Nonni: angeli custodi delle nostre famiglie

Due ottobre: festa degli angeli custodi, divenuta anche – almeno in Italia – la festa dei nonni. Ma per quale motivo?  In un mondo in continua evoluzione, dove il ritmo della vita sembra accelerare ogni giorno di più, esiste una figura silenziosa ma fondamentale che rappresenta un punto fermo nelle nostre vite: i nonni.

Definirli semplicemente come i genitori dei nostri genitori sarebbe riduttivo. I nonni sono molto di più: sono custodi di memoria, maestri di vita, fonti inesauribili di amore incondizionato. Sono, per molti di noi, dei veri e propri angeli custodi delle famiglie.

I nonni rappresentano una presenza affettuosa e rassicurante. Con la loro esperienza, saggezza e capacità di ascolto, riescono a trasmettere sicurezza e calore, creando un senso di protezione che va ben oltre le parole. In molte famiglie, sono coloro che più di tutti riescono a dare conforto nei momenti difficili, offrendo consigli sempre ricchi di significato. La loro presenza calma, spesso silenziosa, è come un abbraccio che avvolge tutta la famiglia.

I nonni sono la nostra memoria vivente. Attraverso i loro racconti, ci collegano a un passato che altrimenti andrebbe perduto. Parlano di tempi lontani, di difficoltà superate, di un mondo diverso ma non per questo meno importante. Questi racconti, ben più che semplici aneddoti, sono veri e propri insegnamenti di vita. Valori come il rispetto, la solidarietà e la gratitudine vengono trasmessi in modo naturale, spesso senza nemmeno rendersene conto.

Non lo dico io ma la Bibbia! Nelle Sacre Scritture, infatti, l’anziano rappresenta un valore prezioso per la famiglia, la discendenza e la comunità, non tanto come simbolo generico di saggezza, piuttosto come testimonianza concreta della relazione piena con Dio.

È segno della fedeltà divina e del compimento dei suoi comandamenti, come esprime chiaramente il passo: “Fino alla vostra vecchiaia io sarò sempre lo stesso, io vi porterò fino alla canizie. Come ho già fatto, io vi porterò e vi salverò” (Is 46,4). Il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe non solo valorizza la vita dell’anziano, ma lo accompagna fino alla vecchiaia con l’obiettivo di affidargli una missione specifica. Questo ruolo emerge nelle parole del profeta Gioele: “Io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie; i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni” (Gl 3,1).

Con l’evoluzione della società e l’aumento delle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano, i nonni hanno assunto un ruolo sempre più pratico e concreto nella gestione quotidiana della famiglia. Si occupano dei nipoti, li accompagnano a scuola, li aiutano con i compiti, li crescono con pazienza e dedizione. Sono una risorsa insostituibile anche dal punto di vista economico: in molti casi, il loro aiuto consente ai genitori di lavorare serenamente, riducendo la necessità di ricorrere a babysitter o servizi a pagamento.

Il rapporto tra nonni e nipoti è unico, libero dalle pressioni educative che gravano sui genitori. I nonni possono permettersi di essere più indulgenti, più pazienti, più giocosi. Questo genera un legame profondo, basato sull’amore puro e sull’accettazione totale. I nipoti, da parte loro, vedono nei nonni dei confidenti fidati, con cui condividere pensieri, sogni e paure. È un rapporto reciproco, in cui entrambi crescono e imparano: i nonni restano giovani grazie alla freschezza dei nipoti e questi imparano a conoscere l’importanza delle radici e del rispetto.

La perdita di un nonno o di una nonna, dunque, lascia un vuoto immenso. È come perdere una parte di sé, un pezzo di casa, un faro nella notte. Eppure, anche dopo la loro scomparsa, i nonni continuano a vivere dentro di noi, nei valori che ci hanno trasmesso, nei gesti che ripetiamo senza accorgercene, nelle parole che ci tornano alla mente nei momenti più inaspettati. La loro eredità è fatta di cose semplici, ma essenziali: una ricetta di famiglia, un proverbio, una carezza.

Nella società moderna, spesso concentrata sull’efficienza e sulla produttività, si rischia di trascurare l’importanza degli anziani. Eppure, prendersi cura dei nonni, ascoltarli, coinvolgerli nella vita familiare, non è solo un atto d’amore ma anche un gesto di giustizia. Non sono solo beneficiari del nostro affetto: sono parte attiva della famiglia, con tanto ancora da dare. Valorizzarli significa riconoscere il loro ruolo essenziale e fare in modo che si sentano utili, amati, rispettati.

I nonni sono molto più di semplici figure familiari: sono angeli custodi, che vegliano silenziosamente sulle nostre vite. Ci guidano, ci proteggono, ci insegnano con l’esempio. In un mondo che cambia, i nonni restano un punto fermo. Non smettiamo mai di ringraziarli, di abbracciarli, di ascoltarli. Perché in ogni sorriso, in ogni racconto, in ogni gesto d’amore, c’è tutto il loro mondo… e il nostro futuro.

Fabrizia Perrachon

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