Sì, lo voglio

Cari sposi, questa seconda domenica di Avvento coincide con la solennità dell’Immacolata. Di per sé questa festa fa riferimento all’attimo in cui Maria è stata concepita a conseguenza di un atto di amore tra Gioacchino ed Anna. Nel momento stesso in cui Maria diventa persona, viene simultaneamente protetta da ogni influsso del peccato originale, caso unico in una persona umana nell’arco di tutta la storia.

Tuttavia, il Vangelo odierno non fa riferimento a ciò ma piuttosto ci mostra il risultato e il motivo per cui Le è stata riservata una tale grazia: divenire terreno fertile per accogliere il Verbo. Ed ecco allora il brano dell’Annunciazione.

Il succo della vicenda è che Maria, a sua insaputa, viene coinvolta in un piano di salvezza meraviglioso e straordinario. Lei sarebbe divenuta la Mamma di Dio e pertanto anche la Madre della Chiesa, cioè di noi tutti.

Aveva circa 15 anni quando accadde la scena che ci presenta l’evangelista Luca. A quell’età, quali sogni e speranze potevano essere presenti nel suo cuore? Cosa desiderava per la sua vita? Di sicuro tante aspettative, in accordo a quel Suo cuore generoso. Mai, però, avrebbe sospettato quanto le riservava la Provvidenza.

Il fatto sconvolgente è che Maria acconsente in poco tempo a un cambio drastico di piani. Proviamo a metterci nei suoi panni: come reagiamo noi davanti agli svarioni della vita? Pensiamo all’irruzione di una malattia che modifica stili di vita, economia, relazioni interpersonali, ecc.? Oppure all’arrivo di un figlio, con il turbine di sconquassamenti in ogni ambito della vita di una famiglia?

Spesso situazioni simili richiedono un tempo congruo di assimilazione e di interiorizzazione prima di poter dire che abbiamo fatto pace e accolto nella fede quanto ci accade. Invece, Maria, praticamente su due piedi, dice “sì, lo voglio”. Ma che cuore magnanimo e che fede smisurata aveva questa ragazza!

Cosa può insegnare agli sposi l’assenso sollecito e solerte di Maria?

Anzitutto che siamo nati per far parte di un grande disegno di amore. Dio ci ha associati al Suo piano di salvezza e ha pensato al nostro ruolo migliore. È ciò che Maria ha intuito da subito e per tutta la sua vita lo ha recepito e fatto Suo in maniera sempre più consapevole.

Tuttavia, si può dire con certezza che il “fiat” riguarda un consenso matrimoniale a tutti gli effetti, cioè Maria vuole aderire alla volontà di Dio fino in fondo sebbene implichi accogliere qualcosa che non comprende del tutto e in parte La spaventa.

Papa Giovanni Paolo II, a tale riguardo dice qualcosa di molto forte:

In queste nozze divine con l’umanità Maria risponde all’annuncio dell’angelo con l’amore di una sposa capace di rispondere e di adeguarsi alla scelta divina in maniera perfetta. […] Soltanto questo perfetto amore sponsale, profondamente radicato nella sua completa donazione verginale a Dio, poteva far sì che Maria divenisse «Madre di Dio» in modo consapevole e degno, nel mistero dell’incarnazione” (Giovanni Paolo II, udienza 2 maggio 1990).

Ecco, allora, cari sposi che la solennità dell’Immacolata parla anche di voi, della chiamata ad entrare come coppia in quel Progetto a cui il Signore da sempre ha associato. Un piano che porta con sé fecondità e felicità, sebbene a volte passi per vie non sempre decifrabili. L’esempio della Vergine vi sia di testimonianza e la Sua guida una potente intercessione.

ANTONIO E LUISA

Molti giovani temono le scelte definitive, preferendo il non definitivo per paura di sbagliare e non poter tornare indietro. Cercano garanzie, specialmente riguardo al matrimonio, temendo il fallimento. Così, però, rinunciano al progetto di Dio, perdendo la pienezza della vita e la pace del cuore di chi dice sì a Lui. Rendono precaria la loro vita e i loro affetti. Noi, sposi maturi, siamo chiamati a testimoniare che il sì a Dio, espresso nel sì al coniuge, è fonte di gioia. Meglio rischiare e vivere appieno, che non scegliere affatto. Maria ci ispiri con il suo fiat!

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