C’era una volta, nel Regno di Sempre di Corsa, una coppia di sovrani molto amati: Re Filippo e Regina Eleonora. Il loro amore era forte come le montagne che circondavano il castello, e dal loro matrimonio erano nati tre splendidi principini. Tuttavia, col passare del tempo, la loro vita si riempì di impegni: il regno aveva bisogno di loro, i figli assorbivano ogni energia, e la sera crollavano nel letto senza neanche sfiorarsi.
Un giorno, mentre passeggiava nei giardini reali, la Regina incontrò la Fata Saggia, che la osservò con un sorriso dolce ma severo. “Maestà, il vostro amore è come un fiore. Se non lo innaffiate, appassirà.“
Eleonora sospirò: “Lo so, ma non abbiamo tempo! Il regno ha bisogno di noi, i bambini sono piccoli, gli impegni sono tanti… Alla sera siamo troppo stanchi, e alla mattina c’è sempre qualcosa di più urgente.“
Saggia scosse il capo. “Amata Regina, l’amore tra un uomo e una donna è come il fuoco nel camino: se non lo alimenti, si spegne. Non basta parlarsi, non basta stare insieme. Bisogna toccarsi, abbracciarsi, desiderarsi. Bisogna fare l’amore, perché è il linguaggio segreto che tiene uniti i cuori.“
La Regina rimase a riflettere e corse subito da Filippo. “Amore mio, la nostra unione è un dono, ma lo stiamo trascurando. Se aspettiamo il momento giusto, non arriverà mai.“
Il re annuì e le prese le mani. “Hai ragione. Dobbiamo trovare un modo per essere marito e moglie, non solo re e regina, non solo mamma e papà.“
Così presero una decisione: avrebbero scelto dei giorni speciali in cui dedicarsi completamente l’uno all’altra. Quando i bambini erano con il precettore, avrebbero lasciato le udienze e si sarebbero ritirati nelle stanze segrete della torre dorata, lontani da tutti, per ritrovarsi come all’inizio del loro amore.
Quando il primo giorno arrivò, si resero conto di quanto ne avessero bisogno. Si abbracciarono, risero, si baciarono come una volta, e si amarono con tutto il cuore. Si sentirono di nuovo uniti, complici, e felici.
E così fecero ogni mese. Il regno non crollò, anzi: la loro unione più forte portò pace e saggezza tra il popolo. Gli abitanti di Sempre di Corsa impararono che programmare il tempo per ciò che conta non significa perdere la spontaneità, ma proteggere ciò che si ama.
E il loro amore, innaffiato con cura e passione, fiorì per sempre.
Morale: L’amore si nutre di parole, ma anche di gesti. Non aspettare che accada, scegli di renderlo vivo.
Antonio e Luisa