Ripagati con gli interessi.

Dal libro del Siràcide (Sir 35,1-15) Chi osserva la legge vale quanto molte offerte; chi adempie i comandamenti offre un sacrificio che salva. Chi ricambia un favore offre fior di farina, chi pratica l’elemosina fa sacrifici di lode. Cosa gradita al Signore è tenersi lontano dalla malvagità, sacrificio di espiazione è tenersi lontano dall’ingiustizia. Non presentarti a mani vuote davanti al Signore, perché tutto questo è comandato. L’offerta del giusto arricchisce l’altare, il suo profumo sale davanti all’Altissimo. Il sacrificio dell’uomo giusto è gradito, il suo ricordo non sarà dimenticato. Glorifica il Signore con occhio contento, non essere avaro nelle primizie delle tue mani. In ogni offerta mostra lieto il tuo volto, con gioia consacra la tua decima. Da’ all’Altissimo secondo il dono da lui ricevuto, e con occhio contento, secondo la tua possibilità, perché il Signore è uno che ripaga e ti restituirà sette volte tanto. Non corromperlo con doni, perché non li accetterà, e non confidare in un sacrificio ingiusto, perché il Signore è giudice e per lui non c’è preferenza di persone.

Le lettura di oggi è tratta da un libro sapienziale, esso infatti è una fonte sicura quando sentiamo il bisogno di attingere un po’ di sapienza, anche oggi ci offre ampi spunti di riflessione per fare un check-up del nostro rapporto col Signore e, di riflesso, tra di noi. Ci soffermiamo solo su una frase: Da’ all’Altissimo secondo il dono da lui ricevuto, e con occhio contento, secondo la tua possibilità, perché il Signore è uno che ripaga e ti restituirà sette volte tanto.

Ci sono molti sposi che si sottostimano sia come coppia che come singoli. Incontriamo mariti che quando si comincia ad andare nel profondo per risolvere alcune ferite dentro la relazione con la propria sposa mettono subito davanti le proprie difficoltà, fragilità, paure… le presunte incapacità. Escono le classiche frasi: io non ce la faccio… nessuno mi ha mai insegnato… non so come fare.. io non sono bravo a fare questo o quell’altro… ecc… Incontriamo altrettante mogli che appena si entra nel vivo dei loro problemi di coppia tirano fuori la loro (presunta) incapacità: io non sono una moglie perfetta… non sono una casalinga ordinata… non riesco a farlo contento… non sono brava a… ecc… Cari sposi, ma vi siete sposati con un’ameba o con una persona che stimavate tanto da decidere di sposarla? Scusate la franchezza, ma ogni tanto un po’ di fotografia della realtà non fa male.

Siamo partiti con una provocazione per provocare, appunto, una riflessione che ora speriamo di aiutarvi a fare. Innanzitutto dobbiamo capire e riscoprire il grande dono della Grazia Sacramentale intrinseca nel Sacramento del Matrimonio che, come tutti i doni del Signore, quando parte da Dio è infinito ma poi quando arriva a noi si ridimensiona non a causa del donatore ma a causa del ricevente. Una tra le esperienza più confortanti di una bella gita in montagna è trovare una fontana sempre zampillante di acqua fresca e pura, e quando da piccolo non ero ancora molto bravo a bere direttamente in bocca, venivo fornito di uno di quei bicchieri da viaggio; restavo sempre meravigliato del fatto che, una volta riempito il mio bicchiere la fontana non smettesse di sgorgare acqua, restavo incantato di quanta acqua fluisse tra un bicchiere e l’altro, pensavo di portarmela a casa, ma più della capacità della mia borraccia non si poteva; mi ripromettevo allora di comprare una borraccia più capiente per la prossima volta.

Questa esperienza ci insegna che i doni di Dio si conformano in base alla capacità di “stoccaggio” che abbiamo, dipende dalle nostre borracce, dai nostri bicchieri, più il nostro contenitore sarà grande e più beneficeremo della Grazia; quella fontana dalla parte di Dio è a gettito continuo, non ha il rubinetto, sempre aperta H24.

Una tra le esperienza più belle che abbiamo fatto nel Matrimonio è ricevere in dono una capacità, un talento, un carisma giusti per la situazione contingente, non serviva di più nè di meno, ma esattamente la Grazia che è arrivata così come quel bicchiere da viaggio è sufficiente per ristorarci nel cammino fino alla prossima tappa. E così i mariti possono supplicare il Signore di aiutarli nel risolvere le ferite nella relazione con la propria sposa appellandosi alla Grazia sacramentale del Matrimonio, ci sarà un percorso in salita proprio come in montagna, ma il Signore non farà mancare le Sue fontane nei momenti giusti, l’importante è preparare lo zaino con bicchieri e borracce adeguati. Le mogli potranno imitare quella donna che non osava toccare Gesù ma si accontentò di toccare almeno il lembo del Suo mantello, anch’esse dovranno appellarsi alla Grazia sacramentale del Matrimonio e scopriranno che il Signore aveva già pronte quelle Grazie per recuperare il rapporto di coppia, ma attendeva che toccassero il lembo del mantello.

Cari sposi, non sottostimatevi mai perché il Signore ha scelto ognuno di noi per amare il proprio coniuge, e per farlo si vuole servire della nostra umanità, non quella di un altra persona, ecco perché abbiamo scelto la frase del Siracide: Da’ all’Altissimo secondo il dono da lui ricevuto, e con occhio contento, secondo la tua possibilità. Sposi, qual è la vostra possibilità? Qual è il dono da Lui ricevuto?

Ogni coppia è un capolavoro del Signore e, come tutti i capolavori degli artisti, sono unici ed irripetibili. Non sentitevi di meno di altre coppie, non sentitevi meno bravi o meno perfetti o meno evangelizzatori.. sentitevi semplicemente ciò che siete e, come una brava mamma cerca di fare la migliore torta con gli ingredienti che ha, così anche voi smettete di sognare o rimpiangere la torta regale dello chef stellato ma usate la vostra umanità di marito e di moglie unica ed irripetibile per lui/lei. Dobbiamo imparare a desiderare ciò che già abbiamo.

Coraggio sposi, il Signore non farà mancare la Sua ricompensa perché il Signore è uno che ripaga e ti restituirà sette volte tanto.

Giorgio e Valentina.

Un pensiero su &Idquo;Ripagati con gli interessi.

  1. – Cari sposi, non sottostimatevi mai perché il Signore ha scelto ognuno di noi per amare il proprio coniuge, e per farlo si vuole servire della nostra umanità, non quella di un altra persona, ecco perché abbiamo scelto la frase del Siracide: Da’ all’Altissimo secondo il dono da lui ricevuto, e con occhio contento, secondo la tua possibilità. Sposi, qual è la vostra possibilità? Qual è il dono da Lui ricevuto? –
    GRAZIE PER QS RIFLESSIONE. Il Signore ci chiede “il nostro tutto” non di più e non di meno e ci aiuta a fare tutta la nostra parte secondo la nostra possibilità. Sta a noi chiederGli aiuto durante il nostro cammino. Ma troppo spesso (parlo per me) lo dimentichiamo e … magari senza accorgercene … contiamo solo sulle nostre forze.

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