Il matrimonio secondo Pinocchio /5

A quel garbo insolente e derisorio, Geppetto si fece triste e melanconico, come non era stato mai in vita sua, e voltandosi verso Pinocchio, gli disse: – Birba d’un figliuolo! Non sei ancora finito di fare, e già cominci a mancar di rispetto a tuo padre! Male, ragazzo mio, male! E si rasciugò una lacrima.

Restiamo ancora su questa frase perché dopo aver riflettuto sulla paternità di Dio Padre e sulla nostra figliolanza divina, ora affrontiamo l’ultima nota di questa frase, quella dolente: E si rasciugò una lacrima.

Le lacrime sono un segno del corpo che spesso arrivano quando il corpo non riesce più ad esternare ciò che avviene dentro; ci sono le lacrime positive di gioia, stupore, meraviglia, pace, incanto così come quelle negative di tristezza, infelicità, angoscia, dolore e dispiacere. Le conosciamo benissimo perché almeno una volta tutti ne abbiamo fatto esperienza, perciò possiamo facilmente immaginare lo stato d’animo del povero Geppetto dinanzi alle monellerie del figliuolo, ma ora non ci interessa farne una disamina attenta, quanto invece far emergere ciò che il Collodi vuole dirci con queste poche parole.

Un antico adagio recita così: non c’è amore senza dolore… è una verità insita nella nostra esistenza e nessuno ne è escluso, lo sanno benissimo le madri che per amore affrontano il dolore del parto, lo sanno benissimo gli sposi che per amore sopportano i dolori che nascono dalla relazione col proprio coniuge. Quando si è disposti a soffrire pur di amare allora si è pronti ad amare, altrimenti si è ancora nell’adolescenza o, peggio, nella fanciullezza. La prima esperienza che si fa quando si comincia ad amare qualcuno è proprio quella del dolore, e Geppetto (simbolo del Padre) ce lo ricorda.

Ma con quale stile ama Dio Padre? Per capirlo meglio ci lasceremo aiutare da una mamma, che, come tutte le mamme, conosce bene il dolore: la Madonna. Nelle sue varie apparizioni riconosciute ufficialmente dalla Chiesa non cessa di mostrarci il volto materno doloroso dell’amore di Dio ; riportiamo solo alcune frasi.

Apparizione a La Salette (19/9/1846): Da quanto tempo soffro per voi ! Se voglio che mio figlio non vi abbandoni, sono incaricata di pregarlo incessantemente e voi non ci fate caso. Per quanto pregherete e farete, mai potrete compensare la pena che mi sono presa per voi.

Apparizione a Fatima (13/08/1917): Ed assumendo un aspetto più triste, (aggiunse): Pregate molto e fate sacrifici per i peccatori, perché molte anime vanno all’Inferno non avendo chi si sacrifichi e preghi per loro”. (13/10/1917) E assumendo un aspetto triste (la Madonna aggiunse): non offendano più Dio Nostro Signore che è già molto offeso.

Apparizione a Beauraing (03/01/1933): Chiede infine, al culmine del dialogo con i bambini: “Amate mio Figlio? Mi ami? Quindi sacrificati per me.”

Anche se queste frasi mettono in luce alcuni aspetti particolari della nostra vita di fede, ci confermano comunque che anche l’amore tra Dio e l’uomo è caratterizzato dal dolore; non possiamo a questo riguardo non citare la dolorosissima Passione del Figlio di Dio per la nostra salvezza e le vite di tanti santi che hanno deciso di corrispondere all’amore di Dio e si sono conformati al Figlio come San Pio da Pietrelcina o Santa Veronica Giuliani.

La Madonna in questi messaggi ci conferma e ci mostra la tenerezza materna che il Signore ha nei nostri confronti. Proprio come una mamma che vede il proprio figlio “prendere una brutta strada” e non si stanca di sperare in un cambiamento, continuamente lo richiama sulla retta via con la sua tenerezza materna ricordandogli il suo amore materno ed aspetta, aspetta e ancora aspetta con la speranza nel cuore, perché le mamme sono così, per fortuna.

Il Signore sapeva bene che cominciare l’avventura umana sarebbe costato tanto dolore, eppure l’ha fatto, non ha esitato un solo istante perché ciò che Lo muove è l’amore per l’uomo. Questo Padre (rappresentato da Geppetto) non nasconde la verità delle nostre “monellerie” – Male, ragazzo mio, male! – ma ce lo dice con la tristezza nel cuore, non per metterci sulle spalle il peso del ricatto morale (come a volte facciamo noi coi nostri figli) ma perché spera di risvegliare in noi la nostalgia del Suo amore, della Sua pace, della Sua serenità.

Questo atteggiamento di Dio, nello stesso tempo paterno e materno, ci interroga direttamente come sposi perché il nostro matrimonio deve sempre più conformarsi al Suo amore: come ci relazioniamo col nostro consorte quando sbaglia? Siamo interrogati anche come genitori, in quanto facciamo le veci del vero Padre: come aiutiamo i nostri figli a correggersi?

Molte persone che vivono lontane dalla vita di fede pensano che Dio non si interessi a loro, ma si sbagliano di grosso. La Madonna ci testimonia in ogni apparizione che più siamo lontani da Dio e più Lui ci cerca per sedurci a tornare a Lui con tutto il cuore. Molte mamme vanno a letto “con un occhio aperto” (ma anche con un’orecchio), e non prendono sonno finché tutti i figli non sono rincasati dalle serate con gli amici o il marito non torna dal lavoro dopo il turno serale. Similmente anche il Signore non si addormenta, non prende sonno il nostro Custode, a volte quando non ci vede rincasare da troppo tempo ci manda dei richiami quali il tormento della coscienza, altre volte ci manda la Madonna ma mai con atteggiamenti aspri, sempre con tenerezza e dolcezza.E così dobbiamo imparare ad agire anche noi sia come sposi che come genitori, impariamo dalla Madonna, ma anche Geppetto è un buon insegnante!

Giorgio e Valentina.

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