Il Migliore dei Preliminari

Cari amici del blog Matrimonio Cristiano, qui è Luce Sponsale – Francesca e Dennis. Oggi entriamo in camera da letto, ma lo facciamo togliendoci i calzari, perché il terreno su cui camminiamo è sacro. Parliamo di sesso? Sì. Parliamo di preghiera? Anche. E se vi dicessimo che le due cose sono molto più collegate di quanto pensiate? Preparatevi, perché oggi ribaltiamo il concetto di “preliminari”.

1. Domande scomode (quelle che solitamente evitiamo)

Vi siete mai chiesti cosa accade davvero nel vostro cuore un istante prima di fare l’amore? Prima delle carezze, degli sguardi o delle parole sussurrate, c’è un momento invisibile in cui decidete se aprirvi o chiudervi all’altro. Provate a chiedervi onestamente:

● Il desiderio, da solo, basta a creare una vera comunione?

● A volte, dietro la fretta di toccarsi, non si nasconde forse la paura di incontrarsi davvero nel profondo?

● E tu, marito, o tu, moglie: quando ti avvicini all’altro, sei pronto a donarti o sei lì solo per prendere?

Esiste un “preliminare” più profondo, più vero e decisamente più santo di qualsiasi tecnica possiate leggere sui manuali. È la disposizione del cuore.

2. Sulla soglia: cosa significa davvero “preliminare”?

Facciamo un piccolo passo indietro etimologico (promettiamo, ne vale la pena!). La parola viene dal latino prae-liminare: composto da prae (prima) e limen (soglia). I preliminari sono dunque “ciò che avviene prima di varcare una soglia”. Che immagine potente! La soglia è il confine tra il fuori e il dentro, tra l’attesa e la comunione totale. È il punto esatto in cui il desiderio si trasforma in tenerezza e l’istinto diventa intenzione d’amore. La preghiera è esattamente questo: l’atto che ci prepara a entrare con rispetto nello spazio sacro dell’altro, nel mistero dell’anima del coniuge e nella presenza di Dio. La vera domanda allora è: come prepariamo il cuore — e non solo il corpo — prima di varcare quella soglia?

3. La nostra esperienza

Niente teoria, passiamo alla vita vera. Questi sono i nostri vissuti sul tema:

Dennis: “Per tanto tempo ho pensato che i preliminari fossero solo fisici: mani, pelle, gesti. Ma ho scoperto che se il cuore non è in ascolto, anche il tocco più dolce resta in superficie. Con mia moglie abbiamo capito che il desiderio vero nasce quando ci guardiamo con gratitudine e chiediamo a Dio di abitare quel momento.”

Francesca: “Ricordo una sera: i bambini dormivano, la casa era silenziosa, lui sotto le coperte mi prese la mano. In quel periodo in cui non c’era intimità quella mano che si allungava era un segno di guerra dichiarata silenziosa, stavano già iniziando i pensieri “Ecco, e adesso questo cosa vuole ancora da me?”. Ma lui invece di baciarmi disse: “Preghiamo insieme.” Mi spiazzò. In quell’istante sentii una dolcezza diversa, come se Dio ci stesse dicendo: “Adesso potete amarvi davvero.” Da quella sera abbiamo capito che la preghiera non spegne il desiderio; lo purifica, lo amplifica, lo rende libero.”

4. Il respiro del Sacramento

Il matrimonio non è un contratto polveroso, ma un sacramento vivo. E come tale va alimentato. La preghiera è il respiro dell’amore sponsale; serve a rimettere Gesù al centro della coppia. Pregare insieme significa gridare: “Non siamo solo io e te, ma noi con Dio”. Immaginate la potenza di una coppia che, prima di dormire, si dice: “Grazie Signore per l’uomo/la donna che mi hai messo a fianco. Aiutaci ad amarci domani”. Questo gesto quotidiano è già liturgia, è già mistero grande. La preghiera ci libera dall’ego, ci ricorda che l’amore è offerta, non possesso. Ci rende miti, toglie la fretta e ci riporta al centro, dove Dio ci insegna a vedere l’altro come un dono immenso.

5. Tobia e Sara: il “preliminare” eterno

Se cerchiamo un esempio perfetto, dobbiamo guardare alla Scrittura. La prima notte di nozze di Tobia e Sara (Tobia, cap. 8) ha il sapore dell’eternità. Appena sposati, prima di unirsi fisicamente, si alzano dal letto e pregano: “Sorella, alzati! Preghiamo e domandiamo al Signore che ci dia grazia e salvezza”. Tobia dichiara: “Ora non per lussuria io prendo questa mia parente, ma con rettitudine d’intenzione. Degnati di avere misericordia di me e di lei e di farci giungere insieme alla vecchiaia”.

Ecco la perfetta incarnazione del prae-liminare: non varcano la soglia dell’intimità senza prima varcare quella della grazia. Prima di entrare l’uno nell’altra, entrano insieme alla presenza di Dio. Non rinunciano all’atto fisico, lo elevano! In quel momento diventano tre: lui, lei e Dio. Come diceva Giovanni Paolo II, l’uomo e la donna non “ricevono” solo il sacramento, ma lo celebrano e diventano ciò che celebrano. La preghiera trasforma il piacere in promessa.

6. Come si fa? (Guida pratica per cuori coraggiosi)

Forse vi state chiedendo: “Ok, ma come iniziamo a pregare insieme in un momento così?”. Non serve un rito solenne, serve verità. Ogni coppia deve cucirsi addosso il proprio “vestito”.

1. Iniziate prendendovi per mano. Guardatevi negli occhi: sono quegli stessi occhi che il Signore usa per farvi sentire amati.

2. Recitate un Padre Nostro, mantenendo il contatto visivo. È probabile che alla fine della preghiera di verrà naturale baciarvi: è un buon segno!

3. Ditevi col cuore: “Ti accolgo come dono”.

Non serve altro. La preghiera è il preliminare che si fa con l’anima: prepara l’amore, accende la carne e la santifica. È respiro, silenzio e apertura; è svuotarsi di sé per accogliere l’altro. In un mondo pieno di frastuono, sintonizzarsi in Dio permette di ascoltarsi davvero, cuore a cuore.

7. Per riflettere stasera

Vogliamo lasciarvi con tre domande da portarvi sotto le coperte:

● Vi è mai capitato di provare imbarazzo nel pregare insieme? Perché?

● In quali momenti della giornata potreste far entrare Dio, anche solo con un rapido “grazie”?

● Come cambierebbe il vostro desiderio fisico se lo affidaste prima a Lui?

La preghiera è il preliminare invisibile. È il battito che precede il tocco, la luce che rischiara la soglia tra desiderio e comunione. L’amore vero inizia con la disponibilità, e la preghiera è il luogo dove impariamo a essere disponibili: a Dio, all’altro e alla bellezza del mistero che ci unisce.

Dennis e Francesca (Luce Sponsale)

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