Cap XXXIII Diventato un ciuchino vero, è portato a vendere, e lo compra il Direttore di una compagnia di pagliacci, per insegnargli a ballare e a saltare i cerchi: ma una sera azzoppisce e allora lo ricompra un altro, per far con la sua pelle un tamburo.
Per ben 5 mesi l’Omino lascia Pinocchio nella cuccagna, ma poi si presenta quando l’imbestiamento è completato. È interessante notare come l’Omino riconosca Pinocchio e Lucignolo dai loro ragli. Manco fossero parole sensate, riconosce la loro voce. La tristezza sta nel fatto che sembra far da contraltare alla famosa figura del Buon Pastore.
Nell’immagine del Buon Pastore è Lui che conosce le pecore ed esse riconoscono la Sua voce. Qua accade il contrario. Ovvero, è l’Omino che riconosce la voce delle sue prede.
E sembra anche intendere i ragli, perché ormai le parole sensate se ne sono andate.
Purtroppo è esperienza di molti secoli che con la fede si perda anche la ragione. Ci si perde in vaghi ragionamenti. Si rimane invischiati nei piccoli pensieri delle ideologie. Esse non hanno occhi per la realtà. Si nutrono solo di se stesse, dei propri vaghi e tortuosi ragionamenti. Si rimane come ciechi dinanzi all’evidenza della realtà.
Cari sposi, ancora una volta si presenta a noi il mistero del male con la storia del burattino.
Dobbiamo tenere sempre alta la vigilanza su noi stessi, sul nostro matrimonio, altrimenti si finisce come Pinocchio. Facciamo qualche esempio solo per capire come funziona il meccanismo del male non per giudicare nessuno, concentratevi sulle dinamiche dell’Omino.
Lui e lei si separano. Hanno tralasciato di tenere viva la loro relazione sponsale. Per diversi motivi, rinunciano a combattere per ristabilire la comunione. Ognuno va per la propria strada, non senza una certa dose di dolore. All’iniziale smarrimento segue subito la voglia di rinascita, o come insegna il mondo vogliono “rifarsi una vita”.
Cambiano il proprio stato sui social da ‘sposato/a’ all’usuale ‘single’. Cambiano anche modo di vestire. In poco tempo trovano un’altra persona. Con questa persona ritrovano l’entusiasmo giovanile delle prime cotte e delle prime infatuazioni. Si innamorano e vanno a vivere insieme. Sono i primi 5 mesi di Pinocchio al paese dei Balocchi dove tutto è una cuccagna.
Poi però cominciano i guai perché l’Omino ritorna e chiede il conto. Arrivano dispiaceri dai figli (inevitabilmente le peggiori vittime di tutto ciò). Si hanno litigi ed incomprensioni per l’intreccio delle nuove relazioni con i parenti e amici di prima. Di notte si fatica a riposare bene e non si dorme più. Allora si cominciano le pastiglie di melatonina. Poi ci sono gli attacchi di panico, propri o dei figli. E chi più ne ha più ne metta.
Da questo esempio (che abbiamo visto coi nostri occhi) possiamo trarre l’insegnamento. Prima c’è l’iniziale euforia del paese dei Balocchi. Poi arriva il conto dell’Omino. Ed è un conto salato.
Cari sposi, non lasciamoci trarre in inganno dal mondo. Restiamo vigili e saldi nella fede al nostro Sacramento. I momenti difficili e le incomprensioni non mancano. Tuttavia, non saltiamo sul carro dei Balocchi. Restiamo a casa della Fatina buona. Ovvero, restiamo in casa della nostra madre Chiesa.
Coraggio, non desistiamo.
Giorgio e Valentina.