Un tripudio di gloria… e tra noi?

Sal 95 (96) Cantate al Signore un canto nuovo, cantate al Signore, uomini di tutta la terra. Cantate al Signore, benedite il suo nome, annunciate di giorno in giorno la sua salvezza. Gioiscano i cieli, esulti la terra, risuoni il mare e quanto racchiude; sia in festa la campagna e quanto contiene, acclamino tutti gli alberi della foresta. Davanti al Signore che viene: sì, egli viene a giudicare la terra; giudicherà il mondo con giustizia e nella sua fedeltà i popoli.

Questo bel Salmo lo troviamo nella Liturgia della Santa Messa di oggi, come si può notare è un Salmo di lode al Signore. Nella traduzione italiana troviamo una serie di verbi che danno proprio l’idea di una festa: cantate (usato 3volte), benedite, annunciate, gioiscano, esultino, risuoni, sia in festa, acclamino.

Chi si è fatto un’idea di Chiesa sempre triste, soporifera, noiosa, barbosa… deve necessariamente rivedere le proprie posizioni poiché basterebbe prestare un minimo di attenzione, quantomento ai testi delle preghiere e delle orazioni, per restare stupefatti da tanta esultanza.

Ma tutto questo tripudio si deve solo al Bambino del presepio, o meglio, è frutto solamente di tanti bei sentimenti teneramente natalizi suscitati dal recente presepio? Oppure c’è di più?

La grandezza di un Dio Creatore che prende la carne di creatura è un mistero insondabile per la mente umana, ma c’è un grande santo italiano, S.Alfonso Maria De’ Liguori, che ha riassunto in poche poetiche parole questo Mistero dell’Incarnazione: A Te, che sei del mondo il Creatore, mancano panni e fuoco, oh mio Signore.

È proprio di questa grandezza e onnipotenza di Dio che vengono intessute le lodi nelle parole della Chiesa. Ma quanto loda la Chiesa il proprio Signore? Tanto, tantissimo, o solamente a Natale e Pasqua?

Esclusa la Santa Messa, la preghiera ufficiale della Chiesa, la Liturgia delle Ore, ovvero l’Ufficio divino (detto anche Breviario), ha 7 appuntamenti quotidiani per la preghiera. Questo numero non è stato scelto a caso, esso è un numero che simboleggia il sempre (cfr la risposta di Gesù a Pietro di perdonare 70 volte 7), quindi dire che la Chiesa canta le lodi del Suo Signore 7 volte al giorno è come dire che le canta sempre. Il Catechismo (n 1174) ci conferma e offre l’assist per noi sposi:

Fedeli alle esortazioni apostoliche di pregare incessantemente, questa celebrazione (la Liturgia delle Ore) è costituita in modo da santificare tutto il corso del giorno e della notte per mezzo della lode di Dio. Essa costituisce la preghiera pubblica della Chiesa nella quale i fedeli (chierici, religiosi e laici) esercitano il sacerdozio regale dei battezzati. Celebrata nella forma approvata dalla Chiesa, la liturgia delle Ore è veramente la voce della Sposa stessa che parla allo Sposo, anzi è la preghiera di Cristo, con il suo corpo, al Padre.

Gli sposi non sono forse segno della sponsalità di Cristo e della Sua Chiesa (cfr Ef5,25-32)?

Se la Chiesa sposa intesse le lodi del Suo Sposo almeno 7 volte al giorno (numero simbolo del sempre), e se noi sposi siamo segno sensibile ed efficace di questa sponsalità, non è che forse dovremmo imitare la Chiesa sposa?

Quante volte al giorno gli sposi intessono le lodi l’uno dell’altra?

Dovremmo esercitarci di più in questa virtù, è un esercizio benefico sotto diversi punti di vista: sia psicologico che affettivo, sia spirituale che sentimentale, sia morale che sacramentale. È un’arma che ci protegge dall’infedeltà, che custodisce l’indissolubilità, che rende sempre più tenace l’unicità, che alimenta la fecondità e che costruisce la socialità.

Tutto il matrimonio ne trae beneficio, quando parliamo del nostro consorte dovremmo usare verbi simili a quelli del Salmo: cantare, benedire, annunciare, gioire, esultare, risuonare, stare in festa, acclamare. Gli sposi che si amano come Cristo sposo e la Chiesa, Sua sposa, sono come un presepio vivente. Coraggio sposi.

Giorgio e Valentina.

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