Secondi matrimoni e rischio di divorzio: realtà e motivazioni

Negli ultimi anni c’è stato un incremento di seconde nozze. Può succedere d’incontrare persone risposate che manifestino di essere contente della loro nuova situazione. “Finalmente ho trovato un uomo/una donna che mi capisce veramente, con cui vado d’accordo e che mi fa stare bene”.

Ovviamente sto parlando di nozze civili. Per un cristiano cattolico, il Sacramento, se è valido, dura tutta la vita. Questo vale anche con separazione o divorzio. Pertanto, non è possibile risposarsi, tranne, eventualmente, dopo la morte del coniuge.

È logico pensare che, quando una persona decida di risposarsi, sia più matura, anche solo per l’età più grande e che faccia tesoro dell’esperienza accumulata nel tempo. Mi aspetterei quindi che le seconde nozze portino a una stabilità e siano un successo per la coppia.

Invece i dati statistici dicono il contrario: I secondi matrimoni sono più esposti al rischio di divorzio. Mediamente durano meno del primo matrimonio.

Lasciando stare tutto l’aspetto di fede di cui parlo continuamente e che determina le mie scelte, questa cosa mi ha incuriosito. Quindi sono andato a informarmi sulle motivazioni che portano a questo risultato. Ho anche parlato con esperti del settore.

Premetto che molti matrimoni falliscono per comportamenti sbagliati. Ferite provenienti dalla famiglia di origine, egoismo e narcisismo sono frequentemente le cause. Ci sono altre problematiche spesso poco note addirittura al diretto interessato. C’è il forte rischio di commettere sempre gli stessi errori (corsi e ricorsi storici). Non solo, anche nella scelta delle persone, tendiamo a orientarci in un certo modo, secondo i soliti parametri.

Per questo, prima di impegnarsi in un secondo matrimonio, sarebbe indispensabile farsi seguire da uno psicologo/consulente familiare e da un assistente spirituale che facciano riflettere e pongano delle domande a cui nemmeno si era pensato o che si stanno volutamente evitando.

Aggiungo che, a volte, c’è troppa fretta. Si è sulla scia, magari, di un nuovo innamoramento. Il famoso “perdere la testa” spesso è cominciato quando ancora il primo matrimonio non era finito. Oppure è stato addirittura la causa del fallimento.

Bisognerebbe, dopo un divorzio, stare fermi a riflettere per diversi mesi (o qualche anno) su quello che è andato male. Bisognerebbe riflettere sulle responsabilità e sui concorsi di colpa. Inoltre, si dovrebbe risolvere il fardello che uno si porta dietro.

A volte mi viene da sorridere. Ad esempio, tu, donna, come puoi pensare che quell’uomo che è arrivato a tradire la moglie e a far soffrire i figli, non possa in futuro tradire anche te? Con te ha un legame decisamente inferiore. È assurdo. Eppure tutti credono di essere così speciali da non poter diventare a loro volta vittime. Si arrabbiano se succede.

Quando ci si risposa si hanno delle aspettative elevate sulle relazioni e sulla famiglia. Queste aspettative possono venire frantumate alle prime difficoltà o evento imprevisto. In questo caso, la situazione viene amplificata quando sono presenti figli provenienti dalle precedenti relazioni.

Io vedo quanto sia già difficile la gestione delle figlie in seguito alla separazione. Hanno sempre la valigia pronta. Faccio il tassista per andare a prenderle ogni volta e poi per portarle ai vari impegni che hanno. Per fortuna abito in un paese vicino a dove abitano con la mamma, solo quindici chilometri. In un fine settimana posso arrivare a compiere questo tragitto molte volte.

Quasi tutte le coppie al secondo matrimonio hanno già dei figli. Ciò vuol dire che, insieme alle farfalle sullo stomaco, ci sono gli aspetti pratici legati alla gestione di ben due famiglie. Ammetto che in una situazione del genere avrei molte difficoltà. Non avrei il minimo tempo da dedicare ad altre cose o a me stesso. Questo significa anche relazionarsi non più solo con il tuo ex, ma anche con l’ex della tua compagna (o compagno).

Conosco diverse coppie risposate. Non sono rare frasi del tipo: “Il tuo ex dovrebbe dare più soldi, per tuo figlio”. Oppure “La tua ex non porta mai tua figlia a danza e così ci devi pensare tu”. Oppure “Anche quest’anno dovremo portare i tuoi figli in vacanza con noi, perché la tua ex non vuole tenerli in quel periodo”.

Un altro aspetto da tenere in considerazione è quello economico. I soldi sono uno dei motivi principali di litigio. La coppia, in seguito a una situazione finanziaria più complessa, non è detto che abbia gli stessi obbiettivi su come ripartire il bilancio familiare. Non è detto che abbia gli stessi obbiettivi su come spenderli. Ci sono delle spese fisse da sostenere, quelle stabilite dopo il divorzio. Cioè il mantenimento dei figli, oltre a tutte le loro spese extra (mediche, scolastiche e sportive).

Infine, chi ha già fatto un divorzio, sa a cosa va incontro. Non fa più paura come la prima volta. Se un patrigno o una matrigna non ha mai legato con i suoi figliastri, si sentirà meno in colpa nel dover dividere una famiglia allargata che non ha mai sentito come sua. Certamente ci sono anche coppie in cui tutte queste difficoltà non impediscono di restare insieme per tanto tempo. Tuttavia, si trovano comunque a gestire una situazione decisamente complessa. Insomma, io penso che sia preferibile cercare di risolvere i problemi all’interno della propria famiglia. Questo è vero anche da un punto di vista umano/civile. È meglio farlo senza andare a crearsene di nuovi tramite nuove relazioni e famiglie allargate che poi danneggiano anche i figli.

Ettore Leandri (Presidente Fraternità Sposi per Sempre)

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