Scelte e Libertà Personale

Oggi mi ricollego a due articoli, Mio marito è anaffettivo e io ho fame d’amore e Trasformare la fame d’amore in libertà personale in cui Antonio e Luisa rispondono molto correttamente a una domanda di una donna: “Mio marito è anaffettivo. E io ho fame d’amore”. Desidero portare anche la mia esperienza di vita e il mio punto di vista, integrando quello che è stato già scritto con alcune sottolineature.

Resistere o scegliere.

È verissimo, anche se uno lo fa per buoni motivi, non si può passare una vita nel resistere, pensando che quello che sta succedendo sia un ingiustizia e una croce da sopportare e basta. Mi dispiace dirtelo cara sorella, ma per quanto tu sia forte e volenterosa, non potrai farlo per molto tempo, perché prima o poi questo peso ti sembrerà insostenibile e non più sopportabile: la strada invece da percorrere è quella della scelta, cioè io liberamente scelgo cosa fare e in questo caso di restare.

Può sembrare una sottigliezza, una differenza irrilevante, ma qui non si tratta di fare una scelta una volta per tutte, come quando vai a comprare una casa bellissima in cui decidi e quella sarà la tua abitazione per la maggior parte della tua vita: no, qui si tratta di alzarsi ogni mattina e scegliere da che parte stare e solo il sentirsi protagonisti, cambia molto le cose. Si passa così dal “devo fare” a “voglio fare”, cioè ci sono delle motivazioni importanti alla base del mio comportamento. Come ho detto anche altre volte, non si tratta di giocare in difesa e di opporsi agli eventi, ma di ribaltare il gioco e buttarsi in attacco.

Le persone non si possono cambiare.

Purtroppo questo è un errore in cui cadono in tanti e addirittura c’è chi si sposa con questa missione: “alla fine riuscirò a cambiarlo/a”; in realtà noi non abbiamo nessun potere sulle decisioni altrui, a malapena riusciamo a intervenire sulle nostre. Il nostro carattere, le nostre mancanze, i difetti e le tendenze probabilmente ce li porteremo dietro per tutta la vita, non riusciamo a modificare noi stessi e pretendiamo di cambiare gli altri. È assurdo! L’unica cosa che possiamo fare è agire su di noi, so che è una cosa faticosa e che richiede un grande sforzo, ma è l’unico terreno in cui possiamo lavorare (ovviamente è più facile attribuire la colpa ai comportamenti altrui).

Nella vita mi sono trovato a cambiare diverse volte i miei punti di vista e meno male! Bisogna anche avere il coraggio di dire “ho cambiato idea”, oppure “non avevo considerato alcuni aspetti”. Io credo che la maturità di una persona sia anche quella di ammettere questo e cambiare nel tempo.

La fame d’amore.

Giustamente dici che tu hai fame d’amore, hai ragione, il desiderio di essere amati è una caratteristica che ci accompagna sempre, fin da quando siamo piccoli e alla fine è probabilmente quello che ci rende felici. Tanto è vero che a volte, per racimolare un po’ d’amore, siamo disposti anche a fare cose che non ci piacciono e accettare relazioni non paritarie o basate su compromessi.

Ma il punto è proprio questo: possiamo vivere mendicando l’amore o possiamo imparare a nutrirci di amore in un altro modo, un modo più libero e più maturo; e qui vengo alla parte che mi sta più a cuore. Tu non sei solo una moglie che ha fame d’amore, tu sei una figlia di Dio e quella fame profonda che senti dentro, può essere nutrita da un amore che non dipende dal comportamento di tuo marito. Il tuo valore non dipende dal numero di carezze o di parole dolci che ricevi. Il tuo cuore non può essere in ostaggio delle carenze di tuo marito.

Certo, non è facile, non sto dicendo che devi farti bastare tutto o accettare ogni mancanza e che tuo marito non abbia delle responsabilità, ma sto affermando che c’è una via per vivere bene anche lì dove manca il calore umano: è la via del dono. Sto dicendo che prima di essere sposa, sei amata, non da un Dio lontano, freddo o astratto, ma da un Dio che si fa vicino, tenero, concreto, che ti guarda, ogni giorno, con occhi pieni di affetto.

Sì, tu sei amata, anche ora, anche in mezzo a questa tua frustrazione, anche nella tua solitudine e se questa verità diventa il tuo nutrimento quotidiano, allora cambia tutto. Non sarà più tuo marito a decidere se tu ti sentirai amata o meno, non sarà più il suo silenzio, la sua durezza, la sua distanza a determinare la tua gioia di vivere.

Ecco la libertà personale di cui parlano Antonio e Luisa, è una libertà vera, non teorica, è libertà di amare senza attendersi sempre qualcosa in cambio, di scegliere ogni giorno che tipo di persona vuoi essere, di camminare, anche tra le lacrime, senza perdere la dignità e la speranza.

Certo, è un cammino lungo e ci saranno giorni in cui ti sembrerà tutto inutile, in cui dirai: “Ma perché devo essere sempre io quella che si mette in discussione?”. Eppure, è proprio lì che nasce un amore nuovo, un amore libero, non schiavo del bisogno, non più impaurito o ricattato, ma saldo. Dove prima c’era solo angoscia, ora c’era una pace interiore, una serenità che nessuno può togliere. Smetti di chiederti se tuo marito ti ama, chiediti: “sono io un dono per lui?

Non sei sola

Infine, un ultimo pensiero: non sei sola. Nella tua solitudine, nella tua fame d’amore, nella tua stanchezza… Cristo è con te e con te c’è la Chiesa, ci siamo noi, c’è chi prega ogni giorno per le famiglie, specialmente quelle ferite e in cui gli sposi sono in difficoltà: in particolare tanti fratelli e sorelle lasciati dal coniuge che non hanno smesso di credere nell’amore.

Cara sorella, la tua fame d’amore non è una condanna, è un’opportunità ad amare più in profondità, ad affidarti totalmente, a diventare un segno vivo di Cristo Sposo, che ama anche quando è rifiutato, che resta anche quando viene ignorato, che dona se stesso fino alla fine.

Ettore Leandri (Presidente Fraternità Sposi per Sempre)

Acquista il libro con gli articoli più belli del blog

Acquista il libro Il dono del corpo. La sessualità come dono sacro tra gli sposi.

Acquista L’ecologia dell’amore

2 Pensieri su &Idquo;Scelte e Libertà Personale

Lascia un commento