Mentre navigavo in rete, mi sono imbattuto in un articolo intrigante che parlava di una tendenza sempre più diffusa chiamata “Divorce regret”: il pentimento per il divorzio. Questa realtà, resa popolare da casi celebri tra i VIP, sta prendendo piede anche tra le persone comuni. Ma cosa spinge davvero le coppie a separarsi e, dopo anni, a decidere di tornare insieme?
Tornare indietro: un cammino possibile?
Ho visto accadere qualcosa di simile anche a cari amici. Si arriva a una rottura dolorosa, ma con il tempo, e magari grazie all’aiuto di terapeuti e professionisti, alcune coppie riescono a ricostruire un legame. Le motivazioni? Spesso complesse e stratificate: dalla consapevolezza economica al desiderio di ritrovare un nucleo familiare stabile per il bene dei figli.
Una donna una volta confessò: “Pensavo di trovare qualcosa di più grande in un altro uomo. Ma dopo la passione iniziale, la quotidianità si rivelò la stessa di prima. Rimpiangevo il mio matrimonio, nonostante i suoi difetti, e avrei voluto avere la pazienza di affrontare le difficoltà.”
La tentazione di cercare l’ideale
In un momento di crisi matrimoniale, è facile pensare che altrove ci sia qualcuno di meglio: un partner che sembra rispondere ai nostri bisogni e sogni. E, oggettivamente, è vero: ci sarà sempre qualcuno più affascinante o più empatico. Ma se il nostro obiettivo è la ricerca infinita della perfezione, la nostra insoddisfazione non avrà mai fine. Quando ci sposiamo, la persona accanto a noi è quella scelta per condividere il cammino della vita e per crescere nella “palestra” dell’amore. Non è la perfezione che fa durare un matrimonio, ma la decisione quotidiana di lottare per esso.
Ricordi che non si possono cancellare
Ripenso ai momenti che hanno segnato la mia vita con mia moglie: la nascita delle nostre figlie, istanti irripetibili e di valore incalcolabile. Nessuna esperienza esterna potrebbe mai offuscare quelle emozioni vissute insieme. Il Piccolo Principe esprime perfettamente questa verità: “Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei sola è più importante di tutte voi… perché è la mia rosa.”
La ferita della separazione
Separarsi è doloroso perché implica la rottura di una connessione intima. Solo chi ha condiviso la propria vulnerabilità può sapere quanto possa ferire vedere i propri punti deboli usati come armi in un momento di crisi. È una delle realtà più difficili da affrontare e può lasciare cicatrici profonde. Eppure, per amare davvero, è necessario abbassare tutte le difese e donarsi totalmente, pur sapendo di rischiare.
L’amore vero richiede coraggio
Nonostante tutto, se tornassi indietro rifarei le stesse scelte. Amare significa essere disposti a essere vulnerabili, senza maschere e senza filtri. Forse è per questo che, dopo altre esperienze e riflessioni, alcune persone decidono di tornare sui loro passi. Capiscono che l’amore vero non è solo attrazione o complicità fisica, ma una connessione profonda costruita con fatica, perdono e comprensione reciproca.
In un mondo dove le relazioni sono sempre più volatili, il “divorce regret” può essere una lezione importante: prima di cercare soluzioni altrove, guardiamo con occhi nuovi alla nostra “rosa”, quella che abbiamo scelto di curare, giorno dopo giorno.
Ettore Leandri (Presidente Fraternità Sposi per Sempre)