Un dono da portare a pienezza

Cari sposi finalmente siamo arrivati al culmine della nostra fede: la risurrezione di Gesù. Non frutto del devozionismo spiritualista ma un fatto reale e storico, che ha modellato la storia degli ultimi 2000 anni: Dio si è fatto uomo ed è risorto dalla morte, nonostante le immense cattiverie che gli sono state fatte. L’Amore ha vinto su qualsiasi minaccia che lo voleva eliminare!

Quante meraviglie si potrebbero raccontare oggi ma non c’è lo spazio per farlo. Soprattutto sono due le sottolineature che vorrei condividere con voi sposi. Il vostro amore nuziale è di origine Pasquale. I coniugi cristiani sono segno della Risurrezione molto di più del Cero e delle uova perché vi è stato donato la possibilità di attuare il medesimo amore che ha riportato Gesù in vita.

Dice Papa Francesco che “gli sposi possono sempre sigillare l’alleanza pasquale che li ha uniti e che riflette l’Alleanza che Dio ha sigillato con l’umanità sulla Croce” (Amoris laetitia, n. 318). È bello vedere il realismo e il senso di libertà che il Signore vi concede: voi potete essere segno di Cristo Risorto, se lo lasciate agire in voi.

Ancora un altro passaggio ancora più esplicito, sempre di Papa Francesco: “L’amore di Gesù, che ha benedetto e consacrato l’unione degli sposi, è in grado di mantenere il loro amore e di rinnovarlo quando umanamente si perde, si lacera, si esaurisce. L’amore di Cristo può restituire agli sposi la gioia di camminare insieme; perché questo è il matrimonio: il cammino insieme di un uomo e di una donna” (Omelia 14 settembre 2014).

È chiaro che voi avete il dono di manifestare che l’Amore non muore, nonostante le difficoltà di un matrimonio. Come Gesù ha dimostrato di non essere bloccato da tutte le ostilità ricevute nella Passione, anche voi potrete fare altrettanto.

Ho ricevuto un bellissimo regalo recentemente in una confidenza di un amico che vive fedelmente il suo matrimonio nonostante la consorte se ne sia uscita di casa da anni. Poco tempo fa si sono incontrati e lei, notando il suo atteggiamento sempre benevolo e accogliente, lo ha provocato con una domanda: “ma tu non me la vuoi far pagare per tutto quello che ti ho fatto?”. La risposta è stata meravigliosa: “io ti voglio bene, te l’ho promesso quel giorno in cui ci siamo sposati”.

Ecco uno dei molteplici splendori della Risurrezione e che si riverberano ancora oggi tra noi! Gesù Risorto agisce e si manifesta nell’amore nuziale e nonostante i due millenni ci dimostra, negli sposi, di essere vivo e presente in mezzo a noi. Cari sposi, Gesù vi sprona e vi incoraggia a lasciarlo agire in voi, a credere di essere portatori di un Amore che non avrà mai fine.

ANTONIO E LUISA

La Risurrezione di Cristo insegna una verità scomoda ma liberante: non si rinasce trattenendo la vita, ma donandola. Istintivamente ci proteggiamo, ci chiudiamo, dosiamo l’amore per non soffrire. Gesù fa il contrario: si consegna totalmente, attraversa la ferita, e proprio lì apre alla vita nuova. Nel matrimonio questo diventa esperienza concreta. Amare davvero significa esporsi, lasciare le difese, smettere di fare calcoli. Significa restare quando verrebbe da scappare, perdonare quando costa, donarsi anche quando non ci si sente ricambiati.

È una logica che spaventa, ma è l’unica che genera vita. Perché quando smetti di trattenerti, scopri che l’amore non ti svuota, ti rigenera. Il matrimonio diventa così una palestra di resurrezione quotidiana: morire al proprio ego per far vivere la relazione. E ogni volta che scegli di amare fino in fondo, anche dentro le ferite, stai già risorgendo.

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