Sal 110 (111) Renderò grazie al Signore con tutto il cuore, tra gli uomini retti riuniti in assemblea. Grandi sono le opere del Signore: le ricerchino coloro che le amano. Il suo agire è splendido e maestoso, la sua giustizia rimane per sempre. Ha lasciato un ricordo delle sue meraviglie: misericordioso e pietoso è il Signore. Egli dà il cibo a chi lo teme, si ricorda sempre della sua alleanza. Mostrò al suo popolo la potenza delle sue opere, gli diede l’eredità delle genti.
Questo Salmo ci aiuta non solo a rendere grazie al Signore con tutto il cuore, ma ne celebra anche la fedeltà attraverso vari passaggi nella preghiera. Ce n’è uno in particolare che ci sembra possa essere adatto a noi sposi: Egli dà il cibo a chi lo teme, si ricorda sempre della sua alleanza.
Da questa frase si evince come Dio non dia il cibo a chiunque, ma solo a chi lo teme. Dunque dobbiamo chiederci di quale cibo si tratti e di cosa significhi temerLo altrimenti non ne capiamo la profondità.
Innanzitutto, possiamo comprendere il timor di Dio come una sorta di filiale abbandono. È simile a quello che sperimenta il bimbo col nonno. Quando arriva un insegnamento di vita dal nonno, il nipotino di solito ascolta a bocca aperta. Lo fa con stupore, quasi che penda dalle labbra del nonno. A volte si vedono nipotini che eseguono gesti senza conoscerne il significato. Questi gesti vengono ripetuti semplicemente perché lo hanno visto fare al nonno. Oppure, gli è stato detto dal nonno di compiere tale gesto.
Il nostro timor di Dio deve assomigliare un po’ all’atteggiamento di quel bimbo nei confronti del nostro “nonno celeste” che in realtà è il Padre.
Si potrebbero scrivere mille articoli per quanto riguarda il cibo di Dio. Ci basti intuire che il cibo di Dio è variegato. A volte ritroviamo nella Parola di Dio diverse frasi: “mio cibo è fare la volontà del Padre… Ho da mangiare un cibo che voi non conoscete… Procuratevi non il cibo che perisce… Perché la mia carne è vero cibo” e altre ancora, ma tra le tante prendiamo quella più classica, ovvero l’Eucarestia.
Il Sacramento del Matrimonio ha diverse affinità con quello dell’Eucarestia. Cari sposi, se volete che il Signore delizi il vostro matrimonio con i Suoi sapori, accostatevi a questo cibo celeste frequentemente. I sapori di Paradiso sono come un antipasto di Paradiso. Per ottenere frutti di vita nuova e di rinnovato amore tra noi, dobbiamo chiedere allo Spirito Santo di rinnovare sempre il timor di Dio che ci è stato donato nella Cresima.
Coraggio sposi. Ogni Matrimonio Sacramento deve diventare, a sua volta, fonte di cibo per la nostra parrocchia e per tutti coloro che ci sono vicini o che incontriamo. Dobbiamo cibarci di Colui che è l’Amore per ridonarLo nella nostra carne.
Giorgio e Valentina.