Come anticipato nel precedente articolo, prima di proseguire con i versetti del Cantico, ci soffermeremo qualche settimana sulla tenerezza e sui gesti che la caratterizzano. Clicca qui per leggere quanto già pubblicato. La riflessione come sempre è tratta dal nostro libro Sposi sacerdoti dell’amore (Tau Editrice).
La tenerezza non è solo un’emozione passeggera, ma uno stile di vita, un modo autentico di amare che riflette la dolcezza di Dio. Per gli sposi cristiani, essa rappresenta la via privilegiata per donarsi reciprocamente e contrastare il desiderio di possesso. Come affermava Papa Giovanni Paolo II, “l’amore vero è dono di sé” e la tenerezza ne è l’espressione più pura e vera. In un mondo in cui l’amore viene spesso confuso con il possesso, imparare a vivere la tenerezza diventa un atto rivoluzionario.
La Tenerezza: Un Linguaggio Corporeo
La tenerezza non è solo un sentimento, ma un vero e proprio linguaggio che si esprime attraverso il corpo. Il corpo, infatti, non è un elemento estraneo all’anima, ma ne è parte integrante. Come sottolineano in tanti tra cui Luigi Maria Epicoco, “noi non abbiamo un corpo, noi siamo il nostro corpo“. La corporeità è lo strumento attraverso cui possiamo manifestare amore e accoglienza, rendendoci disponibili all’altro in un dialogo d’amore continuo.
Tuttavia, questo processo non è sempre immediato. Don Carlo Rocchetta osserva che ogni persona ha due possibilità: “fare della corporeità un segno vivo e tangibile della tenerezza oppure chiudersi a riccio, facendo di sé un recinto chiuso e impenetrabile“. Spesso, le ferite del passato, le insicurezze e le esperienze vissute rendono difficile questa apertura. Solo attraverso un percorso di fiducia, rispetto e abbandono reciproco, gli sposi possono imparare ad accogliersi pienamente, superando le barriere interiori che ostacolano l’intimità. Spesso è utile anche della terapia per fare luce.
La Castità: Scuola di Tenerezza
Un elemento fondamentale in questo cammino è la castità, intesa non solo come astinenza prima del matrimonio, ma come un continuo affinamento del rapporto fisico nella vita coniugale. Essa permette di mantenere un’unità profonda tra anima e corpo, favorendo la crescita nella tenerezza. Come spiegava Papa Giovanni Paolo II, “l’amore casto non è rinuncia, ma un modo per possedere se stessi per potersi donare completamente all’altro“.
I fidanzati che vivono un cammino di castità imparano a esprimere l’affetto attraverso la tenerezza, creando così una base solida per un matrimonio fondato sulla vera intimità. La castità nel fidanzamento insegna ad essere teneri anche quando non è previsto un rapporto intimo. Cosa che diventa importantissima anche nel matrimonio quando ci saranno giorni settimane o anche mesi che non si potranno avere rapporti per i più disparati motivi. La tenerezza diventa allora un ponte tra il rapporto con il coniuge e l’intimità con Dio. Quando gli sposi si amano con dolcezza e rispetto, rispecchiano il modo in cui Dio ama ogni creatura. Come afferma Epicoco, “la tenerezza porta all’intimità con Dio e Dio porta alla tenerezza nell’intimità con la nostra sposa o il nostro sposo“.
La Tenerezza Come Via di Libertà
L’amore autentico non è mai un vincolo, ma una liberazione. Papa Francesco, nel suo discorso del 2018, preparato per i partecipanti al convegno promosso dalla “Casa della Tenerezza” di don Carlo Rocchetta, ha detto: “Quando l’uomo si sente veramente amato, si sente portato anche ad amare. D’altronde, se Dio è infinita tenerezza, anche l’uomo, creato a sua immagine, è capace di tenerezza. La tenerezza, allora, lungi dal ridursi a sentimentalismo, è il primo passo per superare il ripiegamento su sé stessi, per uscire dall’egocentrismo che deturpa la libertà umana.”
La tenerezza ci educa a donare noi stessi, a non chiuderci nell’individualismo, ma a condividere la nostra vita con l’altro. Non è un semplice gesto affettuoso, ma un vero e proprio impegno quotidiano. Gli sposi che scelgono di vivere la tenerezza costruiscono un rapporto solido, capace di resistere alle difficoltà e di rinnovarsi nel tempo.
Conclusione
Nel matrimonio cristiano, la tenerezza è il segno visibile dell’amore di Dio. Essa non è debolezza, ma forza; non è sentimentalismo, ma linguaggio dell’anima.
Vivere la tenerezza significa imparare a guardare l’altro con gli occhi di Dio, a rispettarne il mistero e ad accoglierlo senza riserve. Come ho sperimentato nel mio matrimonio, il cammino verso un amore maturo passa attraverso la fiducia reciproca, il dialogo sincero e la costante ricerca della bellezza nell’altro. Solo così l’unione coniugale può diventare specchio dell’amore divino, una testimonianza viva e autentica della gioia dell’amore donato e ricevuto.
Antonio e Luisa