Grazie per averci chiamati alla missione!

Cari sposi,

            quando è stata l’ultima volta che avete provato una forte empatia per una situazione accaduta ai vostri figli? Penso a un esame difficile, oppure un problema lavorativo o magari una malattia. Da buoni genitori il loro dolore e sofferenza sono divenuti vostri, di sicuro amplificati dal desiderio di alleviarli o toglierli! Qualcosa di molto simile successe a Gesù. Egli, come al solito, si sta spostando di villaggio in villaggio nella sua Galilea. Ci troviamo alla fine della narrazione che Matteo dedica ai miracoli e quindi la fama del Maestro è davvero alle stelle. Di conseguenza tutti volevano vederLo e toccarLo. È in questo contesto che avviene la scena odierna; ad un certo punto Gesù si trova davanti migliaia di persone pronte ad ascoltarlo e lì è accaduto quanto abbiamo letto or ora. Vorrei fare due semplici sottolineature al riguardo.

La prima. Gesù dimostra di avere un cuore profondamente capace di connettere con i veri bisogni delle persone, possiede il talento di immergersi con tutto sé stesso alle situazioni altrui. Già questo è degno di nota e per noi stimolo a chiederGli spesso un cuore simile al Suo. Ma cosa sta provando esattamente Gesù? Non è meraviglia per la folla di fans, nemmeno un atteggiamento superficiale – tipo “poverini!” – per le difficoltà di essere in quel posto in così tanti. Il verbo che usa Matteo è “esplanchnìsthe”, cioè, “ne ebbe profonda compassione”. Molto interessante rilevare come sia lo stesso verbo usato nella Parabola del Figlio Prodigo per indicare la reazione del padre quando intravede di lontano il ritorno del figlio pentito. Ma c’è di più: questo verbo fa proprio riferimento al sostantivo “σπλάγχνα” ossia le “viscere” che a sua volta traduce l’ebraico רחמים “rahamim”, ossia il grembo materno. Questo per mostrare come Dio è, a un tempo, Padre e Madre, è la fonte ultima dell’autentica paternità e maternità.

Prima di agire davanti a questo urgente bisogno di guide e pastori, Gesù prova nel suo cuore un sincero senso di com-passione, cioè si fa carico dei loro problemi e necessità, entrando nel più profondo del loro vissuto. Ecco qui il punto cari sposi: davanti a un mondo pieno di difficoltà, specie per i vostri figli; al constatare quanto soffrano giovani, coppie, famiglie, come vi ponete voi? Cosa provate nel cuore? Qual è il vostro atteggiamento più intimo? State provando in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù? (cfr. Fil 2, 5). Quel Gesù che abita in voi per il sacramento, Colui che ha trasformato, trasfigurato, il vostro amore nuziale, vorrebbe in voi e con voi ancora oggi provare quegli stessi sentimenti per le “folle stanche e sfinite”.

In secondo luogo, vediamo la conseguenza di quella commozione profonda di Gesù. Sembra quasi che si sia chiesto tra sé e sé: “Cosa posso fare per loro?”. Ecco allora che Lui si “moltiplica” e chiamando uno per uno gli apostoli, quasi fa sì che il Suo amore divenga il loro. Anche voi nel matrimonio vi siete chiamati per nome, cioè, avete risposto a un appello del Signore a seguirLo in questa passione di amore infinito. Sì, in effetti, il matrimonio è una vocazione all’amore e per questo anche all’apostolato. È un grande dono quello che Gesù vi ha fatto, segno della fiducia che Lui ripone in voi. Possiate cari sposi oggi sentirvi sempre più coinvolti con Gesù nel suo desiderio ardente di raggiungere tutti e già lo sapete che, con la grazia del matrimonio, Lui conta pienamente su di voi.

ANTONIO E LUISA

Sapete una cosa? La nostra missione non consiste nel fare qualcosa. Non consiste nel predicare, neppure nel fare opere di misericordia e di volontariato. Sì sono tutte cose buone ma che devono essere una conseguenza della nostra missione primaria. Gesù ci ha chiamato e ci ha inviato per essere ciò che siamo. Siamo sposi cioè una comunione d’amore. Più sapremo diventare questa comunione, con tutte le nostre fragilità umane ma con la forza dello Spirito Santo, e più mostreremo al mondo chi è Dio e come Dio ama. Questa è la nostra missione: diventare ciò che siamo!

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