Le crepe delle famiglie felici

In questi giorni tutti i maggiori media hanno ripreso un’intervista a Gabriele Muccino. Un’intervista rilasciata per promuovere la seconda stagione della serie televisiva A casa tutto bene. Si tratta della prima volta del regista alle prese con una serie tv. Ammetto di non averla vista, ma le recensioni presenti on line mi raccontano di una trama tipica che caratterizza il lavoro di Muccino. Il regista racconta sempre di famiglie piene di problemi, nevrasteniche, dove si tradisce e non ci si capisce. Insomma un dipinto non proprio attraente della famiglia italiana e della famiglia come realtà sociale. Ricordo ancora il primo film di Muccino che vidi. Si trattava de L’ultimo bacio. Era il 2001, lo vidi con Luisa, avevamo già programmato il matrimonio che celebrammo nell’estate del 2002. Quel film mi lasciò davvero un velo di tristezza. Una rappresentazione triste e povera della famiglia. Un inferno più che un paradiso.

Torniamo all’intervista! Cosa ha detto il regista? Non ho mai creduto alle famiglie felici, anche quelle perfette nascondono crepe. Su una cosa ha ragione: non esistono le famiglie perfette perchè tutte hanno delle crepe. Questo è assolutamente vero! Ma è sulla prima parte che si sbaglia. Certo sempre più spesso è come dice lui. Se tanti matrimoni falliscono significa che queste crepe alla fine hanno portato ad una frattura. Però è altrettanto vero che quelle crepe, cioè le nostre personali ferite, le nostre imperfezioni, i nostri peccati e anche le nostre differenze, possono essere invece una grande opportunità. L’opportunità più bella per fare esperienza della misericordia, dell’amore gratuito capace di perdonare.

L’ho scritto tante volte. Il matrimonio è immagine dell’amore di Dio che è perfetto. Non perchè siamo perfetti noi sposi, ma perchè la nostra imperfezione, i nostri errori, i nostri limiti e le nostre debolezze, quando vissuti nell’abbandono a Dio e nella Grazia di Dio, sono motivo per perdonare, per amare gratuitamente e senza merito alcuno il nostro coniuge. Questo è l’amore misericordioso di Dio. Questo è quell’amore di cui noi sposi siamo chiamati ad essere immagine.

Quello che rende un matrimonio perfetto è proprio la sua imperfezione, la nostra personale imperfezione di sposi. Io mi sento maggiormente amato da Luisa, non quando sono brillante e faccio o dico la cosa giusta, ma quelle volte che mi rendo conto di aver sbagliato, di averla fatta soffrire con il mio atteggiamento e le mie parole e lei non smette di amarmi. Quando io sono imperfetto e il mio modo di relazionarmi con lei è imperfetto e lei comunque è lì accanto a me e mi continua ad amare mi sento l’uomo più fortunato del mondo perchè il suo dono gratuito, e in quei casi immeritato, mi fa fare esperienza dell’amore misericordioso, l’amore di Dio.

Ecco perchè caro Muccino la debolezza di tante famiglie è anche la loro forza. Perchè in quello stress, in quelle litigate, in quel casino si può fare esperienza di Dio.

Antonio e Luisa

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