Dal primo libro dei Maccabèi (1 Mac 1,10-15.41-43.54-57.62-64) In quei giorni, uscì una radice perversa […] In quei giorni uscirono da Israele uomini scellerati, che persuasero molti dicendo: «Andiamo e facciamo alleanza con le nazioni che ci stanno attorno, perché, da quando ci siamo separati da loro, ci sono capitati molti mali». Parve buono ai loro occhi questo ragionamento.[…] cancellarono i segni della circoncisione e si allontanarono dalla santa alleanza. Si unirono alle nazioni e si vendettero per fare il male.[…] Anche molti Israeliti accettarono il suo culto, sacrificarono agli idoli e profanarono il sabato.[…] Tuttavia molti in Israele si fecero forza e animo a vicenda per non mangiare cibi impuri e preferirono morire pur di non contaminarsi con quei cibi e non disonorare la santa alleanza, e per questo appunto morirono. Grandissima fu l’ira sopra Israele.
Nella divina Liturgia di oggi troviamo questo brano che potrebbe indurre al pessimismo, ma in realtà la Chiesa ci ripropone questi avvenimenti del popolo di Israele perché anche noi, uomini del nuovo millennio, siamo un po’ come il popolo di Israele, anche noi siamo dei capoccioni, anche noi ritorniamo al Signore con entusiasmo che assomiglia al fuoco di paglia, anche noi ci costruiamo degli idoli quando non avvertiamo la presenza di Dio, anche noi spesso ci lasciamo suggestionare dalle nostre fragilità e cadiamo in peccati di varia natura e gravità.
Quando leggiamo queste righe non dobbiamo compiere l’errore di sentirci superiori a questo popolo scelto da Dio, non dobbiamo guardare a loro con disprezzo o con altezzosità, dobbiamo fare tesoro dell’insegnamento che ne deriva per restare sempre vigili, per non abbassare mai la guardia su noi stessi, per non dimenticarci che siamo creature finite e fallaci, spesso ingrati col nostro Creatore.
Il brano ci lascia almeno due insegnamenti: nel popolo di Dio ci sono uomini scellerati, che persuasero molti sulla via del male, Tuttavia molti in Israele si fecero forza e animo a vicenda…per non disonorare la santa alleanza. Sembra una constatazione banale e forse sempliciotta, ma non dobbiamo mai dimenticare che grano e zizzania vengono lasciati crescere insieme. Molti sarebbero i ragionamenti sulla situazione di forte paganesimo della società attuale che ci circonda e che, ahinoi, ha già contaminato anche l’interno della Chiesa. Quanti matrimoni a gambe all’aria, quante relazioni instabili e provvisorie, quanti figli/fratelli nati da diversi genitori -solo per fare qualche esempio-, la famiglia inventata dal Signore sta subendo una crisi senza precedenti nella storia della Chiesa; l’elenco sarebbe molto lungo, ma a noi non interessa fare una fotografia del dilagare del paganesimo, vogliamo invece far notare che quanto più gli uomini si allontanano dalla legge di Dio tanto più gli effetti devastanti di questo allontanamento si ripercuotono sull’intera società. E’ una società che pretende di cancellare il Creatore dall’orizzonte dell’uomo, sperano di fare con Dio Padre come si fa con la gomma da disegno, così come molti nel popolo cancellarono i segni della circoncisione.
Molte coppie di sposi si sono lasciati persuadere da uomini scellerati – uomini scellerati, che persuasero molti – e l’allontanamento da una vita di fede fa perdere anche la ragione Parve buono ai loro occhi questo ragionamento; sembra uno slogan ben costruito, ma se ci fermiamo un attimo a pensare o ad analizzare la storia umana scopriamo come il cristianesimo abbia elevato l’uomo a livelli mai raggiunti prima in ogni campo dell’umana scienza e della ragione. La fede cattolica rende l’uomo più bello, più grande perché destinato alla gloria eterna in Dio, tutto nella vita prende un senso nuovo cosicché ogni minuto ha il sapore dell’eternità; la perdita della fede, al contrario, degrada l’uomo, perché banalizza tutto e fa perdere il senso della vita, relativizza tutto a questa vita.
Cari sposi, se anche intorno a noi sembra trionfare il malcostume, l’immoralità, l’indecenza o altro, non perdiamoci d’animo, perché non tutto è perduto, non tutto il popolo si è degradato. Cosa fare, si può cambiare il mondo? Sì, purché il primo mondo da cambiare sia il nostro cuore, sia la nostra vita. La più grande opera che possiamo fare per il mondo è la nostra conversione, è rendere santo il nostro matrimonio. Noi sposi dobbiamo essere quella porzione di popolo descritta verso la fine del brano: Tuttavia molti in Israele si fecero forza e animo a vicenda…per non disonorare la santa alleanza. La prima santa alleanza che non dobbiamo disonorare è quella del nostro Battesimo che ci ha regalato la vita di Grazia, pagata col Sangue preziosissimo di Gesù.
Ma c’è anche un’altra alleanza per noi sposi, che è proprio quella della nostra vocazione matrimoniale, e non dobbiamo pensarla in modo ridotto, e cioè come l’alleanza d’amore tra noi due, ma l’alleanza che il Signore ha stipulato con noi: ci ha resi Sua icona nel mondo perché il mondo veda come si fa ad amare con lo stile di Dio e ci dona tutti gli strumenti per poter realizzare questo Suo disegno meraviglioso sulla nostra coppia. Coraggio sposi, la lotta è dura ma noi dobbiamo schierarci dalla parte del Vincitore.
Giorgio e Valentina.