La Credenziale: ogni timbro è una grazia vissuta

Nel primo articolo abbiamo fatto emergere che essere pellegrini di Speranza significa essere in continuo cammino verso una destinazione che ci aspetta e, come è emerso nel secondo articolo, questa destinazione è il Paradiso, l’abbraccio di Dio Padre. Clicca per leggere gli articoli già pubblicati. Come ogni pellegrino, prima della partenza va a ritirare all’apposito ufficio la credenziale.

La credenziale è molto più di un passaporto da timbrare: è una memoria tangibile e visuale di dove sei partito, dove ti trovi e quanto ti manca alla destinazione. La credenziale è la testimone che stai camminando verso qualcosa di più grande di te. È la testimonianza visibile di un cammino interiore ed esteriore di una scelta: non vivere da spettatore nella vita, ma da attore consapevole che vuole lasciarsi trasformare dal cammino, dal percorso, dagli incontri.

Ogni timbro sulla credenziale quindi non è un semplice segno d’inchiostro, ma la memoria viva di un incontro, di un panorama, di un momento in cui il cammino ha lasciato un’impronta nel cuore. È come se Dio stesso ti dicesse: “Sono qui con te.” E quando ricordi che la destinazione è l’abbraccio eterno con Dio Padre, ogni timbro assume un sapore ancora più intenso: diventa la prova concreta che le tue scelte non sono casuali, ma orientate verso quell’incontro. Allora ti accorgi che ogni decisione presa in funzione della destinazione non solo cambia il cammino, ma trasforma anche la qualità della tua vita, rendendola più luminosa e vera.

Ogni timbro è una storia

C’è quello preso sotto la pioggia, quello conquistato dopo una salita faticosa, quello ricevuto con un sorriso che ti ha fatto dimenticare la stanchezza, quello ricevuto in un luogo di silenzio che sembrava una cattedrale a cielo aperto, quello ottenuto grazie alla generosità inaspettata di uno sconosciuto che ti ha offerto ristoro e conforto, quello che ha coinciso con un incontro che ti ha cambiato lo sguardo sulla tua vita. Ogni timbro è come una tessera che compone un mosaico unico: il Vangelo quotidiano fatto di ospitalità, pazienza, fraternità, silenzio, coraggio, gratitudine, fiducia e persino di quelle fragilità che diventano dono quando le riconosci davanti a Dio, trasformando ogni passo in una preghiera incarnata, ogni tratto di strada in un sacramento vissuto tra polvere e cielo.

Custodire, non solo mostrare

La credenziale non è un trofeo da esibire a fine viaggio, ma un diario silenzioso che ti ricorda che ogni passo è stato un dono. Ogni volta che la guardi, rivedi volti, ascolti voci, percepisci profumi e ti ricordi che la strada è stato il luogo dove hai riscoperto chi sei e la consapevolezza della destinazione. Ogni timbro custodito è come un frammento di Eucaristia sparso nel tempo e nello spazio, un ricordo che si fa preghiera, un invito alla gratitudine.

Alla fine del cammino, quando la presenterai, non starai mostrando quanta strada hai fatto, ma quanta grazia hai accolto, la frase che ti ha stravolto il modo di pensare, il gesto gratuito che ti ha spiazzato. E allora sarà chiaro che il vero pellegrinaggio non è stato solo nei chilometri percorsi, ma nel cuore che si è lasciato plasmare, rendendo la vita stessa una credenziale viva, segnata dal passaggio di Dio.

Se la tua vita fosse una credenziale, quali timbri racconterebbero la tua storia? Se ti va scrivimi su : fralucabruno@gmail.com

Fra Luca Bruno

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