eternità… abbiamo la possibilità di leggere articoli su questo blog che ci aiutano giorno dopo giorno…. abbiamo incontrato quel sacerdote che ci segnato nella fede con le sue prediche accorate… vi basta l’elenco ? Allora…. è Dio che sta in silenzio o siamo noi che non apriamo le orecchie del cuore ?

Coraggio sposi, mamme e papà, nonni ….. dobbiamo decidere se camminare insieme da sposi con questo percorso all’ascolto di Dio oppure tenerci un COR LAPIS. Noi siamo sicuri che avete già in mente quale sia la strada migliore…. vi piacerebbe un coniuge col cuore di pietra ?

Giorgio e Valentina.

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Più di una foglia !

Bentornati sposi, papà, mamme, nonni … per rileggere i quattro articoli precedenti seguite i links ( Pronto , c’è qualcuno ?? ) e ( Come dono….un problema ! ) e ( Come nel tostapane ! ) e ( Baffi di Nutella !! ).

Ci rivolgiamo ora soprattutto alle mamme : prima di continuare a leggere avete 16 secondi per procurarvi i fazzolettini per l’asciugatura delle lacrime da commozione…… Intanto avvisiamo i papà che non sono autorizzati a sentirsi esclusi dalla lettura sebbene faremo riferimento alla maternità. Bene, ora che siete armate di fazzolettini possiamo affrontare questo breve percorso.

Riportiamo ancora il Salmo 94 : << Venitecantiamo al Signore, acclamiamo la roccia della nostra salvezza. Accostiamoci a lui per rendergli grazie, a lui acclamiamo con canti di gioia. Entrateprostràtiadoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti. È lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo, il gregge che egli conduce. Se ascoltaste oggi la sua voce! «Non indurite il cuore come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto, dove mi tentarono i vostri padri: mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere >>.

Nella quinta puntata della nostra riflessione sul silenzio di Dio ci concentriamo sulle espressioni : “egli ci ha fattiEgli conduce “. Sicuramente conoscete bene la vita di un neonato. Cosa dice quel piccino quando la mamma lo coccola, lo consola, lo abbraccia, lo ninna, ecc.. ? Cosa dicono poi quegli occhietti quando la mamma lo allatta ? Tantissime cose tenere…. ma… andando al nucleo del discorso, se potesse già esprimersi a parole, direbbe alla mamma : la mia vita sei tu; il mio senso di vivere sei tu; tu mi fai sentire amato; senza te sono nulla; tu vivi in me ed io in te; io vivo di te; tu mi hai “fatto” ed io sono tuo.

……..pausa per i fazzolettini……….

Nella puntata precedente siamo stati invitati ad entrare alla presenza di Dio, e lì, prostràti, ad adorarLo in ginocchio… perché ? per che motivo ? Il salmo continua…. “davanti al Signore che ci ha fatti”. Se ripensiamo un attimo a quel neonato sopra descritto, ci accorgiamo che Dio ha voluto, nella sua infinita misericordia, lasciare nell’esperienza umana dei piccoli segni della sua presenza… come delle micro-scintille di un fuoco gigantesco ed inesauribile. L’esperienza di quel legame tra il neonato e la sua mamma ci insegna come deve essere il nostro rapporto con Dio Padre, il nostro Creatore.

Dalla nostra vita, dal nostro cuore, dalla nostra anima, anche dal nostro corpo dovrebbero uscire quelle parole del neonato, ma nei confronti di Dio Padre, il Creatore che ci ha fatti. Proviamo a rileggerle nei confronti di Dio : Padre, la mia vita sei tu; il mio senso di vivere sei tu, mio Dio; tu mi fai sentire amato come nessun altro; senza te, o Dio, sono nulla; tu vivi in me ed io in te; io vivo di te, o Padre; tu mi hai “fatto” ed io sono tuo.

…………pausa per i fazzolettini anche per i papà………

Vi suggeriamo un esercizio concreto : prendete queste parole dedicate a Dio e recitatele insieme, prima con le espressioni “io, mio, mia, mi ” e una seconda volta usando il “noi, ci, nostro, nostri” come coppia di sposi.

Il Salmo continua “E’ lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo, il gregge che egli conduce “. Dobbiamo imparare a rimettere il giusto ordine nella vita, a riconoscere le priorità….. con tutti gli atteggiamenti imparati fin qui abbiamo “detto” a Dio che è lui il nostro Dio, e non noi stessi…. per dirla alla San Paolo : non dobbiamo avere per dio il nostro ventre. Noi siamo popolo, gregge che deve lasciarsi condurre. Se ritorniamo all’esempio del neonato… chi decide al suo posto ? La mamma…. e lui , benché piccino, è docile perché lì c’è la sua essenza, la sua felicità, la sua serenità, la sua tranquillità …. il neonato, a parte i bisogni fisiologici, non decide, si lascia guidare, condurre, si fida. E noi ? Singolarmente ed insieme come sposi ?

La risposta è difficile, la risposta è nella vita concreta, la risposta è il nostro stile, la risposta è nel “come” ci amiamo da sposi, da genitori, da nonni. Finalmente la prossima settimana affronteremo il verbo ascoltare ……. ma, vi siete mai chiesti come si fa ad ascoltare il silenzio di Dio ?

Coraggio sposi carissimi, che non cade foglia che Dio non voglia, e noi valiamo molto più di una foglia.

Giorgio e Valentina.

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Baffi di Nutella !!

Per rileggere i tre articoli precedenti seguite i links ( Pronto , c’è qualcuno ?? ) e ( Come dono….un problema ! ) e ( Come nel tostapane ! ) .

Se avete dimestichezza coi numeri vi sarete accorti che siamo giunti al quarto appuntamento col silenzio di Dio ; non vi pare strano avere appuntamenti col silenzio ? Spesso il silenzio ci coglie di sorpresa… quando restiamo senza parole dall’emozione che improvvisamente ci coglie…. oppure quando vogliamo descrivere una realtà per la quale le parole sarebbero inutili oppure quando a parlare è il linguaggio del corpo fatto in silenzio…. insomma il bel tacer non fu mai scritto !

Riportiamo ancora il Salmo 94 : << Venitecantiamo al Signore, acclamiamo la roccia della nostra salvezza. Accostiamoci a lui per rendergli grazie, a lui acclamiamo con canti di gioia. Entrateprostràtiadoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti. È lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo, il gregge che egli conduce. Se ascoltaste oggi la sua voce! «Non indurite il cuore come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto, dove mi tentarono i vostri padri: mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere >>.

Oggi ci concentriamo sulla espressione “… Entrate: prostràti, adoriamo, in ginocchio davanti al Signore…”. Dopo aver intrapreso il percorso che ci ha cambiato il cuore perché ci siamo resi conto che il nostro “problema” non ce lo porteremo nell’aldilà……. che sollievo, inoltre il secondo passo è stato quello di imparare come la nostra anima/cuore possa dare il meglio di sé ( anche per trovare la giusta soluzione al nostro problema )…. basta accostarsi a Lui per rimanere segnati da questo contatto, quasi come marchiati a fuoco … per poi renderGli grazie.

Già all’inizio del Salmo siamo invitati a “Venire” dal Signore, ma non è sufficiente, bisogna entrare. Quando andiamo a visitare un bel Santuario o il Castello di Biancaneve, per dire di esserci “accostati” a quell’edificio, per raccontare di aver “vissuto” l’esperienza del Santuario/Castello, è necessario che entriamo in quella costruzione; altrimenti sarebbe parziale la nostra esperienza di quella realtà.

Avviene così anche nella relazione matrimoniale….. dobbiamo entrarci dentro… come fanno i papà e le mamme a sapere se il proprio bambino ha mangiato la Nutella ? Basta guardare chi ha i baffi di Nutella …. se il vasetto fosse abbastanza grande ci sarebbe entrato tutto intero…. ma è proprio così…. una realtà possiamo dire di viverla solo se ci entriamo dentro cuore, corpo, anima, mente. Se vuoi conoscere cos’è l’amore vissuto giorno dopo giorno devi chiederlo a chi ha le mani nel “vasetto dell’amore” e ci si è “sporcato” con questa esperienza…. devi imparare dai nonni che celebrano il 50esimo di matrimonio… di certo non lo puoi chiedere agli adolescenti che sono alla prima cotta. Quindi il primo invito per noi : entrare nel nostro matrimonio per “sporcarsi” le mani di un amore che ci trascende e ci supera… come si fa ? Da chi bisogna imparare ? A questo punto anche i nonni del 50esimo devono farsi da parte per lasciare spazio a Colui che è il Maestro dell’Amore, a Colui che è l’Amore fatto carne, avete già intuito ? Non serve comprare le vocali e nemmeno l’aiuto da casa …. eh… già….è proprio Lui : Gesù.

Ma che significa entrare da Gesù ? Ci vengono in aiuto i due verbi seguenti nel sopracitato Salmo: prostràti e adoriamo in ginocchio. Non è sufficiente entrare da Gesù, ma bisogna prostrarsi. Chi si prostra ? Il soldato di fronte al proprio Re, il servo/schiavo di fronte al proprio Padrone/Signore… e cosa dice questo atteggiamento ? E’ un linguaggio silenzioso del corpo che dice/racconta un atteggiamento interiore… in sostanza riconosciamo che Gesù è Dio, non solo, che è il nostro Dio, il mio Dio.

E il Salmo continua, ribadendo e quasi a specificare meglio, ” adoriamo, in ginocchio davanti al Signore…. “. Se non l’avessimo ancora capito, il salmista, ci spiega meglio a chiare lettere l’essenza del “prostrarsi” e cioè….. smettiamo di pensare di “stare in piedi” da soli…. smettiamola di pensare di “bastare a noi stessi”…. la Tradizione della Chiesa ci ha insegnato che chi vuole imparare a “stare in piedi” in tutte le situazioni che la vita ci presenta deve imparare a stare in ginocchio…. ecco perché è la posizione più consona per stare in chiesa (l’edificio) … perché è lì che c’è Gesù…. nel tabernacolo !

Cari sposi, dobbiamo fare come quel bimbo che infila le mani nel vasetto di Nutella e ci si sporca tutto il visino ; così anche noi dovremmo essere riconoscibili…. guarda quegli sposi… loro sì che hanno infilato le loro mani spirituali nella Vera nutella… quella che ti insegna come amare il tuo sposo/la tua sposa e come affrontare le prove che la vita ti presenta.

Coraggio sposi, non abbiate timore di sporcarvi l’anima…. la nutella di Gesù non ha ingredienti allergici o che fanno male al nostro cuore… anzi !

Giorgio e Valentina.

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Come nel tostapane !

Rieccoci alla terza puntata sul silenzio di Dio. Curioso che si parli di un silenzio…non trovate ? Parole e silenzio, due concetti in antitesi….. e per di più non bastano due articoli… quindi ancora più parole che silenzio….. che volete…. siamo uomini e per avvicinarci al Mistero usiamo anche le parole per raccontare Colui che è La Parola…. ma adesso basta con le elucubrazioni alla Marzullo ed entriamo nel vivo della Parola di Dio, nel silenzio di Dio…. insomma …. ri-cominciamo rileggendo il Salmo che ci accompagna nella meditazione.

Dal Salmo 94 : << Venite, cantiamo al Signore, acclamiamo la roccia della nostra salvezza. Accostiamoci a lui per rendergli grazie, a lui acclamiamo con canti di gioia. Entrate: prostràti, adoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti. È lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo, il gregge che egli conduce. Se ascoltaste oggi la sua voce! «Non indurite il cuore come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto, dove mi tentarono i vostri padri: mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere >>.

Per rileggere i due articoli precedenti seguite i links (https://matrimoniocristiano.org/2020/09/08/pronto-ce-qualcuno/) e (https://matrimoniocristiano.org/2020/09/15/come-dono-un-problema/).

Oggi affrontiamo le espressioni verbali “Accostiamoci a lui” per “rendergli grazie“.Abbiamo iniziato un percorso decidendo di “venire dal Signore” , quindi è Lui il primo interlocutore nella gioia e nel dolore; per poi “cantare” ed “acclamare” a Lui per dimostrare così che il nostro amore nei suoi confronti non è interessato , ma da Lui tutto riceviamo e solo in Lui noi troviamo il senso di vivere.

Se qualche lettore ha provato ad intraprendere questo quotidiano percorso spirituale (personale e di coppia) si sarà accorto che qualcosa sta cambiando, qualcosa è già cambiato, cosa ? Il problema che avevamo prima c’è ancora, non si è magicamente smaterializzato… quindi cos’è cambiato ? Il nostro cuore, già … perché innanzitutto abbiamo dato un nuovo volto al problema…. è un problema legato a questa terra e non ce lo porteremo nell’aldilà…. che sollievo….. e poi…. il secondo passo lo vedremo oggi.

Da piccolo mi chiedevo perché al supermercato vendessero quel pane bianco quadrato con la scritta “pane per toast”. Avete provato ad assaggiarlo appena scartato dalla confezione ? Qualcuno lo usa a triangolini negli antipasti ma…… se vuoi davvero che dia il meglio di sé, cioè che sia utilizzato per ciò che è stato inventato….. devi assolutamente farti un toast…. allora ti accorgeresti di quanto croccante può diventare, già solo il rumore che sprigiona al primo morso è strepitoso…. per non parlare della morbidezza che comunque mantiene al suo interno…. senza dimenticare di come sappia esaltare i sapori della farcitura di cui lo hai imbottito nella speranza di lasciarti inebriare i sensi dal risultato finale…. già pregustando con l’acquolina in bocca. Ma per realizzare tutto ciò, è necessario che la fetta bianca di pane passi nel tostapane e cioè che ne esca non più bianca ma con quelle striature marroncine che le cambiano identità… ora finalmente è diventata un toast. E’ necessario che la fetta si accosti al tostapane.

E noi siamo quella fetta di pane bianco, ed il nostro tostapane è Gesù. Accostiamoci a Lui così come la fetta si accosta al tostapane per dare il meglio di sé, la nostra anima deve accostarsi al “tostapane di cuori” che è Gesù perché ne rimanga “marchiata a fuoco”, viva di ciò per cui è stata creata, viva d’amore, ma di un amore che non è di questa terra; e il nostro matrimonio è solo una pallida, pallidissima imitazione di questo Amore fatto carne. La nostra anima deve accostarsi al vero tostapane di cuori affinché diventi croccante per dire al nostro coniuge la vivacità dell’amore di Dio…. ma dentro però mantiene la morbidezza della tenerezza di Dio nell’intimità con il coniuge…. e saprà anche esaltare i diversi sapori , cioè le diverse manifestazioni con cui Dio parla al nostro coniuge, ai figli, ecc…. e già pregustiamo il risultato finale nella preghiera intima, silenziosa… un antipasto del Paradiso con l’acquolina in bocca.

Anche S. Tommaso d’ Aquino infatti si esprime così : << … e mi accosto come infermo al medico che ridona la vita, immondo alla sorgente di misericordia, cieco alla luce che non conosce tramonto, povero e mendico al Signore del cielo e della terra… >>.

Dopodiché come si fa a non “rendergli grazie” per tutta questa ricchezza a nostra disposizione. Anche qui ci viene in aiuto una preghiera in uso nei cristiani del II secolo e trasmessaci dalla “Dottrina dei dodici apostoli”, ne riportiamo brevi passaggi ma densi : <<…… Ti ringraziamo, Padre Santo, per il tuo santo nome che hai voluto inserire nei nostri cuori….. Prima di ogni cosa Ti ringraziamo perché sei potente. Gloria a Te nei secoli ! …. >>. Cioè rendergli grazie innanzitutto perché Lui c’è e noi siamo figli suoi, del Re dei Re, figli del più potente, eredi di Colui la cui maestà nemmeno i cieli possono contenere ; e ciò che Lui permette che accada nella nostra vita ci aiuti a perfezionare la nostra fede, come una prova da superare per l’esame finale.

Coraggio sposi, non abbiate paura nel cominciare ad accostarvi al tostapane divino…. sì scotta un po’, ma se belli vogliamo apparire, un po’ dobbiam soffrire ! Tutti nel tostapane !

Giorgio e Valentina.

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Come dono….un problema !

Rieccoci qui per continuare la riflessione sul silenzio di Dio. (per l’articolo precedente https://matrimoniocristiano.org/2020/09/08/pronto-ce-qualcuno/)

Continuiamo a lasciarci guidare dal Salmo 94 << Venite, cantiamo al Signore, acclamiamo la roccia della nostra salvezza. Accostiamoci a lui per rendergli grazie, a lui acclamiamo con canti di gioia. Entrate: prostràti, adoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti. È lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo, il gregge che egli conduce. Se ascoltaste oggi la sua voce! «Non indurite il cuore come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto, dove mi tentarono i vostri padri: mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere».

Continuiamo ad analizzare la sequenza dei verbi che precedono il verbo “ascoltare”. Dopo il “venite” precisato nell’articolo di settimana scorsa, cominciamo oggi con i verbi “cantiamo” e “acclamiamo”. Ma perché il salmista ci invita a rispettare questa sequenza ? Quando uno ha un problema, non sarebbe più logico pregare Dio per ottenere aiuto o la soluzione del problema ? Noi, abituati al “tutto e subito” fatichiamo ad entrare in questa logica… c’è un problema…. pochi click e troviamo la soluzione …. e invece… no!

A Dio piace un rapporto d’amore con l’uomo. Si potrebbe pensare che Dio sia un tipo difficile…. ma in fondo in fondo siamo così anche noi. Non è forse vero che non ci piace il fatto che il nostro coniuge ci cerchi solo quando ha bisogno di qualcosa da noi ? Non sarebbe meglio che ci cercasse per il solo gusto di godere della nostra presenza ? E poi, solo poi, dentro questo rapporto d’amore ci sta che ci chieda un aiuto, altrimenti non lo considereremmo un rapporto d’amore, ma ci sentiremmo sfruttati se non peggio ?

Non ci dovrebbe, dunque, meravigliare che il Salmo ci inviti a cantare ed acclamare a Dio, già….. poiché il nostro problema, per quanto grande sia, non è mai più importante della gloria, dell’onore, della lode che dobbiamo tributare a Dio, che è il Re dei Re. Ma per capire ciò dobbiamo immaginare che questo giorno in cui ci si presenta il problema davanti, potrebbe essere il nostro ultimo giorno in questa vita, e il nostro problema, per quanto grande e grave, rimane una realtà caduca, cioè legata a questo mondo. Se non è un problema che ha a che fare con l’eterna salvezza, non è mai così grosso da costringerci a non cantare ed acclamare al Re dei Re. Vi siete mai chiesti come mai anche nelle Sante Messe delle esequie, in cui tutti (compresi noi magari) i presenti sono in lacrime di tristezza, la Chiesa continuamente canta le lodi a Dio Padre ?…. insieme cantiamo Santo, santo, santo…….. ecc…….. ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli …..ecc….. Perché ? Ma la morte della persona cara non è considerata un problema grave dalla Chiesa ? Certo che è un problema, ma la Chiesa ci educa ad avere uno sguardo che va al di là di questo mondo in cui ancora militiamo.

Perchè dal Paradiso le cose di questo mondo prendono un’altra prospettiva. E allora che fare quando si presenta un problema ? Cantare ed acclamare alla roccia della nostra salvezza. Ma se provvede ai passeri che non lavorano, non seminano e non mietono, non dovrebbe forse provvedere a due sposi che lo amano e cantano le sue lodi sia nella gioia che nel pianto ?

Coraggio sposi… pregate insieme per questo problema, pregate con questo stile: Signore, Padre buono, che tanto ci hai amati da donarci il tuo Figlio per la nostra salvezza, ti lodiamo perché ci hai regalato questo “problema” che ci aiuta a capire che la nostra vita è nelle tue mani, che senza di Te non possiamo far nulla, che ci ricorda quanto siamo fragili e quanto sei immenso Tu che non ci fai mancare la tua vicinanza, la tua grazia, il tuo sostegno, acclamiamo a Te che sei la nostra roccia, il nostro rifugio sicuro contro ogni nemico.

Provare per credere.

Giorgio e Valentina.

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Pronto , c’è qualcuno ??

Nei giorni scorsi siamo stati sollecitati ad approfondire un tema scottante e che genera reazioni diverse in ognuno di noi : il silenzio di Dio.

Cominciamo subito con una breve testimonianza: mentre cercavamo un illuminazione dall’Alto per affrontare l’argomento , ecco che la Liturgia di Domenica ci ha fornito l’assist…. guarda caso provate a leggere il Salmo che è stato proclamato/pregato questa domenica a Messa:

Sal.94 << RIT: Ascoltate oggi la voce del Signore. Venite, cantiamo al Signore, acclamiamo la roccia della nostra salvezza. Accostiamoci a lui per rendergli grazie, a lui acclamiamo con canti di gioia. Entrate: prostràti, adoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti. È lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo, il gregge che egli conduce. Se ascoltaste oggi la sua voce! «Non indurite il cuore come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto, dove mi tentarono i vostri padri: mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere».

Et voilà…il gioco è fatto ! Cominciamo ad affrontare oggi l’argomento vastissimo sapendo di non poter essere esaustivi né esaurienti e forse ci occuperà almeno un paio di articoli.

Dio è il Creatore e siccome ci ha fatti Lui, ci conosce bene, per cui sa quali sono i linguaggi più consoni e comprensibili per ognuno di noi….. diciamo che Lui è pluri-laureato in lingue e comunicazioni non verbali di ogni tipo, ordine e grado. A volte però, sembra che resti in silenzio…….ed i Santi e i Padri/Dottori della Chiesa hanno testimoniato e meditato su ciò regalandoci delle perle di fede. A volte Dio resta in silenzio perché vuole saggiare la nostra fede; altre volte perché non siamo in sintonia con la Sua volontà; altre ancora perché “gioca a nascondino”; altre ancora perché ci lascia in balìa delle nostre scelte scellerate; eccetera…..

Qualche coppia scambia Dio per il call-center dell’assistenza col numero verde gratuito….. dove il numero verde è la preghierina di turno….pronto, c’è qualcuno ? Ho bisogno di assistenza per questa situazione…… bla, bla, bla…..(dopo un po’ che si parla)… pronto, ma c’è qualcuno ? non sento niente….. eppure la preghierina l’ho recitata per benino…. .sarà caduta la linea ? Si è distratto un attimo ? ( attenzione perchè un attimo per Dio sono 200 anni per noi ).

Ecco, cari sposi, questo è l’atteggiamento che spesso anima le nostre vite e che invece è da evitare assolutamente. Il salmo sopracitato ci invita ad aprire le orecchie del cuore e ci dice quali sono gli atteggiamenti giusti (vediamo solo i verbi) : venite, acclamiamo, cantiamo, entrare, prostrarsi, ascoltare, non indurire il cuore, tentare.

Come si può notare prima del verbo ascoltare c’è una serie di verbi che precedono, ma non è solo un problema di regole nella composizione poetica, ma, questi verbi, dicono qual è la precedenza e l’ordine delle azioni da compiere prima di ascoltare.

Può succedere di vedere l’amato/a un po’ demoralizzato perché sta aspettando una risposta da Dio; ecco…. la prima risposta siamo noi che ci avviciniamo a lui/lei per confortarlo/a, accarezzarlo/a, abbracciarlo/a nel corpo per confortarlo/a, accarezzarlo/a, abbracciarlo/a nell’anima. Poi, insieme bisogna compiere quel primo verbo della lista : venite. Dove ? In chiesa, davanti al tabernacolo, nel luogo della preghiera, nel luogo dove c’è il call-center ( se non è possibile in chiesa va bene anche la propria casa purché sia preghiera ) …. noi cominciamo a comporre il numero verde della preghiera…… e intanto dall’altra parte squilla….. attendere, stiamo collegandola con l’interno desiderato…. NON riattaccare per non perdere la priorità acquisita. La priorità acquisita non è presso Dio ma è la priorità che noi abbiamo acquisito dentro di noi, prima c’è la gloria di Dio e dopo, noi ; perchè noi esistiamo e sussistiamo con ogni respiro grazie a Lui.

Coraggio sposi, il call-center è aperto 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. NON riattaccare per non perdere la priorità acquisita.

Giorgio e Valentina.

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Sei spacciato !

Eccoci ancora qui per continuare l’approfondimento sul brano del Vangelo della festa di San Bartolomeo: << In quel tempo, Filippo trovò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaèle gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi».
Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo». >>.

La settimana scorsa ci siamo concentrati sul dialogo tra Filippo e Natanaele/Bartolomeo ( vedi articolo di settimana scorsa https://matrimoniocristiano.org/2020/08/25/ma-figurati-impossibile/ ). Oggi ci soffermeremo solo sulla prima risposta di Natanaéle : «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Apparentemente è una risposta senza malignità, ma se ci pensiamo un poco scopriamo che nasconde un atteggiamento di durezza di cuore.

Spesso siamo condizionati nel leggere/ascoltare il Vangelo dal fatto di essere distanti duemila anni da quegli eventi con un sacco di prediche e catechismi, per cui ci sentiamo subito in dovere/diritto di criticare questo o quel discepolo (in questo caso è Natanaéle) ……che stordito ! possibile che non abbia ancora capito ? …….sono secoli che aspettano il Messia e adesso ce l’hanno lì davanti e cosa aspettano a credere ?……..ma se te lo dice San Filippo è vero………. ah se fossi stato io gli avrei dato una bella lezione di fede a quel Natanaéle…….. avrei chiesto l’autografo a Gesù……… come minimo un selfie…. ecc…

Dimenticando che per i protagonisti tutto si svolgeva in diretta (non streaming) , e quando ti trovavi faccia a faccia con Gesù avevi pochi istanti per deciderti…. mica come adesso che il Signore aspetta la nostra conversione per anni, decenni. Forse noi avremmo fatto peggio di Natanaéle. Ed infatti…a pensarci bene….. un po’ assomigliamo a Natanaéle (non ancora San Bartolomeo), quando ?

Come sempre, l’elenco che vi riportiamo è incompleto e solo indicativo, ogni coppia poi ha il proprio elenco con lunghezze personalizzate.

  1. Quando il nostro consorte ci mostra il proprio lato peggiore, anzi sempre quello stesso lato peggiore che ci fa tanto irritare…… e noi come reagiamo? Così: ….ormai è insanabile…. ci rinuncio….. sei sempre lo stesso….. non cambierai mai…… insomma lo/la diamo per spacciato/a a non migliorare, a non diventare una persona migliore.
  2. Quando lei/lui dimostra di ripetere (inconsapevolmente) qualche atteggiamento di suo padre/sua madre….. e noi ? idem come sopra
  3. Quando qualche figlio/a ne combina una… e noi come reagiamo ? idem come sopra.
  4. Quando magari una coppia di nostra conoscenza si avvicina a noi perché si sente stimolata a vivere meglio il proprio rapporto…. ma noi ormai l’avevamo classificata come irrecuperabile….. e perdiamo l’occasione di aiutare qualcuno…… se poi volontariamente decidiamo di non aiutare, la Chiesa chiama questi comportamenti “omissioni”.

Insomma, avrete già capito che il nostro Natanaéle, ha dimostrato una durezza di cuore…. dava già per spacciata Nazaret ed i suoi abitanti senza nemmeno dare una possibilità di riscatto.

Cari sposi, quante volte siamo noi Nazaret da cui non può uscire niente di buono ! Coraggio, che il Signore non ci dà per spacciati, così come ha dato una seconda possibilità a Natanaéle, così farà con noi perché Egli è paziente e lento all’ira. Non siamo ancora spacciati !

Giorgio e Valentina.

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Ma figurati, impossibile !

Il Vangelo di ieri è stato un po’ chiarificatore di diverse questioni, ve lo riportiamo per intero.

<< In quel tempo, Filippo trovò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaèle gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi».
Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».
Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo». >>

Oggi ci concentriamo su un aspetto solo rimandando alla prossima settimana l’approfondimento. Innanzitutto dobbiamo sapere che questo Natanaéle nient’altro è che il famoso San Bartolomeo (uno dei Dodici) di cui ieri si è celebrata la Festa; questo brano riporta il suo primo incontro con Gesù e solo dopo pare che prenderà il suo nome da Apostolo, ma questa storia del nome non ha rilevanza per noi oggi.

Quello invece che ci ha colpito è stata la sua prima reazione all’invito di Filippo : <<Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?>>. All’interno del popolo c’erano delle fazioni per diversi motivi…. che assomigliano alle nostre rivalità calcistiche tra Curva Nord e Curva Sud tipo tra Brescia e Atalanta, per citarne una. E’ come se Filippo incontrasse Bartolo….ops….Natanaéle in fila al bar dello stadio e lo invitasse ad andare in Curva Sud per incontrare Gesù. Ve la immaginate la reazione ? Col linguaggio moderno ed educato avrebbe detto : << Ma figurati , impossibile ! >>.

Molte volte succede che quando annunciamo Gesù ci sentiamo rimbrottare dagli altri, frasi simili a quelle dell’esempio dello stadio ( in realtà sono più pittoresche ), sarà successo anche a voi. Che fare dunque ? In questi casi dobbiamo imitare Filippo, e con molta serenità insistere dicendo << Vieni e vedi >>. Ma li portiamo dove ? All’incontro con Gesù che è salvezza. Non dobbiamo scoraggiarci, cari sposi, se di fronte al nostro entusiasmo per Gesù…… perché noi sposi siamo giustamente entusiasti come lo era Filippo….giusto ?……. ci sentiamo rispondere << Ma figurati, impossibile ! >>…. ma al contrario dobbiamo affondare il colpo rischiando un po’ ma andando dritti al punto….. con frasi tipo….. guarda che se non fa entrare Gesù nella tua vita/matrimonio non cambierà la situazione………. vuoi riavvicinare tuo marito ? Avvicinati tu a Gesù e poi lo attirerai di più….. i vostri problemi si risolveranno quando farete entrare Gesù nel vostro matrimonio….ecc….insomma dobbiamo dolcemente ma anche fermamente invitarli in Curva Sud ! E poi ? Accompagnarli con discrezione tenedo la giusta distanza e Gesù poi farà tutto il resto.

Amici sposi della Curva Sud dobbiamo andare a prenderli tutti…. chi ? Tutti quelli che stanno in Curva Nord….tranquilli c’è posto per tutti …… ah., dimenticavo……. e se la coppia che deve far entrare Gesù nella propria relazione fossimo noi ? …… attenzione a non rispondere subito ; Ma figurati, impossibile !!!

Forza sposi, che prima o poi faremo un GOL !

Giorgio e Valentina.

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Quando il gioco si fa duro…

Ci eravamo lasciati martedì scorso con questa parte finale del brano evangelico : << Allora i discepoli si avvicinarono a Gesù, in disparte, e gli chiesero: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli rispose loro: «Per la vostra poca fede. In verità io vi dico: se avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo monte: “Spòstati da qui a là”, ed esso si sposterà, e nulla vi sarà impossibile». >>.

Se avete provato anche voi col cucchiaino ( vedi articolo settimana scorsa ) in questa settimana, allora siete pronti per questa nuova avventura. Dobbiamo ancora fare un piccolo sforzo di immaginazione per vedere la faccia fiera dei discepoli quando il papà del ragazzo indemoniato si è rivolto a loro per guarire il figlio. Immagino Pietro… ci penso io che spacco tutto, e poi sono il capo…. e Andrea: no, Pietro, vado io che sono stato il primo a conoscere il Maestro…. Giovanni con l’entusiasmo tipico dei giovani che si sentono i padroni del mondo…. e intanto Tommaso da dietro con le braccia conserte : finché non vedo non ci credo…. alla fine si sono arresi e prendono Gesù in disparte, ma forse non come le altre volte per avere più intimità, ma perché Gesù aveva appena fatto loro una bella ramanzina davanti a tutti e quindi cercavano sì spiegazioni, ma senza farsi umiliare dalla presenza della gente…. in disparte.

Quanto ci somigliano in questi atteggiamenti i discepoli, eh già…. non era ancora avvenuta la Risurrezione di Gesù e la Pentecoste, erano ancora nel pieno della personale conversione…. diciamo che assomigliavano in questa fase al germoglio della spiga di grano…… che prima che si trasformi in un succulente piatto di spaghetti alla carbonara ce ne vuole !

Comunque anche noi sposi possiamo immaginarci in quel gruppetto di discepoli che si chiedono perché Gesù parli di montagne da spostare. Evidentemente Gesù non parlava delle Alpi, tanto meno degli Appennini. Se ci pensiamo bene quindi, nella nostra vita matrimoniale ci sono delle montagne da spostare che …… alcune volte spostare le Alpi sarebbe più facile.

Montagna N°1 : orgoglio. Ahi…. tasto dolente per tutti ! Avete presente quando le discussioni tra noi hanno come predominante la parolina “IO” ? Avete presente quando escono dalla nostra bocca frasi tipo : penso sempre a tutto io… in questa casa se non ci fossi io…. per fortuna che ci sono io… te l’avevo detto io…. tu devi fare come dico io… io voglio che… ecc…

Montagna N°2 : permalosità. Non accettiamo mai una correzione fraterna, un rimprovero dal nostro coniuge, pensiamo che lui/lei ce lo dica per un secondo fine.

Montagna N°3 : pre-giudizio. Quante volte non diamo al nostro coniuge la possibilità di cambiare, il tempo di capirlo e poi realizzarlo. Spesso abbiamo incastonato il nostro coniuge nell’idea che abbiamo nei suoi confronti e da lì non ci schiodiamo. Tu sei sempre quello/a che ……. Ma non è vero : uno dei più bei frutti di un matrimonio buono è che i due sposi sono cambiati perché si sono aiutati l’un l’altro/a a divenire migliori.

Montagna N°3 : lussuria. Altro tasto dolente per molte coppie. La lussuria entra dentro di noi nelle sue mille sfumature, ma di fondo l’obiettivo è sempre lo stesso. Trattare il nostro sposo/a come oggetto ad uso e consumo dei miei piaceri…. anche uno sguardo o una carezza possono essere intrisi di lussuria.

Montagna N° XXX : adesso continuate voi l’elenco oppure cominciamo da queste montagne. L’importante è fare come ci ha insegnato Gesù : avere fede e nulla ci sarà impossibile.

Quando il gioco si fa duro, gli sposi cominciamo a giocare ! Coraggio.

Giorgio e Valentina.

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Ce la farò col cucchiaino ?

Vi riportiamo il Vangelo di sabato scorso : << In quel tempo, si avvicinò a Gesù un uomo che gli si gettò in ginocchio e disse: «Signore, abbi pietà di mio figlio! È epilettico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e sovente nell’acqua. L’ho portato dai tuoi discepoli, ma non sono riusciti a guarirlo».
E Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo qui da me». Gesù lo minacciò e il demonio uscì da lui, e da quel momento il ragazzo fu guarito.
Allora i discepoli si avvicinarono a Gesù, in disparte, e gli chiesero: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli rispose loro: «Per la vostra poca fede. In verità io vi dico: se avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo monte: “Spòstati da qui a là”, ed esso si sposterà, e nulla vi sarà impossibile». >>

Questo brano mi ha ricordato un episodio della mia adolescenza…. ma ve lo racconterò dopo. Intanto questo brano smaschera chi dice che il Demonio non esiste : il papà del ragazzo parla di epilessia perché apparentemente sembrava quello, ma Gesù non si lascia ingannare dalle apparenze del demonio dimostrando che era una possessione diabolica. E qua abbiamo già un primo insegnamento per noi sposi. Cioè ? Chiamare subito un esorcista ? No, tranquilli.

Molte volte il demonio ci tormenta con mille sotterfugi ( quando non siamo noi stessi a tirarci la zappa sui piedi ). Per esempio : continue liti ed incomprensioni, lavoro che ruba troppo tempo a noi due, mal di testa inaspettati, stati d’ansia senza ragione, permalosità tra noi, orgoglio e vanagloria che riaffiorano, ecc…… Attenzione, non telefonate subito all’esorcista, perché la tattica del Diavolo è quella di ingannare e distrarre.

Vediamo solo alcuni esempi :

Se tu sei tutto impegnato a 360° nel lavoro non ti accorgi che il tuo coniuge ti sta chiedendo attenzione e soprattutto non hai tempo per pregare….. scopo raggiunto. Se sei tutto intento col tuo mal di testa ( o altro ) cercando quale farmaco ti possa aiutare, non riuscirai a donarti nel matrimonio e ti sarà quasi impossibile pregare ….. scopo raggiunto. Se sei concentrato nelle dinamiche psicologiche tra moglie e marito, penserai che l’unico rimedio sia umano e la preghiera ti sembrerà inutile. E così via con gli esempi… insomma distrarre dal vero obiettivo ( cioè la santità nel matrimonio ) è una strategia tra le preferite dal demonio.

Quindi bisogna stare attenti per non cadere nella trappola diabolica. Come ? Attraverso la preghiera costante e perseverante di TUTTI i giorni, e poi sviluppando tutti quei gesti di tenerezza verso l’altro sforzandoci di renderlo/la felice anche oggi. Per oggi potremmo cominciare col porgere un caffé al nostro sposo/a con uno sguardo lieto e tenero, con una carezza che esprima il desiderio di regalare un attimo di Paradiso attraverso una tazzina di caffé.

Ah…. dimenticavo l’episodio giovanile. Quando ho letto e meditato quella parte del brano in cui Gesù parla di spostare le montagne ( tema dell’articolo di martedì prossimo ) mi son messo alla prova ed ho pensato : non avrò ancora una fede così grande da spostare una montagna però un cucchiaino…. e fu così che tentai per giorni e giorni di spostare almeno il cucchiaino del caffè da almeno due metri di distanza. Secondo voi ce l’ho fatta ? Valentina dice di no.

Cari sposi, fate attenzione alle distrazioni del demonio, è un furbetto ! La famiglia gli ricorda Dio e quindi la vuole distruggere o almeno depotenziare. Coraggio , che Dio fa il tifo per noi sposi !

Giorgio e Valentina.

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Come Mary Poppins !

Il Vangelo odierno continua a raccontare cosa ha fatto/detto Gesù nelle ore seguenti alla moltiplicazione dei pani e dei pesci che abbiamo ascoltato Domenica. Riportiamo solo l’ultima frase, che è quella che ci interessa : << E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti i malati e lo pregavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello. E quanti lo toccarono furono guariti. >>.

Apparentemente sembra una semplice narrazione di eventi come un qualunque diario quotidiano, un po’ come tentiamo di fare noi quando ci facciamo i “selfie” col cellulare, e poi creiamo un post su Facebook con la foto di dove siamo e cosa stiamo facendo. Ecco…. l’evangelista Matteo ci ha regalato un post di duemila anni fa…. per dirla alla vecchia maniera… un fermo-immagine. Quest’oggi vorremmo invitarvi ad usare la magia della fantasia …. ve la ricordate Mary Poppins quando entra nel dipinto ? Ecco, speriamo che la fantasia non vi abbia abbandonato e proviamo ad entrare in questo fermo-immagine…. eeeee….oplà… il gioco è fatto ! Ci siete anche voi ? Bene.

Noi sposi siamo quella “gente del luogo” (Gennésaret)… che dobbiamo fare ? Dobbiamo riconoscere che quel tizio è Gesù e diffondere la notizia in tutta la regione. Come ? Con il nostro matrimonio vissuto… noi abbiamo la possibilità, ma è anche una missione/compito, di diffondere in tutta la regione che è arrivato Gesù, non solo… che è presente …. che non è un Dio che sta seduto sulle nuvolette a guardarsi lo spettacolo degli umani… è vivo ed opera. E’ realmente presente negli sposi in forma spirituale, ma ancor di più lo è nell’Eucarestia dove è veramente, realmente e sostanzialmente presente in corpo, anima e divinità…. cioè noi dovremmo fare come quella gente che diffonde la notizia che Gesù non è lontano, è qui in mezzo a noi. Dove ? Nel nostro matrimonio sperimentiamo la sua presenza ma dovremmo attirare la gente a Messa perchè è lì lo stesso Gesù che camminava a Gennèsaret.

E poi ? ….”gli portarono tutti i malati “… sposi carissimi, quante persone frequentiamo che sono malate? E’ ovvio che non ci riferiamo in primis alle malattie corporali…. quante persone deluse dalla vita, tristi, abbandonate a se stesse, depresse, succubi di stati d’ansia continui, in preda ad attacchi di panico frequenti, mangiati dalla rabbia, rovinati dal rancore, dall’odio, dalla gelosia, dalla bramosia del potere, ecc… Abbiamo il compito di portare questi malati da Gesù, ed ogni coppia userà una strategia particolare ispirata dallo Spirito Santo. Il Vangelo è chiaro… tutti quelli che toccarono il lembo del mantello di Gesù furono guariti, non alcuni sì e altri no… tutti !

Gesù non e un medico che procede per tentativi con le cure, Lui fa sempre le diagnosi giuste e conosce la cura giusta perché…… la cura è Lui stesso.Coraggio, allora, sposi ! Ora che sappiamo qual è il nostro compito, non dobbiamo far altro che saltar fuori dal dipinto sempre alla maniera di Mary Poppins e buttarci nella realtà sicuri che tutti saranno guariti.

Giorgio e Valentina.

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Nonna, che orecchie grandi che hai !

Il Vangelo di oggi : << In quel tempo, Gesù congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!» >>.

Nei giorni scorsi abbiamo già avuto modo di riflettere su questa parabola, quindi oggi non ci addentreremo in essa, piuttosto ci lasceremo stuzzicare da due particolari.

1 – Gesù entrò in casa e i suoi discepoli gli si avvicinarono …

2- chi ha orecchie, ascolti.

Pronti ? Via….

1 – Gesù entrò in casa… ci sono dei momenti in cui Gesù rigetta il frastuono e il caos della folla e si ritira in disparte con i discepoli più intimi alla ricerca del silenzio e della tranquillità. Sarà perchè anche lui come tutti i maschi ha questo bisogno intrinseco per rigenerarsi e ricrearsi…. sarà che non tutti portavano la mascherina anti-virus e quindi evitava gli assembramenti…. potrebbe anche darsi che la casa è sinonimo di intimità, di relazioni cuore a cuore, di spazio riflessivo, di stabilità… comunque per non restare superficiali, cioè in superficie, i discepoli guarda caso lo seguono. Sposi belli, impariamo da Gesù : la nostra casa deve diventare il luogo dell’intimità anche con Gesù; la nostra casa deve diventare il luogo delle relazioni cuore a cuore e non solo l’ufficio dove decidiamo chi e cosa deve fare perchè la logistica ha la sua importanza nella buona riuscita di una conduzione familiare ! La nostra casa deve diventare lo spazio ove poter riflettere; la nostra casa deve diventare il luogo della stabilità…. in sostanza il nostro matrimonio deve diventare tutte queste cose affinché la casa sia solo la prolunga nello spazio di ciò che è il nostro matrimonio ! Ma poi….. e qui viene il bello…. i suoi discepoli gli si avvicinarono… la nostra casa deve diventare il luogo dove favorire l’avvicinarsi a Gesù per ascoltarlo, dove i discepoli trovano spazio e tempo per Gesù, non dobbiamo ostacolare questo! Come ? Cominciamo col decidere di dedicare uno spazio che favorisca questo : immagini sacre, crocifissi, un Bibbia sempre aperta a portata di consultazione, statue sacre, insomma…. farne il centro vitale della casa….. certo che se il centro della nostra casa diventa il mobile che sostiene il Re-Tv dell’ultima generazione con 1742 funzioni smart, sarà la televisione il re della nostra casa/vita .

2 – chi ha orecchie ascolti…. non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire ! Certo che se dopo tutti questi stimoli che ci dà Gesù direttamente, il quale non fa sconti, parla chiaro di dannazione eterna, di diavolo, di angeli che separano i buoni dai cattivi, e noi restiamo ancora indifferenti…. beh allora non possiamo lamentarci se la nostra vita e il nostro matrimonio sembra sempre la solita minestra/zuppa…. la vita sembra perdere sapore, niente ha valore, tutto pian piano perde senso…. Sposi belli, ve la ricordate la storia di Cappuccetto Rosso ? Ecco … a forza di avvicinarci a Gesù per ascoltarlo, a forza di entrare in casa con Lui per ascoltarlo, a forza di passare ore ad ascoltare la sua voce, ci devono venire le orecchie grandi come il lupo camuffato da nonna cosi che la gente che ci incontra intuisca che ascoltiamo sempre Gesù e ci dica come Cappuccetto Rosso: che orecchie grandi che hai ! E noi : è per ascoltare meglio Gesù.

Buon ascolto sposi.

Giorgio e Valentina.

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Braccio di Ferro e gli spinaci

Questa domenica la Parola di Dio è stata molto eloquente nel presentarci un Padre tenero, giusto giudice, misericordioso che concede il pentimento, paziente, lento all’ira e fedele. E potremmo continuare l’elenco che finirebbe solo quando la lingua italiana non riesce più ad esprimere questo Infinito. Quelli che ci dicono che la Santa Messa è sempre la solita solfa proprio facciamo fatica a capirli…. basta solo ascoltare attentamente la Parola proclamata…. magari suggeriamo di rileggerla con calma e lentamente a casa… gli strumenti non ci mancano… bastano pochi click.

Con queste letture uno ha da lavorarci minimo per tutta la settimana… altro che la solita solfa… certoooo….. se il cuore è vestito con l’impermeabile, tutta l’acqua che scende dal Cielo scivola via e non penetra per dissetare un cuore ostinato a restare secco e arido.

In particolare ci ha colpito il brevissimo brano tratto dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani : << Fratelli, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio. >>.

Avete mai conosciuto qualcuno che vi abbia mai confessato : << Non so come pregare , non so cosa dire …. >> ? A queste persone noi rispondiamo così : ….. comincia proprio così…. mettiti davanti al tabernacolo e riconosciti umilmente davanti a Lui per quello che sei… e cioé che non sai come pregare e non sai che dire…. poi arriverà l’aiuto dall’Alto…. una parola tira l’altra. Poi se proprio….. comincia con Pater, Ave, e Gloria il resto arriverà.

Un saggio musicista mi insegnò : << …devi suonare tutti i giorni, perchè : se non suoni per un giorno ti accorgi solo tu, se non suoni per due giorni si accorgono quelli che suonano con te, se non suoni per tre giorni se ne accorgono tutti ! >> . Tranquilli, non abbiamo cambiato argomento…. era solo un esempio trasportato dalla vita personale…. così come a suonare s’impara suonando a pregare s’impara pregando senza la fretta di arrivare subito ai risultati dei santi mistici con le visioni.

San Paolo ci ha rassicurato…. tranquilli siamo deboli in quanto uomini, ma lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza. Per Dio quindi non fa problema la nostra debolezza, l’ha già messa in conto, infatti lo Spirito è lì pronto per entrare in azione… se quindi per Dio non è un problema, perché ne facciamo noi un problema ? Attenzione a non usarla come scusa per non pregare… sarebbe meschino.

Nella coppia può succedere che uno dei due incontri questa difficoltà nel pregare, come possiamo aiutarlo/la ? Semplicemente stando vicino a lui/lei non come “esperto in tecniche di preghiera” ma come l’altra metà della coppia che ha cominciato il primo passo…. esattamente come in un corpo il primo passo lo comincia solo una gamba…. e poi l’altra la segue…. così deve essere anche nella preghiera e nelle preghiera di coppia… perché il cammino di fede dell’uno “contagia” in qualche modo anche l’altro/a e lo sprona con dolcezza e tenerezza a muovere la gamba per far fare il passo all’intero corpo.

Dobbiamo imparare a fare come Braccio di Ferro, cioé ? Cosa faceva quando si sentiva debole ? ricorreva agli spinaci…. così anche noi sposi….. ci sentiamo deboli ? ricorriamo ai nostri spinaci spirituali : lo Spirito Santo, che è Lui che ci fa nascere il desiderio di pregare perché è Lui stesso che vuole pregare attraverso di noi con gemiti inesprimibili… coraggio basta fare il primo passo.

Sposi deboli ? Imitare Braccio di Ferro.

Giorgio e Valentina.

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Siamo città ingrate ?

Provate a rispondere a questa domanda: qual è il professore, il genitore, il nonno, l’educatore che ci ha segnato di più (nel bene) nella crescita umana e spirituale e che ricordiamo con maggior fervore/affetto ?

Intanto che ci pensate provate a leggere il brano dal Vangelo di Matteo che la Liturgia ci offre oggi: << In quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!». >>.

Avete il nome della persona adesso ? Tenetelo in un posto sicuro un attimo intanto che proviamo a delineare le persone che hanno influenzato/aiutato me e Valentina nella crescita umana/spirituale.

Dunque : quando si sbagliava ci correggeva e non faceva finta di niente; non ci risparmiava la fatica facendo lui/lei al posto nostro e così abbiamo imparato il valore della fatica; nelle delusioni non permetteva che ci piangessimo addosso ma ci ha insegnato a rimboccarci le maniche per sopportare il peso della delusione perché “aiutati che il Ciel t’aiuta”; di fronte ad un ostacolo ci ha spronato a trovare la via d’uscita dentro di noi; non ce ne faceva passare neanche una, le regole sono regole e vanno rispettate….. anche a voi succede di annuire a tutto ciò ?

Conosciamo la stessa persona ? Nooo….. semplicemente nel faticoso processo del divenire adulti abbiamo bisogno di seguire una strada e per seguirla senza volare giù nella scarpata servono i guard-rail, i segnali stradali, ecc…. Quelle persone che ci hanno educato con quei valori sono le più amate da ciascuno di noi, perché? Perchè hanno voluto il nostro bene a costo di risultare antipatiche qualche volta: erano severe, giuste e non ci raccontavano bugie camuffando la verità…. esattamente come Gesù.

Ci piacciono un sacco questi brani di Gesù severo, perché ci confermano che tipo di persona sia Gesù. Sembra che a Lui non piacciano i “partiti dalle larghe intese” ; così come non Gii piacciono le mezze misure… ma se cercava proseliti non era meglio presentare un cristianesimo edulcorato, più accessibile a tutti su larga scala ? Se la persona educatrice di cui sopra avesse allentato la corda, come saremmo diventati adulti ?

Questo Gesù non accampa scuse, fin da subito è chiaro, non indugia sulla via del Bene…. finalmente , dopo tanti ciarlatani, uno che parla chiaro fin da subito. Come si fa a non seguire uno così ? Uno che rischia di perderti fin dall’inizio, ma non rinuncia ad educarti severamente ? Attenzione: severo col Male e dolcemente tenero col cuore di chi si sforza di amarlo.

Cari sposi, il nostro matrimonio è quella città dove Gesù ha già compiuto ( e vuole continuare a compiere ) “la maggior parte dei suoi prodigi”. Un esempio ? Se stamattina ci siamo svegliati è grazia, e Dio ci offre ancora un giorno per convertirci perché Lui ci vuole salvare, vuole salvare il nostro matrimonio. E se oggi fosse l’ultimo treno per l’eternità felice del Paradiso, l’ultima opportunità di salvezza ? Non sprechiamola, non sappiamo se domani avremo l’opportunità di convertirci.

Allora…. anche oggi impegniamoci per essere aiuto alla salvezza del nostro coniuge. Spetta a noi non far diventare il nostro matrimonio come quelle città ingrate. Coraggio che Dio è vicino a chi lo cerca con cuore sincero !

Giorgio e Valentina.

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Mantello da supereroe ?

Oggi la Liturgia fa memoria di Santa Maria Goretti, una 12enne assassinata da un giovane perché ella non volle concedergli le proprie grazie, insomma una martire della purezza; ci sembra una figura troppo sottovalutata… ma dove la trovi un’anima che a 11 anni promette, nel giorno della sua prima Santa Comunione, di “morire prima di commettere dei peccati” : aveva già nell’anima il desiderio del Paradiso ! I santi sono così: attaccati coi piedi per terra ma con la testa ed il cuore già nel Cielo. Prossimamente affronteremo l’argomento purezza nei figli facendoci aiutare da questa figura di straordinaria bellezza.

Il Vangelo di oggi parla di un papà e di una donna malata, il brano è quello cosiddetto dell’emorroissa (Mt 9, 18-26) . Riportiamo solo qualche frase del brano evangelico : <<In quel tempo, [mentre Gesù parlava,] giunse uno dei capi, gli si prostrò dinanzi e disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà». Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli. Ed ecco, una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, gli si avvicinò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Diceva infatti tra sé: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata». Gesù si voltò, la vide e disse: «Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata». E da quell’istante la donna fu salvata……>>.

Mi viene in mente la faccina stupita e curiosa di quel bambino che sentendo questa brano a Messa, si volta verso il papà : ma anche Gesù ha un mantello da supereroe ? Che forzaaaaa…..

Comunque…. torniamo a noi…. avete notato l’atteggiamento del papà e della emorroissa ? Uguali nel cuore ma diversi nell’azione. Ci ricordano che maschio e femmina esternano in maniera differente ciò che di uguale hanno nell’anima. Il papà, stremato dal dolore, finalmente prende coraggio e implora Gesù prostrandosi dinanzi a Lui, proprio come farebbe un soldato chiedendo clemenza al proprio superiore. La donna no, non si prostra dinanzi a Gesù, ma non perché non sia umile, tutt’altro, ma perché non si ritiene degna nemmeno di stare prostrata ai piedi di Gesù (data la sua condizione di malata e socialmente emarginata), ma….. siccome è femmina non usa la tattica frontale (tipica del soldato) ma agisce con scaltrezza, nel nascondimento, toccando solo il lembo del mantello.

Il papà l’hanno visto tutti, l’emorroissa non l’aveva notata nessuno se non Gesù solo, il quale si volta (ci racconta Luca narrando lo stesso episodio) per capire chi avesse fatto sprigionare tutta quella forza/potenza dal suo mantello.

Meditando su queste due figure non possiamo ignorare che un po’ ci rappresentano. Quanti papà ho visto (il mio ad esempio) e vedo ogni giorno prostrarsi dinanzi a Gesù con quella audacia umile tipica del soldato che ripone le proprie aspettative nelle mani del proprio stimato superiore, sicuro che, perlomeno, verrà ascoltato. Quante mamme e nonne ho visto pregare nel nascondimento delle proprie camere, nei Rosari recitati sottovoce mentre fanno i mestieri di casa, davanti alle Edicole votive dedicate alla Madonna ( dette in dialetto le “santelle” ).

Cari sposi, non preoccupiamoci tanto se il nostro coniuge prega con qualche atteggiamento esteriore diverso dal nostro, preoccupiamoci che preghi; sicuramente la preghiera individuale assume caratteristiche uniche ed irripetibili date da vari fattori, tra cui anche il sesso. Eh sì, siamo diversi anche in quello.

Coraggio sposi, uniamo le nostre diversità per commuovere il cuore di Gesù.

Giorgio e Valentina.

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Attenzione ai costi nascosti !

La settimana scorsa ci eravamo lasciati col discorso sulla porta stretta e la via angusta, ricordate ? Per l’articolo di settimana scorsa cliccate il link https://matrimoniocristiano.org/2020/06/23/dobbiamo-dimagrire/. Come in ogni serio programma nutrizionale, alla dieta alimentare va abbinato un giusto esercizio fisico. Quindi, dopo aver visto alcuni “cibi grassi” da eliminare dalla nostra dieta matrimoniale, vediamo ora quali sono gli esercizi da compiere nella palestra di Gesù.

Innanzitutto il nostro “Coach” (Gesù) non è uno di quelli che ti illude convincendoti che non farai fatica. A volte c’è la tentazione di vedere Gesù come uno fra i tanti politici che si riempiono la bocca di mille proclami, mille promesse in campagna elettorale, ma poi, una volta eletti si rivelano degli ingannatori. Gesù no ! Gesù è un tipo serio ! Gesù non ti annuncia che puoi fare quello che vuoi finché puoi, ché tanto alla fine ci pensa Lui con la Sua Misericordia a farti il condono finale. Direbbe frasi simili solo se fosse come quegli ingannatori ai comizi che usano gli “specchietti per le allodole”. No, Gesù invece fin da subito, ti mette in guardia ……. “hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi” ….. “vi mando come agnelli in mezzo ai lupi” …. o la frase di oggi ” Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano! “.

Avete presente quella sensazione che si prova quando fai un contratto ad una cifra (tipo quello per Internet o pay TV) e poi, alla fine di ritrovi a pagare il doppio….. mannaggia…. non avevi letto quelle righine scritte piccole piccole in un angolino nascosto del contratto alla 243esima pagina di 476 ? Ecco… quelle righine parlavano di altri costi, ecco perché li chiamano “costi nascosti”…. noooooo… CON GESU’ NON CI SONO COSTI NASCOSTI ! Lui è chiaro fin da subito…. non è una passeggiata, no…… ma il premio è l’immortalità, la vita eterna, il Paradiso…… parleremo del Paradiso in un prossimo articolo.

Ma veniamo alla palestra: dobbiamo fare molto esercizio per far scomparire da noi ogni asprezza….. quante persone sposate sono aspre…. purtroppo spesso noi sposi siamo dei cattivi testimonial per la pubblicità del matrimonio: una parola dolce detta con dolcezza placa molte contese. Dobbiamo far scomparire ogni ira…. ve la ricordate ? quella inclusa nell’elenco dei sette vizi capitali ? ecco…. Dobbiamo far scomparire ogni maldicenza…. che brutto sentire sposi che si lamentano con altri del proprio coniuge…. invece dobbiamo gareggiare nello stimarci a vicenda. Dobbiamo impegnarci affinché non tramonti il sole sulla nostra ira…. succede di litigare, ma…. MAI andare a dormire senza essersi rappacificati o quantomeno, prendersi una pausa di riflessione…. ne riparliamo domani che la notte porta consiglio e gli animi si sono calmati, intanto…. buonanotte, grazie che anche oggi mi hai sopportato.

Cari sposi, occhio che i costi nascosti ci sono, sì ma nella squadra avversaria: quella del Diavolo ! E sono cari !!!!

Buona palestra !

Giorgio e Valentina.

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Dobbiamo dimagrire !

Oggi si festeggia San Giuseppe Cafasso, amico di San Giovanni Bosco; ed oggi il Vangelo capita a fagiolo , lo riportiamo per intero. Dal Vangelo di Matteo 7,6. 12-14 << In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi. Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti. Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!». >>.

San Giuseppe Cafasso si dedicò, tra le altre cose, ad aiutare i carcerati e le loro famiglie, venne soprannominato “il prete della forca” perché li accompagnava fin sopra il patibolo nella speranza di convertirli almeno all’ultimo istante; lui quindi ci è di esempio perché ha incarnato le parole di Gesù sopra riportate: tutti noi, infatti, sapendo di dover andare al patibolo, vorremmo il conforto di qualcuno, soprattutto se questi è un sacerdote che ci strappa dalle grinfie del Diavolo e del suo Inferno eterno.

Ma perché Gesù ci ricorda che la porta per entrare in Paradiso è stretta ? Forse perché il Paradiso dicono che sia un banchetto eterno e quindi meglio arrivare magri e digiuni che tanto poi “se magna sempre” ? Può darsi. Inoltre anche la via è angusta….. insomma… non è proprio una passeggiata col pic-nic finale. Vediamo insieme di che si tratta.

Innanzitutto non è che possiamo vivere come se non esistesse l’aldilà… ci penseremo una volta morti…. eh no! Non funziona così: il Paradiso è una realtà dell’aldilà, ma….ce la giochiamo nell’aldiquà. Infatti la via angusta è diquà, non dilà ! La porta invece è nel mezzo tra un mondo e l’altro. Ma se la porta è stretta significa che solo i magri ci passano. E cos’è che ci ingrassa ? Quali sono i grassi adiposi che ci si attaccano addosso ed è difficile scrollarseli ?

Come faccio ad essere così grasso/a da non passare dalla porta stretta del Paradiso ? Tutte le volte che antepongo la mia volontà alla volontà di Dio io ingrasso; quando io devo essere al centro del mondo e tutto ruota intorno a me io ingrasso; quando nel rapporto con il mio coniuge prima vengo IO e, forse, dopo anche il TU, io ingrasso; quando non chiedo mai perdono a lei/lui io ingrasso; quando non dò il mio perdono perché lei/lui non se lo merita io ingrasso; quando non ringrazio mai lei/lui per i servizi che svolge per la famiglia io ingrasso; quando rinfaccio tutto io ingrasso.

Dalla regia mi suggeriscono di non continuare l’elenco ma avrete già capito che esso sarebbe ben più lungo. Ora non resta che andare alla palestra di Gesù per il dimagrimento. L’abbonamento è personale, non cedibile a terzi, gratuito ( ha già pagato tutto Gesù sulla Croce ), non ha scadenza e non richiede particolari attitudini personali se non quella di lasciarsi cambiare. Cari sposi, il vostro matrimonio è colmo di troppi grassi saturi ? Cominciate ad allenarvi sulla via angusta. Quale ?

Per maggiori dettagli vi rimandiamo all’articolo della prossima settimana, nel frattempo consigliamo di astenervi dai “cibi grassi” sopra-elencati.

Buona dieta sposi !

Giorgio e Valentina

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La paghetta settimanale !

Siamo ancora con il cuore intriso di bellezza dalla solennità del Corpus Domini che ci risulta problematico non farne un accenno, ma tenteremo lo stesso di sopravvivere. Quindi oggi commentiamo insieme il Vangelo di Matteo che la Liturgia ci propone domani, tratto dalla prima parte del capitolo 6. Ne riportiamo solo alcuni tratti:

<< In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate,………, il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti,….. e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà». >>

Nella frase di apertura c’è già tutto ; ed è lì che concentreremo la nostra attenzione, le frasi susseguenti sono solo una dilatazione/esplicitazione della stesso concetto con vari esempi. Cominciamo con tre domande:

  • Desideriamo praticare la giustizia ? E quale giustizia ?
  • Cos’è questa ricompensa del Padre ?
  • Ma noi, la desideriamo la ricompensa del Padre ?
  1. La giustizia……….. a Gesù sembra che importi poco della giustizia umana, quanto piuttosto Gli interessi che ognuno riceva ciò che si merita….. ricordate quando ammonì “date a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio ciò che è di Dio ” ? Dove per “Cesare” intende le cose di questo mondo, ma soprattutto mette l’accento su ciò che è giusto dare a Dio: tutta l’adorazione, la lode, la gloria, l’onore, azioni di grazie, sacrifici, tributi, offerte, preghiere…ecc.. Spesso dimentichiamo che ci sono gesti d’amore che sono dovuti al nostro coniuge semplicemente perché gli/le spettano…. per giustizia. Esempi concreti ? Essere fedeli al nostro coniuge è un atto (anche) di giustizia, è una fedeltà di tutto il mio io : cuore, corpo, occhi, mani, pensieri, azioni, volontà, desiderio, ecc. Un altro atto di giustizia è onorare lei/lui tutti i giorni della mia vita. E soprattutto Gesù ammonisce che non bisogna sbandierarli ai quattro venti; soprattutto un gesto d’amore richiede il sacrificio del silenzio, del nascondimento, la logica del servizio è dare senza chiedere in cambio.
  2. La ricompensa del Padre…. ma è ovvio che sia il Paradiso. Ci pensiamo così poco al Paradiso….come faccio a saperlo ? Basta analizzare i nostri comportamenti: compiamo atti d’amore che portano con sé tutta la forza dirompente di atti supremi, unici ed irripetibili, potenzialmente gli ultimi ? Non ci pensiamo mai perché ci illudiamo di essere eterni, ma se vivessimo ogni gesto d’amore come se fosse l’ultimo cambierebbe tutto. Il Paradiso però lo pregustiamo in anticipazione già su questa terra sotto forma di pace del cuore, calma, serenità e gioia interiore nonostante la nostra imperfezione.
  3. Sembra che molte coppie, oggigiorno, non desiderino questa Pace, altrimenti vivrebbero molto diversamente. Spesso ci comportiamo come se dovessimo presentare la lista a fine settimana a Colui che poi è obbligato a darci la paghetta settimanale. Spesso trattiamo Dio come quello che ci deve dare la paghetta settimanale (magari una grazia particolare ); così facendo però viviamo con “la sindrome del bravo bambino” …. guarda papà come sono stato bravo, adesso mi dai la mia paghetta settimanale ? Così però agiamo in modo ingiusto, perché abbassiamo Dio alle nostre contorte logiche, senza contare di quando e di come chiediamo la paghetta settimanale al nostro coniuge spiattellandole/gli in faccia la lista delle nostre buone azioni d’amore. Ma Gesù non ha per caso detto di agire nel segreto chè la ricompensa verrà direttamente da Dio, il quale vede nel segreto del nostro cuore ?

Sposi carissimi, mostriamo al mondo la gioia di donare per la gioia di donare. Coraggio.

Giorgio e Valentina.

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Giochiamo a nascondino ?

Il Vangelo di oggi è breve ma intenso, data la sua brevità lo riportiamo per intero Mt 5, 13-16 << In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli». >>

Mettiamo in evidenza solo alcuni passaggi :

  1. ai suoi discepoli
  2. siete sale e luce
  3. vedano le vostre opere buone

Ora, tentiamo di addentrarci un poco in ogni passaggio senza la pretesa di essere esaustivi, ma convinti che “mattone su mattone viene su la grande casa” : quindi anche oggi pochi mattoni ma sistemati bene.

  1. Spesso, pensiamo che Gesù avesse il megafono, un canale televisivo, una stazione radiofonica oppure un profilo sui social, e che avesse mille e più gruppi di Whatsapp,; quindi che le sue prediche fossero condivise su centinaia di migliaia di profili social. In realtà, sembra che il più delle volte Gesù parlasse ad una cerchia ristretta di persone. Anche questa volta Gesù, infatti, parla “ai suoi discepoli”, non al mondo intero. Ma nel nostro tempo, chi sono i “suoi discepoli” ? Siamo noi, i battezzati, e nello specifico noi sposi nel sacramento. Quindi, Gesù non sta parlando ad una massa informe, generica, ma ai suoi discepoli, cioè quelli che lo seguono e si sforzano di imitarlo in tutto all’interno del matrimonio.
  2. “sale e luce”…. sono due metafore diverse usate da Gesù per esprimere lo stesso concetto con sfumature diverse. Ma ci colpisce quel “siete”…. attenzione : Gesù non dice: sarebbe bello che voi foste sale e luce…. se vi va potreste diventare sale e luce…. mi piacerebbe che voi diventiate sale e luce… MA, … SIETE …. cioè ? Non dobbiamo aspettare di diventare sale e luce, SIAMO GIA’ SALE E LUCE in virtù del nostro Battesimo e di tutti gli altri Sacramenti e doni di Grazia; dobbiamo solo vivere per ciò che siamo…. spesso viviamo così superficialmente (alla superficie e non in profondità) il nostro cristianesimo vissuto che è come se il sale avesse perduto il sapore.
  3. “vedano le vostre opere buone” … quindi ? E’ finito il tempo dei codardi, è finito il tempo di giocare a nascondino, è finito il tempo di vergognarsi di appartenere a Gesù Cristo e alla sua Chiesa; il mondo ha bisogno di luce ma….. il fine qual è ? Non è per ottenere vantaggi personali, godere della stima del mondo, farsi un posto di rilievo nella società, sarebbe tutto vanagloria, passa presto la scena di questo mondo. INVECE dobbiamo uscire allo scoperto, ma perhé vedendo le nostre opere buone gli altri rendano gloria al Padre, ce lo ha detto lo stesso Gesù…. insomma: affinché si convertano. E’ una missione impegnativa che ci responsabilizza! Ogni coppia deve trovare i metodi e i modi migliori per compiere questa missione da 007.

Coraggio sposi, che Gesù si fida di noi per convertire il mondo.

BASTA giocare a nascondino !

Giorgio e Valentina.

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Ci basta un raggio

Cari sposi, eccoci qua al terzo giorno di Pentecoste, freschi come una rosa appena sbocciata. Immaginiamo che anche per tutti voi sia stata una grande festa. Oggi cogliamo l’occasione della Pentecoste per stuzzicare la riflessione su alcuni estratti del “Veni Sancte Spiritus”, la maestosa sequenza che solennemente viene proclamata nella Messa di Pentecoste. Le riflessioni nostre si riferiscono a pochi versetti << (inzio) Vieni Santo Spirito manda a noi dal cielo un raggio della tua luce. ………Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina. Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido, raddrizza ciò ch’è sviato. …..>>.

Sono 6 azioni che toccano ogni matrimonio. Vediamole una per una in modo sintetico ma preciso. Abbiate pazienza di leggere fino in fondo.

  1. “Lava ciò che è sordido”… chi di noi può dirsi puro/casto al 100% ? E non vale il fatto che tutte le sere beviate la tisana “depurativa” al tarassaco e curcuma. Se siamo onesti abbiamo da lavare un sacco di noi stessi, innanzitutto i pensieri ; se l’altro/a compie quel gesto nei miei confronti non è che per forza ci debba essere un secondo fine malvagio. Quindi dobbiamo anche lavare le azioni proprio perché non ci accada di compiere gesti che abbiano secondi fini, ma solo per amore gratuito.
  2. “Bagna ciò che è arido” … un terreno arido è un terreno che non porta frutto ed ha bisogno di acqua. Quali sono i gesti che ci scambiamo, che non portano frutto ? Cosa manca in quella pastasciutta buttata lì come fosse malta del muratore ? A cosa servono quelle ore di straordinario per pagare le bollette (quindi per amore concreto della famiglia) se poi vengo a casa stanco ed irritato e me la prendo con tutti ?
  3. “Sana ciò che sanguina” …ognuno di noi si porta appresso nel matrimonio le ferite che la vita ci ha riserbato fin da piccoli. Soprattutto sono quelle le ferite che più distruggono un matrimonio se non sono state opportunamente sanate e guarite. Ma poi siamo così bravi a ferirci l’un l’altro/a che potrebbero conferirci una laurea ad honorem. Le ferite dell’altro/a sono da sanare, non sono occasioni per versarci sopra dell’alcool a 96°; anzi dobbiamo versarci sopra l’olio della nostra comprensione, l’unguento della nostra dolcezza.
  4. “Piega ciò che è rigido” … spesso gli atteggiamenti che non vogliamo mai cambiare sono quelli che ostentiamo fieramente (e stupidamente) come nostre peculiarità, invece dovremmo vergognarcene perché la maggior parte delle volte sono difetti e siccome è faticoso cambiare ed ammettere di dover cambiare….allora è più comodo sbandierarli come vessillo…. io sono fatto/a così o prendere o lasciare…. ecco ….io l’ho lasciata (25 anni fa). Chi ama cambia e si sforza ogni giorno di piegare ciò che è rigido.
  5. “Scalda ciò che è gelido” … quali sono i gesti che compiamo con freddezza ? Ho in mente una scena in cui lei racconta le proprie fatiche mentre lui è seduto davanti alla finale della Champions, ad un certo punto: lei…. ma mi stai ascoltando ? lui… sì, tesoro (senza staccare gli occhi dal televisore e azzannando l’hamburger) anch’io ti amo !
  6. “Raddrizza ciò che è sviato” … tante volte le decisioni che prendiamo in coppia (sperando di prenderle in coppia quelle importanti) non sono così sagge né avvedute. Dobbiamo avere il coraggio di cambiare strada. Se lasciamo che sia il mondo a decidere per noi come vivere la nostra sessualità/intimità non possiamo illuderci che sia una strada dritta. Dobbiamo necessariamente raddrizzarci perché abbiamo sviato e prendere la strada della castità coniugale proposta da Gesù.

Ci complimentiamo con voi per essere arrivati a leggere fin qui, ma qualcuno si starà chiedendo: affascinante, ma come si fa? Bisogna chiedere aiuto allo Spirito Santo, Gesù ce lo ha promesso, ed il Padre ce lo ha inviato. E lo Spirito Santo è talmente potente, è talmente forte, è talmente bruciante, è talmente illuminante che ….. ci basta un raggio della sua luce. “Vieni Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce”, sì amici , ci basta un raggio per convertire il nostro cuore, il quale è così piccolo che il secondo raggio non ci starebbe.

Coraggio sposi che Dio è fedele, o meglio è IL FEDELE.

Giorgio e Valentina.

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Almeno un saluto !

Dalla prima lettura di Domenica scorsa, l’Ascensione : <<….«Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra». Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. ……..>> . Nei giorni scorsi sia Antonio e Luisa che Padre Andrea Valori ci hanno stuzzicato la riflessione partendo da questa lettura. Noi oggi vogliamo soffermarci su alcuni versetti di questo brano tratto dal libro degli Atti degli Apostoli. (cap 1, 1-11)

Innanzitutto, avete notato che il brano è posto all’inizio del libro ? E’ come se da questo evento (Ascensione) dipendesse tutto il resto descritto nei capitoli seguenti. I latini direbbero “Conditio sine qua non” : una condizione necessaria, senza la quale gli apostoli non avrebbero potuto compiere gli atti, appunto, come il titolo stesso suggerisce.

E questo cosa dice a noi sposi ? Spesso tra di noi succede che ci si dice “lo sai che ti amo” (soprattutto il marito alla moglie, dopo una litigata/incomprensione) ……..e , a volte, l’altro/a ci risponde tipo così : “sì, sì, dici sempre così. E’ inutile dirmi ti amo ti amo…..ma poi in concreto non fai niente per dimostrarlo”. Se a qualche coppia non è mai accaduto è perché non sono umani, vengono da una altra galassia nella quale non esistono litigi ed incomprensioni tra maschio e femmina. Impossibile ! Diffidate dai coniugi che dicono di non litigare mai………diffidare dalle imitazioni !

Anche nella nostra esperienza tocchiamo con mano che bisogna passare dalle parole agli……Atti, un po’ come gli Apostoli che passano finalmente agli Atti, sì, ma solo dopo l’Ascensione. Cioè ? Sembra quasi che le tre persone della Santissima Trinità abbiano inventato la staffetta….alle origini del mondo entra in scena il Padre, poi con l’Incarnazione tocca al Figlio, il quale con l’Ascensione passa il gioco allo Spirito Santo e ………GOOOOL !!! Finalmente arrivano gli Atti pieni di Spirito Santo e gli Apostoli da pavidi diventano coraggiosi, da timidi a testimoni focosi, da pescatori semplici a pescatori di uomini per il Regno di Dio…..lo Spirito Santo li ha trasformati ! San Pietro in una sola predicazione converte tremila persone nel giorno di Pentecoste……….incredibile…….la domanda sorge spontanea ; perchè a noi capita che con tremila prediche non se ne converte neanche uno ? Spesso ci manca lo Spirito Santo, o meglio, ci manca quella apertura di cuore di San Pietro, tale da far entrare un sacco di Spirito Santo…..eh già, il problema non è che lo Spirito Santo è in via di estinzione….il fatto è che dipende da noi quanto ce ne facciamo stare nel nostro cuore.

Ancora una volta, sposi carissimi, dobbiamo re-imparare a tradurre in Atti il nostro amore per Dio e comunicarlo al nostro coniuge in primis. La nostra “conditio sine qua non” è che dobbiamo invocare lo Spirito Santo altrimenti non se ne fa niente.

Avete notato, poi, che Gesù se ne va appena finito di parlare ? E proprio mentre lo guardavano…………almeno un saluto !

Giorgio e Valentina.

PS: Per invocare lo Spirito Santo basta dire con fede : Vieni Spirito Santo.

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E’ tardi , vogliamo dormire !

Nella prima Lettura odierna (At 16,22-34) ci viene proposto l’episodio in cui Paolo e Sila vengono incarcerati a Filippi durante la loro missione evangelizzatrice, ma succede che…….. : << …….Verso mezzanotte Paolo e Sila, in preghiera, cantavano inni a Dio, mentre i prigionieri stavano ad ascoltarli. D’improvviso venne un terremoto così forte che furono scosse le fondamenta della prigione; subito si aprirono tutte le porte e caddero le catene di tutti. Il carceriere si svegliò e, vedendo aperte le porte del carcere, tirò fuori la spada e stava per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. Ma Paolo gridò forte: «Non farti del male, siamo tutti qui». Quello allora chiese un lume, si precipitò dentro e tremando cadde ai piedi di Paolo e Sila; poi li condusse fuori e disse: «Signori, che cosa devo fare per essere salvato?» >>

Ci sarebbero tanti spunti di riflessione , ma, come al solito, dobbiamo fare una scelta per necessità di spazio. Innanzitutto prima di essere gettati nella parte più interna del carcere, Paolo e Sila vengono maltratti e picchiati. Quindi, amici sposi, quando ci sembra di essere maltrattati ed emarginati dal mondo perchè osiamo evangelizzare….tranquilli ….non siamo nè i primi nè gli ultimi, siamo in buona compagnia e…….. la seconda parte che ci aspetta……lo so che è allettante, so che non state più nella pelle, so che non desiderate altro, ma sarà il carcere….,e la parte più interna del carcere, legati saldamente a grossi ceppi per evitare la nostra fuga. Magari non sarà un carcere fisico ma sarà un isolamento di amicizie, affetti, ecc……

Già molti di voi si staranno chiedendo dove si acquistano i biglietti per questa stazione di soggiorno non volontaria, vi manderemo il link prossimamente, non preoccupatevi….

Poi notiamo come Paolo e Sila si mettano a cantare inni a Dio in preghiera. E’ normale no? Noi avremmo fatto uguale, vero? Noi, sicuramente, al loro posto avremmo chiesto una chitarra e un microfono per poter eseguire un concerto di christian music per i compagni di carcere……ah…..non dimenticatevi una biro per gli autografi a fine concerto ! Vi ricordate quando tre settimane fa parlammo della necessità di rendere grazie sempre ed in ogni luogo ? Ecco, Paolo e Sila cantano inni a Dio invece di lamentarsi con Lui di questa situazione. Non sarà stato facile per loro, ma lo fanno lo stesso, magari qualche carcerato avrà inveito contro di loro : << E’ tardi , vogliamo dormire ….è mezzanotte . Basta con questi canti ! Siamo mica a Sanremo ! >> . Ecco, sposi, dobbiamo imitare Paolo e Sila senza tanti se e tanti ma.

E poi….la conversione del carceriere è solo la risposta di Dio alla lode di Paolo e Sila. Ma l’ultimo accento lo vogliamo mettere sulla risposta che si sente dare lo stesso carceriere e cioè : << Risposero: «Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia». E proclamarono la parola del Signore a lui e a tutti quelli della sua casa. Egli li prese con sé, a quell’ora della notte, ne lavò le piaghe e subito fu battezzato lui con tutti i suoi; poi li fece salire in casa, apparecchiò la tavola e fu pieno di gioia insieme a tutti i suoi per avere creduto in Dio. >>. Capito sposi ? Si è convertito lui e di conseguenza tutti i suoi famigliari…..questo infonde una grande speranza ed entusiasmo anche in noi……la conversione è contagiosa !

Coraggio sposi, anche se qualcuno ci dirà che è mezzanotte ed è tardi per cantare inni….non disperiamo e poi lasciamo che Dio operi attraverso la nostra lode a Lui. Buon concerto a tutti !

Giorgio e Valentina.

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Sai che c’é ? Che siamo narratori !

Avete presente quello stato d’animo meraviglioso di quando ci siamo ritrovati, ormai genitori, a leggere una storia ai nostri bimbi ? Sono ricordi indelebili sia per chi legge e sia per chi ascolta. Per chi legge, perché ricorda le delicate sensazioni che ha provato da piccolo, ma anche per chi ascolta, perché sta costruendo un mondo di fantasia accompagnato e custodito dalla voce di chi lo ama.

Chiedevo sempre a mia nonna quella storia che tanto faceva volare la mia fantasia, e lei arricchiva la narrazione con particolari diversi ogni volta finché non cominciava a biascicare………allorché partiva la mia gomitata nel tentativo di svegliare la nonna…..che tenerezza. Oppure…… chi di noi non ha mai chiesto al nonno di raccontare per l’ennesima volta di quando, da giovane, aveva combinato quella marachella o di come uscì incolume da quell’evento tumultuoso……..che fascino !

Non possiamo nascondere che queste esperienze sono molto importanti per la costruzione psicologico/affettiva della nostra personalità. Tralasciando in queste poche righe di argomentare le motivazioni che le scienze umane spiegano altrove ci addentriamo nel vivo del nostro discorso. La prima lettura di oggi dice così verso la fine parlando di Paolo e Barnaba : << Appena arrivati, (ad Antiochia) riunirono la Chiesa e riferirono tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo loro e come avesse aperto ai pagani la porta della fede. >> ; ed il Salmo 114 sembra farle eco : << ….ti benedicano i tuoi fedeli. Dicano la gloria del tuo regno e parlino della tua potenza. Per far conoscere agli uomini le tue imprese e la splendida gloria del tuo regno.>>.

Dobbiamo re-imparare (anche se non abbiamo più figli piccoli) ad usare questa potente arma umana di narrare la nostra storia. Quale storia ? La storia di noi due sposi, dalla prima infatuazione al primo timido bacio, dall’inizio del fidanzamento alla scoperta di un disegno di Dio Padre su noi due…….davvero?….sì….studiato e preparato in esclusiva per noi due fin dall’eternità. E dobbiamo ricordarcelo spesso a vicenda l’uno con l’altra e poi narrare ai figli, recuperando il significato originale e vero del ricordo, e cioé di riportare al cuore. Tutto qui ? Noooooo………questo è solo l’inizio ! Poi dobbiamo imparare a raccontare con entusiasmo le meraviglie che Dio opera ed ha operato in noi, alle persone che incontriamo fuori casa. Avete presente quando pensiamo alla tal persona che ogni volta che apre bocca parla solo del Milan o della Juve ? Ecco…..dovrebbero pensare così anche di noi…..quello/a lì ogni volta che apre bocca narra le imprese del suo Dio nel suo matrimonio.

Chissà se a qualche giovane/meno giovane che ci sente venga la nostalgia di un amore unico, indissolubile, totale, fedele e fecondo ? E se per caso vi dovessero chiedere : come mai ogni volta parli entusiasta del tuo matrimonio ? (risposta) Sai che c’è ? Che siamo narratori !

Giorgio e Valentina.

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