Il dono di saper custodire, come Maria

Oggi la Chiesa celebra l’Annunciazione, il momento in cui Maria ricevette la notizia della nascita di Gesù. Si tratta di un momento che diversi artisti hanno voluto rappresentare, da Giotto sino a Leonardo Da Vinci. Nel Vangelo è riportata subito l’umanità di Maria che, di fronte all’angelo Gabriele che la salutò definendola “piena di grazia”, (Lc 1,28) “fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo”. (Lc 1,29) L’angelo subito le disse:

«Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo». […] Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». (Lc 1, 30-38)

Di fronte ad un simile annuncio Maria non esita a consegnare tutta sé stessa a Dio, affinché realizzi il Suo progetto. Non resta in una posizione contemplativa ma si mette in viaggio per andare a far visita ad Elisabetta e con lei rimase tre mesi circa. Subito dopo aver salutato Elisabetta, Maria cantò le lodi di Dio in quello che oggi conosciamo come il “Magnificat” ed esclamerà a gran voce: “Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il Suo nome”. (Lc 1,49) Maria rende gloria a Dio per quanto sta realizzando, perché ha donato un figlio ad Elisabetta, che era detta sterile, e per la nascita imminente di Gesù.

Maria ha il coraggio dell’umiltà, non cerca la gloria né lo splendore: fa nascere Suo figlio nella semplicità di una mangiatoia. Alcuni pastori, venuti a conoscenza della Sua nascita, si misero in cammino e trovarono Maria, Giuseppe e un bambino avvolto in fasce. Proprio questo era il segno annunciato loro da un angelo: un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia. La Parola ci dice che ci fu grande stupore tra loro e “Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore”. (Lc 2,19)

Maria possiede un grande dono, quello di saper custodire. Probabilmente dentro di sé era presa dallo stupore, si chiedeva perché Dio avesse scelto proprio lei, non comprende pienamente ma rimane nel silenzio, custodisce quanto ha nel cuore e medita quanto sta accadendo. Il silenzio ha il compito prezioso di custodire un mistero molto più grande di lei. Maria ha il compito di indicarci la strada verso Gesù. Con discrezione fa presente a Suo figlio che il vino è terminato così da permettere a Gesù di realizzare il miracolo delle nozze di Cana, trasformando l’acqua in vino. Maria resterà in silenzio anche ai piedi della Croce, il suo è un silenzio che medita e custodisce il mistero dell’Incarnazione.

Maria ci guida verso Gesù e ci ricorda che nulla è impossibile a Dio. I nostri limiti umani, come la sterilità di Elisabetta, diventano l’occasione per testimoniare la potenza creatrice di Dio. Maria oggi ci ricorda proprio questo: l’apertura di cuore al Signore, la disponibilità a realizzare il Suo progetto e la capacità di saper custodire la relazione e i doni del Signore. Seguiamo i suoi passi affinché anche noi, prendendo esempio da Lei, possiamo dare testimonianza delle grandi cose che il Signore ha fatto per noi.

Francesca Parlangeli

Acquista i nostri libri Il dono del corpo La grazia degli imperfetti Sentire per amare

Lascia un commento