Aspettare il Santo Natale con la propria moglie o con il proprio marito è un’esperienza che, se vissuta nella fede e con fede, acquista un significato che va ben oltre la semplice preparazione esteriore alle feste. È un tempo di grazia, un cammino interiore che la coppia può percorrere insieme, vivendo l’Avvento non come una stagione qualunque ma come un’occasione preziosa per rinnovare la propria fedeltà, rinsaldare il vincolo sacramentale e riscoprire la bellezza del “noi” davanti al mistero dell’Incarnazione.
Il Natale, infatti, non è soltanto memoria di un evento accaduto duemila anni fa quanto piuttosto sentire la presenza viva di Dio che continua a venire incontro all’uomo, facendosi vicino nella quotidianità degli sposi. Prepararsi insieme significa imparare a riconoscere questa venuta di Cristo nella vita coniugale: nel gesto semplice del condividere un pasto, nel sostegno reciproco quando la stanchezza o le preoccupazioni si fanno sentire, nella preghiera fatta a due, magari la sera, quando il silenzio della casa sembra favorire l’ascolto del cuore.
Ogni momento può diventare attesa, ogni gesto può essere un segno di quell’apertura al Bambino che nasce. Per una coppia cristiana, l’Avvento è anche un invito a purificare lo sguardo. Il mondo circostante tende a ridurre il Natale a un tempo di consumo e di frenesia, ma gli sposi credenti sanno che la vera attesa non si misura dalle decorazioni o dai regali, bensì dalla capacità di farsi accoglienti a Cristo, che viene nella fragilità e nella povertà.
Attendere il Natale con la moglie o con il marito diventa, allora, un allenamento spirituale, come prendersi per mano e decidere insieme di dare priorità alla preghiera, al perdono, alla riconciliazione. E se anche in questo periodo emergessero tensioni o fatiche è proprio nel “qui e adesso” che si può cogliere l’occasione per vivere la carità reciproca, ricordando che il matrimonio è un sacramento che rende presente l’amore di Cristo per la Chiesa.
La figura di Maria, Madre di Dio, illumina questa attesa. Lei, che ha custodito nel suo grembo il Verbo fatto carne, diventa modello di ogni sposa e di ogni coppia cristiana. Guardando a Lei, gli sposi imparano ad accogliere la vita con gratitudine e a dire il loro “sì” a Dio nei momenti semplici della quotidianità.
Ugualmente se guardiamo a San Giuseppe, “uomo giusto” per eccellenza, che ha accolto senza giudicare, diventando autentico sostegno per la nuova famiglia. Aspettare il Natale con il coniuge, dunque, significa anche guidare dallo sguardo amorevole dei Santi Sposi, pregando perché il Bambino che nasce renda la propria casa un luogo di pace e di speranza.
Il giorno di Natale, la coppia può vivere con particolare intensità l’Eucaristia, sapendo che quella mangiatoia in cui giace il Figlio di Dio non è altro che il segno di un amore che si dona completamente. Ed è lo stesso amore che gli sposi sono chiamati a riflettere, l’uno verso l’altro, nella loro vita matrimoniale. La celebrazione liturgica si trasforma così in culmine e un punto di partenza nello stesso momento: la coppia, che ha atteso insieme, riceve ora la gioia di Cristo che viene a rinnovare il legame e a rafforzare la missione di famiglia cristiana nel mondo.
Aspettare il Natale con la moglie o il marito, in questa prospettiva, non è soltanto un tempo di dolcezza domestica o di preparativi familiari. È un itinerario spirituale a due voci, in cui lo sguardo dell’uomo e quello della donna si uniscono per contemplare lo stesso mistero.
È un’occasione per ritrovare la profondità della vita di coppia e riconoscere che, proprio nella fedeltà quotidiana e nella condivisione sincera, si fa spazio a Dio che viene. Natale, allora, non sarà semplicemente un giorno di festa ma autenticamente un Santo Natale, conferma che Cristo continua a nascere nel cuore degli sposi che lo attendono insieme, con fede, speranza e amore. Perché la culla più bella ed accogliente è il noi sponsale, reso nuovo e fecondo dall’amore incarnato, Verbo che salva il mondo.
Fabrizia Perrachon
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