Mio marito se n’è andato. Perchè restare fedele?

In questi giorni mi sono sentito con il mitico Vittorio Scarpelli, perché ha ricevuto una domanda e mi ha chiesto un consiglio su cosa rispondere, visto che è quello che ho vissuto e con cui ho a che fare quotidianamente. Poiché è una domanda che ricorre spesso, provo ora a esprimere qualche sottolineatura, secondo la mia esperienza: Mio marito se n’è andato di casa nel 2023 dicendo che non mi amava più; abbiamo tre figli e ad oggi sto ancora rispettando il Sacramento che abbiamo ricevuto diciassette anni fa, ma a cosa serve?”.

Certamente, quando finisce una relazione, viene naturale pensare che sia tutto finito e che non abbia più senso ostinarsi a credere in qualcosa che non c’è più o peggio, rimanere fedeli: due persone si lasciano e quindi come finisce l’amore, automaticamente, anche il Sacramento scompare e perde di significato.

In realtà le cose sono completamente diverse, perché umanamente le cose possono anche andare male, ma le due persone rimangono legate per sempre, anche se i nostri occhi e i nostri sensi non lo possono vedere. Infatti, il Sacramento del matrimonio è l’unico dei sette sacramenti che viene dato alla coppia e non alla singola persona, perché non è un fattore individuale, ma viene consacrata (ripeto, consacrata) la relazione, per cui qualsiasi cosa accada su questa terra, non sono più due, ma una carne sola.

Capisco perfettamente che questo discorso possa apparire privo di senso e confesso che anch’io avevo molti dubbi in proposito, quando ancora non ci avevo capito niente sul Sacramento del matrimonio.

Faccio un esempio che credo possa aiutare a capire: quando un’ostia viene consacrata, diventa il corpo di Gesù, anche se noi vediamo sempre un pezzo di pane, ma per fede sappiamo che niente Lo potrà riportare alla sua sostanza originale (da qui deriva tutta la grande attenzione e devozione nel ricevere la Santa Comunione e nel custodire il corpo di Cristo dentro un tabernacolo).

Allo stesso modo, quando un uomo e una donna ricevono il Sacramento del matrimonio, non sono più come prima, sono diventati qualcosa di diverso e in particolare Gesù è in mezzo a loro e li tiene per mano, senza lasciarli mai: si possono firmare separazioni, divorzi, qualsiasi tipo di documento, ma non cambia assolutamente niente per Dio.

Detto questo e tornando alla domanda, una persona può chiedersi cosa fare e come andare avanti quando il coniuge ti lascia e la risposta è “esattamente quello che faceva prima (o avrebbe dovuto fare), perché non è cambiato nulla, si modifica soltanto la modalità con cui si vive il Sacramento”.

Quando una persona si sposa in chiesa, non lo fa principalmente per sé stessa, ma per dare la vita, imparare ad amare e testimoniare come Dio ama e ci ama.

Questa missione non cambia se il coniuge se ne va, si rimane comunque maschi e femmine, padri e madri indipendentemente dalla presenza o no dei figli, fratelli e sorelle di tutti e annunciatori di una realtà invisibile; quello che si modifica, invece, rimanendo da soli, è il ritorno, in particolare vengono a mancare la tenerezza, la sessualità, la reciprocità, e la corrispondenza.

Essere fedeli (fedeltà ha la stessa radice di fede e fiducia) non è un accessorio, un qualcosa di facoltativo, ma è Sacramento in atto, fa parte del pacchetto che abbiamo scelto il giorno in cui ci siamo sposati: “Prometto di esserti fedele sempre, per tutta la vita, qualsiasi cosa accada”. E “per qualsiasi cosa” non mi sto riferendo solo alla separazione, ma anche a situazioni umane varie, dalle semplici incomprensioni/differenze, fino alle realtà lavorative e di malattia.

Ad esempio, una situazione che mi ha beneficato tanto e che probabilmente ho già citato altre volte, è stata quella di una mia amica il cui marito, in seguito a un incidente, è rimasto paralizzato per tanti anni e poi è morto; lei lo ha accudito e accompagnato fino all’ultimo. Sicuramente alcuni le avranno detto di metterlo in un istituto e trovarsi qualcun altro, che stava sprecando la sua vita, ma lei invece ha voluto portare avanti la missione, certamente con sacrificio e sofferenza, ma anche con tanta fede e dimostrando una qualità di amore davvero pura.

Ma la cosa bella è che in palio non c’è solo il Paradiso fra tot anni, ma il Paradiso, per chi vuole, comincia già ora, oggi, perché quando si ama senza confini, cosa volete che conti tutto il resto? Una moglie che non ti parla o ti offende? Un figlio che manifesta evidenti difficoltà? Non fare più l’amore?

Pazienza, si va avanti lo stesso: se Dio ci concede ancora tempo su questa terra, vuol dire che non abbiamo ultimato la nostra missione e la nostra preparazione. Quando umanamente si fa il possibile, Dio dà i doni necessari ad andare avanti, in particolare pace, sapienza, fortezza e farà i giusti miracoli a tempo opportuno, così tanti che un giorno ci meraviglieremo di quante persone ne hanno beneficiato!

Ettore Leandri (Presidente Fraternità Sposi per Sempre)

7 Pensieri su &Idquo;Mio marito se n’è andato. Perchè restare fedele?

  1. “…Perché restare fedele?”

    Semplicemente perché amo ancora mio marito, nonostante anni di separazione e poi divorzio. Perché con noi rimane sempre Gesù che ama entrambi e non ci abbandona. Ma soprattutto perché Gesù saprà far tesoro delle cose belle che abbiamo generato in questa vita; non sciuperà quanto ancora resta, anzi, sono sicura che guiderà entrambi verso qualcosa di ancora più bello e luminoso, che già abita nelle Sue Vie e non nelle nostre, così tanto confuse e a volte oscure.

    Le ferite che porto bruciano ancora e a volte la mancanza di una carezza, di un sorriso, di qualche attenzione, mi fanno sentire triste. Ma mi basta cambiare lo sguardo, guardare la vita, la natura, l’armonia che scorgo attorno a me. Telefonare ai figli, ai nipoti, a qualche amica. Mi bastano gli occhi profondi della mamma anziana che mi aspetta, canta, ama, spera ancora…nella primavera. Mi basta Gesù, presente in tutto questo e in altro ancora.

    Ho scoperto che nessuno mi ruberà mai l’amore che ancora provo per mio marito, e la speranza nella vita che sempre si rinnova. E’ qualcosa di diverso, di semplice, sereno e gratuito. A volte, sono sincera, la devo cercare in me, e non è sempre facile… ma poi basta un’alba, i colori di un tramonto, il profumo di un fiore, l’incontro con un pettirosso…per risentire quella pace fa bene al cuore: mio, dei figli, di Gesù ma, sono sicura, anche a quello di mio marito.

    Auguro a tutti tanta serenità nel cuore!

    Buona vita!

    Rita Pizzato

    Piace a 1 persona

  2. perché restare fedeli…

    Mio marito se ne è andato da nove anni, dopo 30 anni di vita vissuta insieme. Una vita attraversata da alti e bassi, vita che ci ha regalato due meravigliose figlie, una vita che nei momenti di difficoltà ci portava ad abbracciarci e in quell’abbraccio confidavamo sempre nella provvidenza divina e insieme siamo andati avanti. Ma poi ci sono eventi che ti stravolgono, come un lutto e tutto cambia. É quello che è accaduto a me! Nel dolore della perdita di mia madre mi sono rinchiusa in un mondo tutto mio, un mondo di leggerezza e vuoto che mi ha portata ad allontanarmi da mio marito. Improvvisamente non parlavamo più la stessa lingua, tra noi solo silenzi, non ci abbracciavamo più, non ci guardavamo più. Sarei un ingrata se non riconoscessi i suoi tentativi di ristabilire un contatto tra noi, ma oggi posso dire che non era quello giusto, a lui mancava la parte fisica della relazione a me mancava tutto il resto. E così un giorno ha deciso di andare via, aveva nel frattempo rincontrato una sua ex fidanzata e da allora ha intrapreso una relazione extraconiugale poiché noi non siamo separati. Dopo che lui se ne è andato sono sprofondata ancora di più e mi sono resa conto di quanto mi mancassero anche i suoi silenzi ho provato in tutti i modi, l’ho supplicato di ricominciare, ma lui mi ha sempre risposto che ormai era troppo tardi. In questi nove anni ci saremmo visti forse dieci volte, l’ultima due anni fa perché in difficoltà economica , mi ha chiesto un aiuto che non ho negato di dargli. Le figlie oggi “donne” le vede a Natale per un caffè , mi dicono sia invecchiato e trascurato. E quindi tornando alla domanda iniziale, perché restare fedeli? Perché resto fedele al vincolo del matrimonio, resto fedele alla famiglia che abbiamo formato, resto fedele a quella scelta d’amore, resto fedele alla speranza di vederlo un giorno tornare, perché nonostante tutto io ho sempre amato e amerò mio marito. Oggi sono una donna e soprattutto una mamma serena orgogliosa delle mie ragazze dei loro traguardi raggiunti e mi dispiace per mio marito che si è perso tutto ciò!

    "Mi piace"

  3. Pingback: La mia continenza: un sacrificio d’amore | Matrimonio Cristiano

Lascia un commento