Dal libro del Deuteronomio (6, 4-25)In quei giorni, Mosè parlò al popolo dicendo: «Ascolta, Israele: Il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte. […] Quando in avvenire tuo figlio ti domanderà: Che significano queste istruzioni, queste leggi e queste norme che il Signore nostro Dio vi ha dato? tu risponderai a tuo figlio: Eravamo schiavi del faraone in Egitto e il Signore ci fece uscire dall’Egitto con mano potente. Il Signore operò sotto i nostri occhi segni e prodigi grandi e terribili contro l’Egitto, contro il faraone e contro tutta la sua casa.[…]
Questa è la lettura proposta oggi nell’Ufficio Divino, dalla quale abbiamo estrapolato poche frasi che però ci sembrano le più significative per noi sposi. Innanzitutto dobbiamo notare che colui che fa questa serie di esortazioni non è semplicemente un leader carismatico, non è il top-influencer del popolo che stava compiendo l’Esodo, ma è il mediatore tra Dio ed il suo popolo. Per comprendere meglio la figura di Mosè bisogna che lo vediamo per ciò che rappresenta: è una prefigura del Salvatore, infatti Gesù viene descritto più volte come il nuovo liberatore di Israele, come un novello Mosè, Gesù stesso parlerà non solo di Mosè ma anche della manna del deserto.
Se immaginiamo le stesse frasi sulla bocca di Gesù allora tutto il brano prende una nuova forma. Naturalmente quello che a noi sposi interessa è tutta la parte riguardante il ruolo dei genitori come primi catechisti dei propri figli e tutti quei riferimenti alla consueta vita familiare. E fin qui nulla da eccepire se non evidenziare come i primi testimoni che i figli guardano con occhio critico ma anche molto severo siamo proprio noi sposi e genitori.
Ovviamente questo ci obbliga ad un serio esame di coscienza circa l’educazione cristiana impartita ai nostri figli ma nonostante questo argomento sia della massima importanza non è il nocciolo della questione.
A noi pare invece che il centro non sia nell’elenco delle esortazioni sul come testimoniare la propria fede in famiglia (…quando sarai seduto… quando camminerai… ecc…), il centro è nella prima parte della frase: Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore.
E’ da questa parte del testo che si sviluppano poi i consigli e le esortazioni seguenti, come a dire che se questa è la premessa allora giocoforza la tua testimonianza sarà quando sei seduto, quando sei in piedi, quando dormi, quando mangi, ed in qualsiasi altro atto quotidiano.
Leggendo in modo superficiale questo testo si potrebbe pensare di prendere appunti su quando devo trasmettere la fede ai figli, così da non tradire la fiducia di Mosè, o meglio, di Gesù che è il nuovo Mosè. Ma le cose non stanno proprio così.
Quando le nostre figlie sono tornate da un’esperienza di Campus giovanile con un comunità di suore francescane, avevano il volto raggiante, sprizzavano gioia da tutti i pori, era palese che avessero dentro un fuoco che ardeva, non c’era bisogno di comandarle a bacchetta al fine di renderci partecipi della loro esperienza, trasudava da ogni gesto, ad ogni parola, ad ogni sorriso.
La bocca parla dell’abbondanza del cuore: se nel tuo cuore c’è miseria e meschinità allora dalla tua bocca uscirà solo quello, se nel tuo cuore c’è tempesta uscirà tempesta, se nel tuo cuore c’è l’amore per Dio allora uscirà quello.
Cari sposi, il fulcro sta proprio nel fatto che i precetti del Signore (ovvero il Suo amore per noi e la nostra risposta d’amore per Lui) devono stare fissi nel nostro cuore (sede della volontà) altrimenti possiamo anche leggere tutti i manuali del perfetto genitore o del perfetto catechista ma invano.
Coraggio allora, lasciamo che l’amore di Dio penetri nel nostro intimo, a tale scopo quanto è utile soffermarsi ancora a venerare la statuina di Gesù bambino nel presepio, infatti il presepio si metterà via il 2 Febbraio, abbiamo tempo.
Giorgio e Valentina
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