C’è un’età giusta per sposarsi?

Ciao a tutti da Francesca e Dennis alias Luce Sponsale! Se seguite il nostro podcast, sapete che non ci piace girare troppo intorno alle cose. Oggi siamo sulle pagine di Matrimonio Cristiano per affrontare un tema che scotta, di quelli che accendono i pranzi in famiglia e i commenti sui social: esiste davvero un’età “giusta” per sposarsi? Prendete un respiro, perché proveremo a smontare qualche cliché.

Domande che pungono come spilli

Siamo onesti: se siete una coppia giovane e parlate di nozze, la pioggia di “perché” non tarderà ad arrivare.

  • “Ma non sei troppo giovane per pensare a una cosa così definitiva?” 
  • “E se poi, crescendo, ti accorgi che non era la persona giusta?”
  • “Ma non hai paura di bruciarti la vita, di chiuderti tutte le porte?”
  • “Non sarebbe meglio fare prima altre esperienze, viaggiare, sperimentare il mondo per capire davvero chi sei?”

Queste domande, spesso mascherate da consigli amichevoli o battute scherzose, nascondono una visione del matrimonio un po’ cupa: come se fosse una rinuncia, un rischio calcolato male, una gabbia che chiude le possibilità. Come se dire “Sì” fosse il modo per smettere di vivere, invece che il trampolino per iniziare a farlo davvero. Forse la domanda di partenza è mal posta. Più che chiederci se c’è un’età giusta per sposarsi?, dovremmo chiederci: a chi sono chiamato a donare la mia vita? E qui entra in ballo un concetto talvolta mal interpretato: la vocazione. Questa parola deriva dal latino vocatio, che significa “chiamata”. Non è un termine polveroso per pochi eletti, ma indica quella spinta interiore, quella direzione verso cui ti senti irresistibilmente attratto. È come una forza superiore o una profonda intuizione che ti dice: Ehi, la tua strada è questa.

Noi crediamo che la vita cristiana non sia una collezione di figurine, una sequenza di esperienze casuali fatte “per provare”. Crediamo invece che sia un cammino guidato da una chiamata. E la bellezza è che la risposta a questa chiamata è già scritta nel nostro cuore, perché è il Signore stesso ad avercela messa. Noi amiamo immaginarla come un filo rosso che unisce tutti i puntini della nostra esistenza: quel filo che rende chiara la trama anche quando tutto sembra un groviglio. E allora, ha senso parlare di età? O ha più senso parlare di ascolto?

La vocazione sponsale

Qui bisogna sfatare un mito ancora presente in alcune parrocchie o seminari: non esistono vocazioni di serie A e di serie B. E certamente la vocazione al matrimonio non è un ripiego per chi non ha trovato di meglio da fare. È una chiamata precisa di Dio. Se senti che Dio ti sta chiamando al matrimonio, restare alla finestra non è “prudenza”. La mancata risposta è già una decisione: quella di non rispondere. La vocazione, qualunque essa sia, è l’unica vera via per la tua felicità. Non sceglierla per paura è come rinunciare a respirare per timore dell’aria viziata. Noi crediamo sia meglio una scelta coraggiosa che un’attesa infinita in una sala d’aspetto che non porta da nessuna parte. La società ci ha venduto l’idea dell’età perfetta:

  • Se fai una scelta definitiva prima dei 25 anni sei un incosciente.
  • 30 anni sei abbastanza maturo… ma forse ancora “giovane”.
  • 40 anni sei “ancora in tempo”…

Ma non esiste un interruttore magico che scatta con l’anagrafe. Non sono le candeline sulla torta a renderti pronto, ma il discernimento. È la capacità di conoscere te stesso e di riconoscere nella persona che hai accanto un compagno con cui costruire una missione condivisa. Molti aspettano il giorno in cui si sentiranno “pronti al 100%”. Spoiler: quel giorno non arriva mai se non scegli di fidarti e iniziare a camminare.

Il rischio del “parcheggio”

Vediamo spesso coppie che stanno insieme da decenni. Convivono, hanno figli, gestiscono bollette e spesa, sognano il matrimonio… ma restano lì. Aspettano la sicurezza assoluta: lo stipendio fisso, la casa di proprietà perfetta, la stabilità economica, la certezza matematica che non ci saranno crisi… Ma la sicurezza assoluta, su questa terra, è un’illusione. La vita non sarà mai completamente sotto controllo; la “carta dell’imprevisto” si pesca un giorno sì e l’altro pure. In questo modo, lo stare insieme (o meglio, il fidanzamento) smette di essere una preparazione e diventa un parcheggio. E più resti parcheggiato, più il motore della relazione si spegne. L’entusiasmo cala, il sogno si appanna e la vocazione resta sospesa nel limbo. Un fidanzamento eterno non è prudenza: è paura vestita bene.

D’altro canto, sposarsi giovani non significa essere dei folli. Significa avere il coraggio di iniziare presto un cammino di crescita che dura tutta la vita. È dire all’altro: “Non aspetterò di essere perfetto per donarmi, ma voglio imparare ad amare con te, giorno dopo giorno”. Il matrimonio non è il traguardo dei perfetti, ma l’inizio del cantiere dei peccatori che si fidano della Grazia.

E se ci si sposa tardi?

Dall’altro lato, bisogna essere onesti: sposarsi molto avanti con gli anni porta con sé delle sfide diverse. Non parliamo solo di rischi biologici, come il calo della fertilità, ma anche di aspetti psicologici. A quarant’anni le abitudini sono cementate, il carattere è spesso meno flessibile e si rischia di portarsi dietro ferite e cinismi accumulati nel tempo. Crescere insieme è un esercizio di “smussamento” reciproco; è più difficile farlo se hai vissuto vent’anni da adulto in totale autonomia, con i tuoi ritmi intoccabili. Questo non significa che chi si sposa a 40 anni non possa vivere un matrimonio meraviglioso (anzi!), ma che la strada sarà più impegnativa e il tempo condiviso come coppia e famiglia sarà, per forza di cose, numericamente minore.

Oltre l’anagrafe: la vita è adesso

La verità, quella che ci sentiamo di dirvi col cuore in mano, è che non esiste un’età giusta. Esiste una vocazione, esiste una persona concreta ed esiste una risposta che attende di essere data. Non rimandare la tua felicità per inseguire il fantasma di un’età ideale che esiste solo nelle statistiche. Che tu abbia 25 o 50 anni, se la chiamata è oggi, la risposta deve essere oggi. La vita è adesso e l’amore – quello vero, quello che ha il profumo dell’Eterno – non aspetta che tu sia pronto: si costruisce un passo alla volta.

Dennis e Francesca – Luce Sponsale

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