Cari sposi, tempo fa lessi un’intervista a un’attrice di contenuti “per adulti”; il giornalista le stava domandando a proposito della sua vita personale ed è così che si è arrivati al tema religione. Se da un lato aveva ammirazione per alcune idee del Cristianesimo, dall’altra si era mostrata fermamente convinta dell’assurdità del matrimonio: pensare di rinchiudere l’amore in un rapporto tra uomo e donna era da lei percepito come assolutamente contrario al “buon senso” …
Ma in fondo, un po’ di ragione ce l’ha, perché voi sposi siete portatori di cose e beni dell’Altro Mondo. Ora vediamo come la Parola odierna va proprio in linea con questa affermazione.
La prima lettura contiene in nuce quello che diviene palese nel Vangelo. Giustamente i poveri ebrei nel deserto, una volta che hanno seminato gli Egiziani e sono riusciti a passare il Mar Rosso, finite le scorte per resistere nei primi giorni di viaggio, si sono chiesti: “e adesso che facciamo qua nel bel mezzo del deserto? Come facciamo a sopravvivere?”. Ancora una volta il buon senso sembra avere la meglio su quello che il Signore aveva operato fino a quel momento.
Proprio a quel fatto si rifà Gesù nel lungo discorso pronunciato nella sinagoga di Cafarnao e che solo Giovanni ci ha riportato. Alcuni esegeti hanno fatto notare giustamente che Gesù ha preparato con cura quelle sue parole, facendole precedere da gesti che, ad attenti osservatori, avrebbero spalancato le porte della fede.
Infatti, Gesù il giorno prima ha moltiplicato i pani e i pesci, quindi, ha dimostrato di avere un potere totale sulle cose materiali; la stessa notte Gesù cammina sulle acque, e così rivela di poter fare ciò che vuole con il suo corpo, sfidando anche le leggi della gravità. E solo a quel punto Gesù può dire con verità che ci avrebbe donato il suo Corpo, trasformandolo in nuova Manna che scende dal Cielo e annunciando per la prima volta la meravigliosa realtà dell’Eucarestia.
Sappiamo come andò a finire quel discorso: un tremendo flop comunicativo che fece allontanare la maggior parte dei suoi ammiratori. Di nuovo il “buon senso” non sembra essere dalla parte di Gesù…
Attenzione però, perché il vostro amore sponsale, consacrato da Cristo, è contenuto anch’esso in quell’annuncio eucaristico ed è soggetto della medesima reazione degli astanti. È come se Gesù avesse detto che il vostro amore è disceso dal cielo per dare vita al mondo. È un dono dell’Altro Mondo che – sebbene abbia un fondamento naturale – sfida ogni logica razionale.
Ebbene sì, solo a Dio poteva venire in mente di elevare, di santificare, di innalzare a una tale dignità un rapporto umano spesso così fragile e volubile. Ed è perciò solo con Cristo che l’amore sponsale, iniziato con sogni e grandi aspirazioni di amarsi per sempre, può davvero diventare realtà, sfidando persino il più bieco egoismo e cattiveria.
Cosa c’è di più irrazionale di un Dio che si fa Ostia e rimane “rinchiuso” in un tabernacolo, nella solitudine di tante chiese? E non è forse altrettanto non comprensibile che un uomo e una donna, così diversi tra loro pretendano di amarsi come Cristo ha amato la Chiesa…?
Cari sposi, per grazia di Dio è così, siete portatori di beni dell’Altro Mondo e potreste non capire nemmeno voi stessi, immersi nel mainstream di amori liquidi. Ma non temete perché, se da un lato quel discorso di Gesù a Cafarnao lasciò la sinagoga mezza vuota, dall’altro ha svelato la più bella verità e cioè che Gesù nell’Eucarestia è il Dio-con-noi fino alla fine dei tempi. Proprio come Egli agisce nel vostro amore nuziale e vuole rendersi presente tramite voi.
ANTONIO E LUISA
Il segreto sta nel riconoscersi affamati e poveri. Tanti matrimoni falliscono, non perché gli sposi siano stati peggiori di noi, anzi, tutt’altro. Facilmente, visto come siamo partiti, la maggior parte è partita meglio di noi, più attrezzata e pronta. Ma poi? Non hanno lasciato spazio a Dio. Troppo pieni e sicuri di sé. Spesso quando le cose vanno bene, si monta in superbia. Si crede di essere i soli artefici della propria felicità e del proprio matrimonio. Si lascia sempre meno spazio a Dio, perché non serve. Le scelte, la vita di tutti i giorni, il parlare e la coscienza inizieranno ad essere orfane di Dio, anche se la coppia magari va a Messa la domenica. Poi arriva la crisi e crollano, perché non si è capaci di aprirsi alla Grazia, il cuore è troppo pieno di sè, del loro modo di pensare e di agire e Dio non può aiutarli.
Per acquistare il nostro libro clicca qui
Grazie!
"Mi piace""Mi piace"
Tante volte ti ho affidato o Gesù la mia vita. Oggi ti affido il mio matrimonio. A volte non so come comportarmi per amare nel modo giusto il mio sposo … in modo che si senta amato. Spesso è come se parlassimo lingue diverse ed è veramente difficile comprenderci. Guidami Tu. Guidaci Tu.
"Mi piace""Mi piace"