Dal Martirologio della Chiesa Cattolica. Solennità dell’Epifania del Signore, nella quale si venera la triplice manifestazione del grande Dio e Signore nostro Gesù Cristo: a Betlemme, Gesù bambino fu adorato dai magi; nel Giordano, battezzato da Giovanni, fu unto dallo Spirito Santo e chiamato Figlio da Dio Padre; a Cana di Galilea, alla festa di nozze, mutando l’acqua in vino nuovo, manifestò la sua gloria.
In questo meraviglioso periodo abbondano i presepi viventi, e si va da quelli semplici ma pieni di devozione a quelli che negli anni sono diventati elaboratissimi ma si è persa l’iniziale pia devozione, tra questi due estremi nel mezzo ci sta tutta la gamma di variabili compresi i due che la nostra famiglia ha visitato.
I presepi viventi sono un’esperienza affascinante per bambini e per adulti; così anche noi, inizialmente spinti dal fatto di avere ancora una figlia di quattro anni, ci siamo avventurati nella visita di ben due presepi viventi nello stesso giorno.
E’ un’esperienza che se vissuta con fede riesce a farti cogliere le realtà significate dietro i vari figuranti o le varie stazioni scenografiche, sta a noi saper custodire poi e meditare nel cuore ciò che la Grazia ha suscitato.
E come sempre, la Grazia ci sorprende quando meno ce l’aspettiamo, così già nel primo presepio abbiamo ricevuto un piccolo dono in una delle tante stazioni: una candelina fatta a mano con l’uncinetto ed allegato un foglietto. Fin qua pensavamo al fatto che la signora si fosse intenerita all’imbattersi di quegli occhioni teneri e coccolosi di nostra figlia, non avendo resistito le avesse fatto un dono di cortesia, ed invece sul foglietto c’era la citazione del Salmo 27(26) : Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò timore? ed una preghiera: Aiutami Signore ad essere come questa candela, la tua luce nel mondo.
Ci ha ricordato come spesso sottovalutiamo i gesti piccoli ma teneri, concreti ma densi di significato. Questo è il tempo giusto per recuperare questo aspetto nella nostra relazione di sposi.
Nel secondo presepio poi abbiamo notato la semplicità genuina della gente di campagna, quella con pochi fronzoli e tanta concretezza, una fede semplice fatta di sorrisi, di accoglienza sincera, insomma due presepi e due esperienze diverse.
Nostra figlia però ha colto una comunanza tra i due presepi viventi, il fatto cioè che nelle varie stazioni i figuranti lavoravano tranquilli ed in serenità, in armonia tra loro. Cosìcché l’altro giorno mentre le abbiamo chiesto di aiutarci in qualche piccola faccenda domestica, se ne uscì con questa frase: la nostra casa è come un presepio vivente, ognuno fa un lavoretto ma stiamo insieme.
Una frase folgorante uscita dall’innocenza di quattro anni, una frase che ha sciolto i nostri cuori come neve al sole, una frase che ha anche risolto l’enigma dell’articolo nel giorno dell’Epifania.
Cari sposi, le nostre case cristiane devono diventare come dei presepi viventi tutto l’anno, nella relazione sponsale che testimoniamo dobbiamo essere come la luce di una candela, una luce che non abbaglia ma che indica una presenza, e così anche nelle relazioni familiari lo stile deve essere quello di fare i “nostri lavoretti” in modo sereno ed in armonia tra noi perché consapevoli che nel nostro presepio vivente c’è la presenza della Sacra Famiglia. Auguri.
Giorgio e Valentina
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