Gesù opera nelle mancanze

Cari sposi, oggi Cristo, ancora una volta, lancia ai dodici una domanda che appare subito senza dubbio retorica e di primo acchito sembra piuttosto voler mettere in difficoltà gli apostoli.

Essi oramai conoscevano bene Gesù sotto un profilo umano ed avevano avuto prova delle sue doti di organizzatore. Vedi per esempio i dettagli con cui Gesù cura la prima missione porta a porta dei discepoli (bisaccia, bastone, cintura…); oppure la preparazione minuziosa dell’Ultima Cena. In quel frangente, cosa gli sarebbe costato di far avvisare prima le persone di portarsi con sé un pranzo al sacco, in vista della lunga giornata assieme?

Ma se non lo ha fatto, è perché voleva che quell’omissione fosse l’occasione per testare la fede degli apostoli.

Analogamente, oso dire che il Signore si comporta ugualmente nel permettere certe mancanze che amareggiano la vita di tante coppie. Già, perché per Gesù i difetti umani e spirituali nel matrimonio possono essere realmente rampe di lancio verso una crescita ed una maturazione sotto tutti i punti di vista. Non è un’affermazione sentimentale o ingenua. Difatti, è chiaro e palese che oggi sempre più sono in aumento sposi che, sebbene siano cronologicamente adulti, devono ancora fare i conti e trascinare pesanti zavorre, legate alla propria famiglia di origine, traumi educativi, disagi adolescenziali o giovanili, dipendenze, fragilità psicologiche, ecc. ecc.

Sovente queste povertà sono di scandalo per gli stessi coniugi, li fanno soffrire indicibilmente e li inducono a pensare che sia meglio porre termine una buona volta alla relazione. Forse ciò costituisce una mentalità più secondo la risposta di Simon Pietro sulla sproporzione tra i pani/pesci e la moltitudine. E se poi gli sposi hanno assaporato la grandezza della loro vocazione o esercitano una qualche responsabilità ecclesiale, la tentazione si fa maggiormente sottile e perniciosa: “Non siamo degni di questo cammino…. Diamo solo scandalo…”.

Fa riflettere l’esempio di quel ragazzo che ha palesato di possedere in bisaccia cinque pani e due pesci. Magari si sarà subito reso conto che lì non tutti si erano procurati delle scorte per la giornata e quindi sarebbe stato meglio tagliare la corda se voleva pranzare in santa pace. Invece il suo farsi avanti è segno di grande apertura e sta a significare la voglia di fidarsi di Gesù e mettersi in gioco con tutto sé stesso.

Tale esempio mi ricorda quella determinazione che ho visto in parecchie coppie nel non arrendersi davanti ai propri problemi, a non mollare quando i tentativi falliti bruciano e pesano sul cuore, nemmeno a non giudicare la propria relazione e la propria storia solo sul buon senso o sulla logica razionale ma di lanciarsi nelle mani del Signore usando tutto i mezzi umani e spirituali che si hanno a disposizione.

Che strano! Sembra che quel giorno Gesù stia mendicando la nostra povertà… quasi che Egli sia interessato per l’appunto alle nostre pochezze più che ai punti di forza. È così che opera Gesù, partendo dalle nostre penurie e mancanze. È un chiaro segno che il matrimonio è un dono uscito dal Suo Cuore e non un semplice patto tra un uomo e una donna.

Cari sposi, se volete vedere ripetersi questa pagina del Vangelo nella vostra vita nuziale, Gesù vi chiede due atteggiamenti. Da una parte la fiducia e l’abbandono in Lui. Egli vi conosce meglio di chiunque altro e perciò solo seguendo il Buon Pastore potrete arrivare a una sempre maggior pienezza di relazione tra voi. Dall’altra, non deve mancare lo sforzo di dare tutto, di non trattenere nulla, di provarle tutte umanamente parlando perché il Signore faccia il resto.

ANTONIO E LUISA

Uno dei nostri punti di forza come coppia è stato proprio la consapevolezza della nostra povertà. Tanti dicono di ammirarci per quello che viviamo e raccontiamo. Spero passi anche però la nostra povertà. Ho conosciuto Luisa che ero un ragazzo pieno di paure e di complessi. Mi rifugiavo nella pornografia e non ero capace di vedermi bello e prezioso. Luisa altrettanto si rifugiava nello spiritualismo e in una fede disincarnata. Abbiamo cominciato un percorso di fede e di guarigione che ci ha condotto, attraverso le nostre fragilità umane, a fare esperienza dell’amore misericordioso e incondizionato di Dio. Ci siamo accolti ed amati senza porre condizioni o giudizi, senza bisogno di nascondere i nostri difetti e le nostre paure l’uno all’altra. E questo ha trasformato la nostra povertà in una relazione meravigliosa di guarigione e di crescita. Benedetta imperfezione!

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3 Pensieri su &Idquo;Gesù opera nelle mancanze

  1. Quello che ha scritto P. Luca è per noi, proprio in questi giorni, una rivelazione assoluta!
    Decine, centinaia di volte abbiamo ascoltato, e anche meditato, questo brano del vangelo ma mai avevo percepito questo “particolare”! Quel ragazzo mette a disposizione il suo “nulla”, lo condivide con migliaia di persone….. un gesto che appare ridicolo! Ma partendo da questo gesto, il Signore, fa tutto il resto……..
    Grazie!!

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Scrivi una risposta a Marco e Lella Cancella risposta