Fecondità oltre la fertilità

Un privilegio frainteso

Qualche settimana fa ho condiviso su Instagram lo stato di una ragazza che scriveva di quanto fosse stanca di leggere commenti di adulti ricorsi alla pratica dell’utero in affitto, i quali sostenevano che i loro figli erano felici. La ragazza sottolineava che bisogna aspettare che questi figli crescano e scoprano l’inganno che c’è dietro. Il giorno dopo, tra i vari commenti, ho trovato un messaggio di una mia cara amica: “Giorgia, ma dal nostro punto di vista privilegiato non possiamo dire nulla… e poi non c’è niente di male…”

Di questa frase mi hanno colpito due cose. La prima è la parola privilegio, come se noi fossimo al di sopra di altre coppie. Non è così! La seconda è l’espressione “non c’è niente di male”. Questo è un grande inganno.

I figli non sono un diritto

I figli sono un dono, per tutti!
I miei figli sono un dono per me, per mio marito, per i loro fratelli e per tutta la società.
I tuoi figli sono un dono per te, per tuo marito, per i loro fratelli e per la società.
I nostri figli sono un dono anche per quelle coppie che naturalmente non li possono avere.

I figli non sono una risposta a un bisogno.
I figli non sono un capriccio da soddisfare.
I figli non sono una merce.

Noi siamo cooperatori della creazione. Siamo creature, non creatori. Siamo noi stessi figli e siamo chiamati a guardare tutti come figli, essendo corresponsabili della crescita degli altri.

Fecondità e fertilità: due realtà diverse

Fecondità e fertilità non sono sinonimi. La fertilità è il dono di generare vita nella carne. Ripeto: dono. La fecondità, invece, è un atteggiamento. È il riconoscimento che il nostro amore ha un’origine divina ed è destinato a essere donato al di fuori di noi.

Essere fecondi ci richiama alla corresponsabilità: la nostra paternità e maternità vanno oltre i nostri figli. La mia prima responsabilità è verso il mio coniuge. Sono chiamata a farlo crescere, a farlo sentire più uomo e più padre, così come lui è chiamato a far crescere me, a farmi sentire più donna e più madre. Il primo “figlio” della coppia è il noi. È il donarsi reciproco che diventa sorgente di vita. Poi, insieme, ci apriamo al mondo là fuori, dove ci sono i figli, di carne e di cuore.

Educare alla fecondità

Si è smesso di educare e insegnare che si può essere fecondi e generativi anche senza avere figli naturali. Una grande testimonianza d’amore viene proprio da quelle coppie che non hanno figli, ma ci ricordano che tutto è dono! Bisogna ricordarsi che una coppia senza figli può essere feconda e generare vita, così come una coppia con figli può essere sterile, non feconda.

Se cadiamo nell’errore di pensarci privilegiati, rischiamo di credere che il compimento dell’amore di coppia sia avere dei figli. Non è così.

Una testimonianza personale

In molti articoli del mio blog ho scritto che è un privilegio avere Chiara come figlia, ma lo scrivo nell’ottica della sua Sindrome di Down. Ancora oggi, non mi capacito del fatto di essere stata scelta come sua mamma. Lei, con la sua vita e la Sindrome di Down, è un dono per me, per Cosimo, per la nostra coppia e per tutti quelli che incontra. Ma nessuno dei nostri figli è nato per riempire un vuoto; non sono stati un “bisogno”.

Come dice una coppia che conosco bene: “Non si diventa padri e madri per meriti sul campo. Non si ama per avere figli. L’amore non ha bisogno di giustificazioni; non perché dà la vita l’amore è buono, ma perché è buono che dà la vita!”

Fecondità oltre la fertilità

Ho cercato di affrontare questo tema con delicatezza, consapevole che non mi appartiene del tutto. Tuttavia, mi sento chiamata a condividere storie di fecondità oltre la fertilità. Ho scritto ad alcune coppie che per noi sono importanti. Le loro storie e testimonianze sono luce. Una coppia di amici mi ha risposto così:

Come abbiamo scoperto la fecondità matrimoniale? Bevendo da un calice amaro che ci ha permesso di scoprire la volontà di Dio per noi. Sì, avete letto bene: Famiglia lo siamo anche senza figli che portano il nostro DNA. Abbiamo aperto il nostro cuore ai giovani, prima in una Casa Famiglia, poi nel servizio al nostro oratorio. Essere genitori e famiglia per un oratorio è la cosa più bella del mondo per noi. Dio ha realizzato le nostre preghiere in un modo inaspettato e moltiplicato. Affidatevi a Lui.

Essere fecondi significa riconoscere che il nostro amore, che è dono, è destinato a essere condiviso. Che si abbiano figli di carne o no, la fecondità matrimoniale è una chiamata a generare vita e amore nel mondo. Ognuno può scoprire questa vocazione unica affidandosi alla volontà di Dio.

Giorgia e Cosimo

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