Cari sposi,
ritorno su un tema che Ettore ha già trattato qualche giorno fa. Entrambi, infatti, abbiamo partecipato al XII convegno pastorale teologico che il Progetto Mistero Grande organizza annualmente. Vorrei restituire un po’ i doni e le grazie che ho ricevuto in quei giorni e che sto ancora assimilando e meditando nel mio cuore. Fondamentalmente ho percepito la Presenza di Gesù in mezzo a noi, in forza certamente dell’Eucarestia che abbiamo messo al centro, ma anche grazie a voi sposi che siete il prolungamento del Suo essere nel mondo, voi che “rendete manifesta a tutti la viva presenza del Salvatore” (Gaudium et Spes 48).
Attività come questa non sono per pochi eletti, per chi viene raccomandato dal proprio vescovo o possiede un titolo in teologia. Sono felice di avere convissuto con sposi molto semplici, gente comune, che però non si accontenta e vuole crescere nella fede come coniugi. Ho proprio visto, durante quei giorni, lievitare la grazia del matrimonio. Che bisogna fare per crescere e andare oltre il tran tran di ogni giorno?
Anzitutto bisogna conoscere la grazia che Gesù vi ha donato. Non mi vergogno di dirvi che da quando sono in questo percorso con le coppie, ho imparato cose che i libri di teologia non mi avevano dato. Così, sono state dette cose meravigliose sul rapporto tra matrimonio ed Eucarestia, a partire dalla Scrittura, dalla storia della Chiesa, dalle catechesi di Giovanni Paolo II… il matrimonio è una miniera di perle preziose che svelano la grandezza di Dio Trinità! Come vorrei che possiate non dico bere ma tracannare l’acqua di questa sorgente perenne!
Ma noi non siamo credenti razionalisti, che pensano che la fede consista in tante belle nozioni apprese. La verità che Gesù ha svelato sul matrimonio va poi contemplata in ginocchio. Ecco allora che l’Eucarestia diventa lo specchio dinanzi al quale gli sposi vedono il loro vero volto. Se marito e moglie si fissano su quello che non va in loro, stanno solo cominciando la lunga e lenta discesa verso la morte della coppia. È piuttosto Gesù che nell’Eucarestia rivela l’altissima vocazione degli sposi di essere un corpo vivo, donato per amore. Quindi, quanto è importante contemplare e lasciarsi stupire dal dono di queste verità che non ce le siamo date noi ma che discendono dal Cielo. Che meraviglia è stata poter vivere due adorazioni con un taglio nuziale e percepire quanto Gesù desideri “uscire” da quell’Ostia per continuare ad incarnarsi ancora oggi in ciascuno di voi!
E infine tutto ciò va vissuto e condiviso. Non si può essere coppia in solitario, non si vive il matrimonio per sé stessi, rinchiusi al calduccio della propria casa ma è stato bellissimo vedere gli sposi assieme che condividono ciò che sono, la propria fede, la propria vita, le attese, speranze, difficoltà. Ci vogliono momenti così, in cui ci si rende conto di essere tutti un unico Popolo in cammino, a prescindere da appartenenze ecclesiali, gruppi, carismi… Quanto è necessario che gli sposi si uniscano tra loro in forza del sacramento ricevuto, prima ancora di altre “suddivisioni” e questo si è colto molto bene ad Assisi. Non mi resta che augurarvi di continuare anche voi, nella vostra ferialità, a crescere nella conoscenza della Grande Bellezza che vi è stata data, nel contemplarla per stupirvi del Dono e infine nel condividerla con altre coppie, formando un corpo unito.
padre Luca Frontali
Sono pugliese…come potremmo partecipare anche noi a questi incontri?
"Mi piace""Mi piace"
visita il sito di misterogrande Ci sono contatti per tutta Italia
"Mi piace""Mi piace"