Non va mai bene niente

Piove? Che noia, aumenta il traffico, non posso andare in bici, chissà che ingorghi, ecc … Fa caldo? Non lo sopporto, sudo, mi s’incollano i vestiti addosso, mi va giù la pressione, ecc … C’è la riunione in ufficio? Oh no, proprio oggi che dovevo uscire presto, con quel collega antipatico non ce la posso fare, ecc … Il cornicione della pizza è alto? Eh no, ma io lo volevo basso, così farò fatica a digerire, butterò giù troppe calorie, mi si gonfierà la pancia, ecc … Insomma, ammettiamolo: non ci va mai bene niente.

La lamentela, forse ancor più del calcio, è lo sport nazionale. Ci lamentiamo di tutto e del contrario di tutto. Ci siamo trasformati in tanti Brontolo che trovano sempre il difetto piuttosto che il pregio, il negativo piuttosto che il positivo.

Non parliamo poi dell’insoddisfazione nei confronti del coniuge: secondo diverse statistiche, ci sarebbe addirittura un +78% di richieste di terapie di coppia. Motivi? Non sono più felice con lui/lei; non mi capisce; non mi ascolta; non sono più innamorato/a. E’ facile criticare gli altri, i loro comportamenti, il loro carattere, le loro scelte piuttosto che le nostre. È più semplice mettere in croce l’altro piuttosto che il nostro egoismo, il nostro egocentrismo, la nostra sete del soddisfacimento immediato di tutti i desideri.

A monte di tutto c’è un senso d’insoddisfazione pauroso, nel senso che mette paura constatare un’infelicità così diffusa, una nuova lebbra silenziosa che sta dilaniando i rapporti umani a tutti i livelli. Un vuoto cosmico che si è intrufolato nei nostri cuori, rosicchiandoli dal di dentro. Ma soprattutto, a monte c’è l’aver messo da parte Dio, il trascurare la vita dell’anima, l’aver smesso di dedicare tempo di qualità alla preghiera.

Potente come uno schiaffo in pieno volto è arrivata la notizia, qualche settimana fa, del putiferio mediatico che ha suscitato la mamma influencer Giorgia Mosca annunciando di aspettare il decimo figlio. Il “Baby 10 coming soon!” e la foto di un’ecografia hanno sollevato un polverone.

Ecco – mi sono detta – l’ennesima dimostrazione della schizofrenia cognitiva che sembra averci colpiti. Siamo in pieno calo demografico, e ci lamentiamo. Una coppia aspetta il decimo figlio, e ci lamentiamo. Ma c’è di più: non soltanto esterniamo contrarietà a gogò ma ci permettiamo anche d’insultare chi, in assoluta controtendenza e in totale libertà di scelta, decide di mettere al mondo una creatura.

Giorgia Mosca ha risposto così: C’è chi ci ha detto che siamo matti. Io rispondo che io e mio marito siamo felici così. Che la nostra è una famiglia allegra e felice“. E, a proposito dei commenti al vetriolo: Ci sono rimasta male per tanta cattiveria … Capisco sia una scelta fuori dal comune ma è una nostra scelta, ci rende felici“. Già, la felicità altrui. Quella che, troppo spesso, dà fastidio, suscitando invidie e gelosie. Perché, se io sono triste e infelice, gli altri devono essere allegri e sorridenti?

Sembra proprio che non ci siamo evoluti affatto dall’uomo medio dei tempi di Gesù, il quale già allora constatava: “A chi dunque posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così: «Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!». È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: «È indemoniato». È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: «Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!»”  (Lc 7, 31-34). Non andava mai bene niente duemila anni fa, non va mai bene niente ancora oggi.

È qui che deve scattare il campanello d’allarme, è qui che dobbiamo fermarci a riflettere. Non è che la rabbia, e il fastidio nei confronti di tutto e tutti, nascono dal nostro io interiore, dall’insoddisfazione che abbiamo nei confronti di noi stessi? Gesù ci aveva avvertiti: “Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo” (Mc 7, 20-23).

Un’alternativa è possibile? Certo che sì! Riprendere la vita di fede, ricominciare a pregare e ad amare Dio. In questo modo saremo nuovamente in grado di scorgere il bello dentro e fuori di noi e fare pace con la nostra anima e la nostra coscienza.

Non è immediato, non è scontato ma è possibile. Con Gesù. Allora gli altri e il mondo attorno a noi non saranno più la piantina di Risiko, qualcosa da conquistare e bombardare a tutti i costi, ma il campo in cui seminare amore, pace, empatia, comprensione.

E ben venga se c’è qualcuno felice e spensierato! Perchè posso esserlo anch’io, possiamo esserlo anche noi! Può esserlo il mio matrimonio, la mia famiglia, il mio lavoro, la mia vita! Perché con Dio al centro cambierà tutto. Ma, soprattutto, cambierò io, cambieremo noi.  E ci andrà di nuovo bene la vita.  

Fabrizia Perrachon

Un pensiero su &Idquo;Non va mai bene niente

  1. 10 figli? Una grande pazza…e ce n’è bisogno di un po’ di pazzia per prendere certe strade nella vita e arrivare ad un “dunque”, che permette a ciascuno di vivere e crescere (e nel loro caso, di Giorgia e suo marito, di crescere figli e figlie)
    … Per me in arrivo nr2 fra 1 mese
    Già mi danno del pazzo a 31 anni… Si, un po’ lo sono😏

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