In numerosissime occasioni ci siamo sentiti dire, abbiamo detto o abbiamo letto l’espressione “la prima volta non si scorda mai“. Riferito a un amore, a un bacio, a un incontro, a un viaggio, a una qualsiasi esperienza o alle più disparate situazioni, la prima volta ha – effettivamente – un sapore speciale. Il profumo di qualcosa di emozionante, misto all’entusiasmo e all’aroma dell’inedito che solo ciò – o chi – è nuovo per noi è in grado di darci.
Tutto questo ha colorato la tappa della Scuola Nuziale di giovedì scorso, 2 gennaio 2025, quando – per la prima volta in Italia – in un corso per coppie finalmente si è parlato di aborto spontaneo. Dico finalmente perché questo argomento è troppo spesso dimenticato o taciuto ma, soprattutto, sono nell’oblio i protagonisti: i bambini non nati con i loro genitori.
La Scuola Nuziale, brillantissima intuizione di Mistero Grande e Intercomunione delle Famiglie, ha colto che non si può più mettere da parte questa esperienza per la quale, finalmente appunto, è giunto il momento di parlare e di farlo in modo maturo, sereno, consapevole, cristiano. Non solo: si può – anzi si deve! – fare informazione e diffusione non trincendosi dietro la barriera del dolore ma aprendosi alla speranza, facendo capire che la morte non ha mai l’ultima parola. Niente di più propizio, allora, dell’anno giubilare appena iniziato, nel quale siamo chiamati ad essere pellegrini di speranza.
Mio marito ed io, come molti di voi sanno, ci siamo passati e ben sappiamo il turbinio di emozioni, sensazioni e sentimenti che si provano. Solo abbandonandosi al Signore, però, possiamo avere la certezza che la sofferenza ha senso e che questi figli non sono mai veramente “persi” perché sono nel posto più bello che esista: il cuore di Dio.
Certo, il dolore va vissuto fino in fondo e mai soffocato o anestetizzato; però non deve diventare la scusa per chiudere il cuore agli altri, alla vita o alla fiducia nella Provvidenza. Si perché, a ben guardare, perdono, misericordia e speranza sono elementi fondamentali da inserire nel cammino di elaborazione e guarigione.
Aver potuto lasciare la nostra testimonianza, insieme a quella di Giorgia Sartori e del marito, nonché di una coppia dalla Danimarca, ci ha permesso di aprire i nostri cuori e condividere una realtà bellissima: che si è genitori per sempre, genitori di questi figli che – prima ancora che nostri – sono figli di Dio, genitori in cordata d’amore tra Cielo e terra.
Una prima volta il cui eco rimarrà a lungo e che, ci auspichiamo, sarà di sprono e di modello per altri percorsi per coppie, per corsi diocesani e chissà per quante e quali altre realtà! L’attenzione per i bambini nati al Cielo e per la loro potente intercessione sta sollevando un interesse sempre più nutrito e sincero in tante realtà della Chiesa, sacerdotali e non, chiaro segno della portata profetica che queste anime hanno in se stesse.
Le prime volte, però, non finiscono qui! In seguito alla richiesta di tante persone, che ci hanno chiesto qualcosa di più oltre alla “sola” testimonianza, mio marito ed io in preghiera abbiamo chiesto ispirazione all’Alto.
E’ nato così “Dal Chicco alla spiga”, cammino cattolico di preghiera, speranza, guarigione ed elaborazione dal lutto da aborto spontaneo. Sarà il primo nel suo genere in Italia. Partirà a settembre 2025 con caratteristiche ben precise: gratuito, online e corale, cioè parteciperemo tutti insieme come pellegrini di speranza, accompagnati da alcuni sacerdoti e amici specialissimi. Per chi desidera pre-iscriversi, può collegarsi al link: https://forms.gle/AXw8mVDUn7kFJUo26. Per informazioni, condivisioni e quant’altro segnatevi anche l’indirizzo mail: dalchiccoallaspiga@gmail.com.
Se ci si abbandona a Dio si vedono, vivono e sperimentano davvero grandi miracoli! E noi desideriamo testimoniarlo con gioia e gratitudine immensa perché, a pensare a venerdì 13 aprile 2012 (quando ci sentimmo dire “non c’è più battito”), quanto sta accadendo è stupefacente e non può che essere opera Sua.
Scrisse Gianni Rodari: “Certi tesori esistono soltanto per chi batte per primo una strada nuova“. Benedetti siano in eterno questi figli, dimenticati dal mondo ma non da quanti sanno che sono ben più che “grumi di cellule o prodotti del concepimento”: sono creature amate, infinitamente amate da Dio. E con un “potenziale di grazia inesplorato”, come afferma Don Giulio Gallerani, parroco di Rastignano (BO), autore di “La via nascosta dei bambini nati in Cielo”, Editrice Ancilla, e sacerdote dedicato alla pastorale dei bambini non nati. Vere più che mai le parole di Dio trasmesse attraverso il profeta Isaia: “Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se queste donne si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai” (Is 49,15).
Fabrizia Perrachon
P.S.: il mio libro “Se il Chicco di frumento – storia vera di speranza oltre la morte prenatale” è disponibile qui; quello di Don Giulio Gallerani qui.