Ultima riflessione prima di entrare nel cuore del libro. Per leggere i precedenti articoli clicca qui
Chi sono i due protagonisti del canto d’amore? Non hanno un nome specifico, non sono identificati. Restano un po’ anonimi. Questo cosa suggerisce? Che in quell’uomo e quella donna possono rispecchiarsi tutti gli sposi. La coppia del Cantico è un esempio e un’immagine di tutte le coppie del mondo.
In altre letterature famose possiamo trovare la vicenda di Romeo e Giulietta, di Paolo e Francesca, di Orfeo ed Euridice, di Tristano e Isotta e così via. Quella raccontata è la loro storia. Nel Cantico non si racconta la storia di qualcun altro, ma la nostra storia. Siamo noi i protagonisti. Ognuno di noi si può identificare.
Gli unici appellativi utilizzati nel testo non sono identificativi dei due protagonisti, ma hanno un forte richiamo simbolico. Lui Salomone, lei la Sulamita. Poi, nel proseguo, vedremo il perché di questi nomi. Posso subito anticipare la radice comune dei due nomi: la parola ebraica shalom, cioè pace. I due protagonisti sono l’uomo e la donna della pace. Adamo ed Eva invece, dopo il peccato originale, sperimentano tra loro distanza e incomprensione. Per contro, nel Cantico Salomone è l’uomo della pace per la Sulamita e lei è la donna della pace per lui. Si torna alle origini. All’armonia delle origini.
Altra considerazione importantissima e per nulla scontata: i due amanti sono posti sullo stesso piano di dignità. Un testo poetico di 500 anni prima di Cristo, quando la donna era considerata inferiore all’uomo, equipara la donna all’uomo. Un particolare spesso trascurato.
Viene proposta una donna attiva, che ha desideri e volontà indipendenti e con pari dignità dell’uomo, in una società che invece era maschilista. Probabilmente questo è stato uno dei motivi che hanno provocato tante opposizioni all’introduzione di questo testo nel canone sacro. La Sulamita appariva troppo spregiudicata, tanto da essere vista quasi come una poco di buono per l’epoca.
Un’ultima riflessione prima di iniziare con il Prologo del Cantico. C’è un’altra storia della Bibbia dove ci sono un uomo e una donna non identificati. Noi li chiamiamo Adamo ed Eva, ma il testo di Genesi li identifica come Ish e Isha. Anche in questo caso non sono nomi propri, ma hanno una forte valenza simbolica. Siamo sempre noi Ish e Isha. Salomone e la Sulamita sono Ish e Isha e sono Antonio e Luisa. Molti potrebbero pensare che l’amore narrato nel Cantico sia meraviglioso, ma non per loro.
Sono pienamente d’accordo che per tanti, troppi sposi è così. Il matrimonio è spesso fatica, divisione, rottura e sofferenza. Dimentichiamo le divergenze e lasciamoci trasportare e meravigliare dai versi del Cantico. Cerchiamo di contemplare a cosa tutti siamo chiamati. Cosa potremmo avere se solo ci abbandonassimo a Cristo nel nostro matrimonio.
Dalla prossima puntata incominceremo ad approfondire il testo partendo dal Prologo. Non mancate!
Antonio e Luisa