Un Cammino di Rinascita: la scoperta di una sessualità santa

Ciao, sono Paolo, e voglio condividere con voi un pezzo importante della mia vita insieme a Grazia, mia moglie da nove anni. Abbiamo sei figli e una storia che ci ha fatto riscoprire il significato profondo del matrimonio e dell’apertura alla vita.

Quando ci siamo sposati, eravamo consapevoli che il matrimonio cristiano implica l’apertura alla vita. Tuttavia, inizialmente pensavamo che questo significasse semplicemente avere figli. Questa visione limitata ci ha portato a vivere momenti di difficoltà dopo la nascita del nostro secondo figlio, venuto al mondo a soli 14 mesi di distanza dal primo.

Accogliere i nostri primi due bambini è stato un momento di gioia immensa, ma presto le fatiche hanno preso il sopravvento. Eravamo stanchi e impauriti all’idea di avere altri figli. Ci domandavamo: “Perché Dio ci chiede questo? Non vede i costi, le difficoltà, la fatica di crescere una famiglia?

Abbiamo così iniziato a usare i metodi naturali, ma con una mentalità contraccettiva. Non li vivevamo come un’apertura alla volontà di Dio, ma come un mezzo per evitare nuove gravidanze. Questo atteggiamento non ha fatto che peggiorare la nostra situazione, portandoci infine a ricorrere al coito interrotto, una scelta che ha avuto conseguenze devastanti.

Una Crisi Profonda

Questa pratica, oltre a essere contro natura, ci faceva sentire infelici e insoddisfatti. Io mi sentivo frustrato, mentre Grazia si sentiva usata. Questo si rifletteva pesantemente sulla nostra relazione: io ero sempre più egoista, poco presente in casa, e le liti tra noi si facevano sempre più frequenti e pesanti.

La distanza emotiva tra di noi crebbe a tal punto che iniziai una relazione con un’altra donna. Questo tradimento, durato nove mesi, raggiunse il culmine quando sia mia moglie sia la mia amante rimasero incinte nello stesso periodo.

Queste due gravidanze non pianificate hanno aperto una ferita profonda. Dopo tre mesi, entrambe le donne hanno avuto aborti spontanei a una settimana di distanza l’una dall’altra. È stato un momento di grande dolore, ma anche di riflessione.

Ricominciare da Zero

Quei due bambini in cielo sono stati per noi degli angeli, strumenti che Dio ha usato per darci una seconda possibilità. Questo dolore condiviso ci ha spinto a rimettere in discussione tutto: il nostro matrimonio, la nostra fede, il nostro approccio alla vita. Abbiamo capito che l’apertura alla vita non è solo avere figli, ma lasciarsi guidare dal grande mistero dell’amore di Dio, anche nelle difficoltà.

Abbiamo riscoperto il valore del sacramento del matrimonio, un luogo dove Dio si manifesta e trasforma le fragilità in occasioni di salvezza. L’intimità coniugale non è solo il luogo dove si generano figli, ma un’alleanza in cui Cristo è presente, trasformando ogni gesto d’amore in un dono reciproco.

Una Nuova Vita

Tre mesi dopo questi eventi, Grazia rimase incinta di due gemelli, che sono nati esattamente un anno dopo gli aborti spontanei. La loro nascita è stata per noi un segno concreto della misericordia di Dio e della Sua fedeltà al nostro cammino di coppia.

Sul muro della nostra camera, dietro al letto matrimoniale, abbiamo posto un quadro con una frase del preconio pasquale: “O felice colpa che meritò un così grande Salvatore.” Questa frase ci ricorda ogni giorno che, attraverso le nostre fragilità, Dio può compiere grandi cose, trasformando il peccato in grazia e il dolore in redenzione.

Il Nostro Augurio

Oggi siamo consapevoli che vivere l’apertura alla vita ci rende più fedeli, più uniti, e più vicini al progetto che Dio ha per noi. Speriamo che la nostra testimonianza possa essere di aiuto a chi vive momenti di difficoltà nel matrimonio, mostrando che è sempre possibile ricostruire, quando ci si affida alla potenza dell’amore di Dio.

Con affetto,
Paolo e Grazia

Un pensiero su &Idquo;Un Cammino di Rinascita: la scoperta di una sessualità santa

Lascia un commento