Dal primo libro dei Maccabei (3, 17-23) Ma come videro lo schieramento avanzare contro di loro, dissero a Giuda: «Come faremo noi così pochi ad attaccar battaglia contro una moltitudine così forte? Oltre tutto, siamo rimasti oggi senza mangiare». Giuda rispose: «Non è impossibile che molti cadano in mano a pochi e non c’è differenza per il Cielo tra il salvare per mezzo di molti e il salvare per mezzo di pochi; poiché la vittoria in guerra non dipende dalla moltitudine delle forze, ma è dal Cielo che viene l’aiuto. Costoro vengono contro di noi pieni d’insolenza e di empietà per eliminare noi, le nostre mogli e i nostri figli e saccheggiarci; noi combattiamo per la nostra vita e le nostre leggi. Sarà lui a stritolarli davanti a noi. Voi dunque non temeteli». Quando ebbe finito di parlare, piombò su di loro all’improvviso e Seron con il suo schieramento fu sgominato davanti a lui
Questo è un estratto di un brano più lungo proposto nell’Ufficio di domani, ma che abbiamo trovato attinente ai giorni nostri; ultimamente infatti stiamo assistendo ad una crescente tendenza ad annacquare la nostra fede nel tentativo di ridurla ad una filosofia di vita, come se la Chiesa fosse una semplice associazione di cittadini, nel migliore dei casi una ONG con scopi umanitari, e purtroppo questi tentativi li troviamo sia dentro che fuori dal contesto ecclesiale.
Ma chi vive la fede in cammino verso la santità sa benissimo che la vita di fede è esigente, e cosa esige Dio da noi? Semplicemente tutto, vi sembra esagerato? Se ricordate l’episodio della vedova al tempio che compie elemosina con l’unica moneta che ha, ricorderete certamente che Gesù elogia il fatto che essa abbia dato tutto nonostante il suo tutto fosse una sola moneta. Oppure basterebbe citare il Vangelo di Matteo 22,37-38 :«[Gesù]Gli rispose : Ama il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. […]» Gesù stesso rimarca per tre volte quel “tutto“, intendendo ovviamente l’interezza della persona.
Spesso sentiamo lamentele a destra e a manca: il mondo sta andando a rotoli, la società si sta sfaldando, non ci sono più le famiglie di una volta, i giovani d’oggi sono un disastro, non esistono più i valori di una volta, ecc… e chi si deve rimboccare le maniche? Da dove cominciare e chi deve cominciare? Dalla cellula della società: la famiglia come Dio la vuole.
A questo punto è facile trarne le conclusioni, ma dateci ancora qualche riga perché nonostante queste riflessioni c’è ancora qualcuno (dentro la Chiesa) che continua nell’arringa della lamentela con la scusa dei numeri: siamo troppo pochi, le famiglie cristiane sono sempre meno e così via.
Ma abbiamo mai riflettuto in quanti fossero quando è partito il cristianesimo? Sicuramente quelli che stavano nella stanza in cui è avvenuta la Pentecoste più qualche sparuta decina, forse. Eppure questa minuscola porzione di umanità ha prodotto innumerevoli frutti e benefici lungo i secoli e si è espansa ai limiti della Terra ed è arrivata a noi.
Quelli che guardano la società con gli occhi umani dicono, al pari degli ufficiali di guerra di Giuda :«Come faremo noi così pochi ad attaccar battaglia contro una moltitudine così forte?
Cari sposi, noi dobbiamo piantarci bene in mente la risposta di Giuda : «Non è impossibile che molti cadano in mano a pochi e non c’è differenza per il Cielo tra il salvare per mezzo di molti e il salvare per mezzo di pochi; poiché la vittoria in guerra non dipende dalla moltitudine delle forze, ma è dal Cielo che viene l’aiuto.
Questo significa che due sposi possono cambiare il luogo dove abitano e vivono: la via, il condominio, l’ufficio, il luogo lavorativo, l’officina, ecc… ma il primo luogo dove sono chiamati a combattere è nella propria vita personale, poi nella coppia, poi nella famiglia coi figli, e via via a cerchi concentrici sempre più grandi verso l’esterno. Non è impossibile perché è dal Cielo che viena l’aiuto, la recente festa di Ognissanti ce lo ha ricordato. Coraggio sposi, si comincia da … 2.
Giorgio e Valentina.
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