Il matrimonio secondo Pinocchio /41. L’amore è una tavola apparecchiata.

Cap. XXXV Pinocchio ritrova in corpo al Pesce-cane… chi ritrova? Leggete questo capitolo e lo saprete.

In questo capitolo c’è il tanto atteso momento del reincontro tra Pinocchio e Geppetto. Ed ancora una volta lo scrittore usa delle immagini che sembrano quasi copiate dalla Bibbia. Questa volta sembra proprio di rivedere il famoso episodio di Giona, il quale rimane tre giorni nel ventre del pesce, prima timida prefigura del Messia che risorgerà il terzo giorno dalle viscere della morte.

Ma c’è un altro particolare che ci piace mettere in luce per una lettura sponsale. Per farlo abbiamo bisogno di leggere dal testo del racconto:

[…] trovò una piccola tavola apparecchiata, con sopra una candela accesa infilata in una bottiglia di cristallo verde, e seduto a tavola[…]

Sappiamo che Geppetto rappresenta il Padre, però è curioso che Pinocchio lo ritrovi intento in un gesto quotidiano semplice ma essenziale: mangiare. Sembrerà ad alcuni forzato e per altri un’esagerazione, ma a voi non ricorda il gesto che Gesù fece nell’Ultima Cena?

Non vogliamo piegare il testo per fargli dire ciò che vogliamo noi, ma semplicemente ci ha incuriosito il fatto che ritrovi il babbo in un gesto così semplice e così significativo e vi abbiamo visto una simbologia.

Avrebbe potuto ritrovarlo intento in qualche altra faccenda, ad esempio occupato a cercare una via di fuga, ed invece no, sembra quasi che lo stesse aspettando, quasi che abbia apprecchiato la tavola anche per Pinocchio.

E qui vi abbiamo scorto la simbologia che il Padre spesso si fa vicino a noi attraverso i gesti quotidiani. Egli è naturalmente padrone di se stesso e non deve chiedere l’autorizzazione a nessuno, agisce come meglio crede; essendo Onnipotente potrebbe apparire in tutta la sua grandezza a noi così da indurci (quasi obbligarci) a credere in Lui. Ma spesso sceglie di agire per vie più nascoste, più umili, più quotidiane.

Avete sicuramente presente cosa avviene quando un papà, per poter giocare col figlioletto di 1 anno, si deve sedere in terra come lui, abbassarsi alla sua altezza, giocare con giochi che per l’adulto sono infantili, ma così facendo utilizza un modo per comunicare amore che il bimbo capisce, sarebbe un papà strambo se pretendesse di giocare a poker con quel bimbetto, oppure una partita a Monopoli.

Similmente il Padre si abbassa al nostro livello di comprensione per farsi capire, per entrare in comunione con noi; si abbassa ad usare un linguaggio che noi comprendiamo, altrimenti sarebbe troppo alto il suo livello e lo scopo di amarci e farci sentire amati svanirebbe.

Cari sposi, un trucco (neanche troppo segreto) per far sentire Dio Padre più vicino al nostro coniuge è quello di preparare un bella tavola apparecchiata ed accogliente. Ovviamente la tavola è simbolica di tanti gesti quotidiani, di tante piccole attenzioni, di tenerezze, di sguardi, di baci, di carezze, di abbracci, e di tutto quello che la fantasia dell’amore vi suggerisce.

Coraggio care coppie, dobbiamo essere l’uno per l’altro quel segno dell’amore del Padre a cominciare dalla più semplice e tanto cara e bella quotidianità, quotidianità che ci regala il sapore dell’amore consumato per l’altro.

Giorgio e Valentina.

Lascia un commento