Cari sposi, chi è il vero protagonista del Vangelo di oggi?
Sembrerebbe trattarsi di Gesù, il Figlio che salva, che accetta la Croce, che non vuole perdere nessuno… In realtà il vero protagonista, che se ne rimane comunque in secondo piano, è proprio il Padre.
Questo brano odierno, in realtà, lo abbiamo già visto adombrato nella seconda domenica di Quaresima nella scena di Abramo e Isacco. Lì al centro della scena è proprio Abramo che, dopo aver sognato a lungo un figlio, lo consegna fidandosi di Dio. È Lui la prefigurazione del Padre che oggi ci mette nelle mani il Figlio perché sia la nostra salvezza.
Il Padre nei nostri confronti opera quindi un gesto di valore infinito. Si distacca volontariamente dal Figlio, si lascia spogliare di Colui che ama dall’eternità per offrirlo ad ognuno di noi. Se ci pensate, il Padre decide di amare un altro che non sia il Figlio. In occasione della Redenzione il Padre “devia” per così dire la sua donazione dal Figlio a noi. Ed è un gesto definitivo, non è una prova, non fa un tentativo, un esperimento momentaneo… è fatto una volta per sempre.
Qual è stata il gesto più costoso che avete fatto voi sposi nella vostra vita? Quello che vi è costato sangue e lacrime? Per noi il Padre ha penato infinitamente volte di più ma non se n’è pentito e non è mai tornato indietro, cosa che magari noi avremmo o di fatto abbiamo fatto almeno una volta nella vita.
Il vostro matrimonio sgorga proprio da qui. Da questa donazione piena e totale che il Padre fa del Figlio. Sì, perché poi il Figlio copia il Padre nel momento di donarsi alla Chiesa, come ci dice San Paolo in Efesini 5.
Pensateci bene, il vostro “sì” ricalca quel “Dio, infatti, ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito”. Il matrimonio è una meravigliosa avventura di donazione sempre maggiore di sé. La pienezza del matrimonio si raggiunge man mano che progredisce il darsi reciproco degli sposi. Non importa che ci siano tante cose esteriori (bellezza fisica, soldi, successo lavorativo, fama sui social…) ma che si cresca assieme in questo essere un regalo gratuito per l’altro.
In questo deserto quaresimale, vi auguro di essere purificati dallo Spirito perché la vostra decisione di vivere assieme vada sempre più coincidendo con lo stile di vita di Dio, che, nel sacramento vuole rispecchiarsi nella vostra relazione.
ANTONIO E LUISA
Dio si rispecchia in noi come dice padre Luca citando papa Francesco. Non dobbiamo credere però che sia così fin da subito. Il matrimonio, se ci impegnamo a fondo, diventa una palestra che nel tempo ci rende sempre più capaci di amare. Ricordate le pellicole fotografiche di una ventina di anni fa? Credo di si. La fotografia non si imprimeva sulla pellicola con le immagini nitide e colorate ma in negativo. Il chiaro appariva scuro e viceversa, tanto da rendere poco comprensibile il tutto. Ecco gli sposi il giorno delle nozze sono esattamente questo. Un negativo da sviluppare. Nella vita di ogni giorno, nel servizio, nel dono, nell’apertura all’altro e al mistero di Dio, nell’intimità, nella fatica e nella gioia, il negativo si sviluppa e il nostro amore, la nostra unione, diviene sempre più chiaramente immagine di Dio. In noi e nella nostra vita si potrà scorgere qualcosa di meraviglioso.
Grazie!
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Io sono ancora in negativo…
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