Santa Rita: cinquanta sfumature d’amore

Il 22 maggio la Chiesa cattolica ricorda Santa Rita da Cascia, conosciuta come la “santa delle cause impossibili”. E’ una figura di grande ispirazione per milioni di fedeli in tutto il mondo. La sua vita, ricca di sofferenza, fede e amore, rappresenta un esempio di come la spiritualità possa trasformare le pieghe più complesse dell’animo umano in un inno alla speranza e all’amore incondizionato. È significativo esplorare la sua vita, le sue virtù e il suo ruolo come simbolo di speranza e di carità.

Rita – al secolo Margherita Lotti – nacque nel 1381 a Roccaporena, un piccolo villaggio vicino a Cascia, in provincia di Perugia. La sua vita fu segnata da numerose prove: la perdita dei genitori in giovane età, un matrimonio difficile, la morte del marito e dei figli, la sofferenza per le ingiustizie subite. Nonostante tutte queste sfide, però, Rita mantenne una fede incrollabile in Dio e una profonda carità verso il prossimo.

Il suo matrimonio con Paolo Mancini fu caratterizzato da incomprensioni e violenze ma Rita riuscì a trasformare questa difficile relazione in un esempio di perdono e di amore cristiano. Dopo la morte del consorte, Rita pregò Dio affinché i figli non fossero travolti dalla sete di vendicare il padre. Disse che sarebbe stato meglio vederli morti piuttosto che assassini. Nostro Signore l’accontentò.

La sua richiesta, che nella prospettiva del mondo può sembrare insensata, è invece profondamente intessuta di compassione e misericordia. Rita desiderava sopra ogni casa la salvezza della loro anima e che nessuno si macchiasse di nuovi omidici. Tutto questo anche a costo del suo immenso dolore. Questo è martirio! Questa è santità! Rimasta sola, decise di entrare in convento, dedicandosi alla preghiera, alla carità e alla meditazione. La sua vita divenne un esempio di come l’amore possa trasformarsi in pace e perdono anche attraverso o forse proprio in virtù delle circostanze più avverse.

Santa Rita è spesso associata all’amore come forza di redenzione. La sua capacità di perdonare e di amare anche coloro che le hanno fatto del male rappresenta uno degli aspetti più profondi del suo messaggio. La vita di questa donna dimostra che la clemenza e la mitezza possono davvero portare alla riconciliazione, con noi stessi e con gli altri. Il suo esempio ci invita a riflettere su possiamo diventare un ponte vivo tra le persone, superando le barriere dell’orgoglio, dell’odio e della vendetta.

Santa Rita ci insegna che l’amore vero richiede pazienza, perdono e una fede incrollabile nella bontà divina. Senza di essa non potrebbe esserci stato tutto quello che Rita ha fatto, detto, donato. Senza Dio non ci sarebbe stata santa Rita. E senza Santa Rita noi non avremmo un punto di riferimento unico e insostituibile.

Un’altra nuance fondamentale dell’amore secondo Santa Rita è la fede. La sua fiducia in Dio le permise di affrontare le prove più dure con coraggio e speranza. La fede di Rita non era passiva ma attiva: si traduceva in gesti concreti di carità, preghiera e dedizione. La sua fede le diede la forza di amare senza riserve, di perdonare senza condizioni e di dedicarsi agli altri con umiltà e compassione. La sua vita è la prova concreta di come l’amore possa essere alimentato, e nello stesso tempo alimentare, la fede autentica, profonda e sincera, quella capace di illuminare anche le tenebre più fitte e smuovere persino le montagne.

Santa Rita è anche conosciuta come la “santa delle cause impossibili” perché molte persone si rivolgono a lei in cerca di aiuto in situazioni disperate. La sua intercessione è potentissima e molte testimonianze raccontano di miracoli e risposte che sembravano umanamente non fattibili né realizzabili.

Questa capacità di intervenire nelle situazioni più complicate rappresenta un’altra sfumatura dell’amore: quello che si manifesta nel desiderio di aiutare gli altri, portando speranza e conforto.

Un’altra dimensione dell’amore di Santa Rita, infine, è la sua dedizione alla famiglia e alla comunità. Nonostante la sua vita monastica, Rita mantenne un legame profondo con la sua famiglia e con il suo paese natale. Ecco, allora, che questa donna eccezionale ci insegna, tra le tante cose, che la vera carità è l’impegno quotidiano, fatto di piccoli gesti di bontà, di pazienza e di solidarietà.

Il suo esempio ci invita a riflettere su come l’amore possa avere tanti volti: dall’amore romantico a quello filiale, dall’amore per la famiglia a quello per il prossimo. Santa Rita è la dimostrazione che l’amore vero richiede sacrificio, pazienza e fede, e che anche nelle situazioni più difficili, è possibile trovare una via di speranza e di redenzione. Perché Dio è con noi “tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28, 20).

Rita è stata figlia, moglie, madre, vedova, suora. Ora è Santa, in Paradiso, con Gesù e Maria che tanto ha amato e servito in vita, fino a dare la sua, totalmente. Sempre per amore. Amore per Dio e amore per gli altri. Ecco perché possiamo dire che i colori della tavolozza della sua esistenza sono stati – come minimo – cinquanta sfumature d’amore.

Fabrizia Perrachon

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