Cari sposi, la notizia è proprio fresca fresca. A Roma hanno rinvenuto un meraviglioso e raro mosaico. Si trova lungo la Via Appia, a poco più di un metro di profondità. Una equipe di archeologi si è subito messa all’opera. Vogliono riportare agli antichi splendori quello che potrebbe essere il pavimento di una sontuosa domus romana.
Notizie come questa fanno sempre piacere. Il pensare che nel nostro paese ci sono così tanti tesori e che possano essere valorizzati e resi fruibili al pubblico, infonde un sano orgoglio verso la cultura italiana. E se qualcuno ci dicesse che ha trovato il modo per ripristinare e restaurare la coppia umana? Essa è così annerita e arrugginita dall’attuale mentalità liquida. Non ne saremmo per lo meno incuriositi?
Ebbene, in tutte le letture di oggi, Cristo ci mostra la via. In modo particolare, lo fa nel Vangelo. Egli ci guida a ridare lustro alla bellezza dell’essere coppia e sposi.
Viene presentata difatti a Gesù un caso di infedeltà che, per la Torah, meritava il divorzio. Similmente ciò equivale oggi all’andare a cercare le percentuali di separazioni e convivenze secondo l’Istat. Noi come i farisei allora vorremmo chiedere al Signore: che ne pensi di tutto questo? Ciò significa che l’unione fedele tra marito e moglie è giunta ormai al capolino?
Ma Gesù osa andare al di sopra di ogni analisi, diremmo oggi, sociologica o psicologica del motivo di così tanti divorzi e fallimenti. La sua risposta indiretta è appunto il far riferimento al principio, cioè alla Genesi, come abbiamo letto nella prima lettura. In altre parole, Egli ci sta dicendo di ripartire proprio da lì per affrontare la crisi matrimoniale. E cosa vi scorgiamo di così significativo? Già per alcuni forse dire Genesi è associato a Cenerentola o ai Puffi. Tuttavia, il primo libro della Sacra Scrittura contiene verità eterne. Sono ispirate da Dio ma narrate con la mentalità del V secolo a.C.
Riandando perciò alla Genesi, Gesù sta dicendoci che per superare la durezza del cuore, bisogna affrontare quella mentalità egoista e materialista che uccide l’amore. È necessario che l’uomo e la donna ricomincino a stupirsi del dono di essere coppia. Questo è un dono che non si sono dati loro stessi. Adamo, infatti, non appena vede Eva ha un moto di profonda emozione che nasce dal contemplare una meraviglia! Il mondo odierno ha eliminato lo stupore. Questo sentimento è ben di più di un’emozione passeggera. Esso è frutto di contemplazione, di saggezza, di saper andare oltre le apparenze. La coppia può superare la “sclerocardia” solo se riprende a stupirsi di essere un dono di Dio l’uno per l’altro.
In secondo luogo, bisogna ripartire dall’attribuire una pari dignità tra uomo e donna. Questo porta a una complementarità tra loro. È per questo motivo che Adamo riconosce in Eva una sua simile. Come dice Papa Francesco: “L’immagine della «costola» non esprime affatto inferiorità o subordinazione, ma, al contrario, che uomo e donna sono della stessa sostanza e sono complementari e che hanno anche questa reciprocità” (udienza 22/4/2015).
Ancora una volta la coppia può vincere e oltrepassare ogni influsso negativo dell’ambiente circostante. Questo accadrà quando cesserà ogni lotta per prevaricare, per dominare, per possedere l’altro. È necessario sforzarsi per cercare la comunione, l’intesa profonda e la vera comprensione reciproca.
Infine, Cristo sottolinea che per amare, prima bisogna lasciare. È necessario svuotarsi per accogliere l’altro. Il matrimonio è una convocazione ad amarsi totalmente. L’atto di lasciare casa avvia una riflessione sulla maturazione autentica. Diventare adulti è fondamentale prima di intraprendere la via del matrimonio.
Cari sposi, Dio vuole unire la vostra coppia. Quell’unione che voi vivete in tutti i sensi è il primo riflesso dell’Unione. Egli intende realizzare quest’Unione con ciascuno di noi per l’eternità. Con la grazia di Dio e tanta pazienza si può già da adesso viverla fedelmente ogni giorno.
ANTONIO E LUISA
Riprendo volentieri le parole di padre Luca. Sapete perché è così bello il matrimonio? Lo è quando diventiamo una sola carne. Una sola carne non si intende solo essere uno nell’intimità fisica. C’è una lettura meno immediata ma molto bella. La carne nella Bibbia indica la fragilità dell’uomo. Ecco! Essere una sola carne significa che diventiamo custodi l’uno della fragiltà dell’altro. Che bello sentirsi amati così!
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Grazie!
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Buonasera sono MARIA GIA HO AVUTO I VOSTRO COMPLIMENTI PER I 47 ANNI DI MATRIMONIO …ESSERE UNA SOLA CARNE E ANCHE ACCETTARE ,RISPETTARE, DONARSI CON AMORE, E GIOIRE E SOFFRIRE INSIEME NEL BENE E NEL MALE ….COME QUEL GIORNO FU SCRITTO NEL LIBRO DELL’ AMORE ETERNO …OGNI GIORNO RIVIVERE IL GIORNO DEL SI…LO VOGLIO E CON GESU CHE SARA SEMPRE PRESENTE NELLA COPPIA ….SAREMO UNA SOLA CARNE …GRAZIE E SCUSATE SE MI PROLUNGO …
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