Martedì della scorsa settimana mi sono svegliato all’incirca alla stessa ora e dovevo portare le figlie, una al treno e l’altra a scuola, non prima di essere passati a riportare alcune loro cose nella casa in cui vivono. Come al solito le ho dovute sollecitare, perché si stava facendo tardi, ma alla fine siamo partiti; tuttavia, dopo nemmeno due chilometri ci siamo trovati di fronte a un incidente appena successo, dove un’auto era uscita fuori strada ad una curva, a causa anche dell’asfalto bagnato.
Siamo giunti quando la ragazza che guidava (senza particolari danni evidenti) stava aiutando ad uscire l’altra ragazza dal lunotto posteriore dell’auto: quest’ultima aveva il volto completamente ricoperto di sangue per una evidente ferita alla fronte, oltre a tagli nelle mani. Ho accostato subito l’auto con le doppie frecce accese, ho preso il kit di pronto soccorso che per fortuna tengo sempre in auto e, insieme a un altro ragazzo sopraggiunto, abbiamo cercato di medicare, tamponare e tranquillizzare, nell’attesa dell’arrivo dell’ambulanza (che sarebbe arrivata dopo almeno quindici minuti). Sono quelle situazioni in cui, uno come me che non ha conoscenze mediche, non vorrebbe mai trovarsi, ma ho cercato di fare il possibile.
La ragazza che guidava ha telefonato subito al marito che è arrivato prima dell’ambulanza, l’altra cercava di scrivere al fidanzato, ma non era in grado, poi è stata aiutata ed è riuscita anche lei. Questo evento mi ha fatto molto riflettere, oltre ovviamente al dispiacere per queste due ragazze che spero stiano bene e per le quali ho pregato.
Innanzitutto, ho riflettuto che entrambe le ragazze hanno sentito la necessità di contattare qualcuno che voleva loro bene e che le avrebbe potute aiutare, assistere, consolare. Mi ricordo che anche io, quando mio padre morì nel lontano anno duemila, la prima cosa che feci, nonostante fosse sera tardi, fu telefonare dall’ospedale, alla mia fidanzata (ora moglie), per avere una parola amica, di conforto: quando sei nel dolore e nella sofferenza, solo chi ti ama davvero può capirti (si condividono infatti le gioie e le cose belle, ma anche le sofferenze e quello che ci fa stare male).
Tornando all’evento, in un primo momento, ho pensato che purtroppo io non avrei avuto una dolce metà da chiamare e mi sono un po’ rattristato; successivamente ho riflettuto meglio e mi sono accorto che invece sono tanto fortunato. Infatti, una mattina ti alzi e dai per scontato che la giornata sarà come tutte le altre, poi basta una curva perché tutta la tua vita cambi completamente, anche solo per un certo periodo e affinché le tue aspettative e desideri mutino improvvisamente.
Nulla è scontato nella vita, la salute, la casa, gli amici, le gioie, il lavoro….solo che spesso noi perdiamo tempo ad arrabbiarci per quello che non abbiamo e a trovare colpevoli della nostra infelicità: è un atteggiamento che porta in un vicolo cieco e non cambia le cose.
Se io passo le giornate a incolpare mia moglie del mio malessere, della mia solitudine, della mancanza di tenerezza e del mio vivere in castità, oppure me la prendo con me stesso per gli errori commessi o per non aver capito prima i problemi, quale beneficio ottengo? Nessuno! Il comportamento invece che fa crescere è fare il massimo possibile, cioè quello che riesco in base alle mie qualità e capacità: Dio non mi chiede di fare miracoli, ma di fare solo la mia parte. Ci sono delle cose che dobbiamo fare noi, non possiamo delegare altri o Dio.
Ultimamente poi, forse per le guerre, forse per le calamità naturali anche vicino a me (come la recente alluvione in Toscana), sento che è necessario non perdere tempo a lamentarsi, ma rimboccarsi le maniche e agire, guardando dritto alla meta e affidando la nostra vita a Dio, l’Unico che la può custodire.
Infine ho avuto modo di sperimentare, in diversi anni, quanto sia importante avere amici veri, non quelli che ti scaricano alla prima difficoltà, ma quelli che davvero ti considerano un fratello. Ho imparato tanto ad esempio all’interno della Fraternità Sposi per Sempre su quest’aspetto: quando uno di noi ha avuto un problema o si è ammalato, c’è chi è andato a fargli la spesa e chi si è preoccupato di cucinare o chi semplicemente gli ha fatto compagnia o lo ha accompagnato.
Quindi sono ben consapevole che se avessi bisogno, avrei tanti amici da poter chiamare e sui quali posso contare!
Ettore Leandri (Presidente Fraternità Sposi per Sempre)