Cantico dei Cantici: un libro spregiudicato (2 puntata)

Seconda puntata per leggere le precedenti clicca qui

L’arte di amare con tutto il cuore e tutto il corpo ci viene insegnata da Dio, Dio si fa maestro, attraverso un libro della Bibbia: il Cantico dei Cantici. Se non entriamo in questo modo di amare, non entriamo nella vita vera, non vivremo mai appieno il nostro matrimonio. L’intimità sessuale è un mezzo privilegiato per gli sposi per perseguire la santità. L’intimità sessuale va rivalutata, liberando questo gesto dalle incrostazioni del passato e dagli inquinamenti del presente. Per questo gli sposi dovrebbero leggere e meditare spesso il Cantico dei Cantici, per immergere il loro cuore e la loro mente sempre più intensamente nell’educazione sessuale elargita loro da Dio stesso.

Se è vero che il nostro sacerdozio si concretizza nell’amare sempre più il nostro sposo o la nostra sposa, non possiamo che meditare e approfondire questo libro della Bibbia, dove Dio ci mostra il modo per poterlo fare in pienezza. Il matrimonio spesso è fatica, divisione, rottura e sofferenza. Ma Dio non ha pensato questo per noi. Non ha voluto che ci unissimo per sempre ad una persona affinché fossimo tristi e sofferenti, ma al contrario perché potessimo realizzarci in pienezza, recuperare quella parte di figliolanza divina che il peccato ci ha tolto e ci ha nascosto agli occhi. Sentite questo commento ebraico al Cantico dei Cantici:

Quando Adamo peccò, la Shekinah, la dimora di Dio, salì al primo cielo, allontanandosi dalla terra e dagli uomini. Quando peccò Caino, salì al secondo cielo. Con la generazione di Enoch, salì al terzo; con quella del diluvio, al quarto; con quella di Babele al quinto; con quella di Sodoma, al sesto; con la schiavitù di Egitto, al settimo, l’ultimo e il più lontano dagli uomini. Ma il giorno in cui il Cantico dei Cantici fu donato ad Israele, la Shekinah ritornò sulla terra.

Cosa significa questa bellissima riflessione? Possiamo riportare Dio nella nostra casa o, meglio, possiamo tornare ad abitare la dimora di Dio, amando come Dio ci ha insegnato sapientemente nel Cantico in modo carnale e passionale, ma puro, senza sguardo di possesso e concupiscenza che rovina tutto e avvizzisce l’amore tra gli sposi amanti. Il peccato rovina tutto, fa sì che l’essere nudi davanti al nostro amato o alla nostra amata diventi fastidioso e odioso, perché ci sentiamo vulnerabili e trasparenti, non possiamo nasconderci e il nostro egoismo è evidente a tutti.

Gesù ci ha redento, ha sconfitto il peccato e la morte con la sua morte e resurrezione e nel sacramento del matrimonio, attraverso la Sua Grazia, possiamo liberarci delle catene del peccato e amare con lo stile di Gesù, che non tiene nulla per sé, ma si mette totalmente a nudo per noi donando tutto di Lui a noi che siamo la Chiesa e quindi la Sua sposa. Se riusciremo ad amarci come gli amanti del Cantico dei Cantici, la nudità non sarà più motivo di disagio, ma sarà via di donazione e relazione vera e piena. Dio potrà scendere nella nostra casa dalle altezze del cielo, dove era finito a causa del nostro peccato, e potremo finalmente vivere nella pace e nell’amore di Dio.

Prima di leggere e meditare i canti di questo testo è necessaria una breve introduzione. Cosa è il Cantico dei Cantici? Di cosa tratta? Perché è stato inserito nella Bibbia? Il Cantico dei Cantici è uno dei libri sacri della Bibbia. È collocato nel cuore della Bibbia, cioè al centro. È uno dei libri più brevi di tutta la Sacra Scrittura eppure, qualunque sia la versione che voi usate, il Cantico è sempre posto al centro della Bibbia.

È un libro entrato nel canone sacro, prima per gli ebrei e poi anche per noi cristiani, non senza divisioni, discussioni e polemiche. È un testo che scotta, che parla dell’amore umano, anzi tratta dell’amore erotico umano. Alcuni passaggi potrebbero sembrare imbarazzanti e spregiudicati. Molti si sono chiesti cosa c’entra un testo del genere con la Sacra Scrittura. Lo Spirito Santo, che fa bene ogni cosa, alla fine ha trovato il modo affinché il Cantico fosse inserito nel canone sacro.

Non c’è un autore conosciuto ed unico per il Cantico. È una raccolta di canti d’amore. Canti conosciuti e usati in Israele molti secoli fa, durante le celebrazioni delle feste nuziali. Feste che duravano parecchi giorni. Canti antichi, tramandati, tradizionali, ma non sacri, fino al concilio ebraico di Javne della fine del I secolo d.C., quando un rabbino molto autorevole del tempo, Rabbi Akiva, ruppe gli indugi e spinse con convinzione per l’introduzione di questi canti all’interno dei testi sacri.

Per convincere i presenti disse: Il mondo intero non vale quanto il giorno in cui il Cantico fu dato ad Israele, poiché tutti gli scritti sono santi, ma il Cantico è santissimo. Rabbi Akiva aveva intuito la grandezza di questo testo. Non solo poteva entrare a pieno titolo nei libri sacri, ma ne aveva più motivo degli altri. Aveva intuito la grandezza di questo dono che Dio aveva fatto al suo popolo e, attraverso Israele, all’umanità intera.

Il Cantico è stato composto presumibilmente verso il quinto secolo avanti Cristo e ci sono voluti circa 600 anni per farlo entrare nel novero dei libri sacri. È considerato santissimo, perché il popolo d’Israele ha letto nel Cantico dei Cantici, e precisamente nello sposo e nella sposa, la figura di Dio e del popolo d’Israele stesso. Nel cristianesimo resta questa lettura, però, lo sposo non è più Yahweh ma Gesù e la sposa è la sua Chiesa. Non sono letture sbagliate. Sono letture legittime, profonde e autentiche. Ciò non toglie che anche la lettura che cercherò di proporre è altrettanto legittima e autentica. Non sono io a dirlo, ma tanti e autorevoli esegeti cristiani. Noi siamo sposi e dobbiamo cercare di incarnare nella nostra vita tutti quei significati che il Cantico può avere nella sua lettura teologica e mistica. Le letture più profonde di questo testo non lo rendono astratto e meno adatto agli sposi, ma al contrario, lo arricchiscono della dimensione profetica a cui gli sposi sono chiamati. Attraverso la vita di noi sposi quei versetti possono prendere vita e rendere concreta l’immagine dell’amore di Dio e la vicenda d’amore dei protagonisti. Procederemo quindi nei prossimi capitoli alla lettura più semplice e diretta, quella che vede la relazione d’amore tra uno sposo e una sposa. Relazione meravigliosa che apre alla pienezza dell’amore e consente di recuperare l’autenticità e la purezza delle origini.

Antonio e Luisa

Lascia un commento