Una promessa con una premessa

Dal «Commento sui salmi» di sant’Agostino, vescovo ​(Sal 109, 1-3; CCL 40, 1601-1603) ​Dio stabilì un tempo per le sue promesse e un tempo per il compimento di esse. Dai profeti fino a Giovanni Battista fu il tempo delle promesse; da Giovanni Battista fino alla fine dei tempi è il tempo del loro compimento. Fedele è Dio, che si fece nostro debitore non perché abbia ricevuto qualcosa da noi, ma perché ci ha promesso cose davvero grandissime. Pareva poco la promessa: Egli volle vincolarsi anche con un patto scritto, come obbligandosi con noi con la cambiale delle sue promesse, perché, quando cominciasse a pagare ciò che aveva promesso, noi potessimo verificare l’ordine dei pagamenti. Dunque il tempo dei profeti era di predizione delle promesse. […]. Ma era poco per Dio fare del suo Figlio colui che indica la strada: rese lui stesso via, perché tu camminassi guidato da lui sul suo stesso cammino.

Sovente troviamo nell’Ufficio testi di sant’Agostino e, come sempre, ci illuminano con la sapienza ed insieme la semplicità con cui sono esposte le verità della nostra fede divina, e sembra proprio che per santi di questo calibro risulti assai semplice rendere fruibile ai comuni fedeli la lettura di così alte intuizioni teologiche.

Il fulcro della nostra riflessione di oggi è sul tema della promessa di Dio, ovviamente Agostino si concentra sulla promessa del tanto atteso Messia, e la Chiesa non può che aiutarci nell’Avvento con letture di questo genere, ma noi vogliamo ricordare altre promesse legate alla seconda parte del testo che abbiamo riportato.

La promessa a cui ci riferiamo è quella che riguarda il sacramento del Matrimonio, ma non è quella che i due fidanzati si scambiano diventando così neosposi, insomma non è quella che si legge in chiesa, non è la formula del consenso anche se in realtà parte da lì. Il consenso infatti ad un certo punto recita così : “con la Grazia di Cristo, prometto di…”, come a dire che io, uomo o donna, prometto sì ma con la Grazia di Cristo, cioè non voglio essere da solo o da sola in questa promessa, non sarò l’unico attore di questa promessa, non voglio tutto sulle mie spalle, non è solo una promessa umana, ma una promessa con una premessa che è la Grazia di Cristo.

Se proviamo a dirla col suo significato contrario si capisce molto meglio: senza la Grazia di Cristo non voglio promettere... gli sposi sacramentati quindi non si arrischiano a promettere qualcosa che sanno benissimo di non riuscire a mantenere con le sole forze umane.

E qual è dunque la promessa di Dio? La grazia sacramentale, cioè la promessa di aiutare gli sposi con ogni mezzo necessario per vivere la loro condizione di sposi. Gli sposi sacramentati hanno la sicurezza di ricevere da parte del Signore tutti gli aiuti per affrontare le varie prove che la loro condizione di vita necessita, in ogni ambito ed in ogni situazione storica. Cari sposi, abbiamo un’assicurazione sulla vita nel vero senso della parola, coraggio!

Giorgio e Valentina

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