Da diversi anni, ormai, tutti sentiamo parlare di blog e di blogger. La definizione che ne dà l’Enciclopedia Treccani online può aiutarci a capire meglio chi è davvero un/una blogger: “L’autore di un blog, ossia la persona che mantiene e aggiorna un (v.). Con la crescita della (v.), nell’ultimo decennio questa tipologia di scrittore ha goduto di un periodo di grande fortuna, tanto da essere considerata significativamente innovativa dal punto di vista della comunicazione e dei rapporti sociali. La semplicità con cui un b. può operare nella sua funzione è stato uno dei fattori che hanno portato alla diffusione a macchia d’olio della pratica del (v.). I b. riportano sul loro sito contenuti personali, informativi, discutono temi specifici e di attualità”.
A inizio novembre 2023, esattamente un anno fa, partiva la campagna di pre-ordine del mio libro “Se il Chicco di frumento – storia vera di speranza oltre la morte prenatale”. Iimmediatamente, la nostra cara amica Simona Arcidiacono (anche lei facente parte della “squadra” di matrimoniocristiano.org nonché conduttrice su Radio Maria del programma “Dio che progetti hai per noi”) mi contattò sui social invitandomi a seguire un blog sul matrimonio.
Fu così che conobbi Luisa e Antonio e quest’ultimo, a stretto giro, mi invitò a scrivere per questo loro progetto così bello, così grande e già così collaudato. Fu per me una sorpresa – e insieme – un onore enorme ricevere immediata fiducia.
Oggi, dunque, posso dire che è trascorso il mio primo anno da blogger, un anno in cui sono cresciuta moltissimo. Ho imparato moltissimo. Ho conosciuto moltissimi fratelli e sorelle nella fede con disparati carismi.Tutti che lavorano nella vigna del Signore. Vogliono far scoprire al mondo quanto è bello amarsi in Cristo. È magnifico vivere l’autenticità della famiglia insieme all’essere cristiani. Si prova a essere testimoni di una resurrezione possibile. Questa resurrezione è vera e concreta, emergendo dalle macerie di una società sempre più sgretolata e sgretolante.
Che meraviglia poter far parte di tutto questo. Attraverso gli altri scopro cose di me che non sapevo. Scopro anche cose che avevo dimenticato. Questo è il sostegno reciproco. Provare a fare il bene gratuitamente, nella certezza promessa da Gesù: “Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo” (Lc 6, 38).
Essere blogger non è un passatempo, per me. È un impegno verso il quale convoglio tutte le mie energie. So bene che sono in cammino, come tutti noi. Essere blogger non vuol dire impartire una lectio magistralis da chissà quale cattedra. Significa mettersi in gioco, per primi. Si invita a riflettere insieme, a pregare insieme, a costruire insieme qualcosa di bello. Vale la pena dedicare non solo cinque o sei minuti alla lettura, ma anche un tempo di qualità durante tutta la giornata, la settimana o, perché no, persino un periodo più esteso.
Quando scrivo un articolo, chiedo sempre ispirazione allo Spirito Santo. Egli mi guida nella scelta dell’argomento, del contenuto e della forma. Penso costantemente a quanti leggeranno le mie parole. So bene che impiegheranno momenti preziosi. Essere blogger, per me, è una cosa seria! E quando mi chiedono perché lo faccio, dato che a livello economico non ci “ricavo” nulla, rispondo che non è il riscontro immediato che mi interessa. Il poco che faccio sarà sicuramente vagliato dalla valuta più importante: quella del Cielo. Questa valuta non funziona con le logiche economiche a cui solitamente siamo abituati ma secondo il “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10, 7).
Il blogger cattolico, in ultima analisi, cerca di elevare i propri articoli dalle banalità e dalle volgarità che troppo spesso invadono i social. Lo scopo è fornire uno spunto e lanciare un sassolino per favorire la riflessione spirituale. Il blogger tiene ben in mente che anima e corpo, cammino spirituale e cammino terreno non sono dimensioni slegate o a se stanti. Queste dimensioni viaggiano costantemente assieme e quindi, come tali, vanno sempre viste in un’ottica d’insieme.
Al blogger cattolico, certo, serve una buona dose di coraggio. Deve onorare, innanzitutto, le Verità di fede. Questo, molto spesso, si colora d’impopolaritá. Va a scontrarsi con le logiche del mondo. Queste logiche non devono mai, e sottolineo mai, essere un freno, un deterrente, uno spauracchio. Bisogna andare oltre i like e gli apprezzamenti temporanei. Per quanto possano far piacere, non pagano nel lungo periodo. Bisogna cercare di portare la Parola a noi stessi e agli altri. Magari si può facilitare la sua applicazione nella quotidianità, ma senza mai stravolgerla o tradirla.
Quello che scrive un blogger cattolico, insomma, non è solo teoria ma anche pratica, per aiutare se stesso e gli altri e vivere un’esistenza più piena e autentica, più degna di svolgersi sotto il cielo ma con lo sguardo costantemente rivolto al Cielo, come insegnano San Giovanni Bosco e (l’ormai prossimo santo) Carlo Acutis.
Il blogger cristiano può fare la differenza. Sostenete ciascuno di noi in questa missione attraverso le vostre preghiere. Sentendoci reciprocamente parte di quella meravigliosa, unica famiglia che è la Chiesa Cattolica!
Fabrizia Perrachon