Il matrimonio secondo Pinocchio /42

Cap XXXVI Finalmente Pinocchio cessa d’essere un burattino e diventa un ragazzo

Siamo giunti quasi alla fine del libro ed in questo capitolo si rivedono un po’ tutti i personaggi che hanno animato il racconto, quasi fosse una veduta aerea, una carrellata finale per vedere la sorte di ciascuno di essi.

Oggi ci soffermiamo sulla sorte infausta del Gatto e della Volpe, i cattivi irreversibili che compaiono come peccatori puniti. Pinocchio sembra trattarli quasi crudelmente, al contrario di ciò che fa con gli altri personaggi, con i quali, invece, si lascia commuovere.

Non sarà che il cuore di Pinocchio si sia così indurito da non provare più compassione anche per chi lo ha tradito, al punto da sembrare un atto vendicativo? Oppure questo atteggiamento nasconde un’altra verità dell’ortodossia cattolica?

Noi propendiamo più per la seconda senza forzare il testo a libro di teologia e senza nominare teologo ipso facto il Collodi. Però non possiamo escludere a priori che l’autore abbia voluto dare un messaggio educativo ai ragazzi, in una società in cui gli adulti sentivano forte la responsabilità educativa nei confronti delle nuove generazioni.

Ad ogni modo, il testo ci rimanda al problema escatologico dell’Inferno, ossia la dannazione eterna senza possibilità di riscatto, di pentimento. Questo ci aiuta a riflettere su quanto sia importante ed urgente il tema della conversione.

Molti sposi manifestano i loro problemi di coppia rivolgendosi a diverse persone in cerca di aiuto, partecipano ad incontri, corsi di spiritualità, conferenze X o Y, pellegrinaggi, catechesi… e poi sono sempre a punto daccapo.

I nostri nonni ci hanno insegnato che a forza di mettere la polvere sotto al tappeto, dopo un po’ il tappeto si alza e fa la gobba. E’ inutile che nascondiamo i nostri problemi di coppia sotto al tappeto della spiritualità se non ci prendiamo cura del nostro NOI dentro le nostre mura domestiche.

Come accorgersi? Solitamente queste coppie (spesso più lei che lui, ma non è una regola) sono sempre alla ricerca di esperienza spirituali all’insegna del sensazionale, e li vedi al gruppo X e poi si stancano e vanno al gruppo Y, poi cambiano e vanno al movimento Z e poi ad un altro ancora…l’importante è che l’esperienza mi fornisca sensazioni forti che stordiscono per un po’ il malessere dentro la coppia, quando il giochetto non funziona più cambio esperienza.

Cari sposi, se vi accorgete che c’è da mettere mano alla relazione di coppia, se c’è bisogno che il meccanico metta le mani nel motore per ripararlo, bisogna che gli portiamo l’auto. Non possiamo dormire con le mani in mano aspettando che dal Cielo arrivi chissà quale Grazia, poiché chi dorme non piglia pesci.

Se si avverte il bisogno di recuperare il NOI della coppia (che è sacramento di Cristo) dobbiamo farlo subito. Domani è già troppo tardi. Dobbiamo prendere il toro per le corna, prendere il coraggio di mollare le esperienze sensazionali e concentrarci sul nostro matrimonio. I gruppi di preghiera, associazioni o movimenti che siano, non devono essere il tappeto sotto cui cacciamo la polvere della nostra relazione malata, devono invece essere al servizio della coppia; quando individuiamo l’esperienza ecclesiale che ci aiuta a diventare più santi nel matrimonio e a guarire le relazioni malate seguiamola con costanza.

La cosa più urgente nella vita è la conversione, prima che sia troppo tardi per tornare indietro come è successo al Gatto e la Volpe. Coraggio sposi.

Giorgio e Valentina.

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