Entrerò danzando in cielo

Cari sposi, anche oggi continuiamo il racconto di coppie in cammino verso gli altari. Si tratta dei venerabili coniugi Cyprien e Daphrose Rugamba i quali ci mostrano una storia del tutto singolare. Nella cultura africana l’origine tribale ha un grande peso e difatti essi erano assai diversi sotto molti aspetti, anzitutto per l’etnia: lui hutu e lei tutsi, lui riconvertitosi dopo anni di ateismo, lei di famiglia profondamente credente; lui intellettuale ed artista, lei dedicata alla famiglia e figli. Per tutto ciò non fu affatto un matrimonio facile, al punto che per un periodo vissero separati dopo che Cyprien accusò ingiustamente Daphrose di stregoneria. In quel periodo però fu lui a tradirla in più occasioni al punto da diventare padre di una figlia illegittima che Daphrose non esitò successivamente ad accogliere in casa.  

Per la sua grande fama di intellettuale e compositore di canzoni, poesie, balli ed opere teatrali, venne corteggiato dal governo che lo voleva rendere strumento di indottrinamento e manipolazione nelle lotte tribali ma Cyprien si schermiva rivendicando la sua appartenenza solo “al partito di Gesù”.

Come coppia furono esempio di unità e riconciliazione in un momento di crescente odio razziale. Il loro matrimonio divenne un esempio vivente di come l’amore di Cristo può superare ogni barriera culturale ed etnica. Inoltre, memori della loro crisi coniugale, seppero essere a loro volta consiglieri e accompagnatori di coppie in difficoltà.

Il martirio come sempre non è una casualità ma l’apice di un crescente amore e dedizione al Signore. Sono le 10:30 del 7 aprile 1994 – il presidente Habyarimana era stato assassinato da poche ore – quando un commando di paramilitari si presentò alle porte di casa Rugamba. Il comandante chiamò fuori Cyprien il quale si presentò sull’uscio con tutta la sua numerosa famiglia, un oscuro presentimento infatti pervadeva su di loro ma anziché scappare avevano passato la notte in preghiera. Dopo averlo pesantemente insultato gli chiese se fosse ancora cristiano. Al che lui replicò citando una delle sue più famose canzoni: “Sì, ed entrerò danzando in Cielo”. Furono le sue ultime parole: una raffica di pallottole uccise tutti loro meno il più piccolo, occultato dai cadaveri dei fratelli ed unico testimone oculare del martirio della sua famiglia. Questi fatti e tanto altro nel libro che racconta la loro vita e la loro santità. Un esempio meraviglioso che può essere di stimolo ed incoraggiamento per noi oggi a seguire Cristo Sposo nelle nostre circostanze e nel nostro ambiente.

Padre Luca Frontali

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