Una Sola Carne non Significa Diventare una Sola Persona

Stabilire dei limiti all’interno della relazione di coppia può suonare, a un primo ascolto, come un gesto freddo, distante, quasi egoista. In un tempo in cui l’amore viene spesso concepito come fusione totale, l’idea di porre dei “confini” rischia di sembrare un atto contrario alla comunione. Eppure, proprio alla luce del Vangelo e della sapienza della Chiesa, scopriamo che i limiti — se vissuti nella carità — non sono muri che dividono, ma ponti che custodiscono. E nell’ottica della psicologia, possiamo dire che aiutano a rimanere adulti, liberi e responsabili nella relazione, evitando giochi psicologici che feriscono e logorano la coppia.

Custodire l’alleanza, non l’illusione della fusione

Nel sacramento del matrimonio, l’uomo e la donna diventano “una sola carne” (Genesi 2,24), ma non una sola persona. L’unione sponsale non abolisce l’identità, la arricchisce. San Giovanni Paolo II, nella sua Mulieris dignitatem, sottolineava come la reciprocità tra uomo e donna non si basi sull’annullamento, ma sul dono libero e consapevole di sé. Questo significa che per potersi donare autenticamente, è necessario sapere dove finisce il proprio io e dove comincia l’altro. La maturità di una coppia si misura nella capacità di onorare le differenze, di custodire l’individualità senza viverla come minaccia.

L’Analisi Transazionale ci offre un linguaggio prezioso per comprendere tutto ciò. Quando una relazione è carente di confini chiari, si attivano spesso dinamiche in cui un partner assume un ruolo genitoriale (“Ti dico io cosa è giusto per te”) e l’altro quello del bambino (“Mi annullo pur di essere accettato”). Ma l’amore maturo vive nella modalità “Adulto-Adulto”, dove ciascuno riconosce sé stesso, l’altro e la relazione come realtà distinte e preziose, da custodire con responsabilità.

I confini non sono muri, ma accordi

Mettere dei limiti non vuol dire chiudersi, ma esplicitare i bisogni in modo adulto. Significa dire: “Questo è ciò che per me è importante, e desidero che tu lo conosca, perché voglio costruire con te qualcosa di bello e stabile.” È un gesto di verità e di amore. Quando due persone si accordano su ciò che è accettabile e su ciò che può ferirle, stanno gettando le fondamenta per una relazione serena, onesta e rispettosa.

Papa Francesco, nell’Amoris Laetitia, ci ricorda che “l’amore ha bisogno di tempo disponibile e gratuito, che metta altre cose in secondo piano” (AL 224), ma questo tempo non può essere invadente, totalizzante, privo di ascolto dei ritmi e dei bisogni dell’altro. I confini sono come le cornici che esaltano un dipinto: senza di esse, l’opera si perde. Con essi, viene protetta e valorizzata.

Rispetto e libertà: due nomi della carità

Una relazione senza rispetto è una relazione che prima o poi diventerà un campo di battaglia. E il rispetto si esercita anche — e forse soprattutto — nei piccoli dettagli: non leggere messaggi privati se non autorizzati, non pretendere l’adesione automatica a ogni scelta, non imporsi nelle emozioni dell’altro, non esigere spiegazioni dove non c’è trasparenza ma controllo.

Quando due persone si amano cristianamente, si rispettano perché vedono nell’altro un figlio di Dio, una persona libera, un mistero sacro. I limiti, in questo senso, sono come delle soglie: ricordano che l’altro è “altro”, e che la relazione non è possesso, ma alleanza.

Dal punto di vista psicologico, il rispetto dei confini aiuta a prevenire giochi distruttivi, come il vittimismo (“con tutto quello che faccio per te…”) o il salvataggio (“so io cosa è meglio per te”). I giochi nascono quando si smette di comunicare in modo chiaro, e si cerca di ottenere attenzione, affetto o potere in modo indiretto. La comunicazione adulta, invece, parte dalla consapevolezza di sé e si esprime in modo diretto, sereno, assertivo.

Intimità e privacy: non tutto va condiviso

Un altro aspetto spesso frainteso riguarda la privacy nella coppia. C’è una sottile, ma fondamentale, distinzione tra il non avere segreti e il pretendere di condividere tutto. Anche in una relazione molto unita, restano spazi personali: il diario interiore, il tempo per sé, alcune amicizie, alcuni oggetti o luoghi simbolici. San Tommaso d’Aquino ci ricorda che l’amore si nutre anche della distanza giusta, quella che permette alla libertà di respirare. Nessuno può amare davvero se si sente soffocato. Un amore che invade, che sorveglia, che pretende l’accesso a ogni angolo della vita dell’altro, è un amore fragile e possessivo. L’amore vero si fida. E, proprio perché si fida, non ha bisogno di controllare.

Quando mancano i limiti

Una relazione priva di confini è una relazione esposta a ogni vento. Quando non ci sono accordi chiari, l’equilibrio si rompe facilmente. L’uno può sentirsi invaso, l’altro trascurato. Si creano aspettative non dette, si accumulano rancori silenziosi. E spesso si cade nella dipendenza emotiva: si ama l’altro non per quello che è, ma per il bisogno che abbiamo di lui. In Analisi Transazionale, questo è il terreno fertile dei giochi e delle simbiosi: nessuno è davvero libero, perché ciascuno si appoggia sull’altro per definire sé stesso.

Ma il matrimonio cristiano è una chiamata alla libertà, non alla fusione. È il luogo in cui due persone imparano ad amare come Cristo ha amato: donandosi senza annullarsi, servendo senza perdere sé stessi, perdonando senza giustificare l’ingiustizia.

In definitiva, stabilire dei limiti nella coppia non è una forma di difesa, ma un atto d’amore consapevole. È dire all’altro: “Ti rispetto così tanto che non voglio invaderti, né essere invaso. Voglio camminare con te, fianco a fianco, liberi e responsabili, adulti nella fede e nell’amore.” Così si custodisce la bellezza dell’alleanza, e si diventa davvero segno visibile dell’amore di Dio nel mondo.

Antonio e Luisa

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Un pensiero su &Idquo;Una Sola Carne non Significa Diventare una Sola Persona

  1. Condivido questo ‘posted’, ma c’è un particolare nella vita di una coppia che non va trascurato. Premesso che la piena conoscenza verso l’altra persona non si esaurisce subito, ma comporta dei tempi lunghissimi se non infiniti. Chi dice il contrario, vuol dire che non ha capito proprio niente della vita di coppia. Posso tranquillamente assicurare, con prove certe, che anche in tempi piuttosto lunghi si sono avute grosse sorprese, prima inimmagginabili, causando la separazione richiesta dal coniuge offeso. Come mai succede questo in una coppia di sposi per giunta con prole? Purtroppo, le separazioni sono in forte crescita, proprio perché si dá per scontata la fiducia al 100%. Proprio per questo motivo, sono in aumento anche le richieste di investicatori privati per avere delle conoscenze sul partner: chi sono i genitori, chi sono gli amici frequentati, che studi ha svolto, che lavoro svolge, se fa uso di droga, se è affetto di patologie cattive non guaribili, se è abituato a rubare, se è un donnaiolo, etc. Questa amara realtá, purtroppo, impone la necessitá di pretendere dal proprio coniuge una LIBERTÁ un pó CONDIZIONATA (in certi casi). La coppia non vive sulla luna, ma in un contesto comunitario, dove viene soppesato ogni comportamento abitudinario del coniuge, ma poco rispettoso nei riguardi dell’altro coniuge in quel momento assente… Sinceramente, questa tanta decandata libertá a tutto spiano in una coppia, senza un opportuno condizionamento, costituisce, purtroppo, una delle principali cause di tante separazioni…

    (Pietro Paolo Speranza)
    ppaolo.speranza@gmail.com

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